Archivi categoria: Rassegna stampa

Valutazione della scuola, la fretta di Profumo

Docenti, Personale ATA, Studenti, Genitori ? Restate aggiornati sul mondo della scuola sulla nostra pagina Facebook o su Twitter. Invitate colleghi e amici a partecipare alle discussioni.

Il sito di FlCgil riporta un articolo uscito su l’Unità.

Il Consiglio dei ministri approva le nuove norme nonostante Pd, Sel e Cgil avessero chiesto di rinviare al nuovo governo. Proteste per la carenza dei fondi

l’Unità
Mario Castagna

il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo sistema di valutazione della scuola dopo un lungo iter parlamentare e diversi mesi di gestazione. A nulla è valsa la richiesta di Cgil, Pd e Sel al ministro Profumo di sospendere la decisione e di lasciare la palla al prossimo ministro. Il nuovo sistema eredita gran parte delle preesistenti strutture di valutazione, come l’Invalsi che guiderà il processo elaborando le linee strategiche e definendo gli indicatori, e l’Indire a cui toccherà invece promuovere l’uso delle nuove tecnologie in ambito didattico per l’aggiornamento e la formazione dei docenti. Accanto a questi due sistemi si affianca un nuovo terzo canale di valutazione, ovvero gli ispettori. Un ruolo da protagoniste lo avranno anche le scuole che dovranno organizzare anche autonome procedure di autovalutazione. Per gli studenti e i docenti italiani si apre quindi una nuova fase. Molti di loro hanno già conosciuto in questi anni i questionari Invalsi, che ora verranno somministrati per valutare l’apprendimento degli studenti alla fine di ogni ciclo scolastico, nel secondo e nel quinto anno della scuola elementare, in prima e seconda media, ma anche al secondo e all’ultimo anno della scuola superiore. «La montagna ha partorito il topolino velenoso. È davvero incredibile la protervia e l’arroganza di un governo in limine mortis – ha denunciato Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil – che ha scelto l’ipertrofia della tecnica di valutazione a danno del ruolo debole attribuito all’autonomia scolastica». Di tutt’altro avviso invece la Cisl-scuola che ha approvato il nuovo sistema di valutazione, pur esprimendo perplessità sull’assenza di adeguate risorse finanziarie che supporti l’autonomia degli istituiti. Sono in molti infatti a denunciare che, dopo molti anni di retorica sull’autonomia e la responsabilità delle scuole, il combinato disposto di un profluvio di prescrizioni tecniche e di pesanti tagli di bilancio, ha impoverito le scuole ed impedito qualsiasi esperimento migliorativo e trasformato la valutazione in uno strumento punitivo per le scuole che affrontano maggiori difficoltà di carattere sociale o territoriale. Dove la valutazione scolastica funziona, come in Francia, Gran Bretagna ed in altri paesi europei, le scuole che ottengono le peggiori performance ottengono dallo stato nazionale maggiori finanziamenti per colmare il divario. Il sistema italiano di valutazione purtroppo non prevede nulla di simile. Qual é allora il motivo per cui il ministro Profumo ha varato in tutta fretta il nuovo sistema di valutazione? Il comunicato stampa che il governo ha diffuso ieri dopo il consiglio dei ministri lo afferma molto chiaramente. L’approvazione del regolamento consente di rispondere agli impegni assunti nel 2011 dall’Italia con l’Unione europea, per accedere ai fondi strutturali 2014-2020.

Qui il link alla pagina.


I veri motivi del concorso

Iscriviti e diffondi la pagina Facebook di ScuolaMagazine.

Segnaliamo un bell’articolo di Luca Cangemi sui veri motivi del concorso per insegnanti.

In queste settimane la scuola italiana è stata protagonista una gigantesca operazione mediatica di rimozione della realtà e di un vergognoso imbroglio politico.
Chi compra “Repubblica” o ascolta le trasmissioni televisive, trova abbondante materia di ottimismo: si sprecano i termini come rivoluzione, si sparano in prima pagina annunci di migliaia di assunzioni trasparenti, si raccontano mirabolanti innovazioni tecnologiche.

Chi, invece, ha la ventura di frequentare gli istituti di ogni ordine e grado in qualsiasi veste (docente o lavoratore tecnico amministrativo, studente, genitore) si scontra con un’altra realtà. A pochi giorni dall’inizio delle lezioni regna il caos: gli organici sono in alto mare, alcune scuole sono senza preside a cause di ben due concorsi finiti all’attenzione della magistratura amministrativa, gli edifici non sono in regola con le più elementari norme di sicurezza, le risorse disponibili -sotto ogni punto di vista- non permettono un sereno avvio dell’anno scolastico.
I problemi veri non sono neanche affrontati dal ministro. La scuola italiana è stata colpita profondamente dalla Gelmini: in pochi anni sono stati spazzati via oltre centocinquantamila posti di lavoro, è stato compiuto quello che è stato chiamato giustamente il più grande licenziamento di massa della storia italiana con l’espulsione dei precari, sono stati ridotti drasticamente i diritti di tutti i lavoratori e delle lavoratrici dell’istruzione. Sul versante del diritto allo studio questo massacro ha comportato il sovraffollamento delle classi (fino a cifre inverosimili come trentasette alunni per classe), il taglio delle ore di lezione (in particolare negli istituti tecnici e professionali), il violento peggioramento delle condizioni della didattica.

Continua a leggere l’articolo di Luca Cangemi su Professione Insegnante.


I sindacati lombardi all’attacco: “maglia nera della scuola”

Iscriviti e diffondi la pagina Facebook di ScuolaMagazine.

Il Consiglio di stato respinge il ricorso del Miur che chiedeva la sospensione di una sentenza del Tar Lombardia che aveva giudicato illegittimo il concorso dei presidi. Si tornerà a riparlarne il prossimo 30 novembre, ma l’ordinanza che boccia il Miur lascia poche speranze ai 355 candidati a dirigere una scuola che avevano superato il concorso. Così in Lombardia l’anno scolastico vedrà complessivamente oltre 500 istituti scolastici (in pratica la metà di quelli esistenti) senza preside.

Una vicenda nata male sin dall’inizio, e finita peggio: non solo per il difetto formale delle buste che dovevano coprire l’identità dei candidati che in realtà erano trasparenti, quindi negando l’anonimato delle prove, ma anche perché è mancato un altro fondamentale criterio di regolarità: la presenza di tutti i commissari al momento della correzione dei compiti. Come si documenta nelle memorie dei ricorrenti (un centinaio), raramente le commissioni erano al completo. Addirittura, si legge nella memoria, lo stesso presidente risultava in cattedra a Bergamo mentre si davano i giudizi ai candidati.

Continua a leggere l’articolo su FATTO QUOTIDIANO.


Decreto sviluppo: così il governo lascia a casa 20.000 insegnanti

Segnaliamo un articolo su Repubblica sul Decreto Sviluppo e sulle sue conseguenze nella scuola pubblica.

Due giorni fa il ministro Gelmini ha stralciato dalla legge la regolarizzazione di una enormità di docenti già abilitati e “dimenticati” dal 2008. Altrettanti sono rimasti a metà strada e occorreranno nuove regole

Ecco il link all’articolo.

Carie bambini: poca igiene orale a scuola e a casa

Le carie ai denti sono sempre più un problema per i bambini italiani. La ricerca presentata al Congresso Nazionale dei docenti di Discipline Odontostomatologiche, riunitisi a Siena, mostra risultati allarmanti.

Al di sotto dei sei anni un bambino su cinque ha già avuto una carie ai denti da latte e uno su tre soffre di placca. Nonostante questo il 76 per cento dei bimbi in età prescolare non ha mai conosciuto la sedia del dentista.

Tre su quattro non sono mai stati dal dentista. L’8 per cento dei bambini tra i 3 e gli 11 anni non fa nulla per la propria igiene orale e la metà lava i denti raramente.

Una corretta igiene orale dovrebbe diventare un’abitudine quotidiana sin da piccoli.

Lavare i denti ai bambini è indispensabile per la loro igiene e cura personale, ma è anche “garanzia di un sano e smagliante sorriso” da conservare e preservare per gli anni futuri.

Ecco la notizia completa dell’Ansa.