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Scuola Salerno: alunni disabili senza sostegno

GLI ALUNNI DISABILI DELLA PROVINCIA DI SALERNO SENZA SOSTEGNO E ASSISTENZA SEMPRE PIU’ … VERGOGNA!
L’integrazione scolastica degli alunni disabili continua a non essere attuata nel Paese e nella nostra provincia. Le scelte di politica scolastica di questi ultimi 15 anni sono state improntate unicamente a logiche di contenimento della spesa. Le prime vittime di tali politiche sono stati i settori più deboli del mondo scuola a partire dagli alunni disabili gravi fino alla vasta platea di bambini e ragazzi portatori di disagio socio-economico.
In questi ultimi tre anni il governo in carica sta completando l’operazione di smantellamento e di dismissione della Scuola Pubblica di tutti/e che con il taglio, senza precedenti, di 140mila docenti e Ata, fatto passare come una “riforma epocale”, ha solo compromesso pesantemente la qualità dell’offerta formativa e il funzionamento ordinario delle scuole . Questo è tanto più drammatico per gli alunni disabili e le loro famiglie. A fronte di un aumento costante di alunni disabili che frequentano la Scuola Pubblica, oltre 200mila, gli insegnati di sostegno si riducono di anno in anno, accanto a questo il taglio dei collaboratori scolastici, tanti di loro formati per l’assistenza materiale agli alunni disabili.
Tutto avviene nel segno dell’inciviltà e dell’illegalità in beffa alla Legge 104 e soprattutto all’ultima sentenza della Corte Costituzionale, la n. 80 di febbraio 2010 che, abrogando due commi della Finanziaria 2008 del governo Prodi, il comma 413 che fissava un numero massimo di insegnanti sostegno, e il comma 414 che escludeva la possibilità di assumere insegnanti di sostegno in deroga, ha decretato: “gli insegnanti di sostegno siano pari alle effettive esigenze dell’alunno con diverse abilità”.
In provincia di Salerno incrociando i dati ufficiali, che riguardano solo i portatori di gravi disabilità, risulta palesemente violata la sentenza dalla Corte Costituzionale:

Disabili gravi Docenti di sostegno
Scuola dell’Infanzia: 220 217
Scuola Primaria: 945 717
Scuola Secondaria I° grado: 795 588
Scuola secondaria di II° grado: 971 599
Totali: 2.831 2.121
I numeri parlano chiaro: 2121 docenti di sostegno sono già insufficienti rispetto al numero degli alunni disabili gravi ai quali bisogna aggiungere gli altri alunni con disabilità meno gravi, ma certificate. Per questo, casi di classi affollate con più di un alunno disabile e un solo docente sono ormai la norma, e in più anche quest’anno assistiamo all’utilizzazione sul sostegno di docenti di ruolo perdenti posto, anche senza il titolo di specializzazione.
Secondo i dati ufficiali, da considerarsi in difetto, nelle Scuole salernitane mancano 690 insegnanti di sostegno per assicurare l’integrazione scolastica degli alunni disabili.
Cobas Scuola Salerno Comitato Insegnanti e Ata precari SalernoAssoc. Genitori Alunni Disabili Salerno “Le strade per il futuro”Assoc. Diversabili “Insieme” Battipaglia
Contatti: 3492344625
http://precarisalerno.forumup.it/
http://tiggilibero.altervista.org/
Fonti:
Regione Campania Deliberazione della Giunta n. 435 del 09/08/2011Linee guida di dimensionamento della rete scolastica e di programmazione dell’offerta formativa – A.S. 2012/2013.
U.S.R. Campania Ufficio XV – Circolare n. 394 Piano di istituzione Posti di sostegno A.S. 2011/2012

Alunni disabili

Alunni disabili: incostituzionale la norma che esclude la possibilità di assumere insegnanti di sostegno in deroga.

La Corte Costituzionale, pronunciandosi del giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 2, commi 413 e 414, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2008) con la sentenza n. 80/2010, depositata in cancelleria il 26 febbraio 2010, ha dichiarato le disposizioni impugnate illegittime nella parte in cui, stabilendo un limite massimo invalicabile relativamente al numero delle ore di insegnamento di sostegno, comportano automaticamente l’impossibilità di avvalersi, in deroga al rapporto tra studenti e docenti stabilito dalla normativa statale, di insegnanti specializzati che assicurino al disabile grave il miglioramento della sua situazione nell’ambito sociale e scolastico.

In particolare, si legge nella sentenza che:

“Sotto il profilo normativo, il diritto all’ istruzione dei disabili è oggetto di specifica tutela da parte sia dell’ordinamento internazionale che di quello interno. [omissis] Pertanto, il diritto del disabile all’istruzione si configura come un diritto fondamentale.


La fruizione di tale diritto è assicurata, in particolare, attraverso “misure di integrazione e sostegno idonee a garantire ai portatori di handicaps la frequenza degli istituti d’istruzione” (sentenza n. 215 del 1987).
Tra le varie misure previste dal legislatore viene in rilievo quella del personale docente specializzato, chiamato per l’appunto ad adempiere alle “ineliminabili (anche sul piano costituzionale) forme di integrazione e di sostegno” a favore degli alunni diversamente abili (sentenza n. 52 del 2000).
………………

Le disposizioni censurate che prevedono, da un lato, un limite massimo nella determinazione del numero degli insegnanti di sostegno e, dall’altro, l’eliminazione della citata possibilità di assumerli in deroga, si pongono in contrasto con il riportato quadro normativo internazionale, costituzionale e ordinario, nonché con la consolidata giurisprudenza di questa Corte.

……………..]

La scelta operata …………. di sopprimere la riserva che consentiva di assumere insegnanti di sostegno a tempo determinato, non trova alcuna giustificazione nel nostro ordinamento, posto che detta riserva costituisce uno degli strumenti attraverso i quali è reso effettivo il diritto fondamentale all’istruzione del disabile grave.
La ratio della norma, che prevede la possibilità di stabilire ore aggiuntive di sostegno, è, infatti, quella di apprestare una specifica forma di tutela ai disabili che si trovino in condizione di particolare gravità”.

Una vittoria della civiltà sulla insensibile logica del risparmio applicata dal ministro Tremonti”. A dichiararlo è il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio.

Organico di fatto del personale docente ed ATA (a.s. 2009/10): ieri, 2 luglio, primo incontro al MIUR

Via: www.cislscuola.it

Organico di fatto del personale docente ed  (a.s. 2009/10): ieri, 2 luglio, primo incontro al MIUR

L’Amministrazione ha presentato alle Organizzazioni Sindacali la “bozza” di circolare ministeriale che riporta, in allegato, la tabella “G” predisposta all’atto della emanazione del Decreto Interministeriale sull'”organico di diritto” del personale docente e nella quale, come è noto, si indicava l’entità dei “tagli” da apportare alle dotazioni organiche in ciascuna regione, rinviandone una quota (pari a 5.000 unità) alle operazioni concernenti l'”organico di fatto“.

La CISL Scuola, fermo restando il dissenso ripetutamente manifestato verso i provvedimenti di pesante riduzione degli organici aveva assunto, a suo tempo, come dato positivo il fatto che in organico di diritto ci fossero 5.000 perdenti posti in meno;
aveva, però, immediatamente indicato la necessità che l’adeguamento in organico di fatto dovesse avvenire assumendo come priorità non l’indiscriminato rispetto degli obiettivi di contenimento della spesa, ma l’esigenza di garantire la piena funzionalità del servizio scolastico, tanto da farne il primo punto di una sua specifica vertenza avviata nel mese di aprile con manifestazioni in tutte le regioni d’Italia.
Tale priorità è fermamente richiamata nel comunicato di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola, nel quale si denuncia ancora una volta il prevalere di una cieca logica dei numeri, che vede le ragioni della scuola e della sua qualità ulteriormente subordinate a mere esigenze di natura contabile, imposte dal MEF.

In questo senso la CISL Scuola si è espressa in apertura dell’incontro di ieri, anche con riferimento alla scuola dell’infanzia per la quale, interrompendo la pur graduale generalizzazione del servizio avviata negli ultimi anni, non sono previsti gli incrementi di posti necessari per eliminare le liste d’attesa.

La CISL Scuola, inoltre

ha rimarcato come i limitati interventi di adeguamento degli organici del personale ATA, oggetto di 15.000 “tagli” in organico di diritto, uniti alla massiccia presenza di personale precario, possano determinare seri rischi per la funzionalità dei servizi offerti in molti istituti, in particolare in presenza di plessi e personale “inidoneo” per motivi di salute.
Il confronto si è successivamente sviluppato sulla bozza di circolare presentata dal MIUR. Il testo – che, riproponendo in buon parte quello dello scorso anno, richiama però le istruzioni già impartite con il Decreto Interministeriale relativo agli organici di diritto dell’a.s. 2009/10 (con la relativa circolare di accompagnamento n. 38/09) – tiene naturalmente conto delle innovazioni introdotte con il Regolamento relativo all’assetto ordinamentale del I ciclo di istruzione.


La CISL Scuola

ha chiesto per la scuola primaria (ove pesa l’eliminazione delle ore di compresenza) che nel testo sia assicurato l’impiego autonomo e flessibile – nell’ambito del POF e nel rispetto dell’ autonomia scolastica – delle risorse di organico complessivamente attribuite a ciascuna scuola, con particolare riferimento ai docenti assegnati sugli “spezzoni-orario” istituiti per la prima volta con il prossimo anno;
ha chiesto, altresì, sempre per la scuola primaria, che per l’ insegnamento della lingua straniera sia specificato l’impegno dei docenti specializzati esclusivamente nell’ambito delle proprie classi;
ha rilevato, per la scuola secondaria di I grado, come nella definizione degli organici di diritto siano state illegittimamente costituite cattedre con più di 18 ore, al fine di evitare – pur in presenza di cattedre miste tempo normale/prolungato – l’istituzione di posti con orario inferiore a quello previsto contrattualmente;
ha chiesto (e ottenuto), al riguardo, l’impegno dell’Amministrazione ad evidenziare nella circolare la possibilità di prevedere eccezioni alla riconduzione a 18 ore in presenza di tali situazioni.
Nella bozza di circolare – con riferimento alla nuova composizione della cattedra di italiano, storia e geografia – si riconosce la piena autonomia delle scuole nell’articolazione e distribuzione dei diversi insegnamenti tra i docenti titolari.

Per la scuola secondaria di II grado – per la quale si ribadisce che l’applicazione dei regolamenti attuativi dei nuovi ordinamenti è stata rinviata all’a.s. 2010/11 – nella circolare si evidenzia che anche per questo grado di scuola la riconduzione a 18 ore trova eccezione – nei limiti comunque previsti dagli attuali ordinamenti – nei casi in cui questa si renda impossibile anche ricorrendo ad una diversa organizzazione modulare degli insegnamenti (come per la classe di concorso 52/A che può essere costituita anche con 17 ore).

Circa i CTP (istruzione degli adulti) – in attesa dell’istituzione dei nuovi CPIA – sono confermate per il prossimo anno scolastico le attuali dotazioni organiche di diritto. I docenti resteranno, pertanto, in servizio presso i CTP di titolarità e i corsi serali degli istituti di II grado.

I posti di sostegno – comprensivi degli “spezzoni” e dei posti in deroga – sono confermati nella consistenza numerica riportata nella relativa tabella “E” del Decreto Interministeriale, consistenza comprensiva della prima quota di incremento utile per le immissioni in ruolo. Sono stati confermati, di fatto, i posti istituiti a livello nazionale nell’a.s. 2008/09 con le modifiche a livello regionale necessarie per raggiungere gradualmente il rapporto di un docente ogni due alunni disabili e perequare gli scostamenti esistenti.

Il confronto, in materia, proseguirà nella giornata di lunedì prossimo, 6 luglio.