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Mancano all’appello 13mila classi e 80mila cattedre a seguito dei tagli

Frutto dei tagli effettuati negli ultimi 5 anni. Non va bene neppure al personale ATA, che conta 43.878 posti in meno. Il tutto in un trend di crescita degli alunni che si aggira intorno alle 90.000 unità.

Un aumento di oltre 90.000 alunni avrebbe dovuto determinare un incremento di circa 9.000 docenti e non meno di 4.500 classi in più (con media di 20 alunni per classe) ed invece, negli ultimi 5 anni, i tagli hanno visto vaporizzare 81.614 cattedre e 9.000 classi.

Dei tagliati:

28.032 posti nella primaria
22.616 posti nella secondaria di primo grado
31.464 posti nella secondaria di secondo grado,
Si è salvata la sola scuola dell’infanzia dove le sezioni registrano un piccolo aumento +518. Sebbene i posti sono meno del numero delle sezioni, a causa del taglio al tempo pieno

Tagli anche per il persnale ATA con -17,5% dei posti in cinque anni, 43.878 posti in meno.

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Basta tagli e drastiche riduzioni sugli organici Ata: a settembre a rischio la riapertura delle scuole

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La FLC CGIL di Roma e Lazio denuncia la mancata applicazione, da parte dell’USR del Lazio, del decreto interministeriale per la determinazione degli organici ATA, trasmesso dal MIUR con circolare N° prot. 5060 il 03/07/2012.

Nell’organico complessivo trasmesso dal MIUR alla Regione Lazio c’è stato un taglio di 175 posti: da 18.173 posti in organico regionale si è scesi a 17.998 tra tutto il personale ATA, in particolare un forte taglio all’organico dei DSGA. Il tutto nonostante l’aumento di 6657 studenti, rispetto all’anno scolastico appena trascorso.

Per attuare questi obiettivi, la direzione scolastica è andata in deroga ai parametri ministeriali con la nota n. 21329 del 16/07/2012 (“deroga” è l’eufemismo usato dall’Amministrazione per non dire in “palese contrasto”). Questo taglio si aggiunge a quelli già operati negli anni scorsi nel Lazio per effetto della Legge Finanziaria 133/2008 per un totale nell’ultimo triennio di 61 DSGA, 737 assistenti amministrativi, 269 assistenti tecnici e 2793 collaboratori scolastici.

Le deroghe riportate nella circolare dell’USR vanno a colpire immediatamente la qualità del servizio scuola.

Gli organici dei collaboratori scolastici assegnati alle scuole nel prossimo anno scolastico non consentiranno, in molti casi, nemmeno l’apertura e la chiusura di tutti gli edifici scolastici, la loro pulizia e la sorveglianza, con evidenti problemi di sicurezza per gli alunni, in particolare per quelli delle scuole materne ed elementari.

Viene fortemente compromessa l’apertura pomeridiana delle scuole e, di conseguenza, oltre alla mancata realizzazione dei progetti finanziati anche con risorse di Regione e Comuni, non sarà più possibile lo svolgimento delle dovute attività pomeridiane come i corsi di recupero, scrutini ed esami, riunione degli OO.CC. e ricevimento delle famiglie.

Gravissima si profila la situazione degli alunni con disabilità ai quali non potrà più essere assicurata, dalle ridottissime unità di personale collaboratore scolastico una qualsivoglia forma di “ausilio materiale”, con conseguente lesione dei più elementari diritti di cittadinanza.

Anche sul fronte del lavoro amministrativo la situazione sta sempre più peggiorando.

A fronte del decentramento selvaggio di nuove e più complesse funzioni amministrative e alle pesanti complessità derivanti dal dimensionamento scolastico, si risponde con un taglio pesantissimo degli organici degli assistenti amministrativi e dei DSGA.

Ormai anche la sola apertura degli edifici scolastici e la semplice amministrazione ordinaria richiedono il sacrificio continuo dei lavoratori, costretti a fare straordinario in modo sistematico, in evidente contrasto con le norme contrattuali.

Si è creato un aumento dell’esercito dei disoccupati: molti di coloro che avevano ricevuto una nomina sino allo scorso anno scolatico, oggi si trovano per strada. Nel panorama della nostra Regione questo ulteriore taglio è un colpo al cuore al mondo del lavoro non solo dei giovani, ma anche di coloro che da anni lavorano in situazione di precariato.

A questo va aggiunto il dimensionamento scolastico che ha portato ad un taglio di 75 scuole nel Lazio e di conseguenza un ulteriore taglio di posti di lavoro con numerosissimi soprannumerari tra il personale a tempo indeterminato.

La FLC di Roma e Lazio denuncia il comportamento assunto dall’USR del Lazio nel derogare alla circolare del MIUR e diffida l’amministrazione a dare immediata applicazione a suddetta circolare, al fine di garantire lo svolgimento di attività essenziali quali, il regolare espletamento delle pratiche amministrative, la sicurezza e la fruizione dei laboratori, il supporto alla disabilità, la sorveglianza, l’igiene, l’apertura e la chiusura delle strutture scolastiche.

Il sistema scolastico statale in questa Regione supera la soglia di tenuta e di sostenibilità; continuare a privarlo delle risorse necessarie significa portarlo al collasso affievolendo sempre di più i diritti costituzionali!

Scuola: Tagli sinistri in Toscana

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I tagli sono tagli e non fanno meno male se l’Assessore è di sinistra, anzi!Perché da chi strepita incessantemente contro i tagli del Governo centrale, i cittadini si aspetterebbero almeno un po’ di coerenza, e invece no. Ancora peggio se la motivazione non è quella consueta dei buchi di bilancio, ma meramente ideologica.

Capita in Toscana, dove lo staff dell’Assessore Stella Targetti sul finire del2011 ha dichiaratamente fatto pressione su comuni e dirigenti scolasticiperché deliberassero gli accorpamenti delle scuole in istituti comprensivi, agitando lo spauracchio della Legge nazionale n. 111/2011.

Lo stesso Assessorato si è premurato di fare ricorso alla Corte Costituzionale contro quella medesima legge (che infatti poi è stata abrogata) e già a dicembre il Ministero aveva fatto marcia indietro accettando che non si facessero comprensivi se sussistevano motivi geografici od organizzativi e se la media regionale ‘numero di alunni/istituti’ era soddisfatta.
Regioni più prudenti (o forse solo meno ideologicamente connotate) hanno operato tagli con misura, rinviando al prossimo anno ulteriori determinazioni. In Toscana no: caso unico in Italia, abbiamo avuto addirittura 16 tagli più del dovuto, con una grossa penalizzazione per la scuola toscana.

Adesso la Consulta ha dichiarato quella legge incostituzionale e le realtà locali più penalizzate, come Grosseto, scalpitano per tornare indietro ma… qualcosa, o forse qualcuno impedisce il realizzarsi dei desideri di genitori, insegnanti, scuole, sindacati, perfino di alcuni esponenti politici! Basta leggere la stampa locale o il blog “Voce alla Vico”, dal nome della scuola media più sacrificata, per scoprire che le forze politiche grossetane lunedì 18 giugnoerano unanimemente motivate a richiedere per iscritto un passo indietro a Provincia e Regione, ma già venerdì 22 si prendeva tempo e qualcuno si comportava come se avesse preso “una bella sculacciata”.
In modo significativo la sentenza della Corte Costituzionale, che doveva uscire il 18 aprile, è stata posticipata fino al 7 giugno, un giorno dopo l’uscita dei trasferimenti per infanzia e primaria. Non importa che un sindacato a Grosseto abbia fatto ricorso, non importa che lo stesso sindacato chieda di congelare tutto per un anno, trasformando i trasferimenti interprovinciali in assegnazioni provvisorie. L’importante è andare avanti con quella che è né più né meno un’aprioristica presa di posizione. La Provincia chiama in causa la Regione,la Regione i Comuni e intanto il tempo passa e la scelta dei comprensivi diventa ogni giorno più ineluttabile.
Poco importa che l’organico del personale non docente penalizzi le scuole troppo grandi, con troppi alunni e troppi plessi, con conseguenti tagli al numero dei bidelli e quindi alla pulizia e alla sorveglianza. A Firenze si sono dovuti addirittura muovere i sindacati per spiegare a un sindaco che creare un mostro da 2000 alunni significava perdere 10 bidelli.
“Per assurdo non questo è il problema principale –dichiara Rita Manzani Di Goro, presidente di AGe Toscana- e non lo è neppure la sorveglianza, anche se la sicurezza dei nostri figli ovviamente ci è cara. Il fatto è che proprio chi si erge a paladino della scuola pubblica contribuisce quotidianamente alla sua distruzione. Ci sono casi di comprensivi fatti per togliere la patata bollente dalle mani di chi non la sa gestire; di sicuro un trasferimento sarebbe stato un evento assai meno traumatico per quelle scuole. La volontà politica è chiara, siamo evidentemente noi cittadini a non voler capire”.

Non interessa che ci siano scuole materne sorvegliate fino alle 10,30 dal cuoco del Comune; che esistano scuole di tre piani con due bambini diabetici e numerosi portatori di handicap ma un solo bidello di turno, tanto i figli non solo loro. W l’ideologia! W i tagli!

Info: agetoscana@age.it – 328 8424375 – http://www.agetoscana.it  -www.facebook.com/agetoscana

Tagli alla scuola illegittimi

Segnaliamo un articolo sulla scuola apparso sul Corriere della Sera ieri 18 Luglio.

Da questo articolo si apprende che il Consiglio dello Stato, in merito ai  tagli agli organici degli insegnanti nella scuola pubblica, ha confermato quello che aveva detto il Tar del Lazio: sono illegittimi. La sentenza emessa dal Tar del Lazio risale  ad aprile. Cosa succederà ora?

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Tagli ATA a Messina: intervengono i Sindaci

Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato inviatoci da Graziamaria Pistorino, Segr. Gen. FLC CGIL Messina.

PERSONALE ATA ed enti locali:

si comincia a fare il conto dei danni reali e

i sindaci si attivano!

Messina – 394 unità in meno di personale ATA per affrontare l’a.s. 2011/12 che si aprirà con: -296 collaboratori scolastici, -87 assistenti amministrativi, -11 assistenti tecnici: allarmati, i dirigenti chiedono il sostegno della cittadinanza!

L’Istituto Comprensivo di S. Pier Niceto, nella scorsa settimana ha convocato tutte le componenti del Consiglio di istituto, in particolare i genitori, che, insieme ai primi cittadini dei comuni interessati, hanno deciso di sottoporre, martedì prossimo, al Dott. Leone dell’Ufficio scolastico Regionale la reale situazione delle scuole di Messina. Gli istituti di Tusa, Salina, Moio, Novara di Sicilia si stanno attivando alla stessa maniera, in particolare alle 18,30 di Lunedì 25 luglio si terrà un’assemblea aperta ai sindaci presso i locali della scuola di Tusa.

I Dirigenti Scolastici degli Istituti più complessi, quelli che rappresentano in modo esemplare la conformazione fella nostra provincia, stanno rappresentando in questi giorni, ai Sindaci dei numerosi comuni in cui dovrebbe essere garantito il diritto allo studio, che saranno costretti a chiudere plessi o a lasciare i bambini di infanzia e primaria privi di vigilanza.

Graziamaria Pistorino, Segr. Gen. della Flc CGIL di Messina, ribadisce: “Più volte in questi anni, abbiamo messo in evidenza le situazioni reali in cui si trovano gli alunni delle scuole, e, finora, le istituzioni locali non hanno raccolto il nostro appello alla responsabilità, a partire dalle richieste, sottoposte al Prefetto Alecci (l’ultima è del mese di aprile), di un tavolo provinciale sulla scarsa sicurezza in cui si trovano ad operare le scuole con personale così ridotto: forse adesso si stanno cominciando a comprendere gli effetti dei tagli!”


Ricordiamo che, oltre aprire i portoni e garantire la pulizia delle aule, i collaboratori scolastici svolgono un ruolo importante nel garantire la sicurezza e la vigilanza su alunni piccoli e grandi, davanti al rischio di eventuali incidenti e di fronte a possibili atti di bullismo. Gli assistenti amministrativi, decimati da questo doppio taglio, costituiscono il cuore operativo delle scuole, dalla chiamata dei supplenti, alla ricostruzione di carriera del personale, alla predisposizione dei certificati, dei diplomi e di tutti gli atti amministrativi che pesano come molestie burocratiche da parte del Ministero! I tagli operati dal Dott. Leone, dirigente reggente dell’Uff. Scolastico Regionale per la Sicilia attraverso l’uso della ripartizione informatica elaborata dal sistema operativo del Miur, che, tarato in maniera diversa dagli anni precedenti, non ha rilevato correttamente i dati inseriti dagli istituti con molte sedi staccate (piccole isole e sedi montane), prevedono: 394 unità in meno a Messina su i 1584 tagli siciliani, il 25% dell’intera isola! Eppure oggi sembra che i Sindaci non ci stiano più: sono a rischio le scuole di piccoli centri di cui, così facendo, si mette a rischio la sopravvivenza! come funzionerà la scuola dell’infanzia o la primaria, magari da aprire la mattina e il pomeriggio, se l’intero istituto non disporrà nemmeno di una unità per plesso? Sintetizziamo gli esempi più grotteschi e paradossali che come FLC CGIL abbiamo già segnalato in questi giorni, aggiungendo altri e significativi casi partoriti dalle alchimie numeriche di un sistema informatico: A Gualtieri, Condrò, S. Pier Marina, Monforte S. Giorgio, S. Pier Niceto 10 collaboratori su 15 plessi. A Salina, Malfa, Leni, Alicudi, Stromboli 9 collaboratori su 18 plessi. A Tusa, Castel di Tusa, Pettineo, Torremuzza, Motta d’Affermo e Castel di Lucio 13 collaboratori su 16 plessi. A Malvagna, Moio Alcantara, Roccella Valdemone e S. Domenica Vittoria 5 collaboratori su 8 plessi. A Raccuja, Ucria, Floresta 7 collaboratori e 1 solo assistente amministrativo su 8 plessi. A Montalbano, Basicò 6 collaboratori su 7 plessi. Considerato il disagio manifestato dal territorio di Messina, che ha registrato così gravi sofferenze di organico, la FLC CGIL di Messina, rilevata la inadeguatezza delle scelte effettuate dall’Ufficio Scolastico Regionale, in netta contrapposizione con quanto richiesto da tutte le organizzazioni sindacali, sollecita l’intervento di tutti i Sindaci, del Presidente della Provincia e delle deputazioni regionali e nazionali, affinché si possa salvare il funzionamento delle scuole e l’occupazione di centinaia di precari!

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Tar Puglia: più dei tagli alla scuola conta il diritto allo studio

Anche le sentenze possono essere epocali e accade così che, il Presidente della III sez. del Tar Puglia – sez. di Bari, Pietro Morea, con un importante pronunciamento riapre una classe prima di nuova istituzione del Liceo Musicale di Acquaviva delle Fonti soppressa a causa dei tagli previsti dalla  circolare ministeriale n. 21 del 14 marzo 2011  sugli organici.
Viene così accolta la richiesta avanzata al TAR Puglia dai genitori di una classe del liceo musicale tesa ad ottenere la sospensione di una delibera del Consiglio d’Istituto con cui si decideva, visto il diktat imposto dall’amministrazione scolastica, di respingere la richiesta di ammissione alla classe prima del liceo musicale di ben 17 candidati sui 44 complessivi nonostante tutti avessero superato il test di ammissione.
Infatti, all’unica classe precedentemente autorizzata dall’ amministrazione scolastica, erano stati ammessi 27 alunni, un numero comunque elevato visto che, in barba alle norme che tutelano il diritto all’inserimento ed allo studio dei disabili, del gruppo classe fa parte anche un alunno disabile il cui diritto a stare in una classe composta di 20 alunni – e non di 27 – era stato praticamente ignorato.
Ad onor del vero va detto che la delibera del Consiglio d’istituto era coerente con le direttive (immediatamente contestate con diffida formale dalla FLC CGIL di Bari) previste dall’Ufficio scolastico regionale e provinciale, che imponevano ai dirigenti scolastici di scavalcare tutte le norme che tutelano il diritto all’inclusione dei disabili inserendoli in classi sempre più simili ad un pollaio pur di garantire i tagli imposti dalla Gelmini.
Il Tar Puglia sez. di Bari, dopo l’ordinanza n. 707 del 30 settembre 2010, che aveva imposto la riapertura di una classe di un liceo barese, ancora una volta ribadisce l’illegittimità di ogni forma di limitazione al diritto allo studio e riafferma che le norme sulla razionalizzazione delle risorse umane (DPR 81/09), il decreto sugli organici 2010/11 (D.I. 55/10) e la circolare MIUR n. 59 del 23/07/2010 non possono ledere, per mere esigenze di cassa, il diritto allo studio delle famiglie e dei loro figli.
Ancora una volta, dunque, i genitori e i cittadini della provincia di Bari vincono una battaglia di civiltà, prima ancora che legale e la FLC di Bari, accoglie con piena soddisfazione questa sentenza della magistratura che anche a Bari, come in altre parti d’Italia, sta sconfessando la linea controriformistica sull’istruzione pubblica adottata dalla Gelmini.

Bari, 25 GIUGNO 2011 per la FLC CGIL BARI Claudio Menga

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