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Il ministro Profumo vuol far ripartire la scuola dalla Riforma Gelmini

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La riforma della scuola proposta dall’ex ministro Maristella Gelmini aveva portato con sé non poche critiche da parte di studenti e docenti. Ma, nonostante tutto, non sembra essere arrivato il momento di archiviarla, anzi tutt’altro.

Il ministro che ha preso il posto della Gelmini nell’esecutivo guidato dal nuovo Premier Monti, Francesco Profumo, ha dichiarato senza mezzi termini la necessità di ripartire proprio da quella riforma per “oliare il sistema”. La dichiarazione in questione è stata rilasciata durante un intervento del neo ministro dell’Istruzione e della Ricerca nel corso della visita all’Isis Malignani di Udine. Il ministro ha anche sottolineato che ci si deve adoperare per migliorare il sistema. Si deve lavorare in particolar modo su quello che è il rapporto tra parte teorica e parte pratica dello studio e per questo motivo gli istituti tecnico-professionali devono essere rilanciati.


Anche l’investimento per acquisire nuove tecnologie è importante perché queste sono importanti per lo studio e non solo. Il ministro Profumo ha anche sottolineato la necessità che le aziende tornino a investire e a occupare, in modo da ricreare un ponte tra mondo della scuola e mondo del lavoro.

Riforma gelmini

Questi i maggiori settori di intervento della riforma Gelmini

Interventi trasversali
Questi interventi vanno ad applicarsi alla scuole primarie e secondarie (entrambi i gradi). Le ore scolastiche di 50 minuti ritorneranno ad essere ore effettive di 60 minuti.

Reintrodotto lo studio dell’educazione civica nelle scuole primarie e secondarie (entrambi i gradi), tramite la materia Cittadinanza e Costituzione. I libri di testo adottabili sono solo quelli per cui l’editore si impegnava a non pubblicare nuove edizioni prima di 5 anni per la scuola primaria e secondaria di primo grado, e 6 anni per la scuola secondaria di secondo grado, salvo dispense integrative che si rendessero necessarie per l’ampliamento della materia oggetto di studio.

Scuola dell’infanzia
Viene data alle famiglia la possibilità di anticipare l’iscrizione dei propri figli a 2 anni e mezzo.

Scuola primaria
Reintroduzione della figura del maestro unico, che a partire dall’anno scolastico 2009/2010 sostituirà nelle prime classi della primaria di primo grado i tre docenti per due classi precedentemente previsti per il modulo. A causa della razionalizzazione della spesa della legge 133/2008, si stabilì che “le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola”. Introduzione della valutazione numerica decimale nella scuola primaria, accompagnata da un giudizio sul livello di maturazione raggiunto.

Scuola secondaria di primo grado

Reintroduzione della valutazione numerica decimale nella scuola secondaria di primo grado.

Laddove desiderato, le famiglie potrebbero optare per un aumento di due ore settimanali per l’apprendimento di una lingua straniera: sarà possibile aumentare le ore settimanali di inglese (passando da 3 a 5) oppure utilizzare queste ore per corsi di italiano per studenti stranieri. Introduzione della prova nazionale dell’ Invalsi di Italiano e Matematica nell’esame finale di licenza media.

Scuola secondaria di secondo grado

La riforma sarà attivata per l’anno scolastico 2010-2011, ed entrerà in pieno regime per l’anno scolastico 2013. Il voto in condotta nelle scuole secondarie, mai abolito in precedenza, torna a fare media per concorrere a definire il giudizio finale dell’alunno in sede di promozione. Qualora uno studente non raggiungesse i sei decimi, non potrà essere ammesso alla sezione successiva o al ciclo successivo.

Gli indirizzi (sperimentali e non) di licei ed istituti tecnici passeranno da più di 750 a 20. L’insegnamento della lingua e letteratura inglese diventerà obbligatorio per tutto il quinquennio, in ogni istituto superiore. L’insegnamento delle materie scientifiche verrà anch’esso potenziato in alcuni indirizzi.

Riordino dei licei
I licei nati dalla conversione degli istituti magistrali (liceo socio-psico-pedagogico, scienze sociali e scienze della formazione) sono stati assimilati dal nuovo liceo delle scienze umane. Si studieranno due lingue straniere più il latino, e sarà presente anche un indirizzo economico-sociale.

Gli indirizzi del liceo artistico sono stati invece rivisitati per trattare anche l’arte multimediale e scenografica. I licei musicali e quelli coreutici sono stati unificati nel liceo musicale e coreutico, che presenta due indirizzi, uno musicale e uno coreutico. Nei due nuovi licei si studieranno due lingue straniere.

Scuola riforma gelmini

Con il termine scuola riforma Gelmini si identificano tutti i provvedimenti scolastici voluti dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, iniziati ufficialmente con la legge 133/2008 e proseguiti con legge 169/2008, il cui scopo principale è quello di riformare il sistema scolastico italiano. La riforma è entrata in atto il 1° settembre 2009 per la scuola primaria e secondaria di primo grado, mentre per la scuola secondaria di secondo grado bisognerà aspettare fino al 1º settembre 2010.

Questo decreto, con le disposizioni inerenti alla scuola presenti in finanziaria, provocò un’ondata di manifestazioni di protesta sia da parte degli insegnanti, per quanto riguarda l’introduzione del maestro prevalente, sia da parte di molti studenti, che si oppongono al contenimento della spesa pubblica in materia di istruzione. Il decreto legge 137/2008 non dispose tagli alla spesa (che sono contenuti nella 133/2008)e nella legge finanziaria 2010, ma ridisegnò il sistema scolastico in base alle sopravvenute diminuzioni delle risorse e ai diversi pensieri sociali del governo. Alle manifestazioni seguirono in alcuni casi occupazioni degli atenei e degli istituti scolastici. Il 30 ottobre 2008 venne indetto uno sciopero generale del comparto scuola. Le contestazioni della cosiddetta Onda anomala studentesca non furono ascoltate dai partiti politici della maggioranza, che accusarono gli studenti di essere disinformati e gli insegnanti di voler instaurare una semplice difesa corporativista.

L’Italia dei Valori ed l’allora segretario del Partito Democratico Walter Veltroni annunciarono la propria intenzione di indire un referendum per l’abrogazione della legge.

Il gruppo di hip hop Assalti Frontali nel 2009 ha reinciso, con un nuovo testo, la canzone Enea super rap, già uscita nel 2008 nell’album Un’intesa perfetta: Il rap di Enea – No Gelmini Day and Night. Il remake è diventato la colonna sonora delle contestazioni contro i tagli del decreto 137 e della legge 133[11]. La canzone è liberamente scaricabile dal sito del gruppo[12].

Le novità principali riguardano l’introduzione di due nuovi licei (scienze umane e musicale e coreutico) e l’ampliamento del liceo artistico. Gli indirizzi e le sperimentazioni vengono ridotte da più di 750 a 20 per riportare chiarezza, mentre gli istituti tecnici vengono a loro volta riformati per soddisfare le attuali esigenze del mondo del lavoro. L’insegnamento della lingua inglese viene reso obbligatorio per tutto il quinquennio, e l’insegnamento delle materie scientifiche viene potenziato, ma solo in alcuni indirizzi.

La riforma gelmini

Con questa nota la Cgil si interroga su quello che provocherà la Riforma Gelmini negli anni a venire nel sistema scolastico.

Organici: tagli epocali e caos, questa è la vera riforma Gelmini

Organici del personale docente tagliati di 25.600 posti per il prossimo anno scolastico.

L’incontro di oggi, 10 febbraio, sugli organici del personale docente ci ha consegnato solo due certezze: il taglio di 25.600 posti per il prossimo anno scolastico e la situazione di caos che si verrà a creare nella scuola secondaria per effetto dei Regolamenti.

E’ inaccettabile che si proceda con la politica dei tagli indiscriminati all’istruzione, mascherati da riforme modernizzatici.

La FLC per queste ragioni avvierà una vasta e diffusa campagna di mobilitazione e di iniziative territoriali a difesa e tutela della scuola pubblica e della sua qualità, del personale docente, educativo e Ata e di tutto il personale precario.

L’iniziativa del 17 febbraio sulla scuola secondaria superiore, sarà una prima occasione per ribadire il giudizio fortemente critico sui regolamenti approvati dal Governo e per promuovere articolate iniziative, coinvolgendo una vasta rete di associazioni, delle organizzazioni degli studenti e delle forze politiche dell’opposizione.

Lo sciopero generale del 12 marzo sarà una decisa e coerente risposta a chi intende impoverire le nostre scuole e fare cassa con il futuro del nostro paese.

Roma, 10 febbraio 2010

Via: www.flcgil.it


Riforma scuola

Snals: sì alla riforma scuola, no ai tagli nei tecnici e nei professionali – Incontro al Miur

Si è svolto nella tarda serata del 3/2, l’incontro di cui all’oggetto derivante dalla richiesta congiunta avanzata dalle OO.SS. Ha introdotto i lavori il Sottosegretario On. Pizza, in rappresentanza del Ministro, di cui ha motivato l’assenza per impegni istituzionali. Nel suo intervento introduttivo ha informato che in Consiglio dei Ministri sarebbero stati approvati, in seconda lettura, gli schemi di regolamento relativi alla riforma del secondo ciclo con modifiche derivanti dai diversi pareri acquisiti dal CNPI, dal Consiglio di Stato e dalle Commissioni Parlamentari. Ha anche affermato che l’approvazione avrebbe consentito l’avvio dell’orientamento degli studenti in tempo utile per l’avvio della stessa dal prossimo anno scolastico e ha concluso affermando che la riunione era un atto di doverosa informazione.

Ha poi preso la parola il Dott. Cosentino che ha ricordato che si trattava di una “seconda lettura” e che, quindi, vi era il vincolo per le possibili modifiche legato alla loro richiesta all’interno dei pareri previsti dai diversi passaggi istituzionali. Ha concluso dicendo che l’ulteriore vincolo era dato dal fatto che si trattava di un atto di competenza non esclusiva del MIUR e ha lasciato la parola al Dott. Bruschi e alla Dott.sa Nardiello per illustrare gli aspetti specifici di rispettiva competenza.


PER I LICEI il Dott. Bruschi ha puntualizzato alcuni aspetti di modifica derivanti da indicazioni dei diversi pareri che si possono sintetizzare:

1. si è resa necessaria una diversa articolazione delle discipline attribuendo maggior rilievo nel primo biennio a quelle che devono consentire il completamento dell’obbligo. In questa logica è stato potenziato l’asse delle scienze;

2. si partirà solo dalle classi prime;

3. le materie dell’ultimo anno nel quadro dell’autonomia non possono essere eliminate in funzione dell’esame di stato;

4. l’articolazione del collegio dei docenti in dipartimenti e la costituzione del comitato scientifico sono previste come possibilità e non come obbligo;

5. è stato eliminato il previsto comitato nazionale;.

6. è stata fatta una puntuale verifica delle confluenze in particolare per i licei artistici che sono stati articolati in sei indirizzi sia per facilitare l’orientamento degli studenti sia per garantire la confluenza degli istituti d’arte a cui è stata data, comunque, la possibilità di confluire negli istituti professionali. La possibilità di “diversa confluenza” è prevista anche per alcuni istituti liceali sperimentali;

7. sono state apportate limitate modifiche di quadro orario nel liceo musicale e coreutico dando più spazio ad alcune discipline definite “culturali”;

8. è stata modificata la denominazione del liceo scientifico ad opzione tecnologica in liceo delle scienze applicate accompagnata da una rivisitazione del quadro orario;

9. si è potenziato l’insegnamento di economia e diritto nel liceo socio economico sociale e nel biennio del liceo delle scienze umane;

10. è stato riscritto l’allegato A);

11. è stato riscritto l’allegato H) arricchendo l’elenco delle materie attivabili per dare ampia possibilità alle scuole;

12. nel primo biennio è previsto l’insegnamento di storia e geografia come insegnamenti abbinabili e non scindibili.

PER GLI ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI la Dott.sa Nardiello ha puntualizzato alcuni aspetti di modifica derivanti da indicazioni dei diversi pareri che si possono sintetizzare:

1) avvio dei nuovi ordinamenti solo dalle classi prime;

2) negli istituti tecnici le classi successive alla prima, ad esclusione della quinta, pur rimanendo con il vigente ordinamento dovranno svilupparlo con 32 ore settimanali. La individuazione di quale insegnamento perderà ore avverrà col decreto che determinerà le cattedre e riguarderà le discipline che hanno più di 99 ore settimanali e nel limite di “non più del 20% di riduzione”;

3) negli istituti professionali per la seconda e la terza permane quanto previsto in prima lettura, cioè il limite di 34 ore settimanali;

4) l’articolazione del collegio dei docenti in dipartimenti e la costituzione del comitato scientifico sono previste come possibilità e non come obbligo;

5) è stato eliminato il previsto comitato nazionale

6) si è modificato il profilo di uscita rafforzando alcuni risultati di apprendimento e si è migliorata la loro esplicitazione in particolare per cittadinanza e costituzione prevedendone la connessione tra l’ambito letterario e del diritto;

7) si è ribadita la centralità dei laboratori senza confusione tra attività di laboratorio e compresenze;

8) sono state previste nuove articolazioni per favorire la confluenza di alcuni indirizzi attuali;

9) la confluenza dei percorsi sperimentali è una sola, ma modificabile in base a motivata richiesta;

10) per gli istituti professionali sarà previsto un regime non solo sussidiario ma anche surrogatorio fino alle delibere che regolamenteranno le nuove qualifiche professionali che, secondo gli accordi in corso, saranno definite nel numero di 21;

11) negli istituti professionali è stato recuperato l’indirizzo odontotecnico e ottico;

Nel suo intervento la delegazione dello SNALS-CONFSAL ha fatto una serie di osservazioni, puntualizzazioni e richieste di modifica. In particolare, nell’esprimere un apprezzamento per alcune modifiche introdotte rispondenti anche a richieste del sindacato, ha sottolineato:

Ø la inderogabilità del rispetto del principio della gradualità di entrata in vigore della riforma che non è certo soddisfatto dall’enunciazione di principio del mantenimento dei vigenti ordinamenti per le classi successive alla prima ma con una inaccettabile contrazione dell’orario complessivo. Al riguardo ha chiesto il rispetto del diritto degli alunni alla continuità educativa con la conseguente invarianza degli ordinamenti attuali con i rispettivi quadri orari nelle classi successive alla prima per tutte le articolazioni del secondo ciclo e non solo per il sistema liceale. Tutto il lavoro fatto per costruire rischia di essere vanificato da questo aspetto;

Ø la contraddizione del principio enunciato dei criteri con cui si andranno ad operare le contrazioni orarie e il fatto che se applicato si produrrebbe una improponibile penalizzazione nei fatti in particolare delle discipline professionalizzanti;

Ø la necessità che l’attuazione sia accompagnata dalle necessarie condizioni di fattibilità che implicano risorse umane, economiche e strutturali, cosa questa che stante il condizionamento della politica dei “tagli” che sembra prevalere non si vede come possa sussistere;

Ø la necessità di investire sulle risorse umane con opportune qualificate iniziative di formazione in servizio;

Ø la necessità che sia data concreta risposta al principio dell’arricchimento dell’offerta formativa da parte delle istituzioni scolastiche autonome e, quindi, la dotazione di pacchetti di organico aggiuntivo per garantire le necessarie condizioni per realizzare la prevista flessibilità dei percorsi, il potenziamento delle discipline previste e l’introduzione di altre per rispondere alle diverse necessità del territorio. Questo riporta di piena attualità la richiesta del nostro sindacato della dotazione di un organico d’istituto congruo e stabile.

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Comunicato stampa

RIFORMA DELLA SCUOLA SUPERIORE

SNALS-CONFSAL: SI’ ALLA RIFORMA, NO AI TAGLI NEI TECNICI E NEI PROFESSIONALI

Roma, 4 febbraio – Lo Snals-Confsal – apprese le modifiche al testo conosciuto di riforma degli ordinamenti del II ciclo scolastico e che rispondono a istanze del sindacato e del parlamento – ritiene però inaccettabile la mancata previsione di una “vera” fase transitoria. Questa fase, mentre garantisce agli allievi dei percorsi liceali la continuità educativa secondo gli attuali ordinamenti, non fa altrettanto nei confronti degli studenti degli istituti tecnici e professionali che, formalmente, proseguono i vecchi ordinamenti, ma su quantità orarie ridotte.

In particolare, vi sarà una forte penalizzazione delle materie professionalizzanti, ridotte fino a 4 ore settimanali nei trienni degli istituti tecnici, con grave danno agli allievi, alla serietà e alla qualità degli studi e, di riflesso, all’intero Paese.

“Lo Snals-Confsal afferma che questa riforma non può avviarsi rispondendo alla mera logica dei tagli ma deve garantire l’indispensabile gradualità di avvio, partendo, come previsto, solo dalle prime classi ma lasciando invariati gli ordinamenti attuali con i rispettivi quadri orari per le classi successive”. Lo ha dichiarato il segretario generale, Marco Paolo Nigi, che ha aggiunto: “Se non si introdurranno correttivi, lo Snals-Confsal sarà costretto ad assumere forti iniziative”.

Via: www.snals.it