Archivi categoria: Studenti

Scuola e dispersione scolastica

Spesso abbiamo detto che la scuola rappresenta a tutti gli effetti un fondamento per l’individuo futuro, per questo motivo gioca un ruolo molto importante in quelle che sono le dinamiche stesse future.

Difficile in questo senso dire se la scuola attuale sia effettivamente in grado di raccogliere quelle che sono le sfide che la società attuale ci pone, certamente il concetto di autonomia scolastica è stato in alcuni frangenti male applicato.

Autonomia non vuole dire avere prassi e metodologie diversificate da scuola a scuola a livelli tali da non riuscire a capire più quale sia il metodo adeguato, per prima cosa vuol dire avere un approccio ai problemi specifico.

Il compito della scuola è per prima cosa quello di formare futuri individui che siano responsabili, per questo motivo è molto importante al di là di quelle che sono le diversità di base, avere una linea comune di insegnamento.

Concepire la scuola come uno spazio nel quale si pensa in termini di frammentazione della cultura, dando spazio in modo particolare a una autonomia che si trasforma nel classico ognuno fa come vuole è un problema serio.

Il rischio è quello di avere una istruzione troppo frammentata e proprio per questo motivo diventa difficile pensare a una scuola che forma individui nel mondo migliore, si pensa più che altro a uno scuola che diventa frammentaria e confusa.

La percezione che attualmente è presente in varie persone è proprio questa, una grande confusione di metodologie differenti che per loro stessa natura sono non sempre adeguate, per questo motivo bisogna anche parlare di abbandono scolastico.

Le statistiche parlano da questo punto di vista in maniera molto chiara, infatti a tutti gli effetti ogni anno circa 700.00 ragazzi in pratica 2 su 10, tende ad abbandonare il proprio percorso di studi, alcuni ritornano sui loro passi ma faticano a recuperare il tempo perso.

Addio alle foto di classe, oggi i ragazzi preferiscono i fotolibri

Fino a qualche anno fa sapere che sarebbe arrivato in classe il fotografo per la tradizionale foto annuale metteva una grande gioia a tutti gli studenti. Tutti si preparavano al meglio all’arrivo del fotografo cercando di vestirsi in modo carino, si trattava infatti dell’unica foto insieme a tutti i compagni, una foto che poi per ore circolava tra i banchi di scuola con la speranza di riuscire a recuperare qualche firma e magari anche una bella dedica. Oggi la situazione è cambiata davvero molto, per i ragazzi di oggi la foto di classe è solo una scocciatura e sono altri i prodotti fotografici che i ragazzi scelgono per incorniciare i momenti più belli del loro anno scolastico.

Non potrebbe essere altrimenti ovviamente, un tempo infatti quasi nessun ragazzo possedeva una macchina fotografica e stampare le foto era per loro davvero molto costoso. Oggi invece tutti i ragazzi, a dire la verità anche i bambini, sono in possesso di una macchina fotografica digitale compatta da portare sempre con loro e con la quale scattare anche mille immagini al giorno, immagini che rimangono di solito salvate sulla memoria del computer e che non vengono quasi mai stampate. Non dobbiamo dimenticare poi che oggi i ragazzi sono tutti in possesso di uno smartphone che ha di sicuro una fotocamera integrata in alta definizione, smartphone da cui possono scattare foto in ogni momento della giornata.

Per loro che hanno tutta questa tecnologia a loro disposizione le fotografie di classe risultano quindi del tutto obsolete. Ma quali altri prodotti fotografici preferiscono i ragazzi di oggi? I ragazzi scelgono di realizzare per tutta la classe solitamente un bell’album fotografico di ultima generazione meglio conosciuto con il nome di fotolibro. Si tratta insomma di un vero e proprio libro fotografico con tanto di copertina personalizzabile in cui i ragazzi possono inserire tutte le foto che preferiscono dell’anno appena trascorso, non solo quindi le foto di gruppo ma anche tutte le immagini buffe e divertenti che sono state scattate in aula, nei corridoi della scuola, in cortile al momento della ricreazione, durante le manifestazioni e le giornate di festa, durante le indimenticabili gite scolastiche.

Consigliamo a tutti i ragazzi di scegliere il fotolibro Cewe, un prodotto di ottima qualità che può essere realizzato online in pochi semplici minuti e che può essere personalizzato in ogni minimo dettaglio, nell’impaginazione, nella scelta della copertina e della tipologia di carta, nella scelta degli sfondi. Ma non è tutto, il fotolibro Cewe offre anche un servizio di ordinazione di copie online davvero eccezionale. Tutti i dati del fotolibro vengono infatti conservati dalla Cewe Color per un periodo di 6 settimane, periodo questo in cui è possibile richiedere allora ulteriori copie in modo davvero molto semplice con un solo click.

I fotolibri sono adatti ai ragazzi perché sono semplici da realizzare e perché sono davvero moderni, ma soprattutto perché hanno un costo molto basso adatto veramente a tutte le tasche. Hanno un prezzo ancora più basso alcuni regali fotografici che possono essere realizzati sempre online in modo semplice e veloce come ad esempio i foto calendari che vengono infatti solitamente scelti dagli studenti come idee regalo per salutare i loro insegnanti preferiti, piccoli pensieri che offrono agli insegnanti la possibilità di ricordarsi per sempre dei loro alunni e anche, perché no, di commuoversi un po’ consapevoli di aver fatto breccia nei loro giovani cuori.

Bene alcune linee programmatiche sull’Istruzione, ma Carrozza ascolti la voce degli studenti

Oggi, dalle ore 14, in VII commissione Cultura di Camera e Senato, il Ministro dell’Istruzione Carrozza ha delineato le linee programmatiche del suo Dicastero.
La Rete della Conoscenza esprime positività rispetto a molte priorità definite dal Ministro, ma ritiene altresì che manchino alcune questioni emergenziali e di prospettiva di lungo periodo.


Il Ministro tra le varie indicazioni definisce tra le varie priorità quelle di investire sull’Istruzione per garantire una scuola di qualità, portare la dispersione scolastica al 10% entro il 2020, combattere il digital divide, sostenere l’autonomia scolastica, tenere le scuole aperte il pomeriggio, incentivare i percorsi di alternanza studio-lavoro, rilanciare la formazione permanente, deburocratizzare scuola e università, rifinanziare il DSU e combattere la disoccupazione con la qualità della formazione.

“Il Ministro si è concentrato moltissimo sulle questioni emergenziali, come l’edilizia scolastica e la dispersione scolastica, eludendone tante altre parimenti impellenti”, dichiara la Rete della Conoscenza.
“Riteniamo, inoltre, che siano gravi le puntualizzazioni riguardanti la volontà di continuare a finanziare le scuole paritarie. Invitiamo il Ministro a riflettere sull’importante risultato del referendum consultivo di Bologna e ad agire di conseguenza, destinando tutti i fondi alle scuole pubbliche ed avviando una seria riflessione sulla necessaria ripubblicizzazione effettiva di scuole e università che in questi anni hanno subito un progressivo processo di definanziamento e dequalificazione”
La Rete della Conoscenza continua: “Pensiamo che dalle linee programmatiche manchi completamente una parte riguardante il diritto allo studio e il welfare studentesco. Giorno dopo giorno studiare diventa sempre più un lusso per la maggioranza degli studenti del nostro paese. Da anni rivendichiamo una Legge Quadro Nazionale sul Diritto allo Studio per scuole e università che stabilisca i LEP che le regioni dovrebbero rispettare, un reddito di formazione e misure per tutelare un’effettiva cittadinanza studentesca nei termini di accesso ai saperi, partecipazione, salute e diritto alla casa”
“Pensiamo purtroppo che dal discorso si evinca una volontà di continuare a foraggiare un modello di valutazione di scuole e università escludente e sanzionatorio, mortificante per la didattica e assolutamente non oggettivo. Invitiamo il Ministro a confrontarsi con gli studenti che da anni rivendicano scuole e università pubbliche, di massa e totalmente aperte, senza numero chiuso e veramente includenti. L’11 giugno presenteremo alla Camera i risultati del referendum studentesco nazionale che abbiamo somministrato dal 15 aprile al 4 maggio. Dai dati si evincono una serie di priorità alle quali dare immediatamente delle risposte concrete: precarietà, reddito, diritto allo studio, diritti per tirocini e stage, libero accesso all’istruzione, modello di valutazione e di autonomia scolastica e universitaria. Si riparta da questi risultati”

Rete della Conoscenza


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A Padova approvato il doppio libretto per gli studenti transgender

Padova: un risultato importante per i diritti civili.
Approvato il doppio libretto per gli studenti transegender.


Lunedì 6 maggio Il Senato Accademico dell’Università di Padova voterà una delibera per l’introduzione del “doppio libretto” per gli studenti e le studentesse transgender e transessuali. Si tratta di una misura in grado di consentire il cambio del proprio nomenel libretto e nei documenti universitari adeguandolo alla propria identità psico-fisica. Un modo per limitare l’abbandono universitario di troppe persone che vengono violate nella propria privacy e che sono spesso soggette a discriminazioni all’interno della comunità accademica.

La proposta verrà presentata dal Rettore Giuseppe Zaccaria a seguito di mesi di confronto con l’Ateneo portato avanti dall’associazione LGBTI Anteros con il supporto degli studenti di Link- coordinamento universitario.

“E’ un’importante segno di civiltà e di rispetto della dignità umana e di valorizzazione delle rispettive differenze quello che l’università di Padova darà con il voto di oggi” afferma Chiara de Notaris, rappresentante degli studenti in Senato Accademico per Link, “in un momento in cui le istituzioni del nostro Paese non allargano, ma anzi restringono i diritti delle persone quello di oggi sarà una dato in controtendenza”.

“Ci stiamo impegnando in tutti gli atenei in cui siamo per ottenere risultati esemplari come quello di Padova” afferma Elena Monticelli, dell’esecutivo di Link – coordinamento universitario, “a Pisa è ormai vicina l’approvazione di una delibera sul doppio libretto, mentre abbiamo già aperto vertenze negli atenei di Bari, Napoli e Roma e in tutti le Università in cui ci siamo candidati alle elezioni, sono parte integrante dei nostri programmi. Siamo convinti che il nostro sistema universitario possa e debba diventare più inclusivo, aperto ed egualitario”.

Ricorda Mauro Patti responsabile della Rete della Conoscenza per i diritti lgbtqi: “E’ assolutamente necessario che si traduca in una pratica e una proposta concreta quella dell’impegno a ogni forma di discriminazione, attraverso Link e Uds rilanciamo con questa “piccola soluzione” con cui vogliamo rappresentare i bisogni di ogni studentessa e studente. Vogliamo poter contaminare e sollecitare tutti gli atenei d’Italia su questo tema, per costruire un’altra idea di università, inclusiva e accessibile a tutti, tutelando così le persone più esposte al fenomeno dell’abbandono universitario e all’emarginazione e stigmatizzazione da parte della comunità”.

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Alti tassi di abbandono scolastico e preparazione sotto la media: così va la scuola al Sud

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Il 35,2% dei giovani campani di 18-24 anni non studia e non lavora

In Campania il 35,2% dei giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni non studia e non lavora, e va a gonfiare le fila dei disoccupati di lunga durata, costituendo così una facile preda per l’arruolamento da parte della criminalità organizzata. Si tratta di un dato molto più alto rispetto alla media nazionale (pari al 22,7%) e superiore anche alla media del Sud (31,9%).
È questo l’esito di percorsi scolastici accidentati, fatti di conflitti tra insegnanti e studenti, bocciature ripetute, entrate e uscite dai cicli formativi, che spesso cominciano sin dai primi anni di scuola, ma si manifestano in maniera più evidente durante le superiori.
Nonostante i miglioramenti degli indici di dispersione scolastica registrati negli ultimi anni, resta ancora molto da fare. In Italia l’11,9% degli iscritti al primo anno delle scuole superiori abbandona gli studi. Se il tasso di abbandono scolastico in Calabria è solo del 6,6%, in Campania la percentuale sale al 13,8% e in Sicilia al 14,6%.
Se si guarda all’intero quinquennio, in Italia si ha una media del 26% di studenti che non arrivano alla maturità, con punte massime del 30,7% negli istituti tecnici. Il valore riferito al Mezzogiorno nell’insieme è nella media, con il 27% di abbandoni alle scuole superiori, ma si registrano situazioni più critiche in Campania (29,9%) e Sicilia (30,7%), dove si va delineando uno stato di vera e propria emergenza educativa.
Dall’indagine Ocse-Pisa emerge anche un ritardo nelle competenze di base possedute dai quindicenni italiani che si fa più grave per i ragazzi meridionali. In Italia il 21% dei quindicenni ha competenze solo minime nella lettura (ma al Sud il dato sale al 25,2% e nelle isole è pari al 30,2%), il 25% in matematica (il 31% al Sud e il 35,9% nelle isole) e il 20,6% in scienze (il 26,6% al Sud e il 31,5% nelle isole). Particolarmente critica la situazione in Calabria, dove i livelli di competenze sono anche inferiori rispetto a quelli dei coetanei meridionali.
Tenere a scuola i ragazzi «difficili», aiutarli nei percorsi di riavvicinamento alle istituzioni e di recupero scolastico, farli sentire comunque parte di un gruppo, sono alcuni degli obiettivi che si è posto il progetto «Abbandono scolastico e bullismo: quali rischi tra i giovani?» promosso dal Ministero dell’Interno nell’ambito del Pon Sicurezza per lo Sviluppo-Obiettivo Convergenza 2007-2013 e realizzato da un raggruppamento di imprese con capofila il Censis. Il progetto, che ha avuto una durata di due anni, ha coinvolto oltre 5.000 studenti di 9 istituti scolastici collocati nelle 4 regioni più critiche del Mezzogiorno (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), con attività di ascolto e sostegno, recupero e aiuto allo studio, rivolte a studenti, famiglie, docenti, attraverso l’impiego di una équipe territoriale con competenze socio-psico-pedagogiche, rappresentando così una buona pratica esportabile in altre scuole e in altri contesti.
Dei risultati conseguiti nell’ambito del progetto si è parlato oggi nel corso del convegno conclusivo tenutosi a Napoli presso l’Iis Sannino-Petriccione, cui hanno partecipato, tra gli altri, il Prefetto di Napoli Francesco Musolino, l’Autorità di Gestione del Pon Sicurezza Emanuela Garroni, l’Assessore all’Istruzione del Comune di Napoli Annamaria Palmieri, il Direttore Generale del Censis Giuseppe Roma e i dirigenti scolastici di tutti gli istituti coinvolti.
Per avere maggiori informazioni sul progetto è possibile consultare il sito web www.discobull.it, la pagina Facebook o inviare un’e-mail all’indirizzo info@discobull.it.


SCUOLA, UDS: NO TEST INGRESSO

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TEST DI INGRESSO NELLE SCUOLE
UDS: “RIFIUTIAMO CATEGORICAMENTE, E’ ANTICOSTITUZIONALE”

Apprendiamo a mezzo stampa la legittimazione preoccupante da parte di numerosi dirigenti scolastici di formule di test di iscrizione alle scuole superiori.

“I test di iscrizione nelle scuole, tanto quanto il contributo volontario, sono l’ennesima barriera che si sta pericolosamente diffondendo con l’obiettivo di recintare l’istruzione per tutti – dichiara in una nota Roberto Campanelli per l’Unione degli Studenti – Non si può permettere che l’assenza strutturale di fondi alla scuola, le trasformi in luoghi della selezione e non dell’emancipazione per tutti.”

“Sono preoccupanti – prosegue Roberto Campanelli dell’UdS – le affermazioni di numerosi dirigenti scolastici che le presentano come interessanti formule per valorizzare il merito. Trasformare le scuole in luoghi non accessibili a tutti significa tradire i principi della Costituzione in cui si ribadiscono i valori di una scuola accessibile e libera per tutti. Ci opporremo duramente a questo tipo di iniziative.”

UNIONE DEGLI STUDENTI