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Manifestazione del 12 marzo: intervento degli studenti milanesi

Siamo le studentesse e gli studenti milanesi del movimento che quest’autunno ha scosso l’Italia, invadendo ogni piazza del paese e raggiungendo i mezzi di comunicazione di ogni parte del mondo. Siamo gli studenti del movimento che si è opposto e continua a opporsi alla privatizzazione dei beni comuni, alla mercificazione dei saperi, alla volontà di piegare ogni aspetto dell’esistenza alla logica del profitto. Siamo gli studenti che hanno lottato e lottano per il futuro, per le possibilità di progresso sociale, e di sviluppo sostenibile. Per il futuro dei giovani che non vedono nessun’altra forma di occupazione se non precaria, per il presente degli operai e di tutti i lavoratori che si vedono sottrarre, sotto ricatto, i posti di lavoro e i diritti inalienabili di tutti i lavoratori.
Crediamo di aver perseguito, nel nostro agire, un’idea e un progetto reale di alternativa alle politiche liberiste e autoritarie, proprie non solo dell’attuale governo italiano, ma di una tendenza generalizzata assoggettata agli interessi dell’economia globale.

Abbiamo sempre rivendicato, e rivendichiamo tutt’ora, la nostra autonomia e indipendenza dalle dinamiche di palazzo, e su queste basi abbiamo costruito la nostra alternativa di scuola e di società, nelle pratiche, nei metodi, nelle idee, nel modo di concepire noi stessi e gli altri.
Per questo motivo non aderiamo alla manifestazione del 12 Marzo, che riteniamo un vano tentativo , da parte di forze politiche ormai incapaci di costruire un proprio percorso di opposizione, di cavalcare il consenso che siamo riusciti a costruire attorno al movimento studentesco e alle tematiche riguardanti la scuola pubblica.

Non condividiamo una mobilitazione senza piattaforma, promossa da soggetti politici che non si sono mai opposti al processo di demolizione della scuola pubblica, da esponenti di centro destra e centro sinistra che hanno condiviso e sostenuto i tagli alle scuole statali a favore delle private.

Non abbiamo bisogno dell’ennesima dichiarazione estemporanea di un premier in decadenza per invocare una piazza e una sollevazione di popolo. Il nostro impegno parte dalle scuole che ci cadono addosso ogni giorno, dalle difficoltà per un numero sempre maggiore di studenti di accedere ai livelli più alti di istruzione, dalle aspettative occupazionali sempre più ristrette, dai ricatti dei padroni e dagli attacchi ai diritti fondamentali degli studenti, dei lavoratori e di ogni individuo.

Tuttavia crediamo sia fondamentale rialzare i toni delle nostre mobilitazioni, per evitare il reflusso che segue ad ogni grande movimento ed, anzi, consolidando il nostro ruolo nelle dinamiche di mobilitazione globale, in ogni ambito della società. Per questo motivo siamo scesi in piazza con i metalmeccanici della Fiom, il 28 gennaio, e per questo motivo saremo di nuovo in agitazione il 25 marzo. Vogliamo che la mentalità dell’opposizione propositiva e dell’alternativa reale investa le coscienze dell’intera popolazione, e che tutti gli studenti di ogni ordine e grado siano attivamente partecipi del processo di costruzione di una scuola realmente formativa e accessibile senza limitazioni di base economica. Continuiamo a costruire l’AltraRiforma dal basso, dalle scuole che già la stanno applicando, dall’approvazione del primo Statuto delle studentesse e degli studenti in stage all’alberghiero Berghese di Genova, continuiamo a rivendicare un welfare di cittadinanza e un fondo nazionale per il diritto allo studio.

La nostra azione non si limita agli ambiti prettamente scolastici, ma rientra in un percorso di riflessione e analisi su tematiche generali di rapporti economici e produttivi. Sappiamo che i provvedimenti che hanno colpito l’istruzione e la ricerca non sono atti isolati, ma rientrano in un programma complessivo di privatizzazione dei beni comuni e riduzione sempre più drastica dei diritti fondamentali. In tal senso abbiamo già avviato, assieme a tutte le forze sociali in mobilitazione, un ampio percorso di costruzione e preparazione allo sciopero generale del 6 maggio, da noi studenti invocato a lungo durante le mobilitazioni dell’autunno e dei mesi successivi.

Abbiamo portato e porteremo in piazza e ai sordi luoghi della politica l’urlo generazionale di chi vive nelle scuole. Il tema non è, quindi, se gli studenti si mobiliteranno il 12 Marzo, ma se il 12 Marzo la scuola pubblica sarà oggetto di difesa costituzionale o sarà, come noi crediamo, un feticcio, un’ulteriore chiave per parlare di quanto la figura personale di Berlusconi sia in grado di governare o meno. Gli studenti continueranno in autonomia la propria mobilitazione nelle prossime settimane nella speranza che si parli di scuola e di formazione, non con la retorica e la strumentalità del momento e sfruttando le uscite indegne di Berlusconi, ma con un’idea chiara su come si vuole costruire una scuola pubblica di tutti e per tutti su cui bisogna aprire un vero dibattito pubblico e politico nel Paese.

Laboratorio di Partecipazione Studentesca
Rete Studenti Milano
Assemblea dei Collettivi