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Tagli alla scuola pubblica: la voce dai territori e la protesta di precari

 

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Tagli alla scuola pubblica: la voce dai territori e la protesta dei precari

 

A Terni il Coordinamento precari scuola e i precari della FLC Cgil invitano docenti e personale ATA ad una ripresa immediata delle mobilitazioni dei lavoratori e indicono un’assemblea di tutti i precari iscritti e non iscritti ai diversi sindacati, per il giorno 7 settembre alle ore 16,30 presso la sala della camera del lavoro FLC Cgil, Via Procolo, 8 a Terni.

Il nuovo anno scolastico è iniziato a Salerno con un volantinaggio presso tutte le istituzioni scolastiche: un comunicato della FLC Cgil di Salerno è stato distribuito ai lavoratori della scuola per dare conto dello smantellamento della scuola pubblica salernitana e delle iniziative da mettere in campo. Il 25 agosto i lavoratori precari avevano protestato presso l’USP per denunciare la drammaticità dei tagli nella provincia: -1500 docenti, -500 ATA. Le iniziative sono proseguite anche nei giorni successivi in occasione delle operazioni di nomina. La FLC Cgil di Salerno ha espresso ai lavoratori in lotta la più ampia e incondizionata solidarietà, sostenendo la necessità che le azioni di contrasto alle politiche del Governo sulla scuola debbano tenere insieme i lavoratori precari e i lavoratori stabili, debbano coinvolgere le istituzioni sul territorio, le famiglie, la società civile. Nei prossimi giorni una nostra delegazione chiederà al Prefetto di Salerno l’apertura di un tavolo di confronto sul precariato. I tagli imposti dal Governo renderanno ancora più visibile la frattura sociale di questo territorio duramente colpito dalla crisi economica. Le risorse messe a disposizione dalla Regione Campania (20 mln di euro in due anni, corrispondenti a 400 posti destinati ai docenti precari della Campania per gli aa.ss. 2008/09 e 2009/10) sono certamente un contributo, ma non basteranno per rimediare ai danni prodotti dai provvedimenti legislativi sulla scuola.

Come più volte denunciato dalla FLC Cgil di Roma e del Lazio, l’apertura dell’anno scolastico sta rendendo ancora più evidente il grave danno che i tagli del Governo agli organici della scuola stanno portando alla qualità della didattica e alle condizioni di lavoro del personale. Nel Lazio la riduzione è di 3211 docenti e 1328 ATA, solo 1350 nuove immissioni in ruolo a fronte di 2800 pensionamenti. Rispetto allo scorso anno il numero delle supplenze è diminuito (circa 1200 in meno) e avanza una progressiva precarizzazione del sistema scuola. La FLC Cgil è impegnata a sostenere le rivendicazioni del personale precario attraverso una serie di iniziative diffuse: assistenza presso le sedi di nomina e volantinaggi che proseguiranno davanti alle scuole di Roma e del Lazio nel primo giorno di scuola; partecipazione al presidio indetto dal comitato romano dei precari per il 7 settembre; l’8 settembre assemblea pubblica al Liceo Mamiani; apertura della Festa dei Diritti della CGIL in programma alle Terme di Caracalla dal 14 al 19 settembre.

La FLC Cgil di Milano, da sempre impegnata nella battaglia contro la precarizzazione del lavoro, sta sostenendo con una partecipazione continuativa il presidio a oltranza promosso dal Coordinamento dei lavoratori precari 3ottobre. Questa mattina prima giornata di presidio con incatenamento di alcune lavoratrici e lavoratori precari della scuola e presenza di Rai, tv locali, radio e stampa. Gli impegni relativi alle convocazioni per nomine annuali e ai collegi docenti hanno consentito solo la presenza di gruppi di persone che si sono avvicendate nell’arco della giornata. Il presidio continua, i lavoratori hanno piantato la tenda e dichiarato di non allontanarsi fino a quando non ci saranno garanzie sulla conferma dei contratti. I lavoratori chiedono la conferma del contratto a tutti i docenti ed ATA che lo hanno avuto l’anno scorso. Il presidio andrà avanti!

I sindacati della Calabria hanno incontrato il Vice-presidente della giunta Regionale. Durante l’incontro si è discusso dell’attuazione di quanto concordato lo scorso 29 maggio 2009 e cioè la pubblicazione, tra l’altro, dei bandi relativi al progetto “più scuola” con un budget di circa 14 milioni di euro che mira al miglioramento dell’offerta formativa e della qualità della didattica nella scuola calabrese attraverso la progettualità che le singole istituzioni scolastiche metteranno in campo. Si è convenuto di inserire nei bandi la necessità di utilizzare prioritariamente, nell’attuazione dei progetti, il personale della scuola (docenti e ata) che hanno lavorato nell’ultimo anno scolastico (2008/2009) e che non hanno avuto rinnovato il contratto di lavoro. Infatti i dirigenti scolastici dovranno attingere, entro i limiti previsti dalla normativa comunitaria, per il reclutamento delle figure previste, dalle relative graduatorie provinciali ad esaurimento. Il Prof. Cersosimo ha assunto l’impegno per una veloce pubblicazione dei bandi e di aprire un confronto con il Ministro dell’Istruzione al fine di prevedere il riconoscimento punteggio, per le persone utilizzate nei progetti, relativo all’anno di servizio. FLC Cgil, CISL scuola, UIL Scuola, SNALS e GILDA Unams sono consapevoli che tali progetti non saranno – e non potrebbero esserlo – sostitutivi dei tagli dissennati ed irresponsabili effettuati dal Governo e pertanto invitano tutta la classe politica calabrese ad intervenire presso il Ministero dell’Istruzione affinché conceda deroghe agli organici in modo da consentire alla scuola pubblica di funzionare.

In occasione delle nomine annuali il Coordinamento e la FLC Cgil del Molise hanno organizzato un presidio davanti alle sedi dove si sono fatte le nomine per il personale docente e ATA. La giunta regionale, a seguito delle iniziative del 27 luglio, 2 agosto e 6 agosto, ha istituito un tavolo di confronto sul problema del precariato ed ha deliberato lo stanziamento di 500mila euro i cui criteri di utilizzazione sono stati discussi in un incontro avuto oggi, 1 settembre. Si tratta di risorse irrisorie che potranno consentire il recupero di 20-23 posti di lavoro sui 487 persi in Molise. Il Coordinamento dei precari e FLC Cgil hanno consegnato una lettera al Prefetto di Campobasso nella quale si chiede un intervento urgente del Governo nazionale e regionale. Inoltre, hanno deciso di proseguire la mobilitazione dando appuntamento a venerdì 4 settembre con un presidio davanti alla Prefettura e martedì 8 con un presidio davanti al Consiglio regionale in occasione dei lavori del Consiglio.

La FLC di Caserta, facendo seguito all’incontro in prefettura della nostra delegazione di sabato 29 settembre chiede l’apertura di un tavolo interistituzionale per il reperimento di risorse economiche per i lavoratori ATA rimasti senza incarico. La riforma Gelmini/Tremonti obbliga dunque l’Amministrazione scolastica a ricorrere a pezze finanziarie regionali (l’assessore Gabriele ha stanziato 10 milioni di euro con i quali si attiveranno in Campania circa 400 posti per i docenti precari) e ora pezze finanziarie provinciali per i lavoratori ATA. Questa è la scuola disegnata dal Governo. Una scuola rattoppata e striminzita.


Il personale precario è quello più duramente colpito dai tagli alla scuola pubblica anche in provincia di Cagliari. Il 31 agosto nella sede della FLC Cgil si è tenuta una riunione autoconvocata di lavoratori precari (docenti e ATA) e si è deciso unitariamente di mobilitarsi immediatamente contro i tagli, organizzando per mercoledì 2 settembre alle ore 11.30 un sit-in di protesta davanti alla sede dell’ufficio Scolastico Provinciale a Elmas in Via Sulcitana. Questi gli effetti del tagli agli organici previsti dai provvedimenti Gelmini/Tremonti nella provincia di Cagliari: 800 docenti e 300 ATA in meno; 712 pensionamenti e solo 121 immissioni in ruolo; migliaia di precari senza lavoro.

Continuano la mobilitazione e le iniziative di protesta in Sicilia contro la politica dei tagli agli organici del personale della scuola. Dopo le iniziative di protesta di Agrigento, Trapani, Messina ed Enna dilaga la protesta anche a Palermo. Dopo una settimana di sit-in permanente dei precari e delle organizzazioni sindacali davanti i locali dell’USP di Palermo, dopo una assemblea molto partecipata nei locali del provveditorato di Palermo, si è deciso di proseguire l’iniziativa di protesta occupando i locali e mantenendo il sit-in fino all’11 settembre, per protestare contro i drammatici tagli agli organici della scuola siciliana che stanno producendo un vero e proprio terremoto sociale. In un documento le segreterie provinciali dei sindacati di categoria hanno chiesto misure concrete per fronteggiare il dramma occupazionale chiedendo alla deputazione regionale e nazionale di promuovere un dibattito pubblico sulla scuola per la necessaria assunzione di responsabilità delle forze politiche e istituzionali nei confronti della scuola pubblica siciliana. La FLC sollecita l’assessore regionale Leanza a dare seguito alla richiesta di convocare con urgenza le organizzazioni sindacali per concordare le modalità di applicazione dell’accordo MIUR-Regione del 6 agosto.

Sono iniziate il 31 agosto e proseguiranno nei prossimi giorni le operazioni di nomina dei supplenti annuali presso le “scuole polo” della provincia di Frosinone. Quest’anno però i tanti aspiranti ad una supplenza annuale sia docenti che ata si sono trovati di fronte ad una drammatica novità: la forte riduzione dei posti disponibili per le supplenze. Infatti, i posti in organico di diritto sono stati drasticamente tagliati: rispetto all’anno scorso sono circa 460 i posti in meno per il personale docente e circa 160 per il personale ATA. La FLC Cgil di Frosinone ha ripetutamente denunciato questi tagli di organico (anche la mattina stessa all’inizio delle operazioni di nomina) per le conseguenze negative che essi comportano sia per l’occupazione che per la qualità della scuola pubblica. La protesta si è trasformata in una manifestazione con cartelli, fischi e slogan contro i tagli dei posti di lavoro ed è proseguita con l’accorrere delle televisioni locali che hanno ampiamente ripreso e diffuso un avvenimento mai accaduto negli anni precedenti. In assenza di novità significative a favore dei precari, con l’avvio del nuovo anno scolastico saranno programmate nuove iniziative di protesta e mobilitazione.

A Messina il 28 agosto e dal 31 in modo permanente, un gruppo di precari ha dato vita ad un presidio spontaneo presso la sede di via Bonino dell’Ufficio Scolastico Provinciale. Allarmati dalle notizie relative alle disponibilità per le supplenze annuali, si sono rivolti direttamente al Provveditore Dott. Ricevuto. Confermati tutti i tragici numeri che in questi mesi la FLC Cgil aveva diffuso: 781 posti in meno hanno prodotto 253 docenti soprannumerari di ruolo che sono stati collocati in parte su cattedre libere, mentre molti saranno chiamati a completare il proprio orario effettuando supplenze a disposizione della scuola. Tutto questo produrrà disagio al personale, diminuzione della qualità dell’offerta formativa della scuola pubblica, ma soprattutto farà di circa mille professionisti della scuola (tra docenti e circa 200 ATA) dei disoccupati senza alcuna possibilità di reintrodursi nel mondo del lavoro. Mercoledì 2 settembre in un’assemblea organizzata alle ore 11 presso i locali della Camera del Lavoro di Messina, la FLC Cgil informerà i precari della scuola sugli sviluppi delle iniziative sindacali regionali che in questi giorni stanno chiedendo con urgenza, all’Assessore Leanza e al Direttore dell’USR Di Stefano, la definizione dei criteri di distribuzione di incarichi e progetti per la tutela dell’occupazione di 1500 docenti e 300 ATA.

Con volantinaggi e “Il rito della decimazione” riparte a Pesaro e Urbino la protesta dei precari della scuola. Il 27 agosto, in occasione del conferimento delle nomine annuali ai docenti della scuola primaria e dell’infanzia, è stato consegnato a tutti i 700 convocati un comunicato che evidenzia e denuncia il comportamento del Ministero dell’Istruzione nei confronti del funzionamento del sistema scolastico pubblico. Il 28/29/31 agosto e 1° settembre in occasione della stipulazione dei contratti a tempo determinato presso l’USP di Pesaro, i precari attuano “Il rito della decimazione”, una protesta per denunciare la progressiva precarizzazione dei lavoratori della scuola e per protestare contro i tagli. Prima di firmare l’accettazione della nomina a tempo determinato, uno ogni dieci, per evidenziare la decimazione avvenuta, viene letto il seguente comunicato: “Nell’accettare questo incarico vorrei denunciare la progressiva precarizzazione dei lavoratori della scuola. Da anni sottoscriviamo contratti a tempo determinato con risibili speranze di stabilizzazione. Decine di migliaia di posti sono stati tagliati, impoverendo l’offerta formativa ed aumentando il numero di alunni per classe. Di cose da fare per migliorare la scuola ce ne sono tante, cominciare coi tagli significa non avere a cuore la scuola pubblica”.

Allarme disoccupazione nella scuola anche in provincia di Matera: saranno tagliati 341 posti di lavoro (- 239 tra il personale docente e – 102 tra il personale ATA). La FLC Cgil e gli altri sindacati insieme al personale precario della scuola, a partire da 24 agosto hanno presidiato permanentemente l’Ufficio Scolastico Provinciale di Matera. In un incontro tenutosi nei giorni scorsi – presenti tra gli altri rappresentanze della Provincia di Matera e della Regione Basilicata – le istituzioni locali si sono impegnate ad affrontare con sollecitudine le problematiche esposte. Nel ribadire l’intenzione di continuare la protesta, i sindacati e i precari hanno trasferito il presidio presso la Prefettura di Matera in Piazza Vittorio Veneto, finché gli impegni assunti negli incontri non si tradurranno in soluzioni concrete.

La FLC Cgil della Sardegna non intende lasciar passare sotto silenzio la grave situazione in cui versa la scuola della regione. Vuole denunciarla all’opinione pubblica, fornendone tutti i dati dettagliati con le conseguenti considerazioni. Per questo ha convocato una conferenza stampa per il 31 agosto, alle ore 10,30 presso il Salone Congressi della Camera del Lavoro Metropolitana di Cagliari in Viale Monastir, 17. L’avvio del nuovo anno scolastico sarà contrassegnato da pesanti tagli di classi, sezioni e organici che metteranno sempre più a rischio l’erogazione del servizio scolastico e difficoltoso garantire il diritto all’istruzione per bambini, ragazzi e giovani sardi, con particolare riguardo per i diversamente abili. Questa politica dei tagli, per nulla contrastata dalla Regione Sardegna ha prodotto l’ulteriore devastante effetto di pochissime immissioni in ruolo, ancor di meno per colpevoli comportamenti delle istituzioni sarde, e nessuna occasione di lavoro, nel nuovo anno scolastico che inizia, per molti precari della scuola sarda.

A Benevento, presso l’USP il 27 agosto è partito il presidio dei precari docenti e ATA che lamentano il mancato incarico a 500 lavoratori della scuola. Striscioni, cartelli, volantini si sono poi trasferiti in piazza Risorgimento dove il gazebo informativo ha funzionato fino alle 24, incontrando le migliaia di persone presenti agli spettacoli della manifestazione “Quattro notti e più di luna piena”. La giornata seguente ha visto momenti di tensione quando i precari hanno impedito l’ingresso all’USP per segnalare la loro difficoltà legata all’entità dei tagli agli incarichi annuali. Il Sindaco di Benevento ha portato la propria solidarietà e in un confronto con i precari si è impegnato a convocare per il giorno 29 la Giunta comunale presso i locali dell’USP a fianco dei precari e dei loro problemi. In serata, intervento sul palco del concerto di De Gregori di una precaria della scuola che ha letto un documento che stigmatizzava le difficoltà della loro condizione e si chiudeva con un esplicito “SIAMO TUTTI COINVOLTI” a rappresentare la trasversalità della problematica che vede implicata tutta la società civile beneventana. Leggi il comunicato della FLC Cgil di Benevento.

Nel corso dell’incontro del 28 agosto organizzato dalla Rete Docenti Precari di Bari, la FLC Cgil ha assicurato il pieno supporto per tutte le iniziative che, a breve, saranno adottate per combattere la grave emergenza occupazionale che ha colpito la scuola della provincia. La situazione è così riassumibile: saranno licenziati 1.230 docenti e 435 ATA; a fronte di 1.312 pensionamenti ci sono state solo 246 immissioni in ruolo. Pesanti anche le ripercussioni sulla qualità del servizio offerto alle famiglie, con l’aumento del sovraffollamento delle classi con 29, 30, 33 alunni.
La FLC Cgil di Bari, che ha denunciato e contrastato questa politica fin dai suoi inizi, lancia un appello ai lavoratori e alle lavoratrici della scuola, agli studenti, alle famiglie, affinché si manifesti l’indignazione della società civile fin dal primo giorno del nuovo anno scolastico foriero di ben tristi novità per migliaia di lavoratori.

 

 

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Comunicato della Gilda: Precari della scuola, la situazione è esplosiva

 

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Comunicazione via: www.gildains.it

Comunicato della Gilda: Precari della scuola, la situazione è esplosiva

“La situazione è drammatica, ma non resteremo in silenzio di fronte alle ferite che il Governo sta infliggendo alla scuola pubblica statale e adotteremo tutte le forme di protesta possibili per contrastare questa politica”. Ecco il messaggio che il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio, lancia in occasione dell’inizio dell’anno scolastico.

Nel mirino della Gilda, i pesantissimi tagli, “decisi solo in nome di un risparmio che forse gioverà alle casse dello Stato, ma certamente nuocerà al futuro del Paese, perché non investire nell’istruzione e nella formazione dei giovani – sottolinea Di Meglio – significa assestare un duro colpo alla crescita culturale e civile e tradire il mandato che la Costituzione assegna alla scuola”.

A rendere la situazione ancora più esplosiva è, secondo il coordinatore nazionale, la disomogeneità dei tagli tra Nord e Sud: “A soffrire maggiormente – afferma il coordinatore nazionale – è il Mezzogiorno, dove la scure del Governo si è abbattuta in maniera più drastica. E le proteste messe in atto dai precari, concentrate soprattutto nelle regioni meridionali, lo dimostrano ampiamente. Il rischio – avverte Di Meglio – è che il divario tra Nord e Sud aumenti ancora e che l’Italia diventi sempre di più un Paese a due velocità”.


La Gilda, inoltre, richiama l’attenzione sul problema del sovraffollamento delle classi “che – dichiara Di Meglio – peggiorerà inesorabilmente, perché a una riduzione così ampia dell’organico non corrisponde una diminuzione del numero degli alunni che, anzi, è in aumento. E noi, come l’anno scorso, – annuncia – siamo pronti a denunciare tutti i casi di mancato rispetto della legge sulla sicurezza che fissa in 26 persone per aula il tetto massimo di affollamento ipotizzabile”.

“E poi – aggiunge Di Meglio – è inaccettabile che da una parte si giustifichino i tagli alla scuola pubblica statale con l’esigenza di risparmiare, e dall’altra il Parlamento chieda maggiori fondi per gli istituti paritari e che il ministro Gelmini auspichi che nella Finanziaria di quest’anno ci siano risorse adeguate per le scuola private. Forse – conclude – è il caso di ricordare ai parlamentari e al ministro che l’articolo 33 della Costituzione stabilisce che ‘enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato’”.

 

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“Navigare informati, 2009/10”: mappa operativa e schede di riepilogo della normativa vigente, per ogni ordine e grado di scuola

 

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Via: www.cislscuola.it

“Navigare informati, 2009/10”: mappa operativa e schede di riepilogo della normativa vigente, per ogni ordine e grado di scuola
Il cambio di maggioranza e di Governo, avvenuto con le elezioni del 2008, ha innescato un processo di profondo cambiamento del quadro normativo che regola il nostro sistema di istruzione e formazione, per ragioni dettate prevalentemente da obiettivi di contenimento di spesa.

La maggior parte dei provvedimenti adottati in questi mesi, infatti, discendono da un decreto-legge (il n. 112 del 25 giugno 2008) recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, cui sono seguite altre norme sporadiche, contenute in diversi provvedimenti legislativi, tra cui in particolare il decreto-legge n. 137 del 1° settembre 2008, convertito dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, che intervengono in modo sostanziale e profondo sugli assetti organizzativi e ordinamentali della scuola italiana.

Come è noto, l’art. 64 del decreto-legge 112/08 ha delegato il Ministro dell’Istruzione a predisporre un piano di interventi volto a razionalizzare l’utilizzo delle risorse umane e strumentali nell’ambito del sistema scolastico.


Per l’attuazione del piano la norma ha previsto l’emanazione di uno o più regolamenti, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentita la Conferenza Unificata ex art. 8, Dlgs 281/99.

L’art. 64 ha dato facoltà ai Ministri proponenti di prevedere anche, attraverso i regolamenti, la modifica di disposizioni legislative vigenti, traguardando una revisione dell’attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico.

Il regolamento concernente “gli ordinamenti della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione”, dopo un lungo iter procedurale, è stato adottato con dPR n. 89 del 20 marzo 2009, che a seguito alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 162 del 15 luglio 2009) è divenuto esecutivo a tutti gli effetti.

Le norme in esso contenute – insieme a quelle dei regolamenti sulla riorganizzazione della rete scolastica e sulla valutazione degli alunni – introducono un profondo mutamento che, come anticipato con la circolare sulle iscrizioni, avrà consistenti ricadute sul nostro sistema scolastico: come previsto dallo stesso Regolamento, il MIUR ha predisposto e sottoposto all’esame del CNPI un proprio “Atto di indirizzo” – di imminente emanazione – destinato a fornire indicazioni alle scuole per una corretta attivazione dei nuovi assetti pedagogici, didattici e organizzativi.

Si stanno nel frattempo definendo i nuovi ordinamenti del II ciclo di istruzione, che prenderanno avvio dall’anno scolastico 2010/11.

La CISL Scuola – per orientarsi nel “mare” dei cambiamenti già avviati e in corso di attuazione – ritiene utile fornire al “mondo della scuola” (e non solo) una mappa operativa e una scheda di riepilogo di tutta la normativa vigente, per ogni ordine e grado di scuola, rinviando ai propri numerosi documenti le considerazioni e le posizioni di carattere politico di evidente e forte contrarietà a questo processo che tenta faticosamente di “nobilitare”, con il richiamo a motivazioni di ordine pedagogico, una mera politica governativa di riduzione delle risorse che vede soprattutto nei “tagli” al personale della scuola un attacco al diritto allo studio ed alla qualità dell’offerta formativa pubblica.

 

A questo link trovate la mappa operativa e schede di riepilogo della normativa vigente, per ogni ordine e grado di scuola

 

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