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Immissioni in ruolo a Bari e in Puglia

Claudio Menga, segretario FLC CGIL di Bari, ci invia comunicato sui numeri delle immissioni in ruolo a Bari ed eventuali ricorsi sulle procedure adoottate 4.189 precari in Puglia (1900 docenti e 2289 ATA)
di cui 1.885 unità in provincia di Bari e BAT ( 840 docenti e 1.045 ATA ).

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Tra pochissimi giorni 4.189 precari in Puglia, di cui 1900 docenti e 2289 ATA avranno finalmente un posto fisso; per la provincia di Bari e BAT il contingente complessivo previsto è di 1.885 unità di cui 840 docenti e 1.045 ATA.

Si tratta certamente di un buon risultato, tenacemente perseguito dalla FLC CGIL al fine di garantire continuità formativa in un sistema educativo nazionale gravemente sconvolto dalle politiche dei tagli e da una estensione del precariato senza fine e senza diritti.
Questa bella notizia, tuttavia, non può impedirci di esprimere forti perplessità verso procedure di nomina in ruolo che appaiono vistosamente illegittime. Infatti, per effettuare queste sacrosante immissioni in ruolo, la Gelmini, spinta della Lega, ha dovuto adottare procedure a dir poco “ inusuali ” che, non a caso, risultano penalizzanti proprio per le migliaia di docenti meridionali che, pur di ricevere l’agognata immissione in ruolo, si sono trasferiti in massa nelle più promettenti graduatorie del Nord.


Animata da questa volontà “punitiva” la Gelmini ha deciso così di regalare un terzo dei posti disponibili agli aspiranti inseriti nelle precedenti graduatorie che, seppur scadute con la pubblicazione delle nuove graduatorie, presentavano il pregio di contenere un numero inferiore di precari meridionali!
A Bari saranno 285 su 840 e in Puglia saranno 627 su 1900.
Ecco perché la FLC CGIL di Bari sta valutando con i propri uffici legali l’ipotesi di un ricorso che abbia il doppio obiettivo di
contrastare l’assenza totale di presupposti giuridici che legittimino la procedura prescelta dal ministro;
riaffermare l’esigenza di scelte di politica scolastica che non contraddicano la definizione di un sistema “nazionale” e che rifuggano da politiche e da derive regionalistiche tese solo a mettere in discussione l’unità del Paese!

Bari, 10 agosto 2011