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Insegnanti Religione Cattolica: ricostruzioni di carriera

Cisl Scuola interviene sugli Insegnanti Religione Cattolica e  ricostruzioni di carriera – No a disparità di trattamento tra docenti della scuola secondaria.
Il Ministero dell’Economia e Finanze (MEF), Dipartimento Ragioneria dello Stato, Ispettorato Generale di Finanza, ha inoltrato – in data 25.11.2010 – a tutti i propri uffici territoriali la nota IGOP del 21.10.2010 con la quale si chiarisce definitivamente l’annosa questione delle ricostruzioni di carriera per gli insegnanti di religione cattolica che prestano servizio nella scuola secondaria di primo grado.

Detta precisazione si è reso necessario in quanto varie Ragionerie Provinciali dello Stato non hanno riconosciuto a questi docenti – ignorando le determinazioni della legge 186/03 e successive norme esplicative – lo stesso trattamento previsto per i colleghi della scuola secondaria di secondo grado.

Una puntualizzazione quanto mai doverosa che finalmente sgombra il campo da interpretazioni divergenti.

Insegnamento della religione cattolica: va garantito il diritto all’ora alternativa

In merito all’ insegnamento della religione cattolica nelle scuole e al diritto all’ora alternativa riportiamo una nota della Flc Cgil.

Le scuole sono tenute per legge a garantire le attività d’insegnamento alternativo all’ insegnamento della religione cattolica a tutte le famiglie e agli alunni che lo hanno richiesto. Lo prevedono sia le circolari ministeriali riguardanti l’iscrizione degli alunni per l’anno scolastico 2010-2011, che la circolare n. 59 del 23 luglio 2010 riguardante le disposizioni per l’organico di fatto.

È inaccettabile che, da quanto risulta alla FLC CGIL, molte scuole non abbiano ancora provveduto a farlo.

Al fine di ricordare a tutti i Dirigenti scolastici che si tratta di un obbligo che è in capo alla loro responsabilità garantire e che, a tal fine, non serve né l’autorizzazione dell’Ufficio Scolastico Regionale né dell’Ufficio Scolastico Provinciale, pubblichiamo due note, rispettivamente dell’USR della Lombardia (leggi la nota) e dell’USR dell’Emilia-Romagna (leggi la nota) che lo ricordano.

Tale attività alternativa va assicurata:

•utilizzando prioritariamente tutti i docenti in soprannumero o con ore a disposizione presenti nella scuola
•poi affidandola (sulla base della delibera del collegio docenti) a docenti in servizio nella scuola (sia a tempo indeterminato che determinato) disponibili come ore eccedenti a pagamento oltre l’orario d’obbligo
•infine, in assenza delle due soluzioni sopra, nominando un supplente con contratto fino al 30 giugno.
Il pagamento sia delle ore eccedenti che del supplente è a carico del MEF, tramite le rispettive DPT.

Insegnamento religione cattolica, novità sulla recente sentenza

Insegnamento religione cattolica: il Consiglio di Stato annulla la sentenza del TAR del Lazio e redarguisce la Gelmini che però va per la sua strada.

Il 7 maggio 2010 il Consiglio di Stato con la Decisione 2749/10 annulla e vanifica la sentenza n. 7076 emessa dal TAR del Lazio nel mese di luglio dell’anno passato.

Il TAR aveva accolto due ricorsi presentati da alcuni studenti, con il supporto di diverse associazioni laiche e confessioni religiose non cattoliche, annullando così le Ordinanze ministeriali emanate dall’allora Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni per gli esami di Stato del 2007 e 2008.

Nella sentenza il TAR aveva affermato che “l’attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo a una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato Italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero per chi dichiara di non professare alcuna religione in Etica Morale Pubblica”.

Si era trattato di un pronunciamento importante ed esemplare perché interpretava e correttamente applicava il principio di laicità affermato dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 203/1989.

Nel ricordare quella sentenza il TAR affermò che “sul piano giuridico, un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico”.

Ora il Consiglio di Stato nega l’esistenza di discriminazioni, ma lo fa con un ragionamento piuttosto singolare: “Chi segue religione (o l’insegnamento alternativo) non è avvantaggiato né discriminato: è semplicemente valutato per come si comporta, per l’interesse che mostra e il profitto che consegue anche nell’ora di religione (o del corso alternativo). Chi non segue religione né il corso alternativo, ugualmente, non è discriminato né favorito: semplicemente non viene valutato nei suoi confronti un momento della vita scolastica cui non ha partecipato, ferma rimanendo la possibilità di beneficiare del punto ulteriore nell’ambito della banda di oscillazione alla stregua degli altri elementi valutabili a suo favore”.

È del tutto evidente che la possibilità di beneficiare di punteggi ulteriori vale altresì per coloro che si avvalgono dell’IRC o frequentano l’attività alternativa: la discriminazione, quindi, rimane.

Ma il Consiglio di Stato, dopo aver dato un grosso colpo al cerchio, ne vuole dare anche uno piccolo alla botte, cioè al Ministro Gelmini, alla quale viene ricordato che offrire l’opportunità delle attività alternative è un dovere e che questo non pregiudica la scelta di chi intende avvalersi dell’IRC, e che quest’ultimo non dà luogo a voti (e quindi neanche alla possibilità di trasformare il giudizio in voti).

Ci pare evidente, però, che il Ministro Gelmini non ha alcuna intenzione di ottemperare alle sollecitazioni del Consiglio di Stato tanto che ultimamente non solo non dice dove sono le risorse per attivare le attività alternative decimate dai tagli di Tremonti, ma ha addirittura disposto che i pochi insegnanti di attività alternative che ancora esistono e resistono non possono partecipare ai consigli di classe per la valutazione degli alunni. Con questo viene discriminata anche l’attività alternativa.

Le ultime considerazioni del Consiglio di Stato, però, non mitigano la negatività del nostro giudizio su una sentenza che finisce per violare un importante principio di uguaglianza e di pari dignità e che riteniamo incostituzionale.

Via: Flc Cgil

Ultim’ora: Ora di religione nel credito. Esulta la Gelmini.

Ora di religione nel credito.Gelmini esulta per la sentenza. La notizia della decisione dei giudici diffusa dal ministero di viale Trastevere. Cambia la valutazione alla vigilia degli scrutini.

Leggete l’intero articolo inserito ora sul sito di Repubblica.

Insegnanti religione

Riportiamo una nota del Ministero sulla mobilità insegnanti religione

Trasmissione dell’O.M. n.29 del 18 marzo 2010 prot. n. AOODGPER 2967 relativa alla mobilità del personale docente di religione cattolica per l’a.s. 2010/2011.
Per opportuna conoscenza e norma, al fine di predisporre i necessari adempimenti da parte degli uffici competenti, si trasmette, in allegato alla presente, copia dell’Ordinanza ministeriale n. 29 del 18 marzo 2010 prot. n. AOODGPER 2967, in corso di registrazione, concernente norme di attuazione del contratto integrativo in materia di mobilità del personale, docente, educativo e A.T.A. sottoscritto il 16.2.2010.

Si provvederà a dare tempestiva comunicazione della data di registrazione dell’O.M. suddetta.

Si pregano gli uffici competenti di dare la massima diffusione dell’ O.M. e di comunicare agli uffici interessati che la medesima può essere consultata ed acquisita sul sito Internet e sulla rete Intranet del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Si richiama l’attenzione degli uffici in indirizzo sulla circostanza che il primo anno del triennio per l’attribuzione del punteggio per la continuità ai docenti di religione cattolica decorre a partire dall’a.s. 2009/2010. Pertanto i docenti interessati potranno fruire di tale punteggio – per la prima volta – nelle domande di mobilità per l’a.s. 2013/2014.

Si ribadisce che, ai fini della qualificazione necessaria per l’insegnamento della religione cattolica, l’ultimo anno utile per il conteggio del quinquennio di cui all’art. 4 comma 6 è l’a.s. 1985/86.

Si ritiene utile, infine, sottolineare che le domande di mobilità devono essere presentate dal personale docente di religione cattolica interessato dal 15 aprile al 17 maggio 2010.

IL DIRETTORE GENERALE
f.to – L. Chiappetta –

Insegnanti di religione cattolica

Insegnanti di Religione Cattolica: mobilità territoriale/professionale, a.s. 2010/11 – Ordinanza; modelli di domanda; termini
Il MIUR ha emanato l’Ordinanza n. 29 del 18.3.2010 che disciplina – per il prossimo anno scolastico – modalità e termini di presentazione delle domande di mobilità (territoriale e professionale) degli insegnanti di religione cattolica assunti nei ruoli ex lege 186/03.

L’Ordinanza 29 – trasmessa (con i suoi allegati) agli uffici periferici dell’Amministrazione dalla nota prot. n. 2968 del 18.3.2010 – determina le modalità di applicazione delle disposizioni dell’art. 37-bis del CCNI 16.2.2010, concernente la mobilità di tutto il personale della scuola.

Lo scadenzario (cioè i termini per le operazioni di detta mobilità) è il seguente

•da giovedì 15 aprile a lunedì 17 maggio 2010: presentazione della domanda;
•mercoledì 30 giugno 2010: termine ultimo di richiesta di revoca della domanda;
•giovedì 15 luglio 2010: pubblicazione dei movimenti.

In questa pagina trovate tutti gli allegati utili.