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Scuola e scatti: dal ministero silenzio e inaccettabile ritardo

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La Uil: “dal ministero silenzio e inaccettabile ritardo”

UN COMPORTAMENTO IRRISPETTOSO DEGLI INSEGNANTI E DEL PERSONALE ATA CHE GARANTISCONO OGNI GIORNO IL FUNZIONAMENTO DELLA SCUOLA

La questione è stata risolta con la legge 122 del 2010 che destina al pagamento degli scatti di anzianità, per il triennio di blocco contrattuale, le risorse derivanti dal 30% dei risparmi previsti dal decreto legge n. 133, previa certificazione dei risparmi. Lo scorso anno gli scatti sono stati regolarmente pagati.
Inoltre, per quest’anno, è stato previsto dalla legge Finanziaria l’utilizzo di altre risorse per via negoziale.
Nell’incontro del 22 dicembre 2011, il ministro Profumo aveva annunciato che “ era previsto, in giornata, un incontro tra il Ministero dell’Economia e quello dell’Istruzione per la certificazione delle risorse”.
Negli incontri successivi, il ministro stesso e i dirigenti del ministero hanno dato per risolta la certificazione che riguarda il personale che matura l’aumento con decorrenza dal gennaio 2011 al dicembre 2011. Tale personale avrà diritto, oltre che agli arretrati, anche al riconoscimento ai fini pensionistici.
La Uil Scuola è intervenuta ripetutamente per avere risposta ufficiale, sull’avvenuta certificazione, e sulle procedure negoziali da avviare urgentemente per arrivare al pagamento.
Purtroppo il ministero si è chiuso in un silenzio irrispettoso degli insegnanti e del personale Ata.
Se non si risolve nei prossimi giorni, la Uil proporrà iniziative di mobilitazione in coincidenza con la fine dell’anno scolastico e iniziative legali, riservandosi anche di verificare se ci sono responsabilità per omissione di atti di ufficio.

Ricorsi scatti di anzianità

Il 18 Novembre il MIUR ha liquidato con 15.000 euro i primi due docenti precari che si erano rivolti ai Cobas di Salerno per il riconoscimento degli scatti di anzianità e altri ricorsi andranno a sentenza nei prossimi giorni.

Si è dovuto ricorrere alla Magistratura per l’ottenimento del diritto di parità di trattamento già riconosciuto da una sentenza della Corte di Giustizia Europea, ma ignorato in sede contrattuale dai sindacati firmatari che non hanno mosso un dito per migliorare la condizione del personale precario della Scuola che continua a subire disparità di trattamento e di diritti rispetto al personale stabile. Siamo soddisfatti , ma siamo convinti che le vie legali, da sole, mai possono costruire un rapporto di forza favorevole ai diritti dei lavoratori.

Il ricorso è sempre individuale, la lotta è sempre collettiva, per i diritti di tutti e per tutti.

Cobas Scuola Salerno

Comitato insegnanti e ATA precari

3492344625/3288449831
http://www.cobas-scuola.it/

http://precarisalerno.forumup.it/
http://tiggilibero.altervista.org/

Scatti anzianità docenti e ATA: il Ministro faccia chiarezza

Il Segretario generale della FLC CGIL ha inviato al Ministro Gelmini la lettera che pubblichiamo di seguito sugli scatti anzianità docenti e ata.

Domenico Pantaleo sollecita la richiesta di un incontro visto il susseguirsi di comportamenti contraddittori da parte del Ministero dell’Istruzione e poco rispettosi delle regole; comportamenti che “aumentano l’incertezza e la confusione nelle scuole”.

Al Ministro chiediamo che i sindacati vengano convocati per discutere l’uso e la destinazione delle economie (30%) di sistema che in base alla legge 133/08 erano destinate alla valorizzazione professionale di docenti e ATA.

__________________

Roma, 30 settembre 2010
On. Mariastella Gelmini
Ministro dell’Istruzione, della Università e della Ricerca
Oggetto: Richiesta incontro sugli scatti di anzianità
Onorevole Ministro,

abbiamo registrato con soddisfazione che con la busta paga di settembre il personale che ha maturato gli scatti d’anzianità al 31 agosto, contrariamente a quanto prevede la finanziaria 2010, abbia percepito il corrispondente aumento stipendiale.

È una buona notizia per migliaia di docenti e ATA già pesantemente colpiti dai tagli e dal blocco del rinnovo contrattuale ed è quanto noi rivendichiamo da tempo.

Presumiamo che ciò sia stato possibile grazie all’utilizzo di economie, secondo quanto previsto dalla stessa Finanziaria 2010 (art. 8, comma 14).

Fin qui la soddisfazione.

Purtroppo non è la prima volta che il Suo Ministero, su materie esclusivamente sindacali, adotta provvedimenti unilaterali in violazione delle norme contrattuali e della trasparenza.

Questo modo di procedere, discutibile e inaccettabile sul piano sindacale, contraddice persino l’impegno che Lei stessa, signora Ministro, aveva assunto il 4 agosto, cioè di decidere la destinazione di queste economie insieme ai sindacati.

Il susseguirsi di questi comportamenti contraddittori e poco rispettosi delle regole aumenta il caos, l’incertezza e la confusione nelle scuole con conseguenze negative sulla motivazione del personale.

Infatti, mentre il Suo Ministero conferma con la busta paga di settembre gli automatismi stipendiali, Lei continua a sostenere pubblicamente che tali meccanismi non sono degni di un paese civile e quindi andrebbero cancellati.

Per fugare ogni dubbio, Le chiediamo di convocare urgentemente, secondo quanto prevede l’art. 64 della legge 133/2008, tutti i sindacati per discutere l’uso e la destinazione delle economie (30%) di sistema che, in base alla suddetta legge, erano destinate alla valorizzazione professionale di docenti e ATA.

Restiamo in attesa di un sollecito riscontro.

Cordiali saluti

Cisl scuola interviene ancora sugli scatti di anzianità di settembre

Scatti anzianità settembre: comunicato della Segreteria Nazionale CISL Scuola

Ora che lo scatto di settembre è stato regolarmente pagato, viene fuori che si tratterebbe di un atto dovuto, di un fatto scontato, di un adempimento che non sarebbe mai stato messo in discussione. Naturalmente chi fa oggi, con tanta sicumera, queste affermazioni, si è ben guardato dal farle prima, per tranquillizzare quanti attendevano, in un clima di diffusa e crescente preoccupazione, di vedersi riconoscere un passaggio di classe fortemente a rischio, essendo maturato in buona parte nel corso del 2010.

Erano preoccupazioni infondate? A noi sembra proprio di no, e per capire quanto il rischio fosse elevato, niente di meglio che rileggere il decreto 78, che al comma 23 dell’art. 9 testualmente recita: “Gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti”.

Sullo scatto stipendiale previsto per settembre incidono, ovviamente, i mesi che vanno da gennaio ad agosto del 2010. Poiché nel frattempo erano intervenute decisioni di uffici periferici del MEF tendenti a mettere in discussione su questo presupposto alcuni provvedimenti di ricostruzione di carriera, ci siamo attivati perché, in attesa dell’emanazione del decreto ministeriale che dovrà disciplinare formalmente la materia in base alle intese raggiunte, queste fossero da subito coerentemente rispettate.

Ecco perché abbiamo registrato con soddisfazione – noi e non solo noi – l’avvenuto riconoscimento delle nuove posizioni stipendiali, eventualità che non era di per sé scontata.

Ora attendiamo di essere convocati dal Ministro, com’è prescritto che avvenga, prima dell’emanazione del decreto; il pagamento dello scatto di settembre consente di avviare il confronto nel modo giusto, verso una soluzione cercata e ottenuta con iniziative che ci hanno visti protagonisti insieme ad altri (anche alla Gilda, se la memoria non ci inganna, che ha voluto dare allora il suo contributo di presenza).

Comunque vada, appena ci sarà il decreto non mancheranno quelli che lo giudicheranno una soluzione parziale e insufficiente. Saranno quasi certamente gli stessi che oggi strepitano perché il decreto non c’è ancora.

Chi vuole vedere il bicchiere mezzo vuoto ha sempre e in ogni caso argomenti su cui far leva. Così va il mondo.

Per noi vale la solita vecchia regola: chi sa e può fare di più e di meglio, lo faccia, saremo i primi ad esserne contenti. Purché ci si misuri su risultati concreti, non su parole in libertà.

Scatti di anzianità: come recuperarli

Riportiamo una nota di Cisl Scuola in merito agli scatti di anzianità nella scuola.

Consideriamo un buon risultato le modifiche apportate in Parlamento alla manovra economica sulla complessa e difficile questione delle progressioni di anzianità del personale scolastico.
Come talvolta accade, anche argomentazioni spese per sostenere valutazioni di segno opposto ce ne danno, paradossalmente, conferma.
E’ il caso, ad esempio, di alcune schede di lettura curate dalla Flc CGIL: nel tentativo di evidenziare i limiti delle soluzioni da noi concordate col Governo, esse in realtà finiscono per documentare in modo puntuale quali siano i passi in avanti che la stesura definitiva del testo ha compiuto rispetto alla formulazione originaria.
Dunque, l’impegno speso a dimostrare che il bicchiere è “mezzo vuoto” ci fa capire in realtà, e molto bene, come lo fosse del tutto all’inizio del percorso legislativo e come ora, invece, si possa considerare “mezzo pieno”.

In dettaglio:

? Il comma 23 dell’art. 9, che rende inefficace il triennio 2010/12 ai fini della maturazione di incrementi stipendiali, è stato integrato in modo da renderlo meno rigidamente prescrittivo (“E’ fatto salvo quanto previsto dall’articolo 8 comma 14”).

? Nello stesso modo, e con identica formulazione (“E’ fatto salvo quanto previsto dall’articolo 8 comma 14”), è stato integrato il comma 1 dell’art. 9 (che “congela” per tre anni le retribuzioni dei dipendenti pubblici). In virtù di tale modifica (evidentemente sfuggita nella compilazione delle schede citate), si prevede un’eccezione a tale “congelamento” per il comparto scuola.

? Diventa quindi possibile destinare alle retribuzioni del personale le risorse di cui all’art. 8 comma 14 (il 30% delle economie realizzate con la riduzione degli organici). Nella versione originaria del decreto, esse erano indirizzate ad altri scopi, puntualmente elencati nella relazione tecnica allegata al decreto (crediti delle scuole, supplenze, spese di funzionamento).

? Si prevede che l’ammontare di queste risorse (precisamente riportato nelle schede della Flc e in parte già certificato nella sua effettiva consistenza) sia ampiamente superiore a quanto servirà, nel triennio 2010/12, per pagare gli incrementi legati alle progressioni di anzianità.

Sarà il ministro dell’Istruzione, di concerto col MEF, e sentite le organizzazioni sindacali, a stabilire la destinazione delle somme rese disponibili nei modi appena descritti.

Se il testo di legge è necessariamente vago, non lo sono gli impegni assunti dal Governo, nella persona dello stesso Ministro dell’Economia: fin d’ora l’obiettivo della nostra attenzione e della nostra iniziativa è che a tali impegni sia data puntuale e coerente attuazione.
La soluzione individuata vale certamente a rimuovere quello che viene definito “il danno immediato per coloro che avrebbero dovuto scattare di fascia retributiva nel prossimo triennio”: la combinazione dei tre emendamenti consentirà infatti di riconoscere agli interessati gli incrementi derivanti dall’anzianità maturata.
Per il resto, sarà la sede del rinnovo contrattuale – dopo la moratoria imposta dalla manovra – quella in cui affrontare e risolvere il “nodo” di una struttura delle carriere su cui non da oggi è aperta una discussione nella quale sono messi “sotto tiro” quegli automatismi di anzianità che per la verità nessuno, anche in passato, ha mai difeso più della CISL.
Davvero è difficile credere che si potessero ottenere, nelle presenti concrete circostanze e non in astratta teoria, risultati migliori.