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Riordino istituti

Riordino istituti di II grado: confluenza classi di concorso.

Pubblichiamo la nota Miur n. 1348 del 21 aprile nella quale sono state pubblicate le tabelle di confluenza per l’assegnazione degli insegnamenti delle nuove prime alle classi di concorso.
I regolamenti relativi della revisione degli assetti ordinamentali del secondo ciclo, troveranno graduale applicazione, a partire dalle classi prime, dal prossimo 1 settembre. Invece il regolamento relativo alla revisione delle classi di concorso previsto dall’art. 64 della legge n. 133 del 2008 è ancora in corso di definizione e non potrà trovare attuazione nel corso delle operazioni relative alla elaborazione dell’organico di diritto.

In sede di costituzione degli organici e per le conseguenti operazioni di mobilità, occorrerà pertanto far riferimento per l’a.s. 2010/2011 alle attuali classi di concorso, opportunamente integrate e modificate con le discipline e gli ambiti disciplinari relativi agli ordinamenti del primo anno di corso degli istituti di secondo grado interessati al riordino.

Gli insegnamenti che trovano confluenza in più classi di concorso del pregresso ordinamento dovranno essere trattati come insegnamenti “atipici” che andranno così regolamentati:

1) i dirigenti scolastici (sentiti i collegi docenti e previa informativa alle RSU), nell’assegnazione delle classi alle discipline atipiche dovranno evitare prioritariamente l’esubero dei titolari, salvaguardando laddove possibile la continuità didattica e mirando alla costituzione di cattedre e non di singoli spezzoni di più classi di concorso;

2) l’ individuazione dell’ eventuale esubero andrà determinata incrociando le classi di concorso interessate all’ insegnamento “atipico”, nel rispetto dei punteggi e delle precedenze ex art. 7 del CCNI per la mobilità;

3) la disponibilità di posti o cattedre “atipiche” in ciascuna istituzione scolastica in assenza di titolari da salvaguardare andrà assegnata prioritariamente, previa intesa con l’USP, alle classi di concorso che presentano esubero provinciale.

Riordino secondo ciclo

Le principali modifiche ai regolamenti del riordino secondo ciclo

A seguito di richiesta delle organizzazioni sindacali si è svolto il 3 febbraio l’incontro di presentazione dei testi dei Regolamenti del secondo ciclo prima della presentazione al Consiglio dei Ministri per la definitiva approvazione.

Riportiamo le più significative modifiche illustrate per ciascuno dei tre ordinamenti, con l’avvertenza che ulteriori modifiche potrebbero essere introdotte in corso di seduta.

ORDINAMENTO DEI LICEI
– Non ci sono variazioni complessive di orario;
– Nel primo biennio viene potenziato l’insegnamento delle scienze naturali per 66 ore annuali a carico di discipline diverse per ciascuna tipologia;
– Alle sezioni sperimentali da regolamentare in successivo decreto, all’Europeo ed all’Internazionale viene aggiunto l’indirizzo sportivo;
– Il liceo delle scienze umane acquisisce discipline caratterizzanti nel primo biennio e l’insegnamento di diritto ed economia per entrambe le sue opzioni;
– Il liceo scientifico ad opzione tecnologica si trasforma in liceo delle scienze applicate, con rivisitazione dei quadri orari precedenti;
– Il liceo artistico viene articolato in sei indirizzi;
– I licei musicali e coreutici acquistano rispettivamente l’insegnamento di storia della musica e di storia della danza;
– Viene ampliato l’elenco degli insegnamenti attivabili da ciascuna scuola contenute nell’allegato H .


ORDINAMENTO DEI TECNICI
– All’indirizzo finanza e marketing vengono introdotti indirizzi a salvaguardia di esperienze sperimentali quali Mercurio e del consolidato Corrispondente lingue estere, con l’introduzione dell’ indirizzo per le relazioni internazionale;
– Le definizione dell’indirizzo agrario ed agroindustria viene integrato dall’agrolimentare, con una specifica previsione per gli enologici;
– Il settore dei tecnologici acquisisce l’indirizzo geotecnico in cui confluiscono i minerari;

ORDINAMENTO PROFESSIONALI
Gli istituti d’arte potranno optare per l’istruzione liceale o per l’istruzione professionale indirizzo artigianato, attraverso una opzione espressa alla Regione che deciderà d’intesa con la direzione scolastica regionale;
Vengono mantenuti gli istituti professionali per gli ottici e gli odontotecnici;
Numerosi quadri orario subiscono ritocchi;
Si garantisce prosecuzione delle attuali qualifiche triennali statali fino alla approvazione di delibere regionali che regolamenteranno le nuove qualifiche in via di approvazione da parte della Conferenza Unificata Stato Regioni, le nuove 21 qualifiche aspettano approvazione formale, ciò determinerà il ricorso molto esteso al regime delle surroghe.
I risultati di apprendimento saranno alleggeriti, e resi disponibili con le linee guida, elaborate attraverso il confronto con il sindacato successivamente alla approvazione definitiva;
Più leggere anche le tabelle di confluenza che prevedranno l’obbligo di corrispondenza solo per i settori e non per le articolazioni; ciò consentirà di valorizzare alcune sperimentazioni, in cui la confluenza verrà determinata in base alle autorizzazioni originarie ed alla prevalenti tipologie disciplinari.

INTERVENTI COMUNI
– Il nuovo ordinamento si applica solo alle prime classi a partire dall’a.s. 2010-2011;
– Per i tecnici ed i professionali la riduzione oraria settimanale riguarderà anche le classi dalla seconda alla quarta; le diverse questioni a ciò connesse si affronteranno in sede di definizione delle cattedre, comunque ispirate ai seguenti criteri generali: decurtazioni a carico delle discipline con orario non inferiore a 99; nessuna disciplina potrà essere decurtata di più del 20%;
– Come evidenziato dalle commissioni parlamentari le attività laboratorio trovano conferma nei tre ordinamenti;
– I dipartimenti quali articolazione del collegio sono rimessi all’autonomia organizzativa della scuola, su delibera del collegio dei docenti;
– La stessa procedura seguirà l’istituzione del comitato tecnico scientifico di scuola;
– I comitati nazionali previsti per ciascun ordinamento sono eliminati;
– I profili culturali vengono rivisti in chiave europea secondo la scansione conoscenze abilità competenze, e secondo le richieste dal CNPI.

Via: www.uil.it/uilscuola

Riordino

Riordino del secondo ciclo di istruzione. Esiti dell’Incontro al MIUR del 7/01/2010.

Si è svolto il programmato incontro a livello dei massimi esponenti dell’Amministrazione, Capo Dipartimento e Direttori Generali competenti, sul riordino del secondo ciclo di istruzione.

L’incontro è stato convocato a seguito della richiesta avanzata dallo SNALS-CONFSAL congiuntamente alle altre OO.SS. ed è stato definito dal Dott. Cosentino “a livello tecnico e preparatorio di un successivo incontro con il Ministro”. Tale incontro è terminato nel tardo pomeriggio e vi forniamo, di seguito, un quadro di quanto emerso.

Durante la sua introduzione il Capo Dipartimento ha fornito una informativa sulla situazione soffermandosi su molti punti delle tematiche sollevate con insistenza da tempo dal nostro sindacato. In particolare, i punti principali si possono così sintetizzare:

· vi è stato un rallentamento rispetto ai tempi ipotizzati per una serie di cause non dipendenti dal MIUR; ha fatto riferimento in particolare alla Conferenza Unificata e alla interlocuzione con il Consiglio di Stato. Nella prossima settimana sarà depositato il parere del Consiglio di Stato che sarà immediatamente girato alle competenti Commissioni Parlamentari che sono, comunque, pronte a formulare il parere di loro competenza con le richieste di modifiche e integrazioni al testo di prima lettura. Dalle interlocuzioni avvenute sembrano superate le questioni sollevate inizialmente dal Consiglio di Stato, compresa quella della legittimazione del riordino anche per i Licei. In base allo scenario noto è possibile ipotizzare, sulla base del parere delle Commissioni Parlamentari, che la seconda lettura e, quindi, la definitiva approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, possa avvenire entro fine Gennaio o nei primissimi giorni di febbraio;

· entro i primissimi giorni della prossima settimana verranno emanate le tempistiche per le iscrizioni con cadenze differenziate per primo e secondo ciclo. E’ probabile che entro domani ci sarà inviata, per eventuali osservazioni, la bozza di circolare. I tempi previsti dovrebbero, orientativamente, prevedere il termine delle iscrizioni per il primo ciclo entro fine febbraio, mentre quelle del secondo ciclo dovrebbero andare dal 27 febbraio al 26 marzo. Il Dott. Cosentino ha affermato che queste date sono compatibili con i tempi previsti per la riforma e con l’attività di orientamento che sarà tempestivamente avviata nonché con un regolare inizio del nuovo anno scolastico. Ha ricordato che è già stato reiterato lo spostamento del termine delle operazioni da fine luglio a fine agosto come avvenuto per il corrente anno scolastico;


· nella seconda lettura si cercherà di recuperare le principali richieste avanzate sia nei “pareri” formali previsti, sia dalle OO.SS. In particolare ha citato l’avvio graduale della riforma a partire solo dalle classi prime, il raccordo con l’obbligo di istruzione e l’introduzione di correttivi articolati nei diversi segmenti del secondo ciclo;

· nel prossimo incontro con il Ministro le diverse situazioni saranno sostanzialmente mature per ipotizzare il punto di equilibrio finale;

· in relazione al rapporto tra riforma e dimensionamento sarà emanata una nota che, richiamandosi al quadro normativo esistente, ribadirà che le Regioni possono decidere dove collocare i diversi indirizzi che con i successivi meccanismi di confluenza, automatici e sostanzialmente monocordi, garantiranno la collocazione sul territorio. Il Dott. Cosentino ha ribadito che la “collocazione fisica” non è vincolante in relazione alla presenza di diversi indirizzi e sui titoli finali che vengono rilasciati dalle singole scuole. Al riguardo ha affermato che le “aree” saranno aperte per questa operazione fino a fine gennaio;

· si è avviato un monitoraggio delle problematicità emerse a seguito dell’avvio della riforma nel primo ciclo;

· per il prossimo anno la definizione degli organici di diritto avverrà in base alle vigenti classi di concorso;

· spera, per il prossimo anno, di poter attribuire alle scuole delle dotazioni di personale per consentire un potenziamento delle discipline anche al fine di tutelare le possibili soprannumerarietà nella logica da sempre auspicata dallo SNALS-CONFSAL di arrivare a un vero e proprio organico funzionale.

A questo quadro generale hanno aggiunto delle precisazioni la Dott.sa Nardiello in relazione agli istituti tecnici e professionali, l’ispettore Favini per i Licei e il Dott. Chiappetta per la gestione del personale.

In particolare la Dott. Nardiello ha segnalato che:

ü la Conferenza Stato-Regioni ha dato parere favorevole sulla modalità di certificazione dell’assolvimento dell’obbligo scolastico che sarà applicabile già dal corrente anno scolastico;

ü la Conferenza Unificata che doveva dare il parere sul regolamento di riordino dell’educazione degli adulti non si è svolta e non si è ancora deciso se procedere al riguardo anche in assenza del parere, stante il superamento di tutti i termini, con l’inoltro al Consiglio di Stato;

ü per il 12 c.m. è prevista una seduta in sede tecnica per trattare la fase transitoria del rilascio delle qualifiche e dei diplomi professionali. Al riguardo ha precisato che solo Bolzano, Trento e la Lombardia vogliono attivare i diplomi quadriennali;

ü in tutti i casi in cui le Regioni non saranno in grado di deliberare il nuovo quadro si continuerà con la fase transitoria;

ü al 31 dicembre si è chiusa la programmazione per gli ITS e il 14 c.m. si svolgerà una riunione del comitato tecnico per gli IFTS.

Successivamente l’Ispettore Favini ha affermato che è in atto una riflessione molto intensa, articolata e approfondita sulle modifiche e integrazioni da portare all’ipotesi dei Licei e che al riguardo sarà determinante il parere delle Commissioni Parlamentari.

Infine il Direttore Chiappetta ha affermato che:

Ø sul tema degli organici è scontato il modo di operare per il primo ciclo in continuità con l’anno in corso, mentre per il secondo ciclo si deve vedere quali saranno le conclusioni della seconda lettura;

Ø in relazione alla mobilità, stante l’impossibilità del sistema di operare contemporaneamente sui movimenti di tutti i diversi settori, si dovrà procedere per settori anticipando quelli della secondaria di primo grado per avere i tempi necessari per definire i nuovi organi di quella di secondo grado in cui dovranno convivere, seppur a classi di concorso invariate, i vecchi e i nuovi ordinamenti nella fase transitoria;

Ø prevede di ipotizzare scadenze per le domande anche del personale del primo ciclo dopo la definitiva approvazione in seconda lettura del secondo ciclo.

Il rappresentante dello SNALS-CONFSAL, nel prendere atto con soddisfazione della ripresa del dialogo e del confronto, e che nell’esposizione dell’Amministrazione si erano toccati molti punti da sempre richiamati dal nostro sindacato, ha, tra l’altro, ribadito la necessità che:

v sia rispettato il principio della contestualità dei vari segmenti nell’avvio della riforma;

v sia garantita la gradualità di avvio a partire solo dalle classi prime, ma anche il mantenimento sostanziale degli attuali quadri orari dei vigenti ordinamenti;

v sia prevista esplicitamente la rimodulazione in riduzione dei tagli organici previsti al fine di non incorrere nell’applicazione della norma di salvaguardia;

v la rimodulazione dei tagli non riguardi solo il personale docente ma anche il personale ATA;

v sia garantito il regolare inizio del prossimo anno scolastico senza ledere in alcun modo i diritti e le tutele del personale in tutte le varie fasi operative;

v sia garantita l’effettiva funzionalità del sistema informatico che ha dimostrato carenze nel corso del corrente anno scolastico in particolare con riferimento alle possibilità di accesso da parte del personale;

v sia attivata una opportuna fase di “accompagnamento” nell’attuazione della riforma sia in termini di supporto alle scuole sia in termini di individuazione delle migliori modalità di gestione del personale nelle diverse fasi e delle più articolate modalità di tutela delle titolarità;

v sia data una positiva risposta nel merito alle osservazioni dello SNALS-CONFSAL sull’impianto e sulla necessità di integrazione e modifica dei quadri orari;

v sia garantita la stabilizzazione con le nomine in ruolo sui posti vacanti e disponibili del personale precario sia docente che ATA e la continuità del meccanismo di supporto per i precari che non potessero ritrovare la possibilità di nomina migliorando quanto già attuato per il corrente anno scolastico;

v sia data una risposta positiva, seppur con la necessaria gradualità, all’avvio dell’attuazione di un organico funzionale delle istituzioni scolastiche autonome.

Via: www.snals.it

Riordino secondo ciclo

Approfondimento su scuola, docenti, supplenze, provveditorato.

 

Riordino secondo ciclo

Audizione VII Commissione Cultura del Senato

Preliminarmente intendiamo esprime il nostro positivo apprezzamento per una riorganizzazione dell’istruzione secondaria superiore volta alla sostanziale semplificazione della pletora di settori ed indirizzi che caratterizzano i percorsi di studio di questo segmento dell’istruzione. Ciò nondimeno, la lettura degli schemi di regolamento, sin dal loro incipit contenuto nell’art. 1 dei singoli provvedimenti, è tutta attraversata dalla preoccupazione di contenere ogni forma di spesa. Ciò francamente è inaccettabile! È inaccettabile che una riforma di così vasta portata destinata ad incidere assai profondamente nel nostro sistema di istruzione e formazione si possa fare “senza nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica”. Una riforma voluta a costo zero e che anzi opera pesanti tagli alle risorse non può che avere pesanti effetti sulla qualità del nostro sistema educativo.


A) Avvio della riforma e questioni generali e comuni ai diversi percorsi di studio

La revisione degli attuali ordinamenti non può prescindere da una visione d’insieme che veda ogni intervento come complementare e sinergico al miglioramento dell’intero sistema. In tal senso, anche per le previsioni contenute negli stessi schemi di regolamento, è evidente la necessità non più procrastinabile di una profonda modificazione dell’attuale architettura istituzionale del sistema di governo delle scuole che li metta nelle effettive condizioni di poter gestire responsabilmente ed efficacemente gli spazi di flessibilità didattica e organizzativa e i rapporti con il territorio. Sia lo schema di regolamento che riguarda i licei che quelli che riguardano gli istituti tecnici e professionali, demandano, infatti, alle scuole parti consistenti di progettazione e di organizzazione dei percorsi di studio. In particolare, alle stesse è rimessa la facoltà, oltre alla quota di autonomia che riguarda i curricoli, di riarticolare i percorsi di studio, entro i limiti che stabiliscono gli stessi regolamenti, “per corrispondere alle esigenze del territorio e ai bisogni formativi espressi dal mondo del lavoro e delle professioni, con riferimento all’orario annuale delle lezioni”.
Né a superare tale necessità è sufficiente l’aver previsto la costituzione di dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti, dato che molte scuole hanno già da tempo costituito al loro interno tali articolazioni organizzative. La norma dovrebbe, invece, attribuire ai dipartimenti specifiche funzioni consultive e propositive riguardo alla rilevazione dei bisogni educativi, all’adozione di modelli e di pratiche didattiche innovativi e alla formulazione dell’offerta formativa. Solo così la loro previsione assumerebbe una valenza strategica e la loro attività costituirebbe momenti importanti su cui si impernia la vita organizzativa e progettuale dell’istituzione scolastica.
Siamo, invece, decisamente contrari all’introduzione di comitati scientifici e tecnico-scientifici. La loro presenza, oltre che assolutamente non necessaria, avrebbe solo l’effetto di produrre una sovrapposizione di funzioni con quelle già svolte dai collegi dei docenti e che certo non aiuterebbero a migliorare la qualità dell’offerta formativa.
L’avvio della riorganizzazione avverrà dal prossimo anno ed interesserà le prime e le seconde classi degli istituti tecnici e dei licei e le prime classi degli istituti professionali. Mentre per le rimanenti classi si prevede la prosecuzione secondo i piani di studio previgenti, ma con un quadro orario decurtato. Non si comprende come si possa assicurare il normale funzionamento stante gli attuali ordinamenti e le ore assegnate ai singoli insegnamenti. Al riguardo, considerato che anche nella Relazione tecnica a ciò non si fa menzione, sarebbe bene che sul punto ci fosse da parte del Ministero un necessario chiarimento o la riformulazione del testo.
Non si comprende, ancora, perché il riordino debba interessare anche le seconde classi degli istituti tecnici e dei licei, atteso che, oltre alla riorganizzazione degli insegnamenti, ad essere interessati dai regolamenti sono aspetti di ordine metodologico e didattico e, ancor di più, gli studenti che hanno già avviato un percorso di studio.
Proprio per questi motivi, sarebbe opportuno prevedere, in considerazione degli effetti che tali provvedimenti avranno sugli organici e sugli insegnamenti, tempi più distesi di attuazione. Ciò permetterebbe di poter gestire il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento con gli opportuni correttivi e nel contempo garantire agli alunni continuità educativa.

B) Licei

Riteniamo apprezzabile lo sforzo di definire anche per i licei il profilo culturale, educativo e professionale declinato in termini di conoscenze, abilità e competenze che gli studenti devono possedere al termine del percorso di studio, coerentemente con il Quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente (EQF) e con i profili che interessano gli altri percorsi dell’istruzione secondaria.
Positiva ci sembra la previsione di dotare le istituzioni scolastiche di un contingente di organico destinato a potenziare gli insegnamenti obbligatori. Al riguardo, data l’assenza di una specifica previsione, ci appare opportuno dotare le istituzioni scolastiche di risorse professionali ed economiche per realizzare laboratori generali e specifici in ogni indirizzo per potenziare ed arricchire, con la metodologia della ricerca-azione, i contenuti degli insegnamenti. Riteniamo al tal fine, necessario sottolineare l’esigenza della previsione di un impegno di spesa per la formazione dei docenti affinché possano utilizzare al meglio le opportunità che derivano dalla flessibilità organizzativa e didattica per sviluppare forme efficaci di didattica laboratoriale.
Nel complesso riteniamo fin troppo ampia l’articolazione del sistema liceale in sei licei, alcuni dei quali ben potrebbero stare nell’istruzione tecnica. È, invece insufficiente il numero dei licei musicali (40) e coreutici (10), in quanto, a nostro giudizio, non consentono di garantire un’adeguata offerta formativa sul territorio, anche perché i Conservatori di musica, che saranno lo sbocco naturale di chi segue questo percorso di studi, sono numericamente il doppio degli istituendi licei. Inoltre, non si evince chiaramente se saranno, come è auspicabile che siano, indipendenti rispetto ad altre istituzioni. Riteniamo indispensabile che licei musicali e coreutici abbiano una fisionomia ben definita ed un organico per entità corrispondente a quello degli altri licei. Inoltre, le ore per gli insegnamenti dell’ambito musicale di cui all’allegato E, sono insufficienti per un indirizzo che vuole essere, come è dichiarato, musicale. È altresì necessario, al fine di garantire un’offerta formativa qualificata, assicurare che solo coloro che saranno in possesso di specifica abilitazione possano insegnare lo strumento musicale e, in prima applicazione, solo coloro che sono già in possesso dell’abilitazione di cui al D.M. 137/07 e di adeguati titoli artistici.
Consideriamo, infine, positivo l’aver introdotto nel quinto anno l’insegnamento in lingua straniera di una disciplina non linguistica (CLIL). Non comprendiamo, tuttavia, l’opzione che lo schema di regolamento pone, prevedendo che la stessa sia introdotta nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori del quinto o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nel limite del contingente di organico ad esse assegnato. Anche qui è necessario, a nostro giudizio, un intervento chiarificatore del Ministero o la riformulazione del testo.

C) Istituti tecnici

Per gli istituti tecnici, rileviamo la maggiore accentuazione nei profili educativi, culturali e professionali al versante delle competenze, dato anche il legame più stretto di questi percorsi di studi con il mondo del lavoro. Ci appare coerente uno sviluppo del curricolo che, pur mirato alla formazione della persona in tutte le sue dimensioni, trovi un suo riferimento fondamentale nella valorizzazione del lavoro, anche attraverso la promozione di forme di raccordo con le istanze che vengono dal contesto sociale ed economico di riferimento. Proprio per questo, ancor di più, il metodo laboratoriale deve essere presente in ogni momento dell’attività di insegnamento-apprendimento. Pertanto, non troviamo corrispondente a tale esigenza la mancata previsione di ore di laboratorio negli istituti per il percorso economico. Ancor di più, ci appare abnorme l’aver tagliato fuori discipline come la Geografia economica, già presente negli attuali istituti tecnici e commerciali, data la sua forte valenza interpretativa dei complessi fenomeni economici e sociali che interessano il mondo contemporaneo, oltre che lo studio delle risorse, l’utilizzazione dello spazio, la localizzazione industriale e terziaria, l’innovazione. La società della conoscenza richiede sempre più approcci di studio di tipo interdisciplinare cui possono contribuire discipline che per loro natura hanno una chiara vocazione sistemica, come la Geografia che riteniamo sia ampiamente prevista e valorizzata sia nel percorso economico che in quello tecnologico. Ci appare, altresì, assai penalizzante, per il settore economico, la decurtazione delle ore di diritto ed economia.

D) Istituti professionali

Per gli istituti professionali la previsione di un “ruolo integrativo e complementare rispetto al sistema di istruzione e formazione professionale” ..”ai fini del rilascio delle qualifiche e dei diplomi professionali” ..”inclusi nel repertorio nazionale” non può che avere effetti sul ruolo che questi istituti potranno effettivamente svolgere. La previsione di un percorso quinquennale, senza la possibilità di rilasciare titoli di studio intermedi, orienterà diversamente sul territorio nazionale la domanda di istruzione professionale, che non interesserà coloro che precocemente aspirano ad entrare precocemente nel mercato di lavoro, mentre potrà essere il naturale prosieguo per coloro che in possesso di una qualifica vogliano completare il percorso formativo con il conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore. Ciò rende l’importanza di un raccordo effettivo tra istruzione e formazione professionale, se non si vuole il progressivo svuotamento degli istituti professionali statali e che il loro riordino contribuisca ad accrescere, specialmente nel Sud, l’area della dispersione scolastica e dell’esclusione sociale. Per questo, stante l’impostazione prevista nei regolamenti, meglio sarebbe se l’istruzione professionale passasse alle Regioni.

 

 Via: www.associazionedocenti.it

Consulta il nostro sito dedicato agli eventi.


Riordino degli istituti tecnici e professionali: incontro con le parti sociali

 

Riordino degli istituti tecnici e professionali: incontro con le parti sociali

Presentato alle parti sociali l’ipotesi di schema di decreto di natura non regolamentare per la definizione di ambiti e criteri per ulteriori articolazioni delle aree d’indirizzo degli istituti tecnici e professionali.

Nel corso dell’incontro avuto al Miur, il Direttore Nardiello, ha presentato il percorso che il Ministero intende mettere in atto, a partire dal mese di novembre, per la l’applicazione del riordino degli istituti superiori, non ancora approvati definitivamene dal Consiglio dei Ministri.

È stato ribadita l’intenzione di agire già con le nuove iscrizioni per l’anno scolastico 2010/11, eventualmente con uno slittamento della scadenza di queste al 28 febbraio 2010.
In attesa del parere della Conferenza Unificata, i regolamenti sono stati trasmessi alle commissioni parlamentari così come prevede la procedura.

Successivamente all’approvazione definitiva, saranno predisposti i decreti ministeriali, di natura non regolamentare: per la definizione degli ambiti, dei criteri e delle modalità per l’ulteriore articolazione delle aree d’indirizzo degli istituti tecnici e professionali; per le indicazioni nazionali riguardanti le competenze , le abilità e le conoscenze con riferimento ai risultati d’apprendimento, per le classi di concorso.

Si procederà da subito con una campagna di comunicazione ed informazione per l’orientamento di studenti e famiglie, si considera il contenuto delle bozze di regolamenti di riordino sufficienti per dare nuove indicazioni alle famiglie e agli studenti delle terze medie che tra poco saranno impegnati nella scelta dei futuri indirizzi di scuola superiore.

Sono state quindi presentate delle ipotesi di proposte di articolazioni opzionali per ciascuno degli indirizzi previsti dallo schema di regolamento di riordino degli istituti tecnici .

Sono configurate come ulteriori articolazioni delle aree d’indirizzo per rispondere alle esigenze del territorio e ai fabbisogni formativi espressi dal mondo del lavoro e delle professioni di specifici settori produttivi.

Le opzioni potranno essere realizzate dalle istituzioni scolastiche facendo riferimento ad un apposito elenco nazionale contenente anche le indicazioni delle classi di concorso dei docenti da utilizzare.


Gli indirizzi e le opzioni andranno aggiornate con cadenza triennale.

Al fine della configurazione saranno utilizzati gli spazi di flessibilità: 30% dell’area d’indirizzo nel secondo biennio e 35% nell’ultimo anno.

Come CGIL ed FLC abbiamo rilevato che:

•i tempi di tutto il processo normativo non sono completati e le scuole non possono operare sull’incerto: tutte le operazioni che le scuole devono mettere in atto per l’orientamento degli allievi delle terze medie devono essere supportate da certezze che ad oggi non abbiamo. Non si può pensare che una scelta così delicata per le famiglie possa avvenire su ipotesi che ad oggi non hanno supporto normativo, che si suppone ci sarà! L’ipotesi di opzionalità per gli indirizzi degli istituti tecnici e professionali è un punto fondamentale per la scelta dell’indirizzo.
•La logica dei tagli ha preso il sopravvento e c’è il rischio ( o certezza?) che in questo modo si vada alla totale destrutturazione in particolare di questi settori della scuola superiore.
•La necessaria riorganizzazione dell’istruzione tecnica e professionale rischia in tal modo di non essere un rilancio, ma una sostanziale conferma dell’esistente, peggiorato dalla pesante riduzione delle risorse.
Cosa domanda il mondo del lavoro

Il mondo del lavoro avverte con forza l’esigenza di percorso tecnici-professionali forti e qualificati, rispondenti alle esigenze di innalzare le competenze professionali delle persone e di sostenere il riposizionamento del nostro sistema produttivo nella direzione della qualità e dell’ innovazione.
Nuovo rapporto tra scuola e mondo del lavoro deve avere come riferimento non il sistema produttivo come è – con competitività e produttività declinanti – ma come deve diventare anche grazie al nuovo e più efficace contributo che il sistema formativo più qualificato può offrirgli.
Sappiamo che una parte delle imprese sta innovando e si riorganizza, si internazionalizza, ma vediamo anche una larga parte delle imprese in forti difficoltà specie quelle piccole e con specializzazioni tradizionali.
Sappiamo anche che si deve puntare più sull’innovazione di prodotto che su quella di processo, su nuovi e più avanzati settori produttivi, i settori strategici indicati dal progetto di politica industriale “Industria 2015”.
Il problema è allora di fare interagire sistema delle imprese e sistema delle università, favorire il trasferimento scientifico e innalzare la qualità del capitale umano necessario per i nuovi modelli di produzione e di organizzazione.
I profili professionali rispondenti allo sviluppo dell’innovazione sono caratterizzati da alta specializzazione e rapida trasformazione e pertanto esigono contemporaneamente una solida formazione di base e un alto livello di specializzazione. Non servono profili professionali rigidi e formazione specialistica precoce come se potessero durare immutati per tutta la vita lavorativa.
La formazione di base è essenziale per le competenze trasversali (progettare, risolvere problemi, comunicare, relazione, autonomia decisionale, creatività) e per l’apprendimento permanente (autonoma capacità di apprendere, occupabilità); mentre la specializzazione, che deve tener conto delle esigenze di sviluppo dei settori e dei territori, deve riguardare la parte finale del percorso formativo dei giovani ed essere piuttosto flessibile.
Conoscenze e competenze di base devono essere assicurate a tutti – non uno di meno – perché per promuovere l’innovazione serve il massimo della qualificazione possibile del capitale umano: nella globalizzazione cresce chi più innova.

I limiti della riorganizzazione proposta

Rimane la canalizzazione rigida e precoce di percorsi separati e con identità rigidamente definite, scelti alla fine della terza media, che confermano le gerarchie tradizionali,
E’ stata accantonata la prospettiva di costruire un biennio obbligatorio unitario e orientativo per tutta la scuola secondaria superiore, come invece richiederebbe un obbligo scolastico elevato.
Questa scelta ha due conseguenze negative:

•L’area dello svantaggio italiano e degli immigrati viene destinato ( relegato) ad un precoce inserimento nel mondo del lavoro, con una base culturale decisamente più scarsa ed insufficiente per l’occupabilità e l’esercizio della cittadinanza attiva.
•Gli studenti migliori continueranno ad essere attratti dai percorsi liceali, riservando a quelli tecnico-professionali gli studenti meno dotati.Si conferma la rigida divisione tra percorsi “disinteressati” e percorsi vocazionali, in una logica eccessivamente schematica e non corrispondente alle esigenze di una società e di un mondo del lavoro lontani da questa ripartizione gerarchica, obsoleta e fuori dal tempo. Ciò vale per tutta l’istruzione liceale, ma è una impostazione che diventa paradossale se si considerano i licei artistico, linguistico, tecnologico…, la cui distanza da qualunque formazione che prenda in considerazione il lavoro mette in discussione il senso stesso dei percorsi.
Complessivamente siamo di fronte all’assenza di un progetto e di finalità che non sia la sola logica del taglio: si è perso il legame con la politica industriale giocata sull’innovazione (Industria 2015 è stato definanziato e depotenziato) ed è caduto l’impulso innovativo della riorganizzazione tecnico-professionale: gli istituti professionali sono confinati ad un ruolo residuale, depotenziato e scarsamente distinto dalla formazione professionale regionale (sussidiarietà e surroga).

Si è perso per strada anche l’obiettivo, dichiarato, di individuare indirizzi “limitati e ampi” ed essenziali, dato che con le opzioni ormai siamo quasi alla conferma dell’attuale articolazione. Ciò che rimane è la riduzione oraria.

Anziché arricchire la formazione culturale di base si produce una sua riduzione, con la scomparsa di discipline a tal fine importanti (perdono ore diritto, economia, lingua straniera, ….).

Risultano messi da parte il nesso e l’interazione con i poli e l’istruzione tecnica superiore, l’integrazione con la formazione professionale, il rapporto con la programmazione territoriale.

Prevale piuttosto l’idea del rapporto diretto della scuola con le imprese o l’impresa o con l’universo frammentato delle piccole imprese, attraverso il Comitato Tecnico Scientifico, con il rischio di una subordinazione/curvatura degli obiettivi educativi alle esigenze di corto respiro di un mondo troppo legato ad una dimensione del qui ed ora, incapace di traguardare il futuro.

Esattamente il contrario di cui ha bisogno un sistema scolastico, che deve poter contare su un rapporto maturo con il territorio, in cui le dinamiche locali, per non diventare localistiche e quindi chiuse in sé stesse, vanno lette e interpretate nel loro intreccio con quelle nazionali ed internazionali.

Il territorio anzichè opportunità rischia di diventare limite, una gabbia che blocca la mobilità, sia sociale che territoriale.

 

 

Via: www.flcgil.it


Scuola News: Riordino Istituti Tecnici/Professionali

 

Scuola News: Riordino Istituti Tecnici/Professionali

La ripresa del confronto ha riguardato individuazione di possibili opzioni in cui potrebbero declinarsi le articolazioni degli indirizzi previsti per i diversi settori in cui si struttura il riordino dell’istruzione tecnica e dell’istruzione professionale. All’incontro presieduto dal direttore Nardiello e dal prof. De Toni, ha coinvolto tutte le parti sociali. Per la delegazione UIL –UIL Scuola hanno partecipato Noemi Ranieri e Milena Micheletti. Riservandosi di far pervenire il contributo approfondito sulle articolazioni e le opzioni previste, anche previo confronto con le categorie di riferimento e con le scuole, la UIL ha evidenziato la necessità di sostenere il riordino con misure di accompagnamento al momento ancora vaghe; tra cui vanno considerate tutte le opportunità di valorizzazione professionale degli insegnanti attraverso la previsione di organici funzionali di scuola che consentano la realizzazione dei progetti formativi, sia nel caso delle articolazioni ordinarie dei percorsi che nelle ulteriori opzioni che si andranno a declinare; a questo fine e per arginare il fenomeno del ricorso a contratti di prestazione d’opera agli esperti ha proposto l’anagrafe regionale delle competenze dei docenti.


A livello regionale o anche territoriale di rete dovranno essere previsti accordi per l’utilizzo più efficace delle risorse, professionali, logistiche e strumentali, anche in riferimento alle dotazioni laboratori ali. Infine appare necessario chiarire il ruolo delle parti sociali all’interno sia dei comitati tecnico scientifici di scuola che a livello nazionale.

Nel corso dell’incontro sono state chiarite alcune importanti questioni:

Il MIUR non prevede un rinvio del riordino, ritenendo che al primo settembre 2010 l’intero sistema del secondo ciclo sarà riorganizzato in base alle previsioni dei regolamenti;

L’approvazione definitiva dei decreti di riordino è prevista entro la fine di dicembre; l’iter che potrebbe portare anche a delle modifiche deve essere completato con il parere della Conferenza Unificata ed una concertazione con il Ministero dell’ Economia;

La scadenza delle iscrizioni sarà spostata al 28 febbraio 2009;

Per il governo del sistema, dopo l’approvazione definita saranno predisposti decreti ministeriali e linee guida attuative;

Orientamento: può essere fondato sul contenuto dei regolamenti; da novembre partirà una campagna di informazione a cura del MIUR verrà comunicato il calendario delle iniziative; si utilizzeranno anche i siti web e verranno coinvolti gli insegnanti di lettere della scuola secondaria di primo grado, in quanto “responsabili” dell’orientamento;

Programmi specifici di informazione: per gli IT un incontro a Roma il 9 Novembre con un campione di scuole per la convalida dei risultati di apprendimento, in via di predisposizione;

Il 4 Dicembre a Bari incontro per IT “economici”

Per gli IP, iniziativa il 27 Novembre in “JobOrienta

Al momento non verranno apportate modifiche ai libri di testo in quanto il biennio è ancora obbligo di istruzione e quindi l’80% circa del contenuto è comune.

Le linee guida saranno il frutto delle indicazioni raccolte in tutte queste iniziative.

Le opzioni in cui si potranno articolare gli indirizzi interesseranno:

dal primo anno gli istituti professionali ( in quanto impegnati sul rilascio delle qualifiche professionali al terzo anno)
dal terzo anno gli istituti tecnici;
il quadro complessivo va comunque definito per l’avvio dell’a.s. 2010-2011, poiché gli studenti devono poter scegliere anche in base a queste opzioni;
– L’elenco delle opzioni in numero limitato va aggiornato ogni tre anni;
– l’opzione va definita in accordo tra la regione e la scuola, in base a particolari bisogni formativi espressi dal territorio in relazione a specifiche vocazioni produttive;
– le parti sociali sono invitate ad avanzare segnalazioni e proposte sulle eventuali opzioni entro un mese di tempo;

Via: www.uil.it/uilscuola