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Scuola superiore: come iscriversi, gli indirizzi, come si insegna, vademecum

La ex scuola superiore ora si chiama ora scuola secondaria di secondo grado. Con questo termine vengono integrate le istituzioni scolastiche della seconda parte del ciclo d’istruzione italiano. In sostanza la scuola secondaria precede il terzo ciclo di istruzione a cui appartengono le istituzioni universitarie e quelle artistiche. Il liceo che venne creato per primo fu il liceo classico, fondato nel 1859, e all’inizio limitato al solo Regno di Sardegna e poi, con l’unificazione, esteso a tutta l’Italia. L’organizzazione era questa, gli alunni dopo aver frequentato la scuola elementare (che all’epoca era quadriennale), frequentava per cinque anni il ginnasio e dopo per tre anni il liceo. Inoltre all’epoca questa scuola veniva denominata come Ginnasio Liceo.


La storia del liceo è stata piuttosto movimentata nell’arco degli anni e man mano è stato creato un progetto che prevedeva 17 indirizzi di studio:
• Indirizzo Classico
• Indirizzo Linguistico
• Indirizzo Socio-psico-pedagogico
• Indirizzo Scientifico
• Indirizzo Scientifico-tecnologico
Indirizzi tecnici e professionali:
• Indirizzo Chimico
• Indirizzo Elettrotecnica e automazione
• Indirizzo Elettronica e telecomunicazioni
• Indirizzo Informatico e telematico
• Indirizzo Meccanico
• Indirizzo Tessile
• Indirizzo Costruzioni
• Indirizzo Territorio
• Indirizzo Agroindustriale
• Indirizzo Biologico
• Indirizzo Economico-aziendale
• Indirizzo Linguistico aziendale
Nel 2008 è arrivato un nuovo cambiamento con la riforma Gelimini che ha proposto una riforma ristrutturante per il sistema formativo optano per sei indirizzi di liceo, due tipologie di istituto tecnico e due tipologie di istituti professionali per un totale di sei e undici indirizzi.
Con le nuove riforme diventare insegnati di scuole secondarie non è così semplice, infatti, le graduatorie sono tantissime e le persone in cerca di occupazione molteplici. Quindi al momento per diventare insegnanti nelle scuole secondarie di secondo grado è necessario essere in possesso di una laurea magistrale della durata biennale, oltre ad aver effettuato un anno di tirocinio formativo attivo.

A Siena l’Istituto Tecnico Sallustio Bandini compie 100 anni

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Tante iniziative, per celebrare i cento anni dell’Istituto Tecnico “Sallustio Bandini” di Siena, stanno caratterizzando questo mese di novembre. La scuola che ha già provveduto, in due momenti diversi (in maggio e novembre), a presentare pubblicamente il libro dedicato alla storia centenaria del “Bandini”, si appresta adesso a concludere i festeggiamenti con la grande festa del prossimo 25 novembre. Intanto, nei giorni scorsi, le classi quinte hanno partecipato ad una commemorazione/conferenza per ricordare Alessandro Foligno, studente del “Bandini” che nell’autunno 1938 fu espulso da scuola perché ebreo. Sempre in tema di Memoria, grazie alla collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza, il “Bandini” ha ricordato due suoi studenti morti per la libertà durante la seconda guerra mondiale. Il prof. Fabio Masotti ha raccontato la tragica fine del partigiano Luciano Panti, ucciso dai fascisti nello scontro di Rigosecco (gennaio 1944). Panti – alunno del “Bandini” – decise di non aderire alla Repubblica Sociale mussoliniana, diventando partigiano. Sempre Masotti ha spiegato infine la vicenda del patriota Giorgio Domenichini, uno dei caduti di Vicobello. Domenichini perse la vita poche settimane dopo aver conseguito il diploma al “Bandini”. Nell’ambito del centenario, il “Bandini” vuole dunque omaggiare questi suoi “eroi” con una iniziativa ad hoc.

La scorsa settimana, poi, grazie alla collaborazione del Comune di Siena (giunta ed assessorato all’Ambiente), è stata potata la palma all’ingresso del “Bandini”. Si tratta di preservare la Memoria storica del “Bandini”. Nel 1965, infatti, quando la scuola si trasferì in via Battisti dalla vecchia sede di via San Quirico, gli studenti fecero una colletta per acquistare due palme da piantare vicino all’ingresso del nuovo istituto. Si tenne una vera e propria cerimonia durante la quale i giovani bandiniani piantarono le palme, in modo da rimandare la memoria alla vecchia sede (la cui peculiarità era – ed è ancora oggi – la presenza di due alte palme davanti alla facciata). Una palma ha resistito fino ad oggi e per questo è stata potata e sistemata in occasione del centenario. Venerdì 25, sarà piantata infine una nuova palma nel punto in cui c’era, fino a qualche anno fa, la seconda palma voluta dai ragazzi ma poi morta nei decenni successivi.

Grande Festa del Centenario. Venerdì 25 novembre sarà una giornata importante per il “Bandini” che chiama a raccolta tutti i suoi studenti ed insegnanti, di ieri e di oggi. Nel pomeriggio, infatti, si terrà una serie di iniziative a cui tutti gli “ex” sono invitati a partecipare. Il programma:

ore 17,30: intitolazione dell’aula magna (recentemente ristrutturata dalla Provincia di Siena) alla memoria della preside Lydia Gori. La prof.ssa Gori, scomparsa due anni fa, è un vero e proprio personaggio, rimasto impresso nelle menti dei tanti bandiniani diplomatisi negli anni ’50-’60 e ’70. Lydia Gori si è diplomata al “Bandini” negli anni Venti, dove poi ha insegnato dagli inizi degli anni Quaranta. La “signorina Preside” ha preso il comando dell’Istituto nel 1949, lasciandolo nel 1977. Ha vissuto gli anni del grande sviluppo del “Bandini”, dedicandosi 24 ore su 24 alla scuola.

Ore 17,45: il preside Claudio Cereda saluta gli intervenuti. Prenderanno poi la parola rappresentanti degli enti locali, della banca Monte dei Paschi e il presidente della Fondazione Mps Gabriello Mancini (ex studente del “Bandini”).

Ore 18: proiezione del documentario “Forza Istituto avanti avanti…”, curato dal giornalista Juri Guerranti. Nei 70 minuti di filmato, si ripercorrono i cento anni del “Bandini” attraverso centinaia di fotografie e di documenti d’epoca. La particolarità del documentario è che il racconto si sviluppa soprattutto grazie ai ricordi di oltre 60 persone (ex studenti, ex insegnanti, ex impiegati) che hanno rilasciato interviste ad hoc, rispondendo all’appello lanciato dalla scuola che chiedeva testimonianze da parte della gente. Ex bandiniani di tutte le età (si va dal diplomato nel 1939 alla diplomata nel 2009) hanno contribuito al video che documenta dettagliatamente ogni decennio.

Ore 19,30: cena a buffet con animazione. Dopo la proiezione del film, spazio alla cena (gratuita e libera) in aula magna, durante la quale gli intervenuti saranno intrattenuti da una conduttrice che animerà la serata coinvolgendo il pubblico. L’occasione per tanti “ex” compagni di classe di ritrovarsi negli ambienti del “Bandini”.

Dalle ore 17: stand Poste italiane per annullo filatelico speciale. Per tutta la durata delle iniziative, presso il “Bandini” sarà attivato lo stand di Poste, dove sarà possibile farsi timbrare le cartoline commemorative dell’evento , con l’annullo filatelico speciale creato ad hoc per il centenario del “Bandini”. L’occasione per i tanti diplomati del “Bandini” (ma anche per i semplici cittadini appassionati di filatelia) di portarsi a casa un ricordo unico dell’evento.

Dalle ore 17 in poi: distribuzione continua del libro “Il glorioso Istituto Tecnico di Siena” e del documentario “Forza Istituto avanti avanti”.

Per informazioni: 0577.49197; mail: centoannidelbandini@libero.it; Facebook Istituto Bandini Cento anni; www.istitutobandini.it

Il progetto “Bandini Memoria” si realizza grazie ai contributi di Banca Mps, Fondazione Mps, Provincia di Siena e Comune di Siena.

LA STORIA DELL’ISTITUTO TECNICO “BANDINI”

Il primo anno scolastico all’Istituto Tecnico “Sallustio Bandini” di Siena – che festeggia quest’anno cento anni – inizia l’8 novembre 1911. Una scuola che ha visto crescere, nelle sue aule, generazioni di senesi e non solo (specie grossetani e fiorentini), attraversando cento anni di storia italiana. “Quando la maggiore istituzione cittadina, il Monte dei Paschi, iniziò la espansione dell’attività sua in provincia e fuori, avviandosi a divenire una banca di importanza nazionale, nacque spontaneo nella cittadinanza il desiderio che una scuola sorgesse a preparare elementi locali idonei, ai quali quella istituzione potesse con fiducia ricorrere”. E’ con queste parole che, nel 1923, il professor Funaioli descrive la nascita dell’Istituto. Negli anni Dieci, un gruppo di padri di famiglia decide così di creare un Istituto Tecnico privato, la cui direzione è affidata al professor Filippo Virgilii. Dopo un’annata di prova, l’8 novembre 1911 comincia l’anno scolastico all’Istituto Tecnico che usufruisce di alcuni locali del Circolo Filologico (si trasferirà poi in uno stabile in via delle Terme). La neonata scuola privata è subito intitolata a Sallustio Bandini. Nonostante riceva alcuni contributi da istituzioni locali, l’Istituto – che sopravvive soprattutto grazie alle rette pagate dalle famiglie – lamenta problemi di cassa. Si accende quindi un grosso dibattito in tutta la provincia, con i vari comuni che danno il loro appoggio morale al progetto e decine di cittadini che chiedono a gran voce che le istituzioni senesi facciano la loro parte.

Così, il 24 ottobre 1914 è costituito il Consorzio formato da Provincia di Siena (che assume la presidenza), Comune di Siena, Camera di Commercio e Monte dei Paschi di Siena. Formalmente, la Società di esecutori di Pie disposizioni non prende parte al neonato Consorzio, assumendosi comunque l’impegno di concorrere al mantenimento della scuola. Dall’anno scolastico 1914-1915 inizia a funzionare l’Istituto Tecnico consorziale, che ha lo scopo dichiarato di ottenere il prima possibile il pareggiamento. La presidenza è affidata a Pacifico Provasi. Nel settembre 1915 avviene il trasferimento nella nuova sede: al secondo piano del palazzo Marsili Libelli in via di Città.

Lo sviluppo del “Bandini” coincide con gli anni della prima guerra mondiale quando alcuni docenti e studenti partono per il fronte. Chi resta, invece, si dedica ad accogliere fraternamente i profughi del nord-est invaso. Nel settembre 1918 l’Istituto ottiene il pareggiamento. Subito dopo attiva la Sezione fisico-matematica (che si affianca a quelle di Ragioneria e di Agrimensura), il cui diploma permette di accedere a diverse facoltà scientifiche a livello universitario. E’ del 1919 il trasferimento nel palazzo in via S.Quirico, stabile che il “Bandini” occuperà fino al 1968. Nel 1923, con la Riforma Gentile, il “Bandini” attiva il corso inferiore (di durata quadriennale) ed il corso superiore dell’Istituto Tecnico (con le sezioni di Ragioneria e di Geometri). Sempre negli anni Venti, il “Bandini” conosce la fascistizzazione dello stato. Nel dicembre 1925, all’Istituto arrivano decine di circolari che sanciscono di fatto la dittatura di Mussolini. Come nel resto d’Italia, anche al “Bandini” ci si adegua alle nuove disposizioni, con i professori che hanno adesso un compito nuovo: educare i giovani secondo i valori fascisti.

Intanto, nel 1934 la scuola è regificata. Quattro anni dopo, poi, anche al “Bandini” sono allontanati gli ebrei: un giovane del corso Ragioneria è cacciato perché israelita. Durante la seconda guerra mondiale, l’Istituto conosce infine gli anni bui della Repubblica sociale mussoliniana e dell’occupazione tedesca di Siena, con decine di repubblichini che sostengono gli esami all’Istituto e altri giovani che invece lasciano le aule per nascondersi o per diventare partigiani (gli studenti Luciano Panti e Giorgio Domenichini moriranno in quel 1944). Nel marzo 1944, il preside Vegni (in carica dal 1925) viene arrestato dai fascisti (e condotto in carcere per un mese) reo di aver inviato, il 26 luglio 1943, un messaggio d’auguri al primo ministro Badoglio. Finita la guerra, iniziano gli anni della Ricostruzione che coincidono con lo sviluppo del “Bandini”, sotto la guida della mitica preside Lydia Gori (dal 1949 al 1977 al comando dell’Istituto). Il “Bandini” si conferma punto di riferimento per chi vuole lavorare in banca. Non è un caso che nel 1958 il Monte dei Paschi apra, nei locali scolastici, il “Banco Modello” per preparare i futuri bancari. Nel 1965 avviene il trasferimento a San Prospero. Seguiranno gli anni della contestazione, con gli scioperi di massa e le punizioni collettive. Il Sessantotto vede centinaia di ragazzi del “Bandini” manifestare per chiedere riforme. Grazie ai decreti delegati del 1974, la scuola viene “democratizzata”: si tengono le prime elezioni che portano genitori, docenti e studenti a scegliere i propri rappresentanti. Gli anni Settanta sono gli anni delle assemblee generali e delle autogestioni. Non manca poi la condanna collettiva al terrorismo, con le lezioni che si interrompono immediatamente alla notizia del ritrovamento del cadavere di Moro. La rivoluzione informatica caratterizza gli anni Ottanta, quando non mancano le prime esperienze di scambi socioculturali con altre scuole europee. Se gli anni Ottanta sono anni tranquilli, i Novanta vedono numerose proteste studentesche, con le occupazioni che caratterizzano il decennio: centinaia di bandiniani protestano contro i vari ministri in carica. Intanto, il “Bandini” attiva i corsi sperimentali che saranno archiviati con la Riforma Gelmini, che permette all’Istituto di attivare il nuovo indirizzo per il turismo. La storia del “Bandini” è raccontata dettagliatamente nel volume “Il glorioso Istituto Tecnico di Siena” e nel documentario “Forza Istituto avanti avanti”, ambedue curati da Juri Guerranti.


Scuola secondaria superiore

Assemblea nazionale sulla Scuola Secondaria Superiore; questo succederà a Roma il 17 febbraio 2010.

L’iniziativa si terrà presso la Sala delle Carte Geografiche, Via Napoli, 36 (angolo Via Nazionale nei pressi della Stazione Termini) dalle ore 10,30 alle 13,30.

Di fronte alla determinazione del Governo a procedere all’attuazione dei Regolamenti sulla scuola secondaria superiore, abbiamo convocato per il giorno 17 febbraio 2010, fra le tante iniziative promosse anche in vista dello sciopero generale proclamato dalla CGIL per il prossimo 12 marzo, una ASSEMBLEA PUBBLICA NAZIONALE a Roma, durante la quale intendiamo ribadire, oltre alle ragioni di merito del nostro dissenso su quei provvedimenti, la richiesta di rinvio di un anno della loro attuazione.

Tale richiesta è fondata sulla considerazione che i tempi sono abbondantemente scaduti sia per una reale programmazione dell’offerta da parte delle scuole, che per un’informazione puntuale ed un orientamento serio di genitori e studenti, per una scelta determinante per il futuro formativo ed occupazionale dei giovani.

Questa nostra posizione è ulteriormente rafforzata dai pareri espressi dal Consiglio di Stato e dalla VII commissione della Camera sia sui Licei che sugli Istituti Tecnici e Professionali.

Abbiamo invitato all’iniziativa i rappresentanti dei Partiti di opposizione e delle Associazioni professionali della scuola.

L’iniziativa sarà conclusa da Fulvio Fammoni segretario nazionale della CGIL.

Roma, 27 gennaio 2010

Via: www.flcgil.it


Regolamenti scuola secondaria superiore

Regolamenti scuola secondaria superiore: criticità e indeterminatezza. Il caso delle Discipline giuridiche ed economiche

Continua l’iter parlamentare ma anche l’incertezza su impianto, curricoli e modalità di attuazione

I regolamenti (licei, istituti tecnici, istituti professionali) sulla scuola secondaria superiore continuano il loro percorso verso l’approvazione definitiva, mentre le dichiarazioni del Ministro sulle eventuali modifiche che saranno apportate al testo finale da approvare in seconda lettura da parte del Consiglio dei Ministri ad inizio dicembre non ci rassicurano, date l’aleatorietà, la confusione e le nebbie nelle quali naviga la nave della scuola secondaria superiore.

Riteniamo sbagliata l’impostazione complessiva che sta alla base di quei regolamenti che, partendo dalla necessità di fare cassa sulle spalle della scuola pubblica, conferma anzi accentua quella concezione gerarchica dei saperi tipica dell’attuale scuola secondaria superiore, che non riconosce pari valore e dignità formativa alla cultura umanistica e scientifica.


Altro che Lisbona e Indicazioni europee! E’ una struttura a canne d’organo, gerarchica tra licei, istituti tecnici e professionali quella che risulta dall’insieme delle operazioni di riorganizzazione che si stanno per approvare.

Permane un’idea dei licei, rivolti a pochi, in particolare a quelli “destinati” a percorsi di alta formazione superiore universitaria, antica, fuori dal tempo, che non fa i conti neppure con l’elevamento dell’obbligo di istruzione, dato l’impianto disciplinare tanto diverso fra i bienni iniziali dei diversi licei, per non parlare dell’assenza totale di dialogo con i bienni dell’istruzione tecnica e professionale!

Si produce una canalizzazione, precoce, all’interno dello stesso sistema di istruzione che blocca e condanna gli adolescenti ad un presente e futuro, formativo ed occupazionale, condizionato dalle condizioni soggettive di partenza.

La necessaria mobilità sociale nella società contemporanea, sostenuta e resa possibile solo da un sistema pubblico dell’istruzione ad essa finalizzata, viene bloccata e le divisioni per censo e per cultura sono destinate ad accentuarsi con la secondaria prossima ventura.

Per essere una proposta di riorganizzazione, è a dir poco strabiliante che essa non si misuri neppure con il presente ma prefigura una scuola per una società del passato!

A conforto e conferma di questo ritorno indietro, segnaliamo lo “strano” caso delle discipline giuridiche ed economiche che, nel nuovo modello, scompaiono dal percorso formativo del primo biennio di tutti i licei e vedono consistenti riduzioni orarie anche nei percorsi triennali dell’istruzione tecnica e professionale.

Del resto, quando si parte dalla necessità di fare cassa ( e questo è l’obiettivo prioritario della destrutturazione in atto), tagliare è l’unico strumento a disposizione e sotto la falcidia dei tagli crolla qualsivoglia ipotesi e valenza culturale e pedagogica.

Ed è così che si tagliano le ore di una disciplina che, paradossalmente e falsamente, si afferma su un altro versante essere rilevante per la formazione dei futuri cittadini.

Ci riferiamo a Cittadinanza e Costituzione, indicata propagandisticamente come una delle novità più importanti del nuovo corso gelminiamo, ma che, non solo non viene istituita come nuova disciplina, ma se ne affida l’insegnamento all’area storico/geografica, considerandola alla stregua di quell’altra “rilevante” disciplina che fu Educazione civica!

Insomma da una parte viene tagliata e dall’altra si ingannano istituzioni (si pensi al discorso del ministro all’inaugurazione dell’anno scolastico alla presenza del Presidente della Repubblica), docenti, genitori e studenti evocando una disciplina, Cittadinanza e Costituzione, che non si istituisce e per l’insegnamento della quale nessuna professionalità specifica viene richiesta.

Si sottrae ai docenti di diritto ed economia un insegnamento che presuppone conoscenze e competenze specifiche del dettato costituzionale e delle norme fondanti la nostra Repubblica.

Tutte le sperimentazioni messe in atto in questi ultimi anni sono spazzate via: vengono completamente annullate le esperienze che avevano previsto una presenza consolidata delle discipline giuridiche ed economiche nei licei e si ridimensionano negli istituti tecnici.

Si sottrae così alle future generazioni il diritto ad una formazione finalizzata alla cittadinanza attiva, limitandone pesantemente le capacità autonome di lettura e interpretazione della realtà sempre più complessa.


Quanti sono i percorsi della scuola secondaria superiore?

 

Sezioni, indirizzi e opzioni dei licei, istituti tecnici e professionali rappresentano un quadro più complesso di quello che si vuol far credere.

In questi giorni abbiamo sentito molto parlare del fatto che esistevano troppi indirizzi per la scuola secondaria superiore a cui si aggiungevano ben 900 sperimentazioni che creavano una confusione indescrivibile. Per questo il Ministro Gelmini si è vantata di avere ridotto a 6 i licei, a 11 indirizzi i tecnici e a poche filiere l’istruzione professionale.
Ma le cose stanno veramente così?
Se si vanno a vedere programmi e piani orari si scopre che tra sezioni, indirizzi, opzioni ed articolazioni il quadro è ben più complesso, Esso esce grosso modo così:

Liceo Classico
Liceo Scientifico
Liceo Scientifico Tecnologico (opzione del liceo scientifico)
Liceo Linguistico
Liceo delle Scienze Umane
Liceo Economico-Sociale (opzione del liceo delle scienze umane)
Liceo Musicale (sezione del liceo musicale-coreutico)
Liceo Coreutico (sezione del liceo musicale-coreutico)
Liceo Artistico Figurativo (indirizzo del liceo artistico)
Liceo Artistico Audiovisivo (indirizzo del liceo artistico)
Liceo Artistico Architettura Ambiente Design (indirizzo del liceo artistico)
Liceo Artistico Design dei metalli (opzione dell’indirizzo Architettura Ambiente Design)
Liceo Artistico Design del libro (opzione dell’indirizzo Architettura Ambiente Design)
Liceo Artistico Design del tessuto (opzione dell’indirizzo Architettura Ambiente design)
Liceo Artistico Design del vetro (opzione dell’indirizzo Architettura Ambiente Design)
Liceo Artistico Design della ceramica (opzione dell’indirizzo Architettura Ambiente Design)
Liceo Artistico Design del legno (opzione dell’indirizzo Architettura Ambiente Design)
Istituto Tecnico Amministrazione Finanza Marketing
Istituto Tecnico Turismo
Istituto Tecnico Meccanica Meccatronica (articolazione dell’indirizzo Meccanica meccatronica energia)
Istituto Tecnico Energia (articolazione dell’indirizzo Meccanica meccatronica energia)
Istituto Tecnico Trasporti (articolazione dell’indirizzo Trasporti e Logistica)
Istituto Tecnico Logistica (articolazione dell’indirizzo Trasporti e Logistica)
Istituto Tecnico Elettronica-Elettrotecnica (articolazione dell’indirizzo Elettronica ed Elettrotecnica)
Istituto Tecnico Automazione (articolazione dell’indirizzo Elettronica ed Elettrotecnica)
Istituto Tecnico Informatica (articolazione dell’indirizzo Informatica e Telecomunicazioni)
Istituto Tecnico Telecomunicazioni (articolazione dell’indirizzo Informatica e Telecomunicazioni)
Istituto Tecnico Grafica e Comunicazione
Istituto Tecnico Chimica e Materiali (articolazione dell’indirizzo Chimica Materiali e Biotecnologie)
Istituto Tecnico Chimica e biotecnologie Ambientali (articolazione dell’indirizzo Chimica Materiali e Biotecnologie)
Istituto Tecnico Chimica e biotecnologie sanitarie (articolazione dell’indirizzo Chimica Materiali e Biotecnologie)
Istituto Tecnico Tessile Abbigliamento e Moda (articolazione dell’indirizzo Sistema moda)
Istituto Tecnico Calzature e Moda (articolazione dell’indirizzo Sistema moda)


Istituto Tecnico Produzioni e Trasformazioni (articolazione dell’indirizzo Agraria e agroindustria)
Istituto Tecnico Gestione dell’ambiente e del territorio (articolazione dell’indirizzo Agraria e agroindustria)
Istituto Tecnico Costruzioni Ambiente e Territorio
Istituto Professionale dei servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale
Istituto Professionale dei servizi di manutenzione e assistenza tecnica
Istituto Professionale per i servizi socio-sanitari
Istituto Professionale dei servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera
Istituto Professionale per i servizi commerciali
Istituto Professionale per l’industria (articolazione dell’indirizzo Produzioni industriali e artigianali)
Istituto Professionale per l’artigianato (articolazione dell’indirizzo Produzioni industriali e artigianali)

Si tratta di percorsi che soprattutto a partire dal terzo anno, ma non esclusivamente, si differenziano per discipline impartite o per dimensione oraria delle stesse con variazioni del 10-20 e 30%. Quindi è difficile concepirli come delle piccole e ininfluenti variabili.

Ma non è finita qui: la noma prevede che una quota dell’orario e delle discipline venga stabilita dalle regioni e/o gestita dalle scuole nelle seguenti quantità:

20% nelle prime e nelle seconde di licei e istituti tecnici e nelle quinte dei licei
25% nelle prime e nelle seconde degli istituti professionali
30% nelle terze e nelle quarte degli istituti tecnici e dei licei
35% nelle terze e nelle quarte degli istituti professionali e nelle quinte degli istituti tecnici
40% nelle quinte dei professionali.
Essendo le regioni 20 in linea teorica potrebbero esserci ben 860 percorsi diversi uno dall’altro solo per le differenti scelte regionali.

Il dato è puramente teorico perché non in tutte le regioni ci sono tutti gli indirizzi, tutte le opzioni, tutte le articolazioni ecc., ma è evidente che, allo stato attuale della norma, non esistono limiti a questa proliferazione dei percorsi.

Ma poiché tutto ciò è lasciato poi operativamente anche alla decisione delle 3500 scuole italiane e poiché ogni scuola ha mediamente 2 o 3 indirizzi, opzioni ecc., non ci sarà da meravigliarsi se alla fine ci trovassimo con un numero di percorsi variabile da 7.000 a 10.000.

Altro che riordino e semplificazione! Bisognerà augurare agli alunni di non trovarsi a cambiare regione per via di un trasferimento di residenza della famiglia.

Roma, 23 giugno 2009