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Tagli agli organici: dilaga la protesta nei territori

 

Tagli agli organici: dilaga la protesta nei territori

Proclamo lo stato di agitazione in Emilia Romagna ed in Sicilia

Si diffonde la protesta contro i pesanti tagli agli organici nella scuola denunciati dalla FLC Cgil.

Sempre più numerose le prese di posizione e le mozioni da parte degli EE.LL. e in tre intere e grandi regioni, come l’Emilia Romagna, la Sicilia e il Piemonte si è già arrivati a proclamare unitariamente lo stato di agitazione del personale.

Roma, 30 luglio 2009
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FLC CGIL – CISL SCUOLA – UIL SCUOLA – SNALS CONFSAL
EMILIA ROMAGNA
Al Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale
Emilia-Romagna
Oggetto: dichiarazione stato di agitazione comparto scuola dell’Emilia-Romagna

Le Scriventi OO.SS. della Regione Emilia-Romagna,

considerata
la situazione intollerabile che si è venuta a creare con la definizione degli organici docente e Ata per il prossimo anno scolastico, nonostante il considerevole aumento degli alunni,

valutato
lo stato di diffuso disagio segnalatoci dalle istituzioni scolastiche in merito alle forti riduzioni di organico che potranno comportare negative ricadute sulla programmazione delle attività, sulla piena funzionalità delle scuole, sulle misure di sicurezza e di diritto allo studio, ai ritardi nella definizione degli adempimenti di inizio anno,

proclamano
lo stato di agitazione della categoria con l’indizione di ogni forma di mobilitazione, se da parte del MIUR non perverranno risposte urgenti alle richieste sindacali.

Distinti saluti.
Bologna, 22/07/09

Le Segreterie

FLC CGIL Paolo Tomasi
CISL SCUOLA Anna Cicognani
UIL SCUOLA Domenico Cassino
SNALS CONFSAL Gianfranco Samorì

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FLC CGIL – CISL SCUOLA – UIL SCUOLA – SNALS CONFSAL
SEGRETERIE REGIONALI
Comunicato stampa
“ ANCORA TAGLI NELLA SCUOLA IN SICILIA“
Si continuano a tagliare posti nella scuola in Sicilia: dopo i drastici tagli operati sull’organico di diritto per il personale docente (MENO 5.020 POSTI) e per il personale ATA (MENO 1.633 POSTI) annunciati dall’USR altri pesanti tagli che ricadono quasi interamente sul sostegno (MENO 693 POSTI) e sui progetti “dispersione scolastica“ (MENO 52 POSTI).

Le OO.SS. regionali della scuola Flc-Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola, Snals-Confsal, nel merito,

RITENGONO IRRICEVIBILE la scelta operata dall’Amministrazione che rende inesigibili i ‘diritti di cittadinanza‘ degli alunni diversamente abili, in una regione dove persistono fortissime carenze di interventi socio-sanitari-assistenziali da parte degli EE.LL. (passando dai 12.789 posti del 2007/08 agli 11.909 del 2008/09 agli attuali 11.216 con una perdita secca di 1.573 posti nel triennio a fronte di un incremento del numero di alunni ‘ H che nel prossimo anno scolastico sono 21.000;
VALUTANO INSOSTENIBILE per la scuola pubblica statale siciliana questo ulteriore taglio degli organici che penalizza oltre ai diritti degli alunni, le aspettative e le richieste delle famiglie, l’organizzazione delle attività didattiche, la stessa qualità del servizio pubblico statale di istruzione;
GIUDICANO INTOLLERABILI le politiche di tagli indiscriminati conseguenti a scelte governative solo economiche/finanziarie ed indifferenti rispetto alle necessità di maggiori interventi di istruzione in una regione in forte ritardo di sviluppo;
ESPRIMONO preoccupazione per le INSOPPORTABILI ricadute occupazionali in un contesto di forte tensione per gli oltre 7.000 precari che stanno perdendo il posto di lavoro e per i quali si richiedono interventi di sostegno e tutela.
Le OO.SS, proclamano lo stato di agitazione della categoria, chiedono un urgente incontro con l’Assessore regionale della PI, richiedono la più ampia collaborazione solidale con tutti i soggetti istituzionali e politici e con il mondo dell’associazionismo, promuovono per i prossimi giorni, sit-in presso le Prefetture delle città siciliane e annunciano una iniziativa regionale per il mese di settembre.

Palermo, 29 luglio 2009
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FLC Cgil CISL Scuola UIL Scuola SNALS GILDA
del Piemonte
Torino, 29 luglio 2009
Alla Presidente della Regione Dott.sa Mercedes Bresso
Al Prefetto di Torino Dott. Paolo Padoin
All’Assessore dell’Istruzione e Formazione Dott.sa Gianna Pentenero
Al Presidente dell’Anci Piemonte Dott.sa Amalia Neirotti
Al Direttore Scolastico Regionale Dott. Francesco De Sanctis
Al Presidente del tavolo regionale “Riprendiamoci la Scuola “
Prof. Domenico Chiesa
Alla Istituzioni Scolastiche
loro sedi
Agli organi di stampa
Gravi preoccupazioni e molta incertezza sul nuovo anno scolastico

Abbiamo preso visione della proposta dell’Ufficio Scolastico Regionale di ripartizione dei posti, al momento disponibili ma chiaramente insufficienti, per le necessità dell’Organico di Fatto delle scuole del Piemonte.

Con tali disponibilità si coprono le numerose richieste di sdoppiamento delle classi, inevitabili alla luce di numeri insostenibili, nonostante le nuove norme che hanno innalzato il numero massimo di alunni per classe, comprese quelle con la presenza di alunni diversamente abili.

Si assegnano inoltre i posti necessari per assicurare l’ insegnamento della lingua straniera nella scuola primaria e si consolidano le sezioni di scuola dell’Infanzia, assegnate lo scorso anno scolastico in organico di fatto ma non confermate in diritto dallo stesso ministero.

Con le poche decine di posti ancora disponibili si assicura solo in alcune realtà la continuità su alcune progettualità da anni presenti nella nostra regione- sui corsi Polis, sui progetti per le scuole con una forte presenza di alunni stranieri– ovviamente trascurando le richieste di incremento venute dalle diverse realtà; sui CTP si ridimensiona l’organico aggiuntivo da anni assicurato in fatto; si risponde inoltre, ma solo in minima parte, alla pressante richiesta di famiglie, EE.LL. e Regione, di istituzione di nuove scuole dell’infanzia a causa delle liste d’attesa presenti in molte province.

Queste risposte, insufficienti e parziali ed in alcuni casi poco più che simboliche, segnano una svolta molto negativa per la scuola piemontese: per la prima volta si riduce ciò che negli anni , faticosamente , si era costruito per dare risposte all’articolata domanda proveniente dalle famiglie e dalla società piemontese.

Rimane del tutto inevasa la richiesta di incremento di tempo scuola per la primaria e la scuola media che proviene, seppur “filtrata” dagli USP, dalle istituzioni scolastiche della regione: ciò comporterà, oltre alla fine di tante piccole ma importanti progettualità mirate al miglioramento dell’offerta formativa ad al sostegno delle fasce di ragazzi più deboli, lo smantellamento di molti orari “lunghi” che le scuole assicuravano in risposta alla forte domanda sociale; in molti casi non potrà essere assicurata la copertura degli orari di mensa degli alunni.

L’innalzamento del numero di alunni per classe ha causato la formazione di un rilevante numero di classi e pluriclassi molto affollate, anche nei casi di presenza di alunni diversamente abili con inevitabili ricadute negative sul piano della didattica. Ad aggravare la situazione si aggiunge la scomparsa di ogni tipo di flessibilità oraria oltre l’orario frontale di insegnamento che inevitabilmente provocherà l’impossibilità di attuare le molteplici azioni di recupero e sostegno che hanno sempre caratterizzato l’azione delle scuole piemontesi.

Forte anche il rischio di messa in crisi dell’organizzazione didattica del Tempo Pieno della scuola primaria.

Rimane senza risposta la richiesta al MIUR, per altro pienamente condivisa dallo stesso Ufficio Scolastico Regionale, di ulteriori 300 posti di sostegno a fronte dell’incremento di ben 900 alunni diversamente abili iscritti alle scuole statali piemontesi: la mancata risposta su questa tematica sarebbe un fatto gravissimo.

Rimane tuttora senza riscontro formale la nostra richiesta di chiarimenti sui 29 posti di organico di diritto persi dal Piemonte in quanto non utilizzati da alcuni USP e quindi “ripresi” dal Miur: non riteniamo sufficienti le rassicurazioni dateci in sede di informazione e ribadiamo che tali posti devono essere riassegnati al Piemonte in organico di diritto.

Il pesantissimo taglio sul personale Ata, se non compensato dalla concessione di posti su necessità insopprimibili (peraltro già evidenziate con richiesta specifica), rischia di mettere in ginocchio il funzionamento amministrativo e tecnico, di lasciare tantissime scuole, piccole e grandi, senza la presenza di collaboratori scolastici necessari per assicurare la vigilanza, l’assistenza, la pulizia, il sostegno ai tanti alunni diversamente abili inseriti nelle nostre scuole.

Se queste situazioni, frutto dei pesantissimi tagli programmati dal governo -3.500 posti circa tra docenti e ata – non troveranno una risposta concreta nei prossimi giorni, a settembre inizierà il nuovo anno scolastico con una scuola piemontese in grande difficoltà e non più in grado di assicurare i livelli qualitativi e quantitativi assicurati in passato, ed in alcuni casi, non garantendo neanche i servizi minimi come l’apertura dei plessi.

FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS e GILDA rivolgono un pressante appello alla Direzione Scolastica Regionale, alla Regione, all’Anci Regione affinché espongano al MIUR la grave situazione che i tagli causeranno, chiedendo risposte alle evidenti necessità della scuola piemontese.

In assenza di risposte FLC Cgil, CISL Scuola e UIL Scuola, SNALS e GILDA annunciano fin da ora, per settembre, la mobilitazione dei lavoratori della scuola e delle famiglie in difesa della qualità e del futuro della scuola pubblica.

I segretari regionali di:

FLC CGIL R. Aschiero
CISL Scuola E. Pappalettera
UIL Scuola D. Meli
SNALS M. Freni
GILDA UNAMS G. Giusta

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CONSIGLIO COMUNALE di Colle di Val d’Elsa
Mozione sulle politiche nazionali nella scuola

Premesso:

•che l’istruzione rappresenta un diritto fondamentale di ognuno e un valore primario per l’identità del paese, in quanto permette la crescita delle persone e la diffusione di cultura e conoscenza, fattori essenziali per affermare la democrazia e la giustizia sociale e per lo sviluppo del Paese.
Preso atto:

•che i provvedimenti sulla scuola assunti dal Governo prevedono per il prossimo anno scolastico una riduzione dell’organico del personale docente e non docente (Amministrativo Tecnico Ausiliario) e che tali tagli comporteranno una riduzione dell’estensione e della qualità del servizio;
•che sempre secondo tali provvedimenti nella scuola primaria sono eliminate le compresenze degli insegnanti, utilizzando questi ultimi in altre classi e togliendo spazio al lavoro individualizzato e per piccoli gruppi di alunni;
•che nella Scuola secondaria di primo grado si prevedono cattedre di lettere frammentate con ore d’italiano per classi organizzate, di difficile combinazione e senza possibilità d’intervento per il recupero degli alunni e per la sostituzione di colleghi assenti;
Tenuto conto:

•della gravissima situazione finanziaria in cui versa il comparto della scuola, dove non vi sono certezze sui saldi attesi dal Ministero per gli anni finanziari precedenti, mentre le recenti determinazioni ministeriali hanno diminuito in modo consistente il fondo per il pagamento delle supplenze brevi e saltuarie ed in generale per il funzionamento delle scuole;
•che in conseguenza di tale situazione le famiglie potranno essere chiamate a contribuire alla spesa scolastica, oppure potranno esserci interruzioni nel pagamento dei supplenti o anche nel conferimento stesso delle supplenze, con il rischio concreto di non poter assicurare la normale attività didattica;
•dei vari ricorsi al Tar, alla Corte Costituzionale e alla Corte dei Conti, dalle cui sentenze hanno delle sentenze è risultato chiaro che il Governo ha tagliato gli organici, stravolto l’assetto organizzativo e didattico della scuola primaria in palese violazione delle leggi attualmente vigenti, è sconfinato in aree di competenza delle Regioni come nel caso del dimensionamento scolastico;
Rilevato

•che in tutto il paese e anche nella nostra città cresce la domanda di tempi scolastici prolungati, come dimostra la richiesta prevalente dei genitori di iscrivere i figli alla scuola primaria optando per le 30 o le 40 ore;
•che aumenta in ambito provinciale e locale il numero degli iscritti all’anno scolastico 2009-2010, confermando la tendenza alla crescita costante già rilevata nell’ultimo quinquennio;
•che si consolida la presenza di alunni con maggiori bisogni educativi (disabili, stranieri, ecc..) che richiedono particolari modalità di gestione della didattica, in modo da garantire una completa integrazione;
Considerato

•che nel sistema scolastico sono stati fatti investimenti significativi grazie anche all’intervento degli Enti locali nell’edilizia scolastica e a favore della qualificazione del sistema, come nel caso del Comune di Colle di Val d’Elsa nel precedente mandato e ribadito nelle linee programmatiche da parte del Sindaco per gli anni 2009-2014;
•che il livello di benessere sociale ed economico è profondamente correlato alla qualità del sistema scolastico e formativo e che, pertanto, è utile non indebolire il sistema, soprattutto nella fase attuale, nel pieno di una crisi economica senza precedenti, difendendo i diritti di cittadinanza e preparando un futuro sicuro ai giovani;
Tutto ciò premesso

il Consiglio comunale di Colle di Val d’Elsa
1. Esprime forte preoccupazione per la situazione che si determinerà nelle scuole nel prossimo anno scolastico.
2. Riconferma la convinzione che le modifiche introdotte nel settore scolastico non siano fondate su approfondite riflessioni sul modello educativo e pedagogico, ma solo sulla necessità del contenimento dei costi.
3. Invita il Governo a:

•riconsiderare le attuali politiche scolastiche, che comportano inevitabilmente una riduzione di efficacia e qualità del sistema scolastico;
•avviare un percorso condiviso per una riforma vera e propria del sistema scolastico italiano, partendo dai contenuti e dai principi educativi e non dai tagli;
•garantire risorse adeguate alle autonomie scolastiche per consentire il normale funzionamento degli istituti, procedendo alla risoluzione delle situazioni pregresse;
•individuare soluzioni adeguate rispetto al personale ATA, la cui drammatica riduzione mette a rischio il normale funzionamento delle scuole;
•trovare soluzioni certe alla condizione di precarietà di una parte importante del personale della scuola che sarà espulsa dal lavoro, in conseguenza dei tagli operati.
Gruppo Partito Democratico

Siena, 14 luglio 2009

 

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