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La chiusura di un asilo

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INCONTRO DEI GENITORI DEI BAMBINI DELL’ASILO NIDO “CUCCIOLO” CONTRO I TAGLI DEL PERSONALE EDUCATIVO

Il 29/01/12 alle ore 16.30 si è tenuta l’Assemblea dei genitori dell’asilo nido comunale “Cucciolo” cui hanno partecipato anche le educatrici dell’asilo.
Erano presenti quasi tutti i genitori dei 34 bambini che frequentano l’asilo.
Durante l’assemblea sono state evidenziate le seguenti problematiche e criticità, che riguardano il personale educativo.
Le educatrici erano otto all’inizio dell’anno scolastico, quattro nella sezione “lattanti” con 12 bambini iscritti e 4 nella sezione “divezzi” con 22 bambini. Successivamente un’educatrice della sezione lattanti è entrata in maternità senza essere stata sostituita dall’Ufficio Scolastico Comunale, da Ottobre la sezione lattanti è stata seguita da sole 3 educatrici.
Nel mese di Dicembre è stato inserito un bambino diversamente abile seguito da un’educatrice di sostegno con un orario part-time; la scelta del part-time non rispetta la legge regionale 30/2008 che al comma 4.1 afferma che “per facilitare i processi di integrazione dei bambini diversamente abili (….) occorre (…) prevedere la presenza di un educatore di aiuto alla sezione con orario di servizio correlato alle esigenze del bambino”.
A gennaio un’altra educatrice è andata in pensione per cui nella sezione lattanti sono rimaste solo 2 educatrici al posto delle 4 previste dalla normativa vigente ed in particolare dall’art. 4 comma 4.1 della legge Regionale 30/08.
Da fine gennaio ad oggi, su un organico previsto dalla legge di 8 educatrici e una di sostegno, sono presenti nell’asilo 7 educatrici in totale.
L’assemblea dei genitori ribadendo l’importanza degli asili nido e dei servizi per l’infanzia chiede che sia immediatamente nominata l’ottava educatrice e l’educatrice di sostegno per il bambino diversamente abile con orario completo.
All’assemblea ha partecipato anche il rappresentante dei genitori dell’asilo “Girotondo” esponendo carenze di personale simili a quelle dell’asilo “Cucciolo”.
Si esprime, perciò forte disagio per la scarsa attenzione verso la qualità dei servizi per l’infanzia da parte dell’Ufficio Scolastico del Comune di Terni.
L’Assemblea del “Cucciolo” e del “Girotondo” propongono un’assemblea pubblica di tutti i genitori, i bambini, il personale degli asili nido comunali e l’Ufficio Scolastico del Comune di Terni per una piattaforma in difesa dei diritti della scuola pubblica, della qualità dei servizi offerti ai bambini di Terni dal Comune.
L’assemblea, cui è inviata la stampa, si terrà mercoledì 14 marzo alle ore 17.00 c/o la Sala Laura della Siviera in via Carrara,2

I genitori dell’Asilo “Cucciolo”

Le amicizie sane fin dall’asilo aiutano a crescere meglio

Dopo lo studio che dimostrava l’importanza di leggere ad alta voce le favole per bambini al fine di migliorare le capacità mentali dei più piccoli, arriva quello dell’Università dell’ Illinois (Usa) che pone l’attenzione sul valore della socializzazione nella scuola materna.

Fate attenzione donne, uomini, mamme e papà, sembra proprio che per divenire adulti sani vi è bisogno di amicizie sane, un processo che inizia già dalla tenera età, proprio fra i banchi dell’asilo.

La ricerca in questione ha visto la partecipazione di 567 bambini, ed è emerso che essere circondati da amichetti agitati e problematici può rendere più difficili relazioni stabili nel futuro. In particolar modo sono i maschietti ad essere maggiormente interessati da questo fenomeno.

Nancy McElwain, tra gli autori dello studio, ha spiegato:

Nel complesso gli insegnanti hanno riferito che le bambine tra la prima e la terza elementare avevano buone abilità sociali indipendentemente dalla qualità delle loro amicizie dell’asilo. I maschietti, invece, beneficiano chiaramente della qualità delle prime amicizie”.

Dunque più le amicizie all’asilo sono positive, più le relazioni sociali future saranno migliori e questo si evince già dai primi anni di elementari. Il lavoro dei genitori non è mai facile e la McElwain sottolinea l’importanza di non trascurare le frequentazioni dei propri figli.

I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sulla rivista specializzata “Infant and Child Development”.

Articolo realizzato in collaborazione con VitadaDonna.com

COMUNE DI ROMA: EDUCATRICI E GENITORI INSIEME PER DIFENDERE GLI ASILI NIDO

Un documento a firma di 533 fra lavoratrici e genitori del X Municipio, in cui si chiede di non applicare le nuove norme regionali sui nidi che aumentano il rapporto educatrice/bambino e diminuiscono il numero di metri quadri a loro destinati, è stato inviato alla Presidente Polverini ed al Sindaco Alemanno. Il documento è stato già adottato dai nidi di tutti i Municipi della capitale e nei prossimi giorni saranno inviate ulteriori adesioni. Intanto circa 1000 fax, contenenti analoga richiesta, sono stati inviati al Sindaco di Roma e alla Presidente della Regione Lazio da singoli genitori.

“E’ molto significativa la partecipazione dei papà e delle mamme che frequentano i nidi pubblici nelle assemblee che USB sta tenendo in tanti Municipi – dichiara Caterina Fida del Coordinamento Nidi USB – ed è l’inizio di un percorso trasversale di contrasto alla legge regionale n°12/2011, che va contro il senso profondo del nido Pubblico ed antepone il profitto alla qualità dei servizi”.
“La qualità della politica si giudica dalla qualità delle scelte che questa compie per il benessere dei cittadini e delle cittadine – prosegue Fida – e quindi dagli investimenti fatti per un sostegno reale alle famiglie attraverso Servizi Educativi di qualità. Il documento elaborato insieme ai genitori esprime una forte unità di intenti e dimostra che alle famiglie non basta un posto qualsiasi dove mettere propri figli, ma si vuole il posto al Nido Pubblico, con tutte le garanzie dovute alle bambine ed ai bambini” .
Le educatrici hanno inoltre dato la loro adesione alla manifestazione nazionale del 15 ottobre, per sottolineare che gli esseri umani vengono prima dei profitti e che i bambini non sono una merce nelle mani di politici e affaristi.

Ufficio Stampa USB

Modello 730: bonus famiglia per asili e scuole

Modello 730, i bonus per la famiglia: asilo, scuola e attività sportive.

La denuncia dei redditi è l’occasione giusta per sfruttare i piccoli sconti previsti per i figli, a patto che questi siano a carico e cioè abbiano avuto nel 2009 un reddito globale non superiore a 2.841 euro. E il fisco strizza l’occhio soprattutto a chi sceglie la cultura e non trascura lo sport.

Vi segnaliamo questo interessante articolo del Messaggero. Chiaramente se siete iscritti al sindacato prendete un appuntamento per verificare il tutto. Per evitare fastidiose e contestazioni con il fisco.

Evoluzione vicenda bimba esclusa asilo

Salve,
2 giorni fa ho ricevuto questa mail via facebook dal sindaco che allego
integralmente:

Gentile Vincenzina,

il Sindaco Roberto Balzani mi ha incaricato di approfondire la vicenda con
l’Assessore all’Istruzione e gli uffici competenti.
Mi risulta la questione sia stata risolta.

Il Sindaco la ringrazia per la segnalazione,

Distinti saluti

Massimiliano Cescon
Staff del Sindaco

Dopo una iniziale euforia ho pensato bene di verificare che cosa si
intendesse per risolto e ho chiamato l’ufficio competente che mi ha subito
passato la dott.ssa Zanobi la quale mi ha confermato che la questione è
risolta con l’accettazione del Peter Pan…..

Mio marito era andato temporaneamente ad accettare il Peter Pan perchè ci
teniamo alla salute anche mentale di nostra figlia e faremo di tutto per
mandarla a scuola ma con questo il problema resta. A meno di un miracolo o
una vincita al superenalotto con i 1200€ al mese di mio marito c’è poco da
scherzare e quindi stiamo cercando strade alternative che non coinvolgano
la bambina (per me pazienza a limite il prossimo anno sto meditando di
rinunciare all’insegnamento e andare a fare dei lavori in giro con orari
più compatibili).

Dopo un attimo di smarrimento ho chiesto se mi stavano prendendo in giro
… al che mi sono sentita accusata di aver peccato di essermi rivolta
alla stampa …

Stampa che a parte voi, “la voce” e alcune riviste indipendenti on line
dopo un iniziale fermento di telefonate da vari giornalisti ha taciuto o
forse è stata messa a tacere non so….

Ho ripreso il discorso della mia domanda di accesso agl’atti e mi è stato
risposto che se proprio insistevo allora avrebbe chiesto con i legali cosa
mi poteva far vedere e poi mi rispondeva, perchè anche i nomi dei genitori
sono coperti da privacy… strano, mi risulta come dato sensibile ma
magari mi sbaglio io .. eppure allora mi viene da pensare a quando sono
andata a visionare le graduatorie in via Caterina Sforza dove solo per i
bambini esclusi era stato pubblicato nome cognome e indirizzo comprensivo
di civico … ma come i nomi dei genitori sono un dato sensibile e
l’indirizzo del minore no? Qualcosa non torna e inizio a pensare male sul
fatto che non mi venga consentito di verificare il tutto o comunque che la
facciano tanto lunga. Al che ho fatto loro notare che è normale che possa
essere stato commesso un qualche errore e quindi mi son sentita
rispondere:
Per quello ci sono i ricorsi.
Si ma come faccio a fare un ricorso se non so contro chi? I ricorsi di
solito vengono fatti da genitori che si sono visti assegnare meno punti
per errore e non il contrario anzi di solito si bada bene a parlare in
quei casi se non ci si copre dietro un dito di ipocrisia.

Ma possibile che per esercitare un proprio diritto uno si debba rivolgere
alla stampa?

Io sono sempre più delusa ed amareggiata. Ho inviato le mie ultime due PEC
ieri

1. al sindaco:
Ho appena finito di parlere con l’ufficio competente e mi hanno riferito
che non è cambiato nulla. Ho temporaneamente accettato l’asilo Peter Pan
perchè non mi è stata offerta altra scelta e non perchè con questo si era
risolto il problema. Il prossimo anno se non riuscirò ad ottenere una
cattedra ad hoc per andare a prendere e portare la bambina in tempo (cosa
molto improbabile) sarò ancora di fronte alla dura decisione di dover
rinunciare al lavoro con tutte le conseguenze derivanti che non sto a
ripeterle. Quindi direi che al momento la situazione non è per nulla
risolta.

Cordialità
Prof.ssa Vincenzina Castronuovo

2. alla zanobi per chiedere nuovamente l’accesso agl’atti.

A questo punto questa lotta che molto probabilmente io ho già perso ho
comunque intenzione di portarla avanti affinchè tutti più persone prendano
coscienza dei propri diritti e li facciano valere

Ringrazio anticipatamente per l’attenzione
Prof.ssa Vincenzina Castronuovo

Il colore dell’anima, racconto di Rita Parisi

Luca ha cinque anni, è nato in Italia. E’ un bambino gioioso, con gli occhi grandi e vispi. Ogni giorno sua madre lo accompagna a scuola, all’ asilo, dove Luca si diverte a giocare con gli altri bambini. A Luca piace disegnare e correre all’aria aperta nel cortile della scuola. Quando la mamma, alla fine del turno lavorativo, torna a prenderlo, Luca è un pò triste, perchè vorrebbe restare ancora un pò con i suoi piccoli amici, ma corre incontro alla mamma con un bel sorriso e insieme si avviano a casa. Ogni tanto per strada qualcuno li guarda con curiosità: il solito idiota, che teme la diversità, perchè non la conosce. Luca non capisce il perchè di quegli sguardi, di quei commenti crudeli, così, ogni volta, con la sua espressione curiosa, chiede spiegazioni alla mamma. “Perchè ci fissano, mamma? E’ perchè siamo neri?” Allora la mamma si ferma e gli accarezza dolcemente il viso. “Ma no, ci fissano perchè siamo belli!” Luca scoppia a ridere e, rasserenato, crede alle parole di sua madre. In fondo, i suoi compagni d’asilo non lo hanno mai fissato così, nè hanno mai commentato il colore della sua pelle. I suoi compagni di scuola lo hanno sempre fatto sentire uguale a loro, grazie anche alle maestre e alle classi miste. La mamma di Luca riprende a camminare, mano nella mano con il suo bambino, è preoccupata, pensierosa. Si sta chiedendo come farà a spiegare a suo figlio che presto dovrà lasciare i suoi compagni e andare in una nuova classe, con bambini come lui, neri, diversi dai bianchi, mentre questi ultimi potranno stare insieme. Si sta chiedendo come spiegare ad un bambino termini quali razzismo, ghettizzazione, emarginazione. Proprio lei che ha sempre parlato a suo figlio di un solo colore, quello dell’anima, quello comune a tutti, quello che prescinde dal colore della pelle, quello che qualcuno ha deciso di mettere da parte in nome di una riforma ingiusta e diseducativa, perché insegna ai bambini che chi è diverso da loro deve stare in un’altra classe, dall’altra parte del muro.

Rita Parisi, laureata in lettere moderne (ind. musica e spettacolo), collaboratrice di un quotidiano on line, autrice di un libro di poesie, edito nel 2003, per la casa editrice “LibroitalianoWorld”.