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Andare all’università con stile

Università e stile: un connubio non sempre facile da realizzare. Che si vada in facoltà per seguire le lezioni, per studiare o per sostenere un esame, l’apparenza non può essere trascurata in nessun caso.

In fondo, l’università è anche un luogo di aggregazione sociale dove si entra in contatto con gli altri studenti e con gli insegnanti, e dove la vostra immagine dice molto di voi ancora prima che vi sia data la possibilità di farvi conoscere.

Soprattutto al primo anno, quando si è circondati da tante matricole, può essere importante riuscire a distinguersi con un look originale e curato, ma senza eccessi, per inserirsi al meglio in un nuovo mondo che vi chiede di dare il massimo.
Ma non è solo questione di stile: anche la praticità ha una parte fondamentale nella scelta dei vestiti, degli accessori e degli strumenti da portare con voi.

Quali sono dunque le soluzioni migliori? Possiamo scoprirlo seguendo alcuni semplici consigli per creare il nostro look vincente.

Per i ragazzi: il giusto mix tra sobrietà e stile casual

Un ragazzo che si appresta ad affrontare il primo giorno di università può optare per un outfit sportivo o più formale, ma in entrambi i casi non bisogna cedere agli eccessi.

Se scegliete sobrietà ed eleganza potete indossare una camicia slim fit, ma è bene abbinarla a jeans o pantaloni sportivi per non ottenere un look troppo classico.

Per uno stile più casual, una t-shirt vivace con felpa, camicia di jeans o giubbotto leggero è una scelta ottima.
Anche se nei mesi di settembre e ottobre il caldo potrebbe ancora farsi sentire, bisogna evitare assolutamente pantaloni corti e canotte.

Un orologio da polso e occhiali da sole daranno un tocco di fascino in più al vostro look.

Per le ragazze: ricercare la semplicità

Trucco, acconciature, tacchi: i dilemmi estetici di una studentessa in cerca dello stile più idoneo si risolvono puntando su un look naturale.

Si parte da capelli ben curati, ma non come se steste andando a una cerimonia, e da un trucco nude che valorizzi i tratti del viso senza tinte sgargianti.

Camicette o t-shirt sportive vanno ugualmente bene: la scelta dipende dalla vostra personalità. 
Con i jeans non si sbaglia mai, ma anche una gonna sobria o pantaloni non troppo attillati possono apparire appropriati.
Meglio scegliere scarpe basse o comunque comode: andare all’università non è come andare in discoteca, e indossare i tacchi durante le lunghe ore di lezione potrebbe non farvi sentire a vostro agio. 
Nelle facoltà dove è richiesto un dress code più austero è bene prediligere colori scuri o neutri, ma in genere è possibile sbizzarrirsi con qualsiasi tipo di tonalità. Un tocco di estrosità può essere ottenuto con gli accessori: collanine e braccialetti dal design ricercato potrebbero fare al caso vostro.

L’elemento indispensabile: lo zaino porta pc

Ciò che davvero non può mancare è uno zaino o una borsa per portare con voi i libri, i quaderni per gli appunti e magari il vostro pc o tablet.

Su https://www.zainoportapc.net potete trovare numerosi consigli al riguardo. Comunque, in generale la scelta dello zaino deve tenere conto di stile, comfort e dimensioni.

Lo zaino deve essere abbastanza grande da permettervi di trasportare tutto il materiale in modo ordinato e sicuro.

Meglio optare quindi per un modello con vari mini-scompartimenti che possano contenere caricatori, power bank, cuffiette, penne ed evidenziatori.

Anche la comodità è importante, soprattutto se prevedete di portare lo zaino in spalla durante un lungo tragitto.

Occhio dunque alla salute della schiena e delle spalle. 
Infine, per scegliere lo zaino adatto a voi dovete tenere conto del design in rapporto al vostro stile personale. La scelta migliore è senza dubbio quella che soddisfa anche gli occhi.

 

 

 

 

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La passione per la Psichiatria

Come sgridare il proprio bambino, confermandogli il proprio amore?

Basta tornare a scuola ed aprire un valido manuale di psichiatria per imparare quella che, in gergo, viene chiamata “The one minute scolding”.

Ideato da uno psichiatra americano, questo metodo prevede una sgridata di durata non superiore ai 60 secondi che si rivela essere una aiuto valido dentro e fuori le mura domestiche.

Il principio è: meglio un minuto efficace che dieci che affaticano tutti i soggetti coinvolti.

La capacità di attenzione di un bambino, infatti, è molto limitata nel tempo e non si avvantaggia di certi mezzi messi spesso in pratica dagli adulti quali, predicozzi, ricatti, punizioni.

Se state meditando di iscriversi alla facoltà di psichiatria, sappiate da subito che la sgridata per funzionare, deve avere le seguenti caratteristiche:

  1. deve essere breve. Bastano 60 secondi, non uno di più. Superato questo momento, il bambino diventa “sordo” ad ogni parola.
  2. Deve essere immediata. I bambini vanno ripresi quando hanno ancora le mani nella marmellata. Il prima ed il dopo sono concetti che i più piccoli non interiorizzano perché vivono nel presente, nel qui ed ora. Procrastinare non vale.
  3. Deve riguardare l’episodio singolo. Si tratta sempre del qui ed ora. Il bambino va ripreso solo per l’episodio in corso nel momento in cui viene sgridato. Rinfacciare un’intera giornata di marachelle pare non aver alcun effetto e, per di più, pone il bimbo in uno stato di avvilimento profondo.
  4. Deve avvenire a tu per tu. Riprendere un bambino in presenza di amici o altre persone umilia il piccolo e lo mette nella posizione di protezione del proprio valore, fino ad arrivare addirittura a negare il fatto!
  5. Deve essere (possibilmente) rassicurante. Confermare il proprio amore, essendo fermi, ma calmi, disapprovando il comportamento, ma non la persona.

Certo, studiando si impara, ma come fare ad applicare le regole di cui sopra? Nei libri, troviamo 6 regole da seguire:

  • Dire quale fatto riteniamo oggetto del rimprovero.
  • Descrivere i nostri sentimenti quando vediamo il bambino agire come nel fatto che gli abbiamo enunciato.
  • Dire che abbiamo compreso per quali motivazioni ha agito in un certo modo, ma sottolineare che quel comportamento si rivela inadeguato.
  • Ripetere quale regola ha violato anche se l’abbiamo ripetuta centinaia di volte.
  • Far comprendere quali conseguenze abbia per il bambino un comportamento negativo e come, invece, un modo di fare improntato alla gentilezza porti gli altri a voler giocare con lui.

 

Ancora convinti di volervi iscrivere alla facoltà di psichiatria? Correte ad acquistare i libri che sono necessari presso la libreria Medica Cortina a Milano!

La facoltà di medicina e i test di accesso

L’Italia sta diventando un paese composto prevalentemente da anziani. Si stima, infatti, che entro il 2030 più di un quarto della popolazione potrebbe avere più di 65 anni. Se consideriamo, poi, che il numero degli ottuagenari è incrementato del 150% negli ultimi 20 anni, possiamo anche comprendere perché, in un tale sistema, il supporto dei servizi medici vedrà, con sempre maggiore evidenza, un mutamento per incontrare le esigenze di questa fetta crescente della popolazione.

La prevenzione e l’assistenza diretta sul territorio, quindi decentralizzata rispetto a quella ospedalocentrica, diventeranno i cardini del nuovo modello sanitario del nostro paese.

Tralasciando il problema, peraltro importante, del calo delle nascite, risulta evidente che la sanità dovrà far fronte al maggior peso economico di soggetti che sono longevi (la speranza di vita media è di 77 anni per gli uomini e 83 anni per le donne), ma spesso afflitti da almeno una malattia cronica, quando non limitati (circa il 18%) da una disabilità che moltiplica i problemi legati alla gestione della vita quotidiana.

Quindi, i principi cardine saranno prevenzione da una parte per mantenere il soggetto sano il più a lungo possibile; assistenza dall’altra per sostenere dove è necessario.

In tutto questo, si rileva una lacuna del sistema nella carenza di personale in ambito sanitario.

Già, perché anche i medici vanno in pensione! I cosiddetti “medici di famiglia”, per esempio, saranno sempre più una rarità nelle regioni del nord. Dai dati della Federazione italiana medici di medicina generale e dell’Ente nazionale di previdenza dei medici si vede che tra il 2013 e il 2020, circa 1000 medici si ritireranno dalla professione. Questa situazione si rivela particolarmente allarmante in tutto il nord Italia non foss’altro che per la maggior densità di popolazione rispetto al sud. E quindi? Servono medici con urgenza! Ma da uno studio condotto recentemente, la professione di Medico si classifica al 9° posto (su 10) tra le più “desiderate”.

Ciò potrebbe dipendere da alcuni fattori, tra cui spiccano:

  • la scarsità di posti presenti presso le facoltà di Medicina, soprattutto al nord.
  • Il lungo percorso preparatorio che la professione richiede.
  • La preferenza dei neodottori italiani (meglio preparati dei colleghi europei) per i paesi stranieri che pagano più degnamente i medici.

 

Se, in ogni caso, si è fortemente interessati alla pratica di questa bellissima professione, sarà, innanzitutto necessario superare i test di medicina per accedere alla facoltà.

Come fare? E’ necessario affidarsi a chi conosce approfonditamente l’argomento e sperimentarsi nelle prove, in modo da impratichirsi nella gestione delle domande ed approfondire eventuali argomenti che, sistematicamente, ricorrono nei test.

Le 60 domande sono superabili con un’adeguata preparazione. Intanto, sarà necessario prendere visione del Decreto Ministeriale che informerà gli aspiranti medici di come sarà il test, del tempo a disposizione, il calcolo del punteggio e la composizione delle graduatorie.

Segnaliamo a tal proposito un pratico e-book di Alphatest, per aiutare gli studenti che si troveranno ad affrontare il Test di Ammissione alle Facoltà di Medicina e Odontoiatria.

Ecco qui il link per scaricarlo gratuitamente.

Successivamente, è necessario vedere il Bando di concorso dell’Università prescelta che aggiunge ulteriori dettagli (per es. giorno, ora e luogo della convocazione,  documenti utili) al D.M. di cui sopra.

Da qui, prendere visione dei propri punti di miglioramento, permette di stendere un piano per cercare di colmare almeno alcune delle conoscenze necessarie che permetteranno il superamento del test. Si può cominciare, per esempio, con una manuale di teoria ed un libro che contiene numerosi quesiti commentati. Si prosegue, poi, con molto esercizio, la gestione dello stress e del tempo che permetteranno di uscire vincenti dalle prove di ingresso.

 

La crescita: passaggio dal Liceo all’Università

Nella nostra vita sono molto le tappe che reputiamo essenziali, ma probabilmente quella che ci entusiasma di più è sicuramente l’arrivo alla maturità, cioè l’avere diciotto anni.

Questa data non è importante solamente perché si entra nell’età adulta con la concessione del voto o la possibilità di prendere la patente; ma perché finisce quel periodo che va sotto il nome di scuola.

Per molti questa rappresenta una liberazione, con l’opportunità di entrare nel mondo del lavoro; per altri invece rappresenta un passaggio di maturità scolastica, cioè entrare nel mondo universitario.

Tuttavia l’approdo all’università non è semplice, anzi è un percorso tortuoso che inizia molto prima dell’ingresso ad una facoltà.

Ogni ragazzo/a arriva ad un momento cruciale durante l’ultimo periodo del 5° liceo che deve pensare a cosa vuole fare, quindi a quale università iscriversi. Entrano in gioco numerosi fattori e problemi:

 

  • Il primo tra questi potrebbe essere lo scontro fra quello che ci piace o ci piacerebbe fare e le aspettative dei genitori. Molti di loro non si rendono conto che cercano di influenzare i lori figli sulla base dei propri desideri o magari cercano di fargli fare quello che loro non hanno potuto. Naturalmente questo si ripercuote sulla carriera universitaria dei figli.
  • La scelta della facoltà. Alcuni non hanno problemi, sanno cosa vogliono e lo fanno; altri tuttavia hanno passioni molto forti, ma per ragioni lavorative, spesso scelgono altre università per trovare il successo bel lavoro.
  • Infine, ma non per questo meno importante è l’allontanamento da casa.

 

Soffermandoci su quest’ultimo punto, ci accorgiamo che gli studenti che hanno numero sedi universitarie nella propria città sono molto fortunati, in quanto non devono fare i conti con le spese dell’affitto e altre bollette da mettere sul conto dei propri familiari.

Ci sono poi tutti gli altri che sono costretti a spostarsi e a raggiungere le città universitarie per vari motivi: tra tutti la mancanza nella propria città del corso universitario che si vuole seguire, altri ancora invece perché si vogliono allontanare da casa (avendone anche la possibilità economica) e studiare liberamente senza la supervisione dei genitori.

 

Qualunque siano le cause dello spostamento di una città all’altra si deve sempre fare i conti con il trovare una sistemazione adeguata.

Quando si raggiungono le città più concentrate o comunque non troppo grandi solitamente agli studenti fa comodo avere a disposizione una casa, che per rapporto qualità-prezzo è superiore all’affitto di una sola stanza.

Tuttavia nelle grandi città universitarie, dove gli affitti delle casa sono molto elevati, la buona cosa è quella di cercare un buon sito di affitti e trovare una stanza che sia accogliente e adatta a tutte le esigenze.

 

LA GRADUATORIA PER I TEST DI AMMISSIONE ALLE UNIVERSITA’ A NUMERO CHIUSO

 

LE GRADUATORIE DELLE FACOLTA’ STATALI
Ogni anno dopo lo svolgimento dei test, come viene anche specificato nel Decreto Ministeriale, il Cineca dopo aver dettagliatamente elaborato i risultati del test pubblica sul sito MIUR http://accessoprogrammato.miur.it le assegnazioni ai corsi di laurea di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e corsi di laurea finalizzati alla formazione di architetto.
Come spiega il dott. Francesco Cordua di Testammissione.org, tutto dipende dalla scelta delle sedi effettuata dai partecipanti durante l’iscrizione sul portale Universitaly.
I candidati che risultano assegnati nella prima sede prescelta e disponibile sono chiamati ad immatricolarsi entro 4 giorni.
A seguito della prima fase iniziano le assegnazioni successive e gli scorrimenti di graduatoria: ciascun candidato si può quindi trovare in due distinte condizioni. Le due condizioni sono: ASSEGNATO o PRENOTATO. Vi è molta confusione su queste due modalità, così sotto vi riportiamo un esemplificazione.
SITUAZIONE 1: candidato “ASSEGNATO”
Il candidato assegnato ha ottenuto un posto nella “prima preferenza utile”, ossia nella prima preferenza tra quelle indicate nella quale era disponibile un posto. Non esiste scorrimento nella graduatoria perché è una assegnazione diretta, perché i posti inizialmente disponibili nelle sue preferenze migliori sono già stati assegnati e confermati tramite immatricolazione. L’assegnato ha quindi 4 giorni di tempo per immatricolarsi nella sede e corso di laurea a cui risulta assegnato. ?La mancata immatricolazione comporta l’esclusione dal concorso.
SITUAZIONE 2: candidato “PRENOTATO”
Il candidato “prenotato” ha ottenuto un posto in una preferenza successiva alla sua “prima preferenza utile”. Questo accade quando non sono ancora scaduti i 4 giorni per l’immatricolazione o perché il Ministero non ha ancora il numero esatto di studenti che hanno confermato l’iscrizione presso i vari atenei.?Se quei candidati non si sono immatricolati, si dà il via al valzer degli scorrimenti di graduatoria e il prenotato potrebbe ottenere un posto in una preferenza più alta.
Lo studente “prenotato” ha di fronte a sé due strade:
1. immatricolarsi nella preferenza in cui ha ottenuto un posto: quindi il partecipante decide di studiare in questa università invece di aspettare che si liberino dei posti in scelte migliori. Da quel momento ha a disposizione 4 giorni di tempo per immatricolarsi nella sede e corso di laurea a cui risulta prenotato. La mancata immatricolazione in questo caso NON comporta l’esclusione dal concorso perché può attendere ulteriori scorrimenti che lo potrebbero portare ad una sua migliore preferenza di sede.
2. aspettare scorrimenti di graduatoria: in questo caso il “prenotato” preferisce aspettare che si liberino dei posti. In questo caso lo studente NON deve procedere all’immatricolazione e deve attendere la data delle nuove assegnazioni tanto il “prenotato”, aspettando eventuali scorrimenti, non perde il posto acquisito. Se e quando risulterà “prenotato” in una preferenza migliore, potrà attendere ulteriori scorrimenti. Una volta “assegnato” alla “prima preferenza utile”, avrà comunque i fatidici 4 giorni di tempo per immatricolarsi.

LE GRADUATORIE DELLE FACOLTA’ PRIVATE
Diverso è il discorso per le graduatorie delle facoltà Private. Le modalità sono distinte da facoltà a facoltà e sono palesate nei diversi bandi.
Ad Esempio al San Raffaele il test si è svolto l’11 Marzo e i ragazzi classificati nei primi 100 hanno la possibilità di immatricolarsi dall’ 1 al 31 Luglio 2014.
All’Università Cattolica invece la graduatoria sarà pubblicata entro il 24 marzo e i ragazzi che risultano vincitori avranno tempo per pre immatricolarsi solo fino al 28 marzo 2014, pagando la prima quota di retta pari a 1340,00 euro. Da quel momento avranno tempo fino all’8 agosto per immatricolarsi in maniera definitiva.

RISULTATI TESTAMMISSIONE.ORG NEGLI ULTIMI 3 ANNI
2012: Giorgio Arena
arrivato 4° nella graduatoria di Medicina a Genova
Nei primi 120 del Campus
Nei primi 100 al San Raffaele

2013:
Roberta Rissotto
Ha superato
– Test Campus nei primi 120
– Superato il test alla statale
– Cattolica nei primi 100
– 5° al test Cattolica in Lingua inglese

Gilda Mangino: 8° alla Cattolica
Gregorio Tortora: 25° alla Cattolica Odontoiatria

2014: San Raffaele
3.600 candidati in tutta Italia
dei nostri allievi:
30 nei primi 200
15 nei primi 100
3 tra i primi 5 posti (Giorgio, Flavia e Francesca)
Il 1′ in assoluto in Italia, Giorgio con 100 punti su 100 disponibili

 

 

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