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Regolamenti secondo ciclo

Regolamenti secondo ciclo, i sindacati chiedono un incontro al Ministro Gelmini 02-02-2010 | Scuola Pubblichiamo di seguito la lettera unitaria con la quale i Segretari generali di FLC Cgil, CISL Scuola, UIL scuola e SNALS Confsal hanno richiesto un incontro sui Regolamenti per i licei, per gli istituti tecnici e professionali, sui quali si è anche espressa recentemente la VII commissione cultura del Senato. Per saperne di più.

Su questi temi, la FLC Cgil terrà un’Assemblea nazionale a Roma il 17 febbraio presso la Sala delle Carte Geografiche, Via Napoli, 36 dalle ore 10,30 alle 13,30.

Roma, 2 febbraio 2010

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On.le Mariastella Gelmini
Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca
Dott. Vincenzo Nunziata
Capo di Gabinetto Istruzione – MIUR
Dott. Giuseppe Casentino
Capo Dipartimento Istruzione – MIUR
Oggetto: Regolamenti secondo ciclo – Richiesta incontro

Il Capo Dipartimento per l’istruzione in occasione dell’incontro del 7 gennaio 2010 sui temi connessi all’attuazione del riordino del secondo ciclo ha comunicato la disponibilità del ministro ad incontrare le organizzazioni sindacali, successivamente alla espressione dei pareri delle competenti Commissioni Parlamentari e prima della messa a punto dei testi da presentare al Consiglio dei Ministri per la definitiva approvazione.

A pareri emanati ed in considerazione della rilevanza dei Regolamenti le scriventi organizzazioni sindacali sollecitano la convocazione del necessario richiamato incontro.

Cordiali saluti

FLC CGIL
Domenico Pantaleo

CISL SCUOLA
Francesco Scrima

UIL SCUOLA
Massimo Di Menna

SNALS CONFSAL
Marco Paolo Nigi

Via: www.flcgil.it


Comitato nazionale per gli IFTS

Avviato il confronto per la programmazione del triennio

Il Comitato nazionale per gli IFTS si è riunito il 14 gennaio 2010.
Per la UIL hanno partecipato Noemi Ranieri e Milena Micheletti.
Nell’incontro è stato avviato il confronto sulle attività da realizzare nella prossima programmazione triennale, in connessione con l’avvio del riordino del secondo ciclo di istruzione ed il sistema di istruzione e di formazione professionale. Nell’immediato si procederà alla organizzazione della Conferenza di Servizi, ed alla definizione dell’accordo in sede di Conferenza Unificata per individuare i settori produttivi da considerare per il triennio 2010-2013 per lo sviluppo dei percorsi IFTS.
Vanno raccolte in questa fase proposte per gli ordinamenti degli Istituti Tecnici Superiori e degli IFTS, oltre che per la definizione di un nuovo piano di monitoraggio. Nell’immediato le organizzazioni sindacali sono chiamate a segnalare gli esperti, da inserire in appositi gruppi di lavoro, che dovranno definire i profili e le nuove figure nazionali per gli ITS nelle aree tecnologiche indicate dal DPCM 25 gennaio 2008, con priorità per quelle scelte dalle Regioni nella programmazione 2007-2009; le nuove figure sono riferite ai settori di intervento di ciascuna area.
Per gli IFTS si procederà alla revisione e alla manutenzione delle figure nazionali definite a seguito degli Accordi in sede di Conferenza unificata nel periodo 2000-2008 e dei relativi standard minimi delle competenze tecnico- professionali; i gruppi di lavoro sono riferiti alle aree economico-professionali secondo l’articolazione concordata con il Ministero del Lavoro; secondo un approccio di filiera verticale, anche del possibile raccordo con i diplomi quadriennali di Istruzione e Formazione Professionale.
La UIL, richiamando i contenuti del documento elaborato dalle OO.SS. per il seminario di studi del luglio 2009, di piena attualità, ha sottolineato l’importanza del comitato nazionale quale sede di acquisizione di orientamenti ed indirizzi e la necessità di valorizzare l’apporto di tutti i soggetti coinvolti nei processi di attuazione del sistema. L’organizzazione fornirà i propri esperti nel quadro di un equilibrio delle rappresentanze sindacali e delle parti sociali ed ha auspicato un avvio rapido del confronto per la definizione delle nuove figure professionali.


Scuola: riforma del secondo ciclo

Le condizioni per partire bene: nota della Segreteria Nazionale della CISL Scuola sulla Riforma del secondo ciclo
Per la CISL Scuola quella del secondo ciclo è una riforma necessaria e urgente: lo sosteniamo da tempo e abbiamo su questo obiettivo speso un forte impegno già nella passata Legislatura. Espressi dal Consiglio di Stato i pareri definitivi, la CISL Scuola ribadisce che l’avvio della riforma deve avvenire in presenza di alcune necessarie condizioni, tra le quali rivestono assoluta priorità:

•l’avvio contestuale per tutte le “filiere” del sistema (licei, istituti tecnici, istituti professionali);
•la doverosa gradualità, con il coinvolgimento limitato per l’a.s. 2010/11 alle sole classi prime;
•la garanzia, per le classi successive, delle condizioni che consentano di proseguire e completare senza stravolgimenti i percorsi in atto. Ciò significa che non sono ipotizzabili interventi pesanti sui “quadri orari”, tali da sconvolgere l’articolazione disciplinare;
•forti iniziative di accompagnamento in termini di formazione e riqualificazione del personale.
Spetta al Ministro e al Governo, anche a fronte delle osservazioni contenute nei pareri del Consiglio di Stato, individuare le soluzioni per una emanazione in tempi congrui delle disposizioni che devono dare completa definizione al nuovo quadro ordinamentale: nel frattempo il nostro auspicio è che le condizioni rivendicate dalla CISL Scuola per garantire una “buona partenza” della riforma possano trovare riscontro e sostegno anche nelle posizioni che nei prossimi giorni si assumeranno in autorevoli sedi politiche.

Continua, inoltre, l’impegno della CISL Scuola per una riduzione e rimodulazione dei previsti interventi sugli organici, così come la rivendicazione di una piena copertura del turn over, attraverso un consistente piano di assunzioni a tempo indeterminato, che assicuri all’intero sistema un quadro certo e stabile di risorse professionali.


Scuola: regolamenti secondo ciclo

Regolamenti secondo ciclo di istruzione nella scuola pubblica.

Il Consiglio di Stato ha espresso e inviato al MIUR e alla competenti Commissioni parlamentari il parere previsto dalle vigenti norme sui regolamento relativi al riordino dei licei, degli istituti tecnici e di quelli professionali.
Il Consiglio di Stato ha espresso parere complessivamente favorevole, confermando le sue perplessità sui seguenti punti:

– istituzione dei comitati scientifici in ogni istituzione scolastica;
– istituzione dei Comitato nazionali di valutazione;
– utilizzo di atti giuridici aventi forza normativa ( invece che “non regolamentare”)
a) indicazioni nazionali;
b) articolazione delle cattedre in relazione alle classi di concorso;
c) indicatori di valutazione e di auto-valutazione.

Via: www.uil.it/uilscuola

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Novità scuola: secondo ciclo

Si è svolto il 7 novembre un incontro tra il MIUR e le OO.SS. sui regolamenti riguardanti la scuola secondaria superiore.

L’incontro aveva un carattere tecnico, preparatorio di quello prossimo delle segreterie sindacali col Ministro Gelmini, al momento non ancora rientrata dalle vacanze natalizie, come richiesto dalle stesse.

I rappresentanti del MIUR hanno comunque ribadito l’intenzione di andare avanti con i regolamenti per il secondo ciclo, nonostante i rallentamenti dovuti ai tempi della Conferenza Stato Regioni e alle eccezioni sollevate dal Consiglio di Stato, le quali, a loro volta, hanno determinato un allungamento dei tempi per i pareri delle commissioni parlamentari.

Rispetto al Consiglio di Stato si sa tuttavia che le eccezioni sono state superate, anche se ancora non è disponibile il testo del parere.

Questo, a detta del MIUR, dovrebbe rendere praticabile una attuazione dei regolamenti organica e non a pezzi.

C’è l’impegno del MIUR a richiedere a Tremonti un avvio dell’attuazione solo nelle prime classi.

Per le classi di concorso, dati i tempi che non ne consentono una meditata revisione, si ritiene opportuno il mantenimento di quelle attuali ancora per un anno.

Tempi e procedure
L’ipotesi è che si arrivi all’approvazione dei testi definitivi dei regolamenti in seconda lettura al Consiglio dei Ministri intorno alla fine di gennaio, mentre in questi stessi giorni verrà definita la tempistica relativa all’orientamento (entro dieci giorni le prime indicazioni) e alle iscrizioni, confermando il termine del 27 di febbraio per il primo ciclo, mentre per il secondo ciclo si ipotizza lo slittamento del termine a fine di marzo.

Il MIUR si dice anche sicuro di una perfetta confluenza delle sperimentazioni nei nuovi percorsi e della possibilità di utilizzare il personale soprannumerario per il potenziamento disciplinare così come previsto dall’art 10 del regolamento sui licei (estendendolo eventualmente anche agli istituti tecnici e professionali).

Si prospetta dunque una netta separazione tra il dimensionamento, per il quale le funzioni sono aperte fino al 31 gennaio, la pianificazione dell’offerta formativa da parte delle regioni, e l’attuazione delle nuove misure, i cui contorni saranno espliciti solo dopo. Gli organici della secondaria superiore saranno chiari solo a fine aprile. E’ perciò intenzione del MIUR lo spostamento in avanti della mobilità per la secondaria superiore, con scadenze necessariamente successive all’approvazione definitiva dei regolamenti.


Contenuti
Nel merito dei regolamenti non vi è stata una illustrazione di eventuali cambiamenti, quali quelli prospettati da alcuni organi di stampa, rispetto ai testi scritti che risalgono al giugno 2009.

Sul fronte dei licei il MIUR ha ribadito le questioni aperte sull’opzione scientifico-tecnologica e su quella economico-sociale.

Sul fronte dei tecnici e dei professionali è stato presentato lo stato dell’arte anche rispetto ai rapporti e al ruolo delle regioni. Il 28 gennaio sarà approvato il quadro delle 21 figure di riferimento relative alle qualifiche dei percorsi d’istruzione e formazione professionale di durata triennale (che raccolgono tutte le figure professionali in pieno accordo con art 18 del 226/05) e di 14 figure di riferimento dei percorsi d’istruzione e formazione professionale sperimentali di durata quadriennale.

Ai sensi dell’art 17 della legge 40/07 per il nuovo anno scolastico si pone il problema della sussidiarietà per gli istituti professionali, in mancanza di leggi regionali (in fase transitoria si possono considerare anche atti di giunta). In assenza di atti normativi su tale punto,l’attuale sistema d’istruzione professionale statale continua ad assicurare corsi finalizzati al rilascio delle qualifiche (art 27 comma 7 d.lgs 2236705)

La conferenza Stato Regioni ha approvato, nei giorni scorsi, uno schema di modello relativo alla certificazione dei saperi e delle competenze relative all’assolvimento dell’obbligo d’istruzione previsto dal DM 139/07. Tale modello accompagnato da linee guida presto costituirà il testo di un decreto ministeriale che le scuole dovranno adottare già nel corrente anno scolastico.

È imminente anche l’attuazione dei nuovi Istituti Tecnici Superiori (ITS) in 10 regioni, infatti il 14 gennaio si riunirà il Comitato tecnico per la loro definizione.

Istruzione degli adulti: il regolamento di riorganizzazione dell’istruzione per gli adulti, pur avendo il parere favorevole condizionato all’accoglimento di alcuni emendamenti, da parte della conferenza delle Regioni, manca del parere formale della Conferenza Unificata.
Sarà il ministro che nei prossimi giorni valuterà se passare all’approvazione definitivo di tale regolamento o rinviarlo al prossimo anno.

La posizione della FLC
La FLC ribadendo le proprie posizioni e giudizi di merito sui regolamenti, rafforzati da una tempistica che, per ammissione stessa del MIUR, è tutt’altro che di facile praticabilità e che quindi consiglia almeno il rinvio di un anno, è intervenuta con alcune richieste specifiche:

•Ricognizione puntuale, come già richiesto, da parte del Miur delle ricadute sulle scuole del primo ciclo dell’attuazione, nell’anno scolastico in corso, del relativo regolamento.
•La garanzia che si parta dalle prime classi e non dalle seconde e senza che ciò si scarichi sulle altre classi della secondaria superiore con riduzioni dell’orario, né sugli altri gradi di scuola, già tartassati quest’anno, né sul solo personale ATA.
•La contemporaneità dell’attuazione in tutti e tre gli ordini di scuola: licei, istituti tecnici e istituti professionali.
•L’attuazione di un biennio iniziale unitario tra tutti gli ordini di scuola, caratterizzato da una consistente area comune e da un modello orario omogeneo.
•Il pieno rispetto, in tutti gli indirizzi e ordini di scuola nei quali si articola la scuola secondaria superiore, degli assi culturali definiti dal D.M. 139 del 22 agosto 2007, che non risulta abrogato, per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione.
•Garanzie sul ripristino di alcune discipline, come, ad esempio, Diritto ed Economia e Scienze all’interno dei saperi di base del biennio iniziale obbligatorio.
•La garanzia che per gli esami di stato siano previsti criteri analoghi (formula e composizione delle commissioni) per tutti gli indirizzi e ordini nei quali si articola la scuola secondaria superiore.
•L’incremento del numero delle sezioni di liceo musicale, la cui fissazione a 40 non è neppure coerente con il corrispondente numero dei conservatori (78).
•La definizione della confluenza degli istituti d’arte, per i quali nel passato recente è stata ipotizzata anche quella negli istituti professionali, oltre che nei licei artistici; così come per i licei scientifico-tecnologico, in sospeso tra istituti tecnici e licei scientifici.
•L’adozione diffusa della didattica laboratoriale che, pur non esaurendosi nei soli laboratori, ne implica almeno il mantenimento degli attuali, se non il loro incremento.
Alcune di queste richieste (ma non tutte!) sono state condivise anche da altre organizzazioni sindacali, anche se la richiesta di rinvio è stata esplicitata solo dalla FLC e dalla Gilda.

Le risposte del MIUR
Il MIUR ha risposto alle osservazioni, ribadendo l’utilità dell’incontro anche al fine di trovare un “nuovo” equilibrio per la seconda lettura da parte del Consiglio dei Ministri. Si è detto convinto di poter gestire la tempistica e ha quindi rifiutato qualsiasi ipotesi di rinvio. Nel merito dell’attivazione sulle sole classi prime ha ribadito che si tratta di una richiesta a Tremonti e non di un impegno che il MIUR può assumersi autonomamente e implicitamente, anche nel caso di una accettazione di questa richiesta, non ha perciò escluso il ricorso ad altre compensazioni per garantire gli obiettivi di taglio degli organici.

Roma, 8 gennaio 2010

Via: www.flcgil.it

Riorganizzazione secondo ciclo

 

Riorganizzazione secondo ciclo: lontane le soluzioni, mentre i tempi stringono.
Resoconto dell’incontro del 18 novembre 2009 al Miur. A breve partiranno tavoli tematici specifici.
Si avvia il confronto sulla valorizzazione professionale

Si è svolto ieri al Miur l’incontro con le organizzazioni sindacali di categoria, convocato per affrontare le problematiche relative all’avvio dell’attuazione della riorganizzazione degli istituti di scuola secondaria superiore (licei, tecnici e professionali) e le problematiche contrattuali sulla valorizzazione professionale del personale della scuola.

L’incontro, in sede tecnica, fa seguito a quello dell’11 novembre scorso con il Ministro e, seppure senza troppe illusioni, avevamo sperato si cominciassero ad affrontare nel concreto le tante problematicità che i due temi oggetto dell’incontro sollevano.

La posizione dell’amministrazione
Nell’introdurre i lavori, l’Amministrazione ha informato le organizzazioni sindacali della situazione complessiva dell’iter ancora in corso sui regolamenti della secondaria superiore: entro una ventina di giorni le Commissioni parlamentari dovrebbero esprimere il proprio parere. Ai primi di dicembre si procederà alla riscrittura dei nuovi testi, sulla base della valutazione che il Ministero farà delle osservazioni espresse nei vari passaggi istituzionali.


L’Amministrazione conta che per gennaio l’iter dei regolamenti dovrebbe essere concluso, mentre è in corso, in parallelo, la predisposizione degli atti necessari all’avvio per il prossimo settembre 2010.

L’Amministrazione, consapevole della complessità delle procedure che devono essere messe in atto per la piena applicazione delle nuove norme, ha proposto la costituzione di tavoli tecnici per affrontare, in modo più preciso, le tante problematicità che riconosce essere presenti.

In particolare ci ha informato che:

•È stato acquisito un accordo verbale con il ministero dell’Economia per favorire il pensionamento e aumentare per questa via il numero dei posti disponibili. Ciò dovrebbe, per un verso consentire immissioni in ruolo e per l’altro un aumento dei posti per le supplenze. Dovrebbe essere garantita una maggiore stabilità dell’organico, continuità didattica, a partire dai docenti di sostegno.
•Il regolamento sulla formazione iniziale ha avuto l’ok del ministero dell’ Economia e quindi a breve dovrebbe essere licenziato il regolamento definitivo. Per quello che riguarda il reclutamento, il ministero è intenzionato a stringere i tempi per una proposta, che accompagni/affianchi il decreto sulla formazione iniziale.
•Per quel che riguarda i regolamenti sulla secondaria superiore, se ne prevede l’approvazione in seconda lettura da parte del Consiglio dei Ministri per dicembre. Sarebbero previste alcune modifiche sulla base delle osservazioni emerse nel corso dei confronti previsti dall’iter procedurale, fermo restando la riduzione del monte ore. Sono, intanto, stati programmati momenti d’informazione per la scuola: seminari nazionali cui sono invitati un rappresentante per Provincia; mentre successivamente – dopo febbraio – dovrebbe partire momenti di formazione per il personale. A tal fine sono state individuate risorse provenienti dalla legge 440 e si utilizzerà l’istituto ex Indire come struttura di supporto alla formazione, oltre alle associazioni e alle fondazioni.
•Sulla valorizzazione professionale del personale della scuola, il Miur ha confermato quanto già affermato dal ministro nell’incontro dell’11 novembre e cioè di voler aprire un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, al fine di convenire eventuali proposte che potrebbero poi costituire le linee guida nell’atto d’indirizzo all’Aran, di competenza del ministero, per l’avvio della contrattazione e tenendo conto delle risorse già disponibili per effetto dei tagli agli organici (il 30% dei risparmi per i 4 mesi settembre- dicembre 2009).
La posizione della FLC Cgil
Come FLC abbiamo evidenziato che:

Per quanto riguarda l’attuazione dei regolamenti per il secondo ciclo, abbiamo ribadito, seppure in estrema sintesi, le nostre richieste, che da tempo abbiamo rappresentato in tutte le sedi, ivi compresa l’ultima audizione presso la VII Commissione del Senato.
Noi da tempo siamo convinti della necessità di mettere mano ad una riforma vera di tutta la scuola secondaria superiore, ma proprio sulla base di questo profondo convincimento, riteniamo che l’avvio deve avvenire con le carte in regola, in modo da non pregiudicare l’esito di un processo di cambiamento necessario e nel contempo complesso. Innanzitutto vanno rimossi i tagli; diversamente si sancirebbe chiaramente che non è la riforma ordinamentale che si va a realizzare, ma solo ed esclusivamente una politica di risparmio, che, come dimostrato dalla recente pubblicazione della Banca d’Italia finisce invece per aumentare i costi a carico del paese.

Abbiamo quindi di nuovo chiesto:

•il rinvio di un anno dell’attuazione dei regolamenti;
•che in nessun caso si possono coinvolgere le classi successive alle prime, e che va assunto l’impegno formale dell’Economia a soprassedere alla seconda tranche di tagli prevista per il prossimo anno scolastico. Diversamente, il ministero deve chiarire quelle economie da dove verrebbero: in nessun caso si può pensare di scaricarle sui gradi di scuola già allo stremo. Il primo ciclo, abbiamo ribadito, non è più in grado di garantire l’ordinario funzionamento, per via della falcidia di risorse finanziarie e professionali realizzata questo anno. In tal senso occorre un intervento che aiuti le scuole pubbliche del primo ciclo a svolgere normalmente la propria funzione istituzionale!
•che l’assetto del biennio iniziale di tutta la secondaria superiore deve essere unitario, dato l’elevamento dell’obbligo di istruzione a 16 anni, a regime da questo anno scolastico.
Il rinvio di un anno si rende necessario, a nostro avviso, perché manca tutta una serie di strumenti di orientamento e di riferimento per le famiglie e per gli alunni da un lato e per gli insegnanti e gli altri lavoratori della scuola dall’altro, che non potranno essere completati in tempo utile per il 27 di febbraio.

In particolare mancano all’appello le seguenti misure:

•Chiarezza circa le modalità dell’avvio: allo stato attuale tutti gli atti scritti, dalle bozze di regolamento ai documenti ritornati dal Tesoro alle commissioni parlamentari, parlano di avvio nelle prime e nelle seconde e, per gli istituti tecnici, anche di riduzione da 36 a 32 ore nelle terze e nelle quarte. Si tratta di misure la cui natura antididattica non richiede ulteriori commenti. Per di più mancano le indicazioni su come operare il raccordo tra prima e seconda e su quali discipline ridurre nelle terze e nelle quarte.
•Chiarezza circa la uniformità dell’avvio a causa sia della differente precisazione dell’articolazione dei percorsi nei tre ordini di scuola (licei, istituti tecnici e istituti professionali), sia in relazione alle diverse competenze istituzionali da parte di Stato e Regioni. Intollerabile e davvero grave per le conseguenze pesantemente negative su orientamento e tenuta dell’insieme del sistema di istruzione sarebbe un avvio differenziato dei tre macro indirizzi, i cui effetti sarebbero deleteri da qualunque punto di vista!
•Il decreto sulle classi di concorso, decisivo perché tutti docenti conoscano il proprio destino e per la gestione del personale.
•Il decreto relativo alla articolazione delle cattedre comprensivo delle indicazioni circa la gestione dei laboratori e del personale ivi assegnato.
•I decreti che chiariscono le articolazioni/opzioni degli istituti tecnici e professionali: non si sa quanto e come si articoleranno gli indirizzi a partire dal terzo anno. E’ questa una indicazione decisiva per la scelta di alunni e famiglie ed anche per la mappatura delle scuole nelle diverse province. Non si sa che relazione c’è tra articolazioni e opzioni nell’istruzione tecnica e tra indirizzi e opzioni di filiera in quella professionale; non si sa che relazione c’è tra il 20% di autonomia “canonico” e le aumentate quote di flessibilità da calcolarsi sulle aree di indirizzo.
•Il decreto che attribuisca all’istruzione professionale la possibilità della qualifica triennale, in caso di assenza del sistema di formazione professionale (elemento decisivo per l’orientamento).
•Il decreto sull’attuazione dell’opzione scientifico-tecnologica, decisivo per conoscerne la possibilità di attivazione sia nei licei che nell’insieme del sistema scolastico.
•La collazione (nel sistema dei licei piuttosto che nell’istruzione professionale) dell’attuale istruzione artistica, anch’essa determinante per l’orientamento di genitori e studenti.
•I programmi dei licei: persino le iniziative ministeriali di formazione ne prevedono esplicitamente l’esclusione.
•Tutti i decreti relativi a obiettivi specifici di apprendimento, alla valutazione e autovalutazione dei percorsi, alle competenze professionali ecc.
•Atti adeguati per la informazione e formazione di dirigenti scolastici ed insegnanti su tutte le misure adottate: i primi atti usciti, tardivi e macchinosi, sono ridotti a poche slide e il meccanismo elaborato per i licei prevede di fatto l’arrivo della prime azioni di formazione alle scuole solo dopo le vacanze di Natale (se va bene!).
•Garanzie circa la contrattazione della mobilità che deriverà da tutte queste operazioni, in merito alla quale le bozze dei regolamenti pongono già vincoli intollerabili per la qualità professionale.
In riferimento poi al tema della valorizzazione professionale abbiamo ribadito la necessità che le risorse per la valorizzazione professionale siano aggiuntive a quelle contrattuali e che, comunque, il rinnovo contrattuale per tutti ha la priorità rispetto alla valorizzazione per pochi. La stessa amministrazione, del resto, ha lasciato intendere che si tratta di una operazione che, con le sole risorse attualmente disponibili, potrà riguardare quasi certamente non più del 10% del personale docente e che i benefici economico saranno piuttosto modesti. In ogni caso le risorse disponibili dovranno essere utilizzate sulla base di criteri da individuare in sede di contrattazione, e non certo per legge, in modo trasparente e, soprattutto, condiviso dall’insieme dei lavoratori.

Abbiamo inoltre sollecitato che tra i tavoli tecnici da istituire ci sia innanzitutto un tavolo sugli organici (per la secondaria di secondo grado, ma non solo) in modo da poter discutere sulle ricadute per il nuovo contratto sulla mobilità del personale per il prossimo anno scolastico.

L’amministrazione, a conclusione dei lavori, ha ribadito come la complessità della situazione necessita di organizzare nell’immediato dei tavoli tecnici sui temi affrontati nel corso dell’incontro ed ha riconosciuto la necessità esposta della Flc di un ulteriore tavolo sugli organici e mobilità.

Saranno, quindi, attivati incontri monotematici oltre che sui regolamenti della secondaria superiore, sulla valorizzazione della carriera, sul reclutamento, sulle classi di concorso e sugli organici e mobilità del personale.

I tempi sono ormai strettissimi e la decisione di partire comunque il prossimo anno scolastico risponde più ad un’esigenza ideologica che alle necessità della scuola pubblica del paese in particolare della secondaria superiore, che sicuramente ha bisogno di riforme ma non certo di essere travolta da tagli che finiranno per aumentarne le criticità.

Anche per contrastare questo disegno la FLC Cgil ha proclamato lo sciopero generale della conoscenza per il prossimo 11 dicembre e chiama tutti coloro che condividono le nostre preoccupazioni sul destino della nostra scuola pubblica ad aderire numerosi ed a partecipare in massa alla manifestazione nazionale.

 

 

Via: www.flcgil.it