Archivi categoria: Riforma delle superiori

Riforma scuola secondaria superiore

Le Indicazioni nazionali degli obiettivi specifici di apprendimento per i licei rappresentano la declinazione disciplinare del Profilo educativo, culturale e professionale dello studente a conclusione dei percorsi liceali.
Nella redazione delle Indicazioni, così come è avvenuto per il Profilo, si è fatto riferimento a quanto stabilito dal Processo Europeo di Lisbona e si sono definite delle linee guida che possano costituire un riferimento preciso per il lavoro degli insegnanti, valorizzandone al tempo stesso il necessario apporto personale e professionale.
La redazione di questa bozza è frutto di un lavoro svolto da un gruppo tecnico formato da Sergio Belardinelli, Giorgio Bolondi, Giorgio Chiosso, Max Bruschi, Paolo Ferratini, Gisella Langé, Andrea Ragazzini, Luca Serianni, Elena Ugolini e Nicola Vittorio, che ha coinvolto personalità del mondo accademico, della cultura e della scuola.
Il prossimo passo consisterà nell’avviare una vasta consultazione che coinvolgerà associazioni professionali e disciplinari, esperti, accademici, sindacati, insegnanti, forum dei genitori, forum degli studenti e la pubblica opinione, anche attraverso il sito “nuovilicei.it” (già sperimentato durante la stesura del regolamento).
La raccolta dei pareri e la loro valutazione ai fini della redazione definitiva delle Indicazioni nazionali saranno curati da una Commissione appositamente nominata dal Ministro, che ha già validato la presente bozza.
Una volta emanato il Regolamento, la Commissione si occuperà di altre due fasi: la prima riguarderà la raccolta e la verifica di curricula dettagliati sulle discipline o su singoli aspetti del percorso (ad esempio un curriculum sulla scrittura che coinvolga tutte le discipline), i quali potranno essere proposti da associazioni professionali, disciplinari, Enti, Università, insegnanti e scuole e saranno raccolti in un archivio digitale.
La seconda fase riguarderà la revisione e l’armonizzazione delle Indicazioni nazionali del primo ciclo di istruzione.

Si è scelto di orientare la stesura delle Indicazioni secondo un modello che non indulgesse a tecnicismi e fosse accessibile all’intera comunità scolastica. Per ogni materia è stato redatto un profilo generale che comprende una descrizione delle competenze chiave e prosegue con la descrizione degli obiettivi specifici di apprendimento, articolati per nuclei disciplinari relativi a ciascun biennio e al quinto anno. Tali obiettivi sono stati calibrati anche alla luce dei quadri di riferimento previsti dalle rilevazioni nazionali e internazionali sugli apprendimenti e tenendo conto dei loro risultati, con lo scopo di intervenire sulle aree critiche evidenziate. L’obiettivo è far sì che lo studente, al termine del percorso liceale, sia in possesso delle conoscenze, delle abilità e delle competenze indispensabili per il proseguimento degli studi superiori e per continuare ad imparare e ad aggiornare le proprie conoscenze lungo tutto l’arco della sua vita.
Aver identificato i nuclei essenziali delle discipline lascerà un ampio margine alla libertà delle istituzioni scolastiche e dei docenti, per poter progettare percorsi scolastici innovativi e di qualità, tarati sulle esigenze di ciascun istituto, di ciascuna classe e di ogni studente.
Si tratta di un decisivo cambio di rotta, che mira a superare l’astratto enciclopedismo, a tutelare la libertà di insegnamento, ma soprattutto a garantire allo studente una preparazione solida e fondata sulla consapevolezza critica.

Riforma superiori

Riforma superiori: penalizzate le seconde, terze e quarte classi. Rischio caor per studenti e insegnanti.

“Una riforma superiori che penalizza fortemente le seconde, terze e quarte classi su cui ricadranno i tagli previsti dal governo”: è quanto afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, commentando l’esito dell’incontro avvenuto ieri, alla vigilia del Consiglio dei Ministri, tra i sindacati e i tecnici del ministero dell’Istruzione.

“Il governo ha accolto in parte i pareri espressi dalle commissioni parlamentari e dal Consiglio di Stato, ma per poter avviare la riforma superiori sin dal prossimo anno e applicarla soltanto alle prime classi, così come richiesto dagli organi consultivi, è stato deciso di operare i tagli su tutte le altre classi, escluse le quinte. Ciò significa – sottolinea Di Meglio – che saranno penalizzate le materie che contano un monte ore annuo pari o superiore a 99, ovvero quelle che caratterizzano i singoli indirizzi di studio. In questo quadro – dichiara il coordinatore nazionale – la nostra posizione non può che essere fortemente critica, perché è evidente che studenti e docenti delle classi vittime dei tagli non avranno più alcuna certezza rispetto ai percorsi didattici che hanno intrapreso. E resta un punto interrogativo anche il futuro degli insegnanti che, a causa della riduzione dell’orario, perderanno il posto di lavoro. In merito a ciò non è giunta alcuna risposta da parte del ministero che, ancora una volta, – conclude Di Meglio – si è dimostrato sordo alle nostre rivendicazioni, rifiutando di prendere in considerazione l’unica soluzione possibile: posticipare di un anno l’avvio della riforma”.

Via: www.gildains.it


Regolamento scuola

Regolamento Scuola secondaria superiore: unica strategia i tagli.
Le organizzazioni sindacali sono state convocate nella serata di ieri dal Ministro Gelmini per una informativa sul regolamento scuola che dovrebbero essere approvati in seconda lettura nel Consiglio dei Ministri di oggi, 4 febbraio 2010.

All’incontro però, convocato in tutta fretta, dopo la richiesta unitaria, Il Ministro non si è visto, perchè impegnata a votare alla Camera il “legittimo impedimento”.

Il sottosegretario Pizza ha fatto gli onori di casa,alla presenza dei consiglieri del Ministro e dei dirigenti del Miur.

Le anticipazioni, verbali, che ci sono state fornite sulle versioni che saranno sottoposte, in seconda lettura, al Consiglio dei Ministri di oggi, non si discostano da quelle iniziali se non per alcuni aspetti marginali e per l’avvio della “riforma” dalle sole prime classi.

Quest’ultima era una delle richieste della FLC confermata dai vari pareri, ma la modalità con la quale sarà attuata rende ancora più forte la nostra opposizione: resta ferma la riduzione oraria indiscriminata nelle classi successive alle prime, ma solo per i tecnici e i professionali.

Non è previsto nessun intervento significativo per rendere più unitario il biennio iniziale in cui assolvere l’obbligo di istruzione: si conferma, al contrario, un biennio dei licei a sole 27 ore; né si incrementano le ore di laboratorio del biennio iniziale di tecnici e professionali, come richiesto dal Parlamento.


Non si modifica il numero di licei musicali definito in modo astratto in soli 40; si trasloca il liceo scientifico tecnologico nel sistema di licei, di cui però si modifica il nome, diventerà il liceo delle scienze applicate, cancellandone tutte le caratteristiche laboratoriali e sperimentali. Vengono previste ulteriori e diverse articolazioni degli indirizzi degli istituti tecnici e professionali.

In estrema sintesi di seguito le modifiche che sarebbero apportate al testo rispetto a quello passato in prima lettura al Consiglio dei Ministri ( il condizionale è d’obbligo perché nessun testo scritto è stato consegnato e perché l’Amministrazione ha dichiarato che potrebbero essere possibili altre modifiche):

•Sarà resa facoltativa l’istituzione dei dipartimenti e del comitato scientifico in quanto il Consiglio di Stato è stato perentorio nel dichiararli fuori dalla delega e in contrasto con le norme sull’autonomia organizzativa delle scuole
•Si modifica la struttura interna dei bienni iniziali dei licei, in cui si prevedono 66 h annue, per il primo e per il secondo anno, di scienze naturali, al posto di discipline diverse a seconda dei licei
•Il liceo delle scienze umane pare sarà quello più modificato; in particolare nel biennio iniziale sono previste 66 h di diritto ed economia, a scapito fra l’altro della seconda lingua straniera; così come per il liceo economico si prevedono 99 h annue per 5 anni, sempre di diritto ed economia
•Si conferma l’accorpamento di storia e geografia, con un orario di 99 h
•E’ prevista la possibilità delle confluenza degli istituti d’arte verso gli istituti professionali piuttosto che verso il licei artistici ( sarà la programmazione regionale a decidere?)
•Ci sarà un incremento degli indirizzi dei licei artistici (da 3 a 6 indirizzi), degli istituti tecnici (ex commercio estero, programmatori, agroalimentare, enologia, geotecnica…) e istituti professionali (odontotecnici, ottici, ex istituti d’arte…)
•Per gli istituti tecnici, si parte con i nuovi modelli orari e ordinamentali solo per le prime classi, ma dalla seconda alla quarta classe si adotterà l’orario settimanale a 32 h, ad ordinamenti vigenti
•Per le classi successive alla prima, le articolazioni delle cattedre saranno definite successivamente, ma sono già stabiliti i criteri da seguire: saranno ridotte le discipline con un carico orario pari o superiore alle 99 h; nessuna disciplina potrà essere ridotta più del 20%
•Così come le seconde e le terze classi degli istituti professionali dovrebbero avere dal prossimo settembre un orario settimanale a 34 h
•Dato il ritardo nella formalizzazione delle nuove, 21 qualifiche professionali, concordate in Conferenza Unificata ma ancora non formalizzata e data la sospensione dell’attività legislativa regionale, per effetto della scadenza elettorale, ci sarà un regime surrogatorio molto esteso, per cui ci sarà la prosecuzione automatica delle attuali qualifiche triennali statali, fino alle delibere regionali che regolamenteranno le nuove qualifiche
•Comunque il passaggio al nuovo ordinamento, almeno per gli istituti professionali, sarà regolato da Linee Guida
•L’assegnazione delle cattedre per il 2010/11 avverrà ancora con le vecchie classi di concorso
Insomma, rispetto al primo testo, ci saranno alcuni aggiustamenti, ma la struttura e la sostanza non cambia, e certo non sono accolte, se non in minima parte, le osservazioni e le condizioni poste nei pareri di Camera , Senato, CNPI!

Il dato più evidente è l’accentuazione della separatezza tra il sistema dei licei, considerata “la” scuola e gli istituti tecnici e professionali, e di una chiara discriminazione sul versante dei diritti.

I licei, infatti, manterranno la loro struttura nelle classi successive alla prima, mentre i tecnici e i professionali perderanno ore, in particolare nelle materie professionalizzanti.

A percorso formativo abbondantemente iniziato negli anni precedenti, gli studenti degli istituti tecnici e dei professionali, vedranno stravolto quello scelto inizialmente, con buona pace dei propri diritti a vedere rispettata la scelta iniziale.

Si potrebbe forse parlare di una scelta classista, dal sapore antico, che pensavamo superato!

Si prospetta una situazione ordinamentale molto più confusa e sfilacciata che determinerà ancora maggiori difficoltà alle scuole nella predisposizione dei piani dell’offerta formativa e non garantirà un quadro certo per le scelte di studenti e genitori.

Anche per quanto riguarda tutti i provvedimenti successivi, per i quali il Consiglio di Stato ha imposto l’adozione con atti regolamentari, la situazione è nella totale incertezza.

La sostanza è che, malgrado i pareri e le condizioni poste nei vari passaggi dai diversi soggetti, istituzionali e sociali, l’unico principio rispettato è quello dei tagli imposti da Tremonti e previsti dalla legge 133/08.

Non ci rassegniamo a vedere destrutturata e ridotta così pesantemente la scuola secondaria che di tutto aveva bisogno tranne che di essere taglieggiata, per corrispondere ad un’unica esigenza, il risparmio: questa che sta per essere approvata è macelleria culturale e sociale, in cui i deboli saranno sempre più deboli e gli altri saranno sempre più forti, per non parlare del personale, bistrattato e denigrato nella sua professionalità.

L’assemblea nazionale sulla scuola superiore prevista a Roma per il 17 febbraio prossimo e lo sciopero del 12 marzo saranno importanti appuntamenti per sostenere le nostre posizioni e respingere questo ulteriore e pesantissimo attacco alla qualità del sistema pubblico dell’istruzione.

Via: www.flcgil.it

Riforma licei

PARERE APPROVATO DALLA 7ª COMMISSIONE SENATO
SULL’ATTO DEL GOVERNO N. 132 (LICEI)

“La Commissione, esaminato, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
e dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,lo schema di decreto del Presidente della Repubblica in titolo,
giudica favorevolmente il riordino, volto a rendere operativo il percorso di riforma da tempo
avviato, anche a seguito delle intervenute modifiche costituzionali, concentrando le risorse più sulla
qualità che sulla quantità.
Manifesta in particolare una valutazione positiva su:
la riduzione delle sperimentazioni, pur invitando il Governo a non disperdere le esperienze migliori
nate per rendere più funzionale l’offerta di formazione in assenza di interventi strutturali. In tal
senso, condivide l’istituzione di una quota di flessibilità, che consentirà alle singole scuole di
personalizzare i percorsi rispetto alle esigenze dell’utenza e del territorio;
la riduzione dei carichi orari, al fine di consentire tempi più distesi agli alunni. In quest’ottica,
condivide la scelta di rinunciare ad alcune discipline che erano state introdotte negli ordinamenti
con talune sperimentazioni, come ad esempio diritto ed economia. Pur nella consapevolezza che si
tratta di materie di grande importanza, soprattutto per l’educazione alla legalità e per il contrasto di
fenomeni di devianza, ritiene infatti che l’istruzione liceale debba tendere all’acquisizione di una
formazione critica i cui contenuti saranno approfonditi nel successivo percorso universitario.


Diverso è invece il caso, affrontato nella sede di merito, di alcuni indirizzi degli istituti tecnici, dove
le predette discipline trovano più idonea collocazione, stante il carattere più professionalizzante
dell’istruzione ivi impartita. Non va del resto dimenticata la summenzionata quota di flessibilità
delle scuole che consentirà un ampliamento dell’offerta formativa in tal senso, dove ritenuto utile e
possibile. Deve comunque restare ferma la possibilità di mantenere tali insegnamenti nelle scuole
delle regioni e province autonome che già li prevedevano;
l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera.
Esprime pertanto un parere favorevole a condizione che il riordino si applichi solo alle classi prime,
per garantire la necessaria continuità didattica e gradualità, e con le seguenti osservazioni:
a) si raccomanda di rafforzare la didattica laboratoriale e l’uso dei laboratori con particolare
riguardo alle discipline scientifiche;
b) si sollecita un adeguato piano di formazione, aggiornamento e riqualificazione dei docenti che
accompagni l’entrata in vigore del riordino;
c) si invita a valutare la fattibilità di introdurre l’organico pluriennale funzionale di istituto, che
consenta di far fronte anche alle supplenze brevi e garantisca stabilità;
d) si ritiene necessario garantire condizioni di efficace passaggio da un segmento formativo
all’altro;
e) si raccomanda di porre contestualmente mano alla riforma degli organi collegiali, onde evitare il
rischio di sovrapposizioni anche a seguito di alcuni interventi disposti dal riordino in esame come
ad esempio l’introduzione dei dipartimenti e dei consigli scientifici;
f) come richiesto dal Consiglio di Stato, si reputa doveroso: richiamare le “conoscenze, abilità e
competenze” fra le finalità primarie dell’istruzione liceale; prevedere regolamenti per l’attuazione
dell’articolo 13, comma 11, anziché atti di natura non regolamentare; eliminare la ripetizione fra
l’articolo 2, comma 3, e l’articolo 3, comma 2; correggere il riferimento normativo contenuto
all’articolo 2, comma 3; chiarire l’incerta formulazione di “scienze sperimentali” riferita al liceo sia
classico che scientifico;
g) si suggerisce di ampliare il novero delle discipline attivabili sulla base del Piano dell’offerta
formativa, di cui all’allegato H;
h) si invita a valutare l’opportunità di rivedere il profilo educativo, culturale e professionale dello
studente a conclusione del secondo ciclo di istruzione e formazione nel sistema dei licei, di cui
all’allegato A, al fine di meglio definire il profilo comune e quello dei singoli percorsi, anche alla
luce delle eventuali modifiche apportate ai quadri orari;
i) con riferimento alle indicazioni nazionali, si invita a valutare l’opportunità di comprendere al loro
interno solo i contenuti generali delle singole discipline, rinviando ad atti di natura non
regolamentare elementi di maggiore dettaglio, onde garantire la necessaria flessibilità ed evitarne
una precoce obsolescenza. Si suggerisce altresì di armonizzare le indicazioni nazionali dei diversi
cicli scolastici, assicurando il necessario raccordo;
j) si auspica un maggiore raccordo con l’università;
k) con riferimento ai singoli indirizzi:
1. liceo artistico – Si ritiene discutibile la confluenza forzata in essi di tutti gli istituti d’arte, i quali
solo in parte sono assimilabili all’istruzione liceale, mentre in altra parte afferiscono più
propriamente all’istruzione professionale. Si suggerisce quindi di conferire l’opzione agli istituti
stessi. Si invita altresì a valutare l’opportunità di assicurare una maggiore articolazione di indirizzi,
affidando peraltro al Piano dell’offerta formativa il compito di preservare le specificità dei singoli
istituti.
2. liceo classico – Si esprime apprezzamento per l’insegnamento di una lingua straniera per 5 anni.
Si auspica che attraverso la quota di flessibilità si possa recuperare quell’ora settimanale in più di
“matematica con elementi di informatica” che consentirebbe di riconfigurare il quadro orario di
un’ottima sperimentazione quale il PNI. Si raccomanda altresì di non ridurre i quadri orari delle
discipline umanistiche.
3. liceo linguistico – Si manifesta condivisione per l’uscita di tale indirizzo da una sperimentazione
ormai quasi quarantennale e per la sua messa ad ordinamento nel sistema scolastico statale, con pari
dignità rispetto agli altri licei. Si condivide altresì l’insegnamento di una disciplina non linguistica
in lingua straniera al terzo anno e di un’altra dal quarto anno. Si manifestano invece perplessità
sulla permanenza dell’insegnamento del latino in tale contesto, sia pure solo al biennio.
4. liceo scientifico
– Opzione di base. Si lamenta una scarsa identità, dovuta all’irrisolto rapporto fra discipline
umanistiche e scientifiche, confermato da una sostanziale parità di tetti orari.
– Opzione scientifico-tecnologica. Si tratta dell’opzione destinata a raccogliere la domanda di
offerta formativa che attualmente viene soddisfatta dai licei scientifico-tecnologici presso gli istituti
tecnici. Al riguardo, nel condividere senz’altro la scelta di inserire tale segmento nell’istruzione
liceale, si invita a valutare l’opportunità di modificarne la denominazione, onde evitare
sovrapposizioni con l’istruzione tecnica. Si ravvisa peraltro criticamente la totale assenza di ore di
laboratorio e il mancato ricorso ai docenti tecnico-pratici e si sollecita quindi un riequilibrio in
questo senso, eventualmente anche nell’ambito del Piano dell’offerta formativa.
5. liceo delle scienze umane
· Opzione di base. Si tratta dell’opzione che riorganizza il liceo socio-psico-pedagogico, già erede
dell’ex istituto magistrale. Si esprime dissenso per l’assenza nel primo biennio delle scienze umane
(psicologia, sociologia, pedagogia), che determina la mancanza di specificità dell’indirizzo.
Analogamente, si esprime perplessità per la compressione delle discipline caratterizzanti nel
successivo triennio. Inoltre, si lamenta un’eccessiva frammentazione disciplinare, che vede la
presenza di materie come il latino o la seconda lingua straniera, il cui quadro orario potrebbe essere
più utilmente dedicato a rafforzare le discipline caratterizzanti. Anche in questo caso, si sollecita
quindi un riequilibrio nel senso indicato.
· Opzione economico-sociale. Si tratta dell’opzione che riorganizza il liceo delle scienze sociali. Si
esprime una valutazione favorevole, invitando eventualmente a ridurre anche in questo caso la
frammentazione disciplinare (eliminando ad esempio la seconda lingua straniera) per incrementare
ulteriormente le scienze sociali (sociologia, antropologia).
6. liceo musicale e coreutico – Si esprime una valutazione convintamente favorevole a questa
innovazione, auspicando peraltro il rafforzamento della specificità del nuovo indirizzo. Come
prevede la legge n. 508 del 1999, dopo la riforma dovrebbe infatti essere superata la doppia
scolarità (Scuola-Conservatorio/Accademia di danza) in favore di un percorso verticale unico
(scuola primaria – scuola secondaria di primo grado ad indirizzo musicale e coreutico – liceo
musicale e coreutico – Conservatorio o Accademia di danza). In tale prospettiva, occorrono i
seguenti correttivi:
– Sezione musicale. Occorre introdurre precise competenze in entrata (corrispondenti a quelle in
uscita della scuola media di indirizzo) e in uscita (corrispondenti a quelle in entrata per i
Conservatori, correlate all’interpretazione di composizioni di media difficoltà). Conseguentemente,
occorre introdurre l’accesso a numero programmato, che non si risolva tuttavia in una mera prova
attitudinale, ma in un esame che attesti il possesso di precise competenze. Occorrono altresì precisi
requisiti per l’insegnamento (diploma accademico di II livello e abilitazione specifica di strumento).
Si esprime quindi una valutazione contraria al comma 9 dell’articolo 13 e si invita ad inserire il
riferimento all’AFAM all’articolo 12. Si ritiene infine indispensabile specificare il carattere
individuale della lezione di strumento, nonché prevedere l’insegnamento distinto di uno strumento
principale e di uno strumento complementare, come attualmente avviene nei Conservatori.
– Sezione coreutica. Analogamente al liceo musicale, occorre prevedere specifiche competenze per i
docenti (diploma accademico di II livello) e l’accesso a numero programmato. Si ritiene altresì
indispensabile rafforzare le ore di tecnica della danza (che attualmente diminuiscono con l’aumento
di difficoltà del programma) e di storia della danza, introducendo inoltre storia della musica. Si
suggerisce poi di distinguere la disciplina quinquennale “laboratorio coreutico” in “laboratorio
coreutico” al biennio e “laboratorio coreografico” al triennio. Infine, occorre una buona scuola
media a indirizzo coreutico, simile a quella ad indirizzo musicale, che garantisca una preparazione
aderente ai programmi degli attuali primi tre anni dell’Accademia di danza.
Si segnala infine la necessità di specificare correttamente il numero complessivo di ore riguardanti
ciascuna sezione, in quanto quello riportato nell’Allegato E sembrerebbe riferirsi alla somma di
ambedue gli indirizzi e non invece al singolo percorso musicale o coreutico.”
PARERE APPROVATO DALLA 7ª COMMISSIONE SENATO
SULL’ATTO DEL GOVERNO N. 133 (TECNICI)
“La Commissione, esaminato, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
e dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,lo schema di decreto del Presidente della Repubblica in titolo,
rileva anzitutto che la carenza di professionalità tecniche adeguate è un elemento di debolezza nella
competizione internazionale ed esprime quindi un giudizio complessivamente favorevole sul
rafforzamento degli istituti tecnici, ed in particolare sul mantenimento delle sue specificità e
caratteristiche professionalizzanti, anche al fine di assicurare un’offerta più adeguata alla domanda
delle imprese, che attualmente resta in parte inevasa. In questo senso, giudica positivamente il
ripristino dell’istruzione tecnica nel sistema dell’istruzione secondaria superiore, disposta dal
decreto-legge n. 7 del 2007.
Rileva altresì che le audizioni condotte dall’Ufficio di Presidenza hanno consentito di registrare un
orientamento di fatto favorevole al riordino da parte dei rappresentanti delle famiglie, degli studenti,
degli imprenditori, nonché le preoccupazioni, sia pure diversamente motivate, da parte delle
associazioni disciplinari dei docenti, inevitabilmente condizionate dalla riduzione complessiva degli
orari. La Commissione non ha reputato peraltro di entrare nel dettaglio dei singoli quadri orario che
potranno, se del caso, trovare adeguati correttivi nella quota a disposizione dei singoli istituti.
In particolare, la Commissione esprime una valutazione favorevole in ordine a:
a) la riduzione degli indirizzi e delle sperimentazioni, pur invitando il Governo a non disperdere
esperienze importanti come Mercurio e Pacle-Erica. Al riguardo, pur concordando con
l’introduzione di una cospicua quota di flessibilità, da sommarsi alla quota di autonomia, al fine di
corrispondere alle esigenze del territorio e dell’utenza, si sollecita peraltro il Governo a porre
particolare attenzione affinché essa non riproduca l’eccessiva frammentazione degli indirizzi che si
intende superare;
b )il riferimento dei titoli in uscita con riguardo al Quadro europeo delle qualifiche (EQF) in
un’ottica di trasferimento, trasparenza e riconoscimento delle qualifiche e delle competenze a livello
europeo;
c) il rafforzamento del raccordo con il mondo del lavoro e delle professioni, anche attraverso la
diffusione di stage, tirocini, un’effettiva alternanza scuola-lavoro. Giudica infatti necessario
ripristinare a livello giovanile la cultura del lavoro, il rispetto delle regole ed il necessario senso del
dovere;
d) la riduzione oraria e disciplinare, che consente di ritrovare il giusto equilibrio tra quantità e
qualità, fortemente alterato nel tempo per ragioni meramente occupazionali. Ritiene tuttavia
possibile recuperare attraverso la quota di flessibilità alcuni di quegli insegnamenti, come le materie
giuridico-economiche e la geografia economica nel settore economico, che appaiono forse un po’
troppo compresse;
e) l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua inglese nel quinto anno.
Esprime pertanto un parere favorevole con le seguenti osservazioni:
1. si raccomanda di attivare la riforma dalle classi prime, per assicurare al cambiamento la
necessaria gradualità;
2. si invita a riconsiderare, nel contesto del medesimo quadro orario complessivo, la
riduzione delle discipline scientifiche e di indirizzo;
3. si ritiene indispensabile rafforzare il peso specifico dei laboratori che, a partire
dall’istituto tecnico settore tecnologico, subiscono un sensibile ridimensionamento;
4. si suggerisce di ripristinare, ove possibile, la figura dei lettori in lingua straniera e le
connesse ore di pratica delle lingue straniere;
5. si suggerisce di valutare l’opportunità di inserire una opzione forestale nell’indirizzo
Agraria ed Agroindustria;
6. si raccomanda di conservare, all’interno del sistema degli indirizzi, il riferimento alla
figura del perito aziendale corrispondente in lingue estere (Pacle-Erica), così come fortemente
richiesto dal mondo della produzione;
7. si invita a mantenere il corso di dirigente di comunità per l’assistenza e il supporto ai
bisogni della persona nell’istruzione tecnica. In alternativa, si auspica che tale corso trovi adeguata
valorizzazione nel liceo delle scienze umane;
8. si suggerisce di verificare che i corsi di aggiornamento del personale, sia connessi ai
diversi passaggi della riforma che diversamente finalizzati, siano realizzati con serietà e rigore,
superando le superficialità e le gravi inefficienze spesso registrate in passato;
9. si raccomanda di prevedere il riposizionamento del personale che sarà definito
soprannumerario o non inseribile nei nuovi percorsi formativi;
10. si ritiene indispensabile un forte raccordo con l’istruzione tecnica superiore.”
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PARERE APPROVATO DALLA 7ª COMMISSIONE SENATO
SULL’ATTO DEL GOVERNO N. 134 (PROFESSIONALI)
“La Commissione,
esaminato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il regolamento sul riordino
degli istituti professionali;
considerato che l’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, concernente disposizioni in materia di
organizzazione scolastica:
al comma 3, stabilisce che il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con
il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e
per le conseguenze di carattere finanziario, predisponga un piano programmatico di interventi volti
ad una maggiore razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che
conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico;
al comma 4, stabilisce che per l’attuazione del predetto piano, con uno o più regolamenti, siano fra
l’altro ridefiniti i curricoli vigenti nei diversi riordini di scuola, anche attraverso la razionalizzazione
dei piani di studio e dei relativi quadri orari, con particolare riferimento agli istituti tecnici e
professionali;
preso atto del parere espresso dalla Conferenza unificata in data 29 ottobre 2009 e di quello del
Consiglio di Stato espresso in data 21 dicembre 2009;
tenuto conto delle indicazioni emerse nel corso delle audizioni di rappresentanti delle associazioni
di categoria e di esperti svolte dall’Ufficio di Presidenza;
esprime parere favorevole con le seguenti condizioni:
1) all’articolo 6, comma 1, appare opportuno sostituire le parole «dal regolamento emanato ai sensi
dell’articolo 3, comma 5, del medesimo decreto-legge» con le parole «e dal decreto del Presidente
della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122»;
2) all’articolo 6, comma 4, appare necessario sostituire le parole «diploma di tecnico» con le parole
«diploma di istruzione professionale», allo scopo di evitare confusioni con l’analogo titolo di cui
all’articolo 20, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, che si consegue a
conclusione dei percorsi quadriennali di istruzione e formazione professionale regionali, anche al
fine di riaffermare l’identità degli istituti professionali all’interno del secondo ciclo del sistema
nazionale di istruzione e formazione, rispondendo in maniera flessibile alla richiesta di competenze
sempre più avanzate connesse a precisi ambiti settoriali aventi rilevanza nazionale ed europea;
3) si invita ad inserire, all’articolo 6, una norma tale per cui nelle province autonome di Trento e di
Bolzano, nonché nelle Regioni autonome, ove previsto dalla legislazione provinciale e regionale
autonoma, per coloro che hanno superato i corsi quadriennali di formazione professionale e che
intendono sostenere l’esame di Stato di cui al comma 6 dell’articolo 15 del decreto legislativo 17
ottobre 2005, n. 226, le medesime province e regioni autonome realizzano corsi annuali che si
concludono con l’esame di Stato dinnanzi ad apposite commissioni d’esame nominate, ove richiesto
dalle province medesime, dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con le
modalità e i programmi di cui alle rispettive norme di attuazione del proprio Statuto, stabilendo
altresì che il percorso finale sia coerente con quello seguito;
4) si reputa altresì necessario ammettere all’esame di Stato coloro che sono in possesso del diploma
professionale di tecnico, conseguito a conclusione dei percorsi di istruzione e formazione
professionale, previa frequenza dell’apposito corso di cui all’articolo 15, comma 6, del decreto
legislativo 17 ottobre 2005, n. 226;
5) si sollecita l’introduzione, all’articolo 8, di una disposizione volta a riconoscere agli istituti
professionali di Stato la facoltà di assicurare l’offerta formativa nel settore con lo svolgimento dei
relativi corsi e il rilascio delle qualifiche – sino alla compiuta attuazione da parte di tutte le Regioni
degli adempimenti connessi alle loro competenze esclusive in materia di istruzione e formazione
professionale – almeno con riferimento agli atti dispositivi che le Regioni devono compiere in base
all’articolo 27, comma 2, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226;
6) sempre all’articolo 8, occorre chiarire la confluenza dei percorsi sperimentali in atto nei nuovi
ordinamenti, in particolare, ove non indicata espressamente nell’allegato D), facendo riferimento
alla corrispondenza dei titoli finali prevista dai provvedimenti di autorizzazione alla
sperimentazione adottati dal Ministero;
7) si invita a prevedere un coordinamento tra i percorsi di istruzione secondaria superiore e quelli di
apprendistato, di cui al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, per l’espletamento del dirittodovere
di istruzione e formazione
8) occorre richiamare l’applicazione dell’Allegato A del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226,
già prevista dallo schema di regolamento n. 132 concernente la revisione dell’assetto dei licei;
9) all’articolo 8, comma 4, lettera a), si invita a valutare l’opportunità di chiarire il riferimento
all’intervento sulle classi di concorso;
10) si sollecita la previsione di una fase transitoria che comporti la confluenza degli insegnamenti
previsti nei nuovi indirizzi di studio, opportunamente raggruppati funzionalmente, nelle vigenti
classi di concorso, per assicurare la regolare formazione degli organici, nonché la puntuale
attuazione delle operazioni di mobilità e di reclutamento del personale.
Si esprimono inoltre le seguenti osservazioni:
a) si invita a valutare l’opportunità di disciplinare dettagliatamente il quadro orario
conseguente all’applicazione della disciplina di cui all’articolo 8, rispetto all’ordinamento
previgente, limitando, di norma, a non più di due ore la riduzione dell’orario settimanale delle
lezioni;
b) occorre favorire l’utilizzo della quota dell’autonomia ampliando la determinazione degli
organici a livello regionale, nell’auspicio di arrivare alle regionalizzazione dell’istruzione
professionale per quelle regioni che hanno un sistema avanzato di formazione professionale
regionale;
c) si invita a definire il concetto di flessibilità in modo distinto da quello dell’autonomia,
per esplicitare meglio gli strumenti a disposizione delle istituzioni scolastiche, anche al fine di
corrispondere alle esigenze degli studenti e del territorio;
d) in merito all’indirizzo «Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera», si
giudica necessario prevedere adeguate specificazioni relative ai diversi servizi concernenti i
laboratori dei settori di: 1) enogastronomia; 2) servizi di sala e di vendita; 3) accoglienza turistica,
nonché valutare l’opportunità di rivedere la previsione di aumentare il monte orario delle discipline
teoriche, a scapito delle ore laboratoriali, inserendo altresì tra le discipline teoriche l’insegnamento
della matematica e dell’informatica, di psicologia della comunicazione e lo studio della seconda
lingua straniera;
e) si invita a valutare l’opportunità di istituire Poli per il Turismo, ovvero istituti di
istruzione superiore che comprendano l’istituto tecnico per il turismo e quello professionale per
l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera;
f) in ordine agli istituti professionali del settore industria e artigianato, si invita a valutare
l’opportunità di potenziare la compresenza degli insegnanti tecnico-pratici nei laboratori di chimica
e fisica del primo biennio, in quanto strettamente collegati alle discipline di indirizzo, anche al fine
di evitare di compromettere gli aspetti operativi della didattica in laboratorio con riferimento alle
discipline scientifiche a carattere sperimentale, tenuto conto che le ore inizialmente previste hanno
subìto un ridimensionamento del 50 per cento;
g) tenuto conto delle preferenze degli utenti, si ritiene opportuno salvaguardare le
competenze proprie dell’albo professionale dei periti agrotecnici, collocandoli nell’area della
produzione anziché in quella dei servizi;
h) si rileva l’esigenza di una contestuale riforma degli organi collegiali, in relazione
all’istituzione dei dipartimenti e dei consigli tecnico-scientifici;
i) si chiede il ripristino dell’alternanza scuola-lavoro;
j) si sollecita l’introduzione dell’organico funzionale pluriennale a fronte del monte ore
annuale flessibile per garantire le aree di indirizzo e la gestione delle supplenze brevi;
k) si segnala l’esigenza di mantenere i seguenti indirizzi: ottico, odontotecnico, grafico
pubblicitario, fotografico, disegnatore di moda.”

Riforma superiori

Quasi 100 mila insegnandi aderiscono, in merito alla riforma superiori, alla protesta della Gilda.

Grande successo per l’iniziativa di protesta nazionale indetta dalla Gilda degli Insegnanti per chiedere al governo il rinvio della riforma della scuola superiore, ribadire un netto no alla politica dei tagli, rivendicare l’assunzione dei precari e il rinnovo del contratto. Circa 100mila docenti, infatti, hanno aderito alle centinaia di assemblee convocate oggi in moltissimi istituti di tutta Italia e che hanno paralizzato le attività didattiche per tutta la mattinata.

“Le preoccupazioni degli insegnanti – spiega il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio, che questa mattina ha partecipato alle assemblee promosse dalla Gilda di Milano al liceo Carducci – non riguardano solo il loro destino, ma anche quello dell’intero sistema dell’istruzione che rischia di sprofondare nel caos totale. L’incertezza sulle modalità con cui sarà riorganizzato il secondo ciclo – continua Di Meglio – non è tollerabile e i docenti italiani, che ogni giorno svolgono il loro lavoro con dedizione e grande senso di responsabilità, si chiedono allarmati con quali orari, quali programmi e quali insegnanti il governo intende applicare questa riforma. Interrogativi che acquistano una forza ancora maggiore – sottolinea il coordinatore nazionale – alla luce dei pareri espressi sui regolamenti dalle commissioni parlamentari e dei rilievi avanzati dal Consiglio di Stato.


E la folla di docenti, di ruolo e precari, di tutti gli ordini e gradi, che oggi ha gremito l’aula magna del liceo Carducci di Milano e tutte le altre scuole dove si sono svolte le assemblee, non può non rappresentare un segnale forte per il governo. Posticipare di un anno l’avvio della riforma – conclude Di Meglio – significa dimostrare di avere davvero a cuore il futuro della scuola italiana”.