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In Estonia si insegna ai bambini a programmare

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In Estonia partirà quest’anno in venti scuole il ProgeTiiger (progetto tigre, si scrive tutto attaccato), un programma scolastico che ha lo scopo di insegnare agli alunni dai 7 ai 19 anni come programmare. Il progetto, realizzato dal sistema pubblico in collaborazione con soggetti privati, ha l’obiettivo di educare una generazione a relazioni più consapevoli con la tecnologia e Internet, oltre che naturalmente dare agli studenti i primi elementi di competenze potenzialmente importanti e preziose.
L’Estonia – la più settentrionale delle tre repubbliche baltiche, 1.300.000 abitanti, curioso misto di cultura germanica e finlandese – è da molti anni un paese molto all’avanguardia nel rapporto con le nuove tecnologie. Il governo estone è stato uno dei primi al mondo a informatizzarsi completamente e permettere ai cittadini di votare online. I creatori di Skype sono tutti e tre estoni. Il centro di ricerca e coordinamento della NATO per la difesa informatica ha sede proprio a Tallinn, la capitale dell’Estonia. Il progetto NATO si chiama “Tiger’s defence” ed è stato sviluppato in collaborazione con la Tiigrihüpe (salto della tigre), la stessa fondazione che insieme al governo estone ha varato il Progetto tigre per le scuole estoni.

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Educare…con un semplice “click di mouse” – di Francesca Pennisi

Parlare di educazione oggi ci induce inevitabilmente a confrontarci con le grandi novita’ tecnologiche di questa societa’ post moderna che sa comprendere attraverso gli strumenti, ma non e’ piu’ in grado di comunicare emozioni, parole, sentimenti attraverso le relazioni.
All’interno del “gioco tecnomediatico” prevale l’individualita’ a scapito dell’empatia; i modelli digitali, da estensione della mente, si sono tramutati in sostituto dei sentimenti.
Solo ponendoci in netto antagonismo al cospetto di una esperienza socio-culturale ed educativa che assume sempre piu’ un carattere informatizzato, potremo contribuire alla riscoperta dello stare insieme, parlare, guardarsi negli occhi, tenersi per mano, insomma rievocare la semplicita’ di piccoli, ma edificanti gesti che parlano di emozioni, sentimenti…
L’alfabetizzazione emotiva, oggi piu’ che mai, dovrebbe divenire, sin dalla Scuola di base, una disciplina da attenzionare con priorita’.
Noi adulti, in quanto, educatori, genitori, portiamo il peso della responsabilita’ di restituire ai figli del terzo millennio l’opportunita’ di godere del tempo dell’affettivita’ .
La tecnologia, pur rappresentando oggi un mondo da abitare, non puo’ trasmettere il valore insostituibile delle relazioni umane, delle così dette “carezze dell’anima”.
Amicizia, confidenza, fiducia non si possono coltivare connettendosi con quel mondo che sviluppa la socialita’ attraverso un semplice “click di mouse”: scegliamo le emozioni autentiche, scegliamo di “vivere”!
FRANCESCA PENNISI