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Avvio anno scolastico 2010 2011

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’istruzione
Uffici di supporto e collaborazione con il Capo Dipartimento – uff. V
Direzione Generale per il Personale scolastico – uff. IV e V
C.M. n. 59 Roma, 23 luglio 2010
Prot. n. 2375
Ai Direttori Generali degli Uffici
scolastici regionali
LORO SEDI
e p.c. Agli Assessori Regionali
all’Istruzione
LORO SEDI
OGGETTO: Anno scolastico 2010/2011- adeguamento degli organici di diritto alle situazioni
di fatto.
Con la presente circolare si impartiscono istruzioni e indicazioni in materia di adeguamento
delle consistenze degli organici di diritto alle situazioni di fatto. Tale adempimento preliminare
rispetto alle operazioni di sistemazione e di nomina del personale docente, educativo ed ATA
relative al prossimo anno scolastico è finalizzato alla piena realizzazione delle condizioni di
funzionalità ed efficacia dei servizi scolastici che non sia stato possibile definire in sede di
elaborazione dell’organico di diritto.
Con l’occasione, si richiama l’attenzione su quanto previsto dall’art. 1, comma 4 bis, della
legge 24 novembre 2009, n. 167 che ha prorogato al 31 agosto il termine del 31 luglio fissato dalle
legge n. 333/2001 per ultimare le operazioni di sistemazione, utilizzazione, immissioni in ruolo e
incarichi a tempo determinato, tutte finalizzate ad assicurare un corretto e regolare avvio dell’anno
scolastico.
Le SS.LL., proseguendo negli incontri attivati nella fase di definizione degli organici di diritto,
stabiliranno contatti e confronti con le Regioni e gli Enti locali per acquisirne gli orientamenti e le
valutazioni, nell’ottica di una programmazione dell’offerta formativa il più possibile condivisa e
rispondente alle effettive esigenze delle scuola, con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi
scolastici e realizzare un più razionale e proficuo utilizzo delle risorse. Subito dopo le SS.LL.
daranno corso alla fase di informazione alle organizzazioni sindacali attraverso appositi incontri.
Detti incontri si rivelano quest’anno tanto più necessari quest’anno in considerazione dell’avvio
della riforma del secondo ciclo, che coinvolge le sole classi prime dell’a.s. 2010/11, lasciando in
vigore, nelle classi successive, gli ordinamenti previgenti, ancorché modificati nelle quantità-orarie
riferite all’istruzione tecnica e dell’istruzione professionale.
Quanto al quadro delle disposizioni che attualmente presiedono alla definizione degli
organici, si rinvia ai contenuti della D.I. n. 55/2010 (in corso di registrazione), al quale pertanto le
SS.LL. faranno riferimento per la trattazione e per la soluzione delle numerose e complesse
questioni che caratterizzano la materia degli organici, precisando che i regolamenti relativi al
riordino del secondo ciclo sono stati pubblicati nella G.U. n. 137 del 15 giugno 2010.
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Si ricorda che i criteri e i parametri per la formazione delle classi sono definiti dal
Regolamento sul dimensionamento della rete scolastica e sul razionale ed efficace utilizzo delle
risorse umane della scuola (DPR 81/2009), che ha sostituito integralmente il D.M. 24 luglio 1998,
n. 331 e successive modifiche ed integrazioni e il D.M. 3 giugno 1999 n. 141 concernente le classi
che accolgono gli alunni disabili.
Com’è noto, il decreto interministeriale (n. 55/2010) relativo agli organici dell’a.s. 2010/11, in
coerenza con quanto avvenuto negli anni precedenti, ha previsto che le riduzioni stabilite dalla
legge n. 133 del 2008, per l’a.s. 2010/11, fossero effettuate in parte in organico di diritto (per una
quota pari a circa 22.000 unità) e in parte in organico di fatto (per una quota di 3.500 posti). E ciò
al fine di interpretare meglio le esigenze del territorio e dare migliore stabilità al personale
interessato, anche a tutela della continuità didattica.
Le SS.LL. attraverso interventi mirati e valorizzando in pieno l’autonomia delle scuole,
individueranno le misure e le soluzioni atte a contenere e, se del caso, a ridurre le consistenze
degli organici di fatto rispetto alle quantità del decorso anno 2009/10. E’ appena il caso di
precisare che tali quantità devono intendersi comprensive anche degli spezzoni orario che non
hanno concorso a costituire posti o cattedre.
Per la definizione dell’organico di fatto, a solo titolo di esempio, si segnalano alcune tipologie
di interventi che concorrono a raggiungere l’obiettivo di contenimento: – nella scuola primaria,
utilizzando in maniera più idonea i docenti specializzati di lingua inglese e procedendo ad una
attenta verifica dell’esistenza delle condizioni occorrenti per l’attivazione di classi a tempo pieno; –
nell’istruzione secondaria di I e II grado effettuando: una attenta e puntuale riconduzione delle
cattedre a 18 ore; un accurato accertamento dei presupposti e condizioni necessari per la
formazione delle classi a tempo prolungato; una precisa verifica della richiesta delle famiglie delle
due ore aggiuntive di tempo prolungato; una corretta applicazione delle disposizioni relative agli
sdoppiamenti e agli accorpamenti delle classi a seguito della variazione del numero degli alunni.
Va sottolineato che le azioni di adeguamento dell’organico di diritto alle situazioni di fatto,
dovranno tendere ad una rigorosa razionalizzazione delle effettive esigenze di personale, tenendo
presente per un verso l’esigenza che tutto il personale in situazione di esubero trovi piena
utilizzazione e, per l’altro verso, degli effettivi incrementi del numero degli alunni; tanto in vista
dell’obiettivo di corrispondere in maniera adeguata alla domanda di istruzione espressa dalle
famiglie.
Ai fini della corretta e puntuale attuazione delle indicazioni e istruzioni di cui alla presente
circolare, si rivela fondamentale il ruolo delle istituzioni scolastiche e la piena valorizzazione da
parte delle stesse degli spazi di flessibilità che l’autonomia consente, ai sensi del D.P.R. n. 275/99.
Sarà compito, pertanto, delle istituzione scolastiche, una volta ricevute le risorse di organico,
articolare il tempo scuola secondo criteri e soluzioni più idonei al migliore impiego delle risorse
stesse, al potenziamento e alla migliore qualificazione dei servizi anche sulla base delle richieste
delle famiglie, all’incremento dell’offerta formativa, valorizzando le opportunità derivanti
dall’autonomia organizzativa e didattica.
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Ciò posto, considerato che alla determinazione del numero delle classi e dei posti e alla
relativa articolazione si è provveduto in sede di definizione degli organici di diritto, gli interventi di
adeguamento di tale organico alle situazioni di fatto, effettuati nel rispetto dei criteri e dei parametri
previsti dal DPR 81/2009 debbono riguardare solo situazioni eccezionali e del tutto residuali, che,
pertanto, si rivelino indispensabili per assicurare il regolare funzionamento delle istituzioni
scolastiche, tenuto anche conto, nell’attuale delicata fase operativa, dei tempi molto ristretti a
disposizione a seguito della tardiva pubblicazione dei movimenti del secondo grado.
Per quanto sopra, i dirigenti scolastici, ai sensi dell’art. 2, comma 411, lett. c) della legge
244/2007 (finanziaria 2008), prima di procedere all’eventuale attivazione di nuove classi per far
fronte ad incrementi di alunni non preventivabili in sede di determinazione degli organici di diritto,
dovranno acquisire formale autorizzazione da parte del Direttore generale regionale, o di suo
delegato.
Si richiama l’attenzione sulla disposizione dell’articolo 2 della legge 22 novembre 2002 n.
268, concernente l’obbligo, per i dirigenti scolastici e per gli Uffici di disporre accorpamenti di classi
allorché il numero degli alunni, accertato successivamente alla definizione dell’organico di diritto,
risulti inferiore a quello preventivato e non giustifichi, pertanto, tutte le classi autorizzate.
Si ribadisce poi l’esigenza che i nulla-osta all’eventuale trasferimento degli alunni siano
concessi solo in presenza di particolari situazioni, opportunamente motivate. Appare evidente che,
ai sensi dell’art. 2 della legge n. 268/2002, la concessione di nulla osta non potrà comportare
modifiche del numero delle classi già formate. Le SS.LL. vorranno rinnovare formale invito in tal
senso alle istituzioni scolastiche di rispettiva competenza.
I dirigenti scolastici comunicheranno alle competenti sedi territoriali degli uffici scolastici
regionali, non oltre il 28 luglio per il primo ciclo e 2 agosto p.v. per il secondo ciclo sia le variazioni
del numero delle classi, sia il numero dei posti e degli spezzoni di orario che non sia stato possibile
coprire con personale a disposizione per il completamento dell’orario obbligatorio, limitatamente al
primo ciclo, all’interno della stessa istituzione scolastica.
Sempre ai sensi del citato articolo 2 della legge n. 268/2002, non sono consentiti
sdoppiamenti e/o istituzioni di nuove classi, comprese quelle serali, successivamente al 31 agosto,
salvo il caso contemplato dall’art. 14, comma 3, del decreto interministeriale, che prevede una
deroga a tale disposizione per effetto di eventuali variazioni in aumento o in diminuzione del
numero degli alunni derivanti dal mancato recupero dei debiti formativi qualora la relativa verifica si
sia resa necessaria dopo il 31 agosto.
I Dirigenti scolastici, in sede di adeguamento, avranno cura di proporre le eventuali variazioni
della consistenza del numero delle classi già determinato in organico di diritto, anche sulla base di
fondate previsioni di eventuali incrementi che producano scostamenti superiori a 31 unità per
classe (tra le cause di tali scostamenti vanno comprese, ovviamente, quelle riguardanti il recupero
dei debiti formativi).
Gli Uffici territoriali competenti, una volta accertate le necessità eventualmente sopraggiunte,
procederanno di conseguenza, ai sensi del combinato disposto dell’art. 2 comma 411 lett. c) della
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legge n. 244/2007 ( finanziaria 2008) e dell’art. 14, comma 3, del decreto interministeriale relativo
alle dotazioni organiche per l’a.s. 2010/11, tenendo conto del necessario rispetto delle norma
relative alla sicurezza e alla prevenzione.
Le SS.LL. inviteranno gli uffici competenti e le istituzioni scolastiche a comunicare
tempestivamente e, comunque, non oltre il 15 settembre c.a., al Sistema Informativo e a questo
Ufficio, le variazioni in aumento del numero delle classi in applicazione delle leggi 333/01 e
244/2007, nonché gli accorpamenti disposti ai sensi della legge 268/2002.
In conformità di quanto disposto dal comma 2 dell’art. 3 della citata legge n. 333/2001, le
variazioni in aumento del numero delle classi non comportano modifiche nella composizione delle
cattedre. Tuttavia il titolare di cattedra costituita tra più scuole potrà completare l’orario nella scuola
di titolarità qualora nella stessa si determini la necessaria disponibilità di ore o, comunque, una
disponibilità che, nel rispetto degli orari previsti dalle norme vigenti, consenta di ridurre il numero
delle scuole di servizio dello stesso. Tale possibilità si applica anche nei confronti degli insegnanti
di religione. La modifica della composizione della cattedra non comporta riaggregazione
dell’eventuale spezzone rimasto inutilizzato nella scuola lasciata dal docente.
Le ore di insegnamento che conseguono ad eventuali autorizzazioni di ulteriori classi
concorrono, unitamente agli spezzoni residuati dalla determinazione dell’organico di diritto, alla
formazione di posti e, quindi, alla definizione del quadro delle complessive disponibilità, così come
previsto dal citato contratto collettivo nazionale integrativo sulle utilizzazioni.
Poiché alla definizione del quadro delle disponibilità riguardanti le operazioni di inizio
dell’anno scolastico concorrono anche i posti e le ore derivanti dalla concessione di esoneri o semi
esoneri, si rappresenta la necessità che i relativi provvedimenti siano adottati dai Dirigenti
scolastici in tempo utile rispetto all’effettuazione delle citate operazioni e comunicati
contestualmente alle competenti sedi territoriali degli uffici scolastici regionali.
Personale docente
Per quanto attiene alle consistenze di organico relative ai singoli ordini e gradi scolastici si fa
rinvio alle istruzioni ed indicazioni di cui al D.I. n. 55/2010 in corso di registrazione, di
accompagnamento al decreto interministeriale avente ad oggetto le dotazioni organiche dell’a.s.
2010/11, che ha dettagliatamente disciplinato tutte le innovazioni conseguenti all’emanazione dei
provvedimenti applicativi dell’art. 64 della legge 133 del 2008.
Con la presente circolare, pertanto, si richiamano all’attenzione solo alcuni aspetti e profili di
significativo rilievo che caratterizzano i singoli settori scolastici.
Si richiama l’attenzione sulla necessità che deve essere assicurato l’insegnamento dell’ora
alternativa alla religione cattolica agli alunni interessati.
Scuola dell’infanzia:
La scuola dell’infanzia, com’è noto, non ha carattere obbligatorio e, pertanto, alla stessa non
si applica il disposto di cui all’art. 3, comma 1, della legge n. 333/2001. Ne consegue che eventuali
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domande di iscrizioni in esubero non determinano la necessità di apportare variazioni in aumento
del numero delle sezioni.
In effetti, incrementi di posti, finalizzati all’estensione del servizio, possono essere autorizzati
dalla SS.LL. solo nell’ambito delle risorse complessive assegnate.
Scuola primaria:
Com’è noto, la dotazione organica della scuola primaria è stata complessivamente
determinata in ragione di 27 ore per ciascuna delle classi prime e seconde, di 30 ore per ciascuna
delle classi successive alla seconda e in 44 ore per le classi a tempo pieno.
L’esigenza di effettuare un calcolo delle risorse di istituto il più possibile puntuale, ha
comportato l’istituzione anche nella scuola primaria, di “spezzoni orario” il cui computo,
debitamente rapportato a posti interi di 22 ore ciascuno, deve rientrare nel calcolo della
complessiva dotazione organica assegnata con il decreto interministeriale relativo all’a.s. 2010/11.
Giova evidenziare che le economie derivanti dalla scelta da parte delle famiglie del modello
orario di 24 ore settimanali o dalla mancata effettuazione dell’intero orario da parte del docente
della classe, in dipendenza dell’ impiego del docente di religione e/o del docente specialista di
lingua inglese, nonché da eventuali risorse di organico rese disponibili a livello regionale,
concorrono prioritariamente ad assicurare il tempo mensa alle classi organizzate con rientri
pomeridiani e, in subordine, a programmare e organizzare le attività educative e didattiche in base
al piano dell’offerta formativa.
Le quattro ore residuate dalle 44 ore settimanali delle classi a tempo pieno, comunque
disponibili nell’organico di istituto, dovranno essere utilizzate per l’ampliamento del tempo pieno
sulla base delle richieste delle famiglie, nonché per la realizzazione di altre attività volte a
potenziare l’offerta formativa (compreso il tempo mensa per le classi che attualmente praticano i
rientri pomeridiani).
L’insegnamento della lingua inglese deve essere impartito in maniera generalizzata dai
docenti della classe in possesso dei requisiti richiesti o da altro docente specialista facente parte
dell’organico di istituto. I dirigenti scolastici adotteranno le soluzioni organizzative più utili affinché
tutti i docenti in servizio nell’istituzione scolastica, compresi quelli che conseguiranno la
certificazione richiesta per l’insegnamento delle lingua inglese entro il 31 agosto p.v., a
conclusione del corso di formazione linguistico-comunicativa e metodologico-didattica, siano
impegnati nelle classi loro assegnate, nell’insegnamento della lingua Inglese. Solo per le ore di
insegnamento di lingua inglese che non sia stato possibile coprire attraverso una equa
distribuzione dei carichi orario, sono istituiti posti per docenti specialisti, nel limite del contingente
regionale. Di regola viene costituito un posto ogni 7 o 8 classi, semprechè per ciascun posto si
raggiungano almeno 18 ore di insegnamento settimanali.
Il totale dei posti e delle ore derivanti dall’applicazione delle disposizioni e indicazioni di cui
sopra, unitamente ai posti e alle ore destinati all’integrazione degli alunni disabili, costituisce la
dotazione organica di istituto; l’istituzione scolastica, nell’esercizio dell’autonomia didattica ed
organizzativa (D.P.R. n. 275/99), articola il tempo scuola in modo flessibile, individuando le
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soluzioni più idonee per il migliore impiego delle risorse disponili, alle quali sopra si è fatto cenno.
Scuola secondaria di I grado
Com’è noto, ai sensi dell’art. 5 del DPR 89/2009, due sono i modelli orario della scuola
secondaria di I grado: – tempo scuola ordinario, corrispondente a 30 ore settimanali (29 ore di
insegnamenti curricolari, più 1 ora di approfondimento di italiano); – tempo prolungato di 36 ore
settimanali, elevabili eccezionalmente fino a 40 ore.
Le classi a tempo prolungato devono essere autorizzate nei limiti della dotazione organica
assegnata, per un orario settimanale comprensivo di insegnamento e di attività di 36 ore, inclusa la
mensa, fermo restando che la consistenza oraria di organico è di 38 ore settimanali, elevabili, a
richiesta delle famiglie, fino ad un massimo di 40 ore, utilizzando le due ore di approfondimento
delle discipline a disposizione della scuola.
Le citate classi a tempo prolungato possono essere autorizzate solo in presenza di strutture
e servizi idonei, tali da consentire lo svolgimento obbligatorio di attività didattiche anche in fasce
orarie pomeridiane (due o tre rientri) e qualora si preveda, in progressione, la formazione di
almeno un corso intero, fatta salva l’esigenza di assicurare comunque il funzionamento delle classi
attualmente attivate. Richieste di incrementi di posti per le stesse finalità, per evidenti ragioni di
contenimento della spesa, dovranno essere debitamente motivate e sottoposte all’esame e al
vaglio delle SS.LL.. La relativa autorizzazione potrà essere concessa solo in presenza di economie
derivanti dall’organico complessivo e senza nuovi o maggiori oneri a carico delle finanza pubblica.
Si ritiene opportuno precisare che, per evidenti ragioni di continuità e a garanzia delle scelte
operate dalla famiglie, l’eventuale disattivazione delle classi a tempo prolungato dovrà essere
attuata in modo graduale, partendo dalle classi prime.
La composizione delle cattedre derivanti dai quadri orario della scuola secondaria di I grado
è stabilita dal D.M. n. 37 del 26 marzo 2009, che prevede la costituzione di tutte le cattedre con 18
ore di insegnamento. Per l’insegnamento di Italiano, storia e geografia, il citrato D.M. 37/09, per
assicurare la continuità didattica delle tre discipline, ha previsto nove ore per classe senza
precisare il numero di ore da destinare a ciascuna disciplina. E’ rimessa, pertanto, all’autonomia
della scuola, la quantificazione del tempo di insegnamento da destinare a ciascuna disciplina.
L’ora di approfondimento di materie letterarie nel tempo normale della scuola secondaria di I
grado, le ore di approfondimento o di discipline scelte dalle scuole, da 38 a 40, nel tempo
prolungato concorrono a costituire il quadro delle disponibilità rispettivamente per la classe di
abilitazione 43/A – italiano, storia e geografia e per le classi di abilitazione corrispondenti alle
discipline richieste dalla scuola. Si raccomanda di evitare la costituzione di cattedre utilizzando il
solo contributo orario previsto per l’approfondimento in materie letterarie.
Scuola secondaria di II grado
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Si premette che specifiche ulteriori disposizioni verranno emanate successivamente alla
pubblicazione dei movimenti e alla conoscenza degli esuberi provinciali, con particolare riguardo
alle modalità di attuazione dei potenziamenti per la salvaguardia dei docenti soprannumerari e la
sistemazione del personale in esubero, anche con riferimento alla recente ordinanza del TAR del
Lazio.
Si riportano, pertanto, le indicazioni di carattere generale che non incidono su quanto
segnalato al comma precedente.
Per la definizione delle classi e delle consistenze organiche si richiama quanto previsto dal
decreto interministeriale n. 55 del 6 luglio 2010, relativo alle dotazioni organiche del personale
docente per l’a.s. 2010/2011, in corso di registrazione.
Nella G.U. n. 137 del 15 giugno 2010 sono stati pubblicati i regolamenti, con le annesse
tabelle e quadri orari, relativi al riordino dei licei (DPR 15 marzo 2010, n. 89), degli istituti tecnici
(DPR 15 marzo 2010, n. 88), e degli istituti professionali (DPR 15 marzo 2010, n. 87).
Come già fatto presente, l’assetto dell’istruzione secondaria di II grado per il prossimo anno
scolastico si baserà sul doppio regime, legato ai nuovi ordinamenti delle classi prime ed ai
previgenti ordinamenti delle classi successive.
Per quanto riguarda la quota del 20% riservata all’autonomia, poiché la stessa è stata
utilizzata in organico di diritto, nella presente fase di adeguamento dell’organico alle situazioni di
fatto, sarà possibile sanare solo quelle situazioni, già richieste in organico di diritto e che non è
stato possibile attivare per motivi tecnici.
Corsi di qualifica presso gli istituti professionali
Qualora gli istituti professionali, in esecuzioni delle richieste delle Regioni, continuino a
realizzare in regime surrogatorio i corsi di qualifica del previgente ordinamento, tali corsi saranno
attivati dagli istituti professionali, nei limiti delle dotazioni organiche assegnate, senza determinare
ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, utilizzando i seguenti strumenti:
? la quota di autonomia del 20%, calcolata in relazione al monte ore del primo
biennio, fermo restando che il monte ore di ciascuna disciplina non può essere
ridotto oltre il 20%;
? la quota di flessibilità del 25% prevista all’articolo 5, comma 3, lettera c), del
suddetto regolamento;
Mentre per l’utilizzo della quota di autonomia è stata prevista una apposita funzione
dal Sistema informativo, la quota di flessibilità necessaria per svolgere un ruolo integrativo e
complementare rispetto al sistema di istruzione e formazione professionale regionale potrà essere
utilizzata in organico di fatto applicando le opportune “curvature” alle discipline previste dal riordino
dell’istruzione professionale dal D.P.R. 15 marzo 2010, n. 87, limitatamente alle classi prime
funzionanti nell’a.s. 2010/11.
In tale fase, per attivare i percorsi di qualifica, oltre ad utilizzare la quota di flessibilità,
potranno essere impiegati anche i docenti eventualmente in esubero, quote di organico disponibili,
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nonché i docenti che dovranno completare l’orario cattedra, perché costituita con orario inferiore a
quello d’obbligo.
In assenza delle disponibilità di organico o delle risorse necessarie, gli alunni che
hanno optato per la frequenza del percorso triennale, proseguiranno lo stesso nelle classi del
corso ordinamentale quinquennale. Al riguardo si fa riserva di impartire specifiche disposizioni.
Ufficio tecnico
L’art. 4, comma 3, dei regolamenti di riordino degli istituti tecnici e degli istituti professionali
prevedono che il settore tecnologico degli istituti tecnici e il settore industria ed artigianato degli
istituti professionali siano dotati di un Ufficio tecnico con il compito di sostenere la migliore
organizzazione e funzionalità dei laboratori a fini didattici e il loro adeguamento in relazione alle
esigenze poste dall’innovazione tecnologica, nonché per la sicurezza delle persone e
dell’ambiente. Per i relativi posti, fa riferimento a quelli già previsti, secondo il previgente
ordinamento, dai decreti istitutivi degli istituti tecnici e degli istituti professionali confluiti negli
ordinamenti in base alla tabella di cui all’allegato D) dei due regolamenti.
Il successivo art. 8 comma 4 dei due regolamenti stabilisce che i posti relativi all’Ufficio
tecnico di cui all’articolo 4, comma 3, sono coperti prioritariamente con personale titolare
nell’istituzione scolastica e, in mancanza, con personale appartenente a classe di concorso in
esubero con modalità da definire in sede di contrattazione collettiva nazionale integrativa sulla
mobilità e sulle utilizzazioni.
In presenza, pertanto, di personale I.T.P. in esubero sarà possibile attivare l’Ufficio tecnico
in via di fatto.
Posti di sostegno
Com’è noto la Corte Costituzionale, con sentenza la n. 80 del 22 febbraio 2010, ha
abrogato la disposizione che fissava il tetto massimo di posti di sostegno (comprensivo delle
deroghe) attivabili in organico di fatto a livello nazionale (tetto stabilito dalla legge finanziaria n.
244/07 per problemi di contenimento della spesa pubblica), nonché la disposizione relativa al
graduale raggiungimento del rapporto nazionale di un docente ogni due alunni disabili.
La ratio della norma, che prevede la possibilità di stabilire ore aggiuntive o posti di sostegno,
è, infatti, quella di assicurare una specifica forma di tutela ai disabili in condizione di particolare
gravità; si tratta dunque di un intervento mirato, che trova applicazione una volta esperite tutte le
possibilità previste dalla normativa vigente e che, giova precisare, non si estende a tutti i disabili a
prescindere dal grado di disabilità, bensì tiene in debita considerazione la specifica tipologia di
handicap da cui è affetta il soggetto interessato.
La Tabella E, colonna C, del decreto interministeriale relativo agli organici a.s. 2010/11
riporta il numero complessivo di posti fondatamente attivabili da ciascuna Regione nell’a.s.
2010/2011, comprensivo sia della dotazione di organico di diritto, sia di quella di organico di fatto.
A tale complessiva dotazione riportata nella colonna C vanno aggiunti gli eventuali ulteriori
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posti in deroga da autorizzare da parte del Direttore Generale dell’Ufficio scolastico regionale ai
sensi dell’articolo 35, comma 7 della legge 27 dicembre 2002 n. 289, secondo le effettive
esigenze rilevate ai sensi dell’art. 1, comma 605, lett. b) della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che
deve tenere in debita considerazione la specifica tipologia di handicap da cui è affetto l’alunno.
Considerato che anche i posti di sostegno concorrono a raggiungere l’obiettivo di
contenimento della spesa di cui all’art. 64, si confida in una attenta valutazione e programmazione
della distribuzione delle risorse al fine di contenere l’istituzione di ulteriori posti entro lo stretto
necessario in applicazione della sentenza della Corte costituzionale.
Anche al fine di poter informare al riguardo il Ministero dell’Economia e di motivare nei
confronti dello stesso gli scostamenti che dovessero rendersi necessari, le SS.LL. sono invitate a
comunicare a questo Ministero e al Sistema Informativo che ogni variazione in aumento o in
diminuzione del numero degli alunni portatori di handicap e dei relativi posti.
Si richiama la scrupolosa osservanza delle vigenti disposizioni sia per quanto concerne le
modalità e le procedure di individuazione dei soggetti con disabilità, sia ai fini dell’assegnazione
delle ore di sostegno. Si rammenta che la proposta relativa al numero delle ore di sostegno da
attribuire a ciascun alunno disabile, è affidata al Gruppo di lavoro di cui all’art. 5, comma 2, del
DPR 24 febbraio 1994.
Le SS.LL., in accordo con le Regioni, gli Enti locali e gli altri livelli Istituzionali competenti,
individueranno modalità di equilibrata e accorta distribuzione delle risorse professionali e materiali
utili per l’integrazione degli alunni disabili, anche attraverso la costituzione di reti di scuole.
Le classi delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che
accolgono alunni con disabilità, sono costituite secondo i criteri e i parametri di cui all’art. 5 del
Regolamento sul dimensionamento. Si raccomanda la massima attenzione nella costituzione delle
classi con alunni disabili, nel senso di limitare, per quanto possibile, in presenza di grave disabilità,
la formazione delle stesse con più di 20 alunni .
Fermo restando l’applicazione della richiamata sentenza della Corte Costituzionale per
quanto riguarda l ‘istituto della deroga, fa presente che il decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, in
corso di conversione, reca all’art. 9 comma, 15, e all’art. 10, comma 5, due disposizioni riguardanti
rispettivamente la certificazione dell’handicap e il contingente di posti di sostegno.
Istruzione degli adulti
L’organizzazione e le dotazioni organiche dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti
sono regolate dal D.M. 25 ottobre 2007, emanato in applicazione dell’art. 1, comma 632, della
legge 27 dicembre 2006 n. 296. In relazione all’attuazione progressiva della citata disposizione,
le dotazioni organiche dei Centri Territoriali Permanenti rimangono confermate nelle attuali
consistenze e non possono superare, in ciascuna realtà regionale, le consistenze dell’organico
di diritto dell’anno scolastico 2009/2010. In attesa di dare applicazione al regolamento che
definirà l’assetto organizzativo e didattico dei CPIA, i docenti permangono in servizio presso i
Centri Territoriali Permanenti di titolarità e i corsi serali degli istituti di II grado come già previsto
dalla nota n. 1033 del 22 aprile 2009.
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’istruzione
Avvio anno scol 2010-2011 – CM n 59 – del 23 7 10 org fatto (2).doc
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Progetti
Le SS.LL. potranno assegnare le risorse orarie indispensabili per la realizzazione dei progetti
che abbiano una riconosciuta rilevanza educativa e sociale, con particolare riferimento a quelle
concernenti le situazioni di disagio e all’accoglienza e all’inserimento degli alunni stranieri, nel
limite dei posti utilizzati nell’a.s. 2009/2010. La necessità di eventuali ulteriori posti, debitamente
motivata, dovrà essere rappresentata a questo Ufficio che, previa consultazione con il Ministero
dell’economia, valuterà la possibilità della relativa autorizzazione. Tali progetti dovranno essere
debitamente monitorati e verificati, anche sotto il profilo degli esiti.
Personale educativo
Per il personale educativo si rinvia alla apposita circolare in corso di predisposizione.
Personale ATA
Come già evidenziato nella nota 5706 del 9 giugno u.s., con la quale è stato trasmesso alle
SS.LL. lo schema di decreto annuale relativo alla determinazione degli organici per il 2010/2011,
l’eventuale attivazione di ulteriori posti nella fase in argomento, non deve comportare incrementi
dell’organico di diritto della dotazione provinciale.
Ne consegue che le SS.LL., sulla base delle indicazioni e delle richieste formulate dai
dirigenti scolastici, possono autorizzare eventuali incrementi esclusivamente a mezzo di
compensazione, mediante revoca del funzionamento di un corrispondente numero di posti
dell’organico di diritto, per i quali siano cessate le condizioni che ne avevano legittimato
l’istituzione. L’attivazione di tali posti deve, comunque, trovare legittimazione con riferimento ai
criteri ed ai parametri di determinazione degli organici di istituto.
Le SS.LL., tuttavia, possono consentire contenute, motivate, deroghe qualora le risorse
assegnate alle istituzioni scolastiche non rendano possibile il regolare funzionamento dei servizi
scolastici, nel rispetto delle norme contrattuali sull’orario di lavoro, specificatamente in presenza di
scuole articolate su più plessi, ovvero a fronte di situazioni di particolare complessità
amministrativa, nonché al fine di garantire adeguato livello di sicurezza nell’utilizzo dei laboratori.
Analoga modalità operativa può essere adottata in costanza di situazioni di difficoltà derivanti
dall’elevata presenza, in alcune scuole, di personale inidoneo alle mansioni del profilo per motivi di
salute. In tale ultima situazione le SS.LL., al fine di compensare le ridotte erogazioni del servizio,
possono valutare l’opportunità di assegnare una risorsa in più di collaboratore scolastico negli
istituti ove siano presenti due/tre unità di personale inidoneo.
Qualora lo stato di inidoneità riguardi il personale appartenente al profilo professionale di
direttore dei servizi generali ed amministrativi o comunque figure uniche e non si renda possibile
procedere all’utilizzazione degli interessati in altre qualifiche, le SS.LL. rappresenteranno allo
scrivente le difficoltà connesse alla erogazione del servizio, per le valutazioni e gli interventi
consequenziali.
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’istruzione
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Per il profilo professionale di assistente tecnico, si richiamano le modalità di prestazione
dell’orario di servizio che, com’è noto, sono disciplinate dalle prescrizioni di cui all’articolo 53,
punto 3, del CCNL del 29 novembre 2007, con particolare riguardo alla manutenzione dei
laboratori.
Tutte le variazioni dei posti apportate dalle SS.LL. devono costituire oggetto di specifico,
motivato provvedimento, da emanare entro il 31 agosto c.a. e da trasmettere con cortese urgenza
alla Direzione generale per il personale scolastico.
L’attivazione dei posti eccedenti l’organico di diritto nonché ogni altra variazione, deve
essere comunicata anche a mezzo del Sistema informativo, con le procedure e le modalità
tecnico-amministtrative che saranno rese note entro breve termine.
In proposito, si evidenzia l’esigenza che il numero dei posti comunicati dalle SS.LL. al
Sistema informativo corrisponda a quello indicato nel decreto succitato, in considerazione della
verifica che questo Ministero è tenuto ad effettuare, per la successiva certificazione del MEF, in
ordine al reale conseguimento degli obiettivi finanziari previsti dalla legge 133/2008.
Si rappresenta, infine, l’opportunità che le SS.LL. adottino le iniziative atte a favorire, tra i
dirigenti scolastici, le intese previste dall’articolo 3 del succitato decreto interministeriale relativo
agli organici per l’a.s. 2010/2011.
Monitoraggio
Al fine di verificare l’effettiva consistenza delle classi autorizzate in ogni singola istituzione
scolastica è necessario organizzare negli Uffici scolastici regionali un Osservatorio diretto a
monitorare gli esiti delle operazioni disciplinate dalla presente circolare. I predetti Osservatori
regionali faranno confluire i dati e riferiranno all’Osservatorio nazionale.
Per consentire il monitoraggio, riguardante le consistenze degli alunni e degli organici, è
indispensabile che le SS.LL. e i dirigenti scolastici, per la parte di rispettiva competenza:
– pongano in essere tutti gli interventi atti a definire in termini oggettivi e puntuali l’esatta
consistenza delle platee scolastiche e a quantificare in maniera rigorosa le risorse occorrenti;
– comunichino al Sistema informativo tutte le variazioni di organico riguardanti sia il
numero degli alunni, che quello delle classi e dei posti eventualmente attivati;
– rilevino le condizioni e le consistenze delle classi eccessivamente sovradimensionate e
quelle delle classi eccessivamente sottodimensionate.
Quanto sopra perché questo Ministero possa disporre di un quadro preciso e sempre
aggiornato delle situazioni e delle dinamiche che caratterizzano le frequenze degli alunni e le
relative variazioni, nonché degli effetti che ne derivano sulla consistenza e sulle tipologie dei posti.
Il Sistema informativo, da canto suo, con propria nota tecnica, farà conoscere le modalità di
interlocuzione e di intervento, sia da parte degli uffici amministrativi che delle singole istituzioni
scolastiche. Si fa riserva di ulteriori indicazioni che dovessero rendersi necessarie in dipendenza di
eventuali modificazioni del quadro normativo attuale.
Si ringrazia per la sperimentata collaborazione.
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
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IL DIRETTORE GENERALE
f.to Luciano Chiappetta