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Abbecedario che figura

VI° concorso calligrafico internazionale 2010

Giunto alla VI edizione e indetto dal Caus – Centro Arti Umoristiche e Satiriche, il Concorso è nato da un’idea di Raffaele Palma, con la collaborazione di Piero Ferraris e Tullio Macrì. Il tema proposto è affascinante e singolare: l’ abbecedario. Tale essenziale strumento d’alfabetizzazione, rimasto inalterato dal 1800, necessitava di un rinnovamento creativo e d’utilizzo. La sfida era di impiegare lettere e numeri non strettamente legati al rapporto tra questi ultimi e le figure dimostrative.

A differenza, quindi, degli attuali abbecedari in uso presso le scuole, nelle opere dei vincitori e dei migliori calligrafi selezionati, ciascuna lettera non è più associata all’iniziale di un’immagine ma forma con altre lettere una figura.

Martedì 23 novembre 2010 il Salone d’Onore dell’Accademia Albertina di Belle Arti a Torino, ospiterà il Convegno “L’Arte del disegno negli abbecedari, strumenti didattici per l’alfabetizzazione”.

La Manifestazione ha l’alto patrocinio della Città di Torino e dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Il tema proposto dal Caus è stato quest’anno piuttosto impegnativo. Per superare la selezione, è stato chiesto ai partecipanti di rispettare una regola fondamentale: negli elaborati ogni lettera, numero o punteggiatura non doveva essere l’iniziale dell’immagine di riferimento, ma divenire parte dell’immagine stessa. Una via nuova e difficile da percorrere, che ha prodotto ottimi risultati. Ciascun autore ha, infatti, dato un valido contributo al nuovo modo di intendere l’abbecedario, assecondando la propria sensibilità creativa.

Che cos’è un abbecedario figurato

Non più la lettera, vicino all’oggetto (il cui nome per questa inizia), bensì animali, persone, cose, paesaggi, che celano lettere, numeri e punteggiatura. Ne sono scaturite centinaia di piccole opere d’arte, da decriptare, grazie all’ausilio di filastrocche, indovinelli e frasi che sollecitano la curiosità di scoprire le lettere e i numeri celati nel disegno. Tutto ciò favorisce l’allenamento della memoria visiva all’associazione d’immagini e idee, in grandi e piccini.

A differenza, quindi, dei suoi antenati e degli attuali abbecedari in uso presso le scuole, ciascuna lettera non è associata all’iniziale di un’immagine, ma forma con altre lettere una figura. Le varie lettere, in sintesi, formano i dettagli dell’immagine.

I motivi di una scelta innovativa

Negli ultimi duecento anni non vi è stata alcun’innovazione per quanto riguarda la composizione e l’impiego degli abbecedari. Se è ben vero che in questo lungo periodo, grafici ed artisti hanno realizzato splendide opere, trattando l’illustrazione di lettere e numeri, è altrettanto vero che nessuna novità è stata espressa in termini pedagogici, formativi, stilistici e semantici.

L’abbecedario, infatti, offre vari tipi di letture e quindi di fruizione. Esso affonda le sue radici nella necessità di rappresentare e trasmettere visivamente il suono delle lettere, grazie a cui prendono corpo parole, periodi e significati. In tal modo è possibile stabile un codice comune di comunicazione, accettato da tutti: essenziale per far dialogare persone e nazioni, anche diverse fra loro. In una società multi etnica, dove culture ed alfabeti s’incontrano e s’integrano, la funzione didattica dell’abbecedario, riguarda sia i bambini, sia gli adulti e in termini sociali e d’integrazione, diviene a pieno titolo un importante strumento, come una norma di comportamento, una legge scritta o la regola di un gioco.

Il rinnovamento dell’Abbecedario Figurato

Nell’abbecedario figurato le lettere sono quelle di sempre, diversa è la scelta della loro rappresentazione: ieri si poteva utilizzare l’illustrazione di una carrozza a cavalli, affiancandola alla lettera C, oggi si useranno immagini, come quella di un computer o di un cellulare. La mente non dovrà più abbinare 26 soggetti differenti alle lettere giuste, ma all’interno di una sola immagine troverà parte dell’alfabeto o tutte le sue lettere. Cambia, inoltre, il rapporto fra il suono della lettera e il nome del soggetto, attraverso cui identificarla: non più A come ape, ma A come parte del corpo di un’ape (ala o addome). L’insegnante, per stimolare l’allievo, avrà come sussidio gli indovinelli abbinati alla figura.

Gli abbecedari tradizionali e quelli figurati possono interagire perfettamente, per un più rapido apprendimento della lingua nella scuola primaria e per l’alfabetizzazione di giovani e adulti.

I partecipanti al concorso

Gli artisti calligrafi hanno dimostrato come le variabili, da un punto di vista grafico ed artistico, possano diventare quasi infinite. Per esempio il calligramma A, può trasformarsi nell’immaginario dei concorrenti nel becco di un uccellino, nell’ala di un insetto o in un cappello da clown. C’è chi ha utilizzato tutte le 26 lettere dell’alfabeto per disegnare un’immagine, chi solamente i 10 numeri, chi ancora ha concepito una figura usando le sole vocali, la punteggiatura e i numeri. Meritatissimi i premi!

Ad ogni vincitore ha conquistato la propria medaglia d’oro, che quest’anno sarà consegnata virtualmente sul web! La manifestazione avrà comunque un conclusione non solo virtuale, Martedì 23 novembre 2010. In quella giornata il Salone d’Onore dell’Accademia Albertina di Belle Arti a Torino, ospiterà il Convegno “L’Arte del disegno negli abbecedari, strumenti didattici per l’alfabetizzazione”. Ingresso libero per tutti. L’orario sarà comunicato ai media in tempo utile.

L’Expò web “Abbecedario che Figura” è on line da giugno sul sito www.caus.it
Vincitori del Concorso Calligrafico Internazionale “Abbecedario che Figura”

Sezione autori internazionali
Hassan Massoudy

http://pagesperso-orange.fr/hassan.massoudy/italiano.htm

Sezione Autori Nazionali

Miglior abbecedario umoristico

Laura Gaddi – “Lato b – creato per sorridere”

Miglior abbecedario elegante

Ornella Zen – “Il cigno”

Sezione Università

Accademia Albertina Belle Arti di Torino

Victoria Stoian – “Monsieur le Colibrì”

Sezione Istruzione Superiore

Istituto Grafico I.p.s. “G.Falcone” di Brescia

Nicola Cominardi – Classe 4ª G – ex aequo

Marcello Paris – Classe 4ª G – ex aequo

Ilaria Taveri – Classe 4ª L – ex aequo

Nawaz Zubaria – Classe 4ª L – ex aequo

Istituto Tecnico Industriale per le Arti Grafiche “L. Monti” di Saronno (VA)

Matteo Minora – “La sveglia” – ex aequo

Mattia Cattaneo – “La pulcina ballerina” – ex aequo

Sezione Scuola dell’Obbligo

I. C. “Cesare Pavese” di Santo Stefano Belbo (CN)

Sezione Autori Nazionali

Ornella Zen

Miglior Abbecedario Elegante

Il Cigno

du coté de chez swan…

Uno sta del becco in punta,

tra ali e penne son tre e nove,

due gli occorre così vola:

collo stesso sei si snoda.

Quattro e cinque stretti in gola,

zero è l’occhio a cerchiolino,

spiega il sette ben la coda,

ed il cigno già fa il bagno

sopra l’otto dello stagno.

Presentazione esplicativa

Il disegno vorrebbe configurarsi come l’elaborazione estetica dei numeri, evidenziando l’armonia grafica che hanno in sé, e le potenzialità, nell’equilibrarsi di simmetrie e asimmetrie, di tratti spessi e fini. Nell’elaborato, il congegnarsi e comporsi delle cifre dà come risultante la sagoma di un cigno, uno degli animali considerati più eleganti.

Sezione Autori Nazionali

Laura Gaddi

Miglior Abbecedario Umoristico

LATO B – Creato per sorridere

Così ho immaginato il Lato B della donna: un lettura sexy, creata per sorridere. Le 26 lettere dell’alfabeto sono posate delicatamente qui e là, sull’intera figura.

A – Spacco gonna destra

B – Non ci sono dubbi

C – Orlo gonna destra

D – Si trova sopra la B (rosa)

E – Calza destra

F – Calza sinistra

G – Orlo gonna sinistra

H – Piegatura ginocchio destra

I – Gamba sinistra, sotto la F

J – Fianco sinistro

K – Calza destra

L – Gamba destra sotto la E, e sopra l’H

M – Schiena

N – Schiena

O – Pallino del laccetto

P – Polpaccio

Q – Polpaccio

R – Laccetto

S – Laccetto

T – E’ sopra la B, a sinistra

U – Fianco destro

V – spacco gonna

W – Lato sinistro gonna

X – Schiena

Y – Parte centrale e finale gambe

Z – Schiena

Sezione Istruzione Superiore

Istituto Tecnico Industriale per le Arti Grafiche “L. Monti” di Saronno (VA)

Matteo Minora – La Sveglia

La Sveglia

Orsù pigrone, è già mattina

La tua sveglia è un po’ birichina

I suoi numeri, stai attento

Ti stupiranno in ogni momento

Il due e il cinque sono a braccetto

Ed il quattro tengono stretto

Il sei e il nove stanno a sentire

Quello che l’uno ti vorrà dire,

L’otto ti guarda furbescamente

Con sotto il sette che no fa niente

Mentre il tre la sveglia fa in piedi stare

Lo zero e i suoi amici ti fanno sognare