Archivi categoria: Provveditorato

Provveditorato

 

Provveditorato agli studi

Il provveditore agli studi era preposto ad un ufficio periferico del Ministero della pubblica istruzione denominato provveditorato agli studi, dal quale dipendevano gli insegnanti di scuola secondaria, elementare e materna, gli ispettori, i presidi e i direttori didattici.

Istituiti dalla legge 13 novembre 1859, n. 3725 (nota come legge Casati) con competenza provinciale, i provveditorati agli studi vennero ridotti a 19 con competenza regionale dalla riforma Gentile, per ritornare nuovamente alla competenza provinciale nel 1936.

Con l’art. 8 del D.P.R. 11 agosto 2003, n. 319 i provveditorati agli studi sono stati soppressi e le loro competenze, notevolmente ridimensionate a seguito dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, trasferite agli uffici scolastici regionali, che si articolano a livello provinciale in centri servizi amministrativi (CSA), dal 2006 denominati uffici scolastici provinciali.


Iscrizioni a.s. 2010-2011: scadenza al 27 febbraio 2010

 

Questo blog si occupa di scuola con temi sul provveditorato e docenti scuola.

Iscrizioni a.s. 2010-2011: scadenza al 27 febbraio 2010

Con una nota, il Miur ufficializza il preannunciato rinvio delle iscrizioni che dovrebbe superare le innumerevoli criticità derivanti dalla forzatura, tutta ideologica, di voler attuare una riorganizzazione della scuola secondaria superiore ancora lontana dall’essere chiara e definita

Anche quest’anno, come l’anno scorso, il ministro dell’istruzione ha deciso lo slittamento di un mese delle iscrizioni per l’a.s. 2010-2011 al 27 febbraio 2010. La nota del Miur, emanata il 26 ottobre scorso, motiva lo spostamento con la necessità di “una conoscenza approfondita delle nuove opportunità educative e formative” che deriverebbero dalla definizione (in corso) dei Regolamenti per la scuola secondaria superiore.

Il Ministro ha deciso di aggirare l’ostacolo del confronto con le Regioni, approfittando dello stallo istituzionale (creato ad arte dal Governo e faticosamente superato, dopo mesi, nell’incontro del 23 ottobre scorso), per inviare direttamente alle Commissioni parlamentari i testi dei Regolamenti per il loro necessario parere.

Sui Regolamenti, va ricordato, che si è già espresso il CNPI con un giudizio fortemente critico soprattutto su quelli relativi alla revisione degli istituti professionali e dei licei.


La nota informa che il Miur, insieme all’Ansas (Agenzia Nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica), sta predisponendo azioni utili per accompagnare i processi in atto. Pertanto, i prossimi mesi di gennaio e febbraio saranno dedicati ad attività di informazione ed orientamento per le famiglie e gli studenti, per una migliore scelta del percorso di scuola secondaria superiore. Nell’illustrazione delle novità previste dai Regolamenti si sottolinea, inoltre, che un ruolo specifico potrà essere svolto dalle associazioni professionali, familiari e studentesche.

La FLC Cgil ribadisce il proprio giudizio negativo sulla forzatura, tutta ideologica, di attuazione a tutti i costi di una riorganizzazione tutt’altro che chiara e definita di un segmento di scuola complesso e nel contempo molto delicato per il futuro formativo ma anche di vita degli studenti.

Il rinvio di un mese delle iscrizioni non è assolutamente sufficiente per superare le criticità di un progetto che non c’è (se si esclude l’obiettivo del taglio ) di revisione dell’attuale struttura della scuola secondaria superiore; né il tempo comunque ristretto e la conseguente fretta consentono agli studenti ed alle famiglie quella ponderatezza necessaria per una scelta così rilevante.

Come già avvenuto lo scorso anno, il rinvio rischia solo di aggiungere altra confusione alla situazione di caos ed abbandono in cui versa tutta la scuola pubblica del nostro paese.

La complessità e la delicatezza delle tematiche, legate ad una seria revisione e modifica dell’assetto ordinamentale della scuola secondaria superiore, senz’altro necessari, richiederebbero ben altre attenzioni e confronti approfonditi con tutti i soggetti interessati ad un serio ed efficace cambiamento.

Viceversa la fretta con cui il Ministro sta procedendo esclude la possibilità del confronto e dell’ascolto della stessa scuola su cui i suoi provvedimenti calano dall’alto, imposti da una esigenza tutta economica finanziaria.

Ma, come ben sa chi conosce la scuola, non c’è niente di peggio e di meno efficace per la qualificazione del nostro sistema di istruzione che l’imposizione.

Essendo la scuola il luogo per eccellenza del dialogo e della relazione, è necessario che queste siano le modalità con cui realizzare anche i cambiamenti.

Ma il Governo appare interessato ad altro e con furore ideologico verso tutto ciò che è “pubblico” è intenzionato solo a fare cassa, tagliando risorse economiche e professionali al nostro sistema pubblico di istruzione.

Via: www.flcgil.it

Risoluzione del rapporto di lavoro con 40 anni: dalla Funzione Pubblica la circolare esplicativa

 

Segui giornalmente questo sito, troverai aggiornamenti sulla scuola, supplenze, graduatorie, provveditorato, personale ata. Ti interessano dritte bancarie su banca milano o trovare blog contenenti poesie ?

Risoluzione del rapporto di lavoro con 40 anni: dalla Funzione Pubblica la circolare esplicativa

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione – attraverso la circolare n. 4 del 16.9.2009 – detta alle Pubbliche Amministrazioni le istruzioni applicative delle disposizioni contenute nell’art. 17, commi 35-novies e 35-decies, del decreto-legge 78/09, convertito dalla legge 102/09.

Le disposizioni in questione riguardano le ulteriori modifiche apportate all’art. 72, comma 11, del decreto-legge 112/08, riguardante la facoltà di risoluzione del rapporto di lavoro da parte delle amministrazioni nei confronti dei dipendenti che maturino 40 anni di anzianità ai fini contributivi.

Come si ricorderà, l’originario testo del comma 11 – che prevedeva la possibilità di risolvere il rapporto di lavoro in relazione, appunto, all’anzianità contributiva – era stato modificato dall’art. 6, comma 3, della legge 15/09, nel senso di prendere in considerazione «l’anzianità massima di servizio effettivo di 40 anni».


Il Governo aveva poi tentato di apportare una rapida nuova modifica che riconducesse la norma alla sua versione originaria: un primo tentativo di introdurre la modifica nell’ambito del decreto “milleproroghe” era stato frustrato dal giudizio di inammissibilità pronunciato dal Presidente della Camera dei Deputati.

Con il maxiemendamento approvato in sede di conversione del decreto-legge 78/09 l’operazione è andata in porto e la nuova formulazione del comma 11 è divenuta operativa dallo scorso 5 agosto, giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del decreto.

Nel maxiemendamento sono stati regolamentati anche gli effetti normativi durante il periodo intercorrente tra il 20.3.2009 (data di entrata in vigore della legge 15) ed il 5.8.2009: le cessazioni dal servizio avvenute in applicazione del comma 11 nella versione originaria, nonché i preavvisi disposti prima del 20 marzo, sono considerati validi.

La circolare 4/09, nell’illustrare il nuovo testo del comma 11, ha evidenziato che:

•il periodo di applicazione della nuova disciplina è limitato ad un triennio (2009-2011);
•le amministrazioni possono esercitare la facoltà di risoluzione (previo preavviso di sei mesi) fin dal giorno successivo alla maturazione del requisito contributivo. Non è più necessario, precisa la circolare 4, che il requisito sia stato maturato per avviare la procedura: in sostanza il preavviso può essere dato fin dai sei mesi precedenti la data di maturazione del requisito, con decorrenza della risoluzione dal giorno successivo. Naturalmente le amministrazioni dovranno sempre fare in modo che tale decorrenza coincida con la finestra di accesso al trattamento di quiescenza, onde evitare una soluzione di continuità tra retribuzione e pensione;
•devono considerarsi efficaci le risoluzioni già intervenute in applicazione del comma 11 nel testo vigente prima dell’entrata in vigore della legge 15, anche se il termine di preavviso sia caduto successivamente al 20 marzo; uniche eccezioni: 1) il caso in cui l’amministrazione interessata abbia proceduto esplicitamente alla revoca del preavviso in considerazione dell’entrata in vigore della legge 15/09; 2) il caso in cui l’amministrazione abbia mantenuto in servizio il dipendente dopo la scadenza del termine semestrale, accettando la sua prestazione (e, quindi, revocando implicitamente il preavviso medesimo).


Scuola, Gelmini premia il “docente dell’anno”

 

Questo blog parla di scuola, provveditorato, personale ata, graduatoria. Guarda i nostri blog su banca con temi su filiali e su agriturismo con piscina

 

 

Scuola, Gelmini premia il “docente dell’anno”

Le nuove tecnologie protagoniste del concorso indetto da Associazione Nazionale Presidi e Microsoft

Questa mattina il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini ha premiato i vincitori del concorso “Docente dell’anno” per l’anno scolastico 2008/2009.

La manifestazione, organizzata dall’Associazione Nazionale Presidi in collaborazione con Microsoft, ha coinvolto i docenti delle scuole di ogni ordine e grado con l’obiettivo di diffondere l’utilizzo della tecnologia informatica nell’insegnamento. I 3 vincitori nelle rispettive categorie (tecnologica, umanistica, scientifica) hanno ricevuto in premio uno stage all’estero di una settimana presso una scuola che utilizza già le nuove tecnologie nella didattica. I docenti vincitori avranno la possibilità dunque di confrontarsi direttamente con strumenti di lavoro innovativi ed efficaci.

L’introduzione delle nuove tecnologie in classe è uno degli obiettivi del Ministero dell’Istruzione. Partirà a breve infatti il nuovo Piano di Comunicazione per avviare un dialogo costante tra Miur, Dirigenti scolastici e docenti sui diversi aspetti della Riforma della scuola secondaria di II grado. Questo progetto si svilupperà attraverso diversi canali di comunicazione tra cui:
Un format televisivo sul web per documentare le migliori esperienze tecnologiche realizzate negli istituti scolastici e metterle a disposizione delle scuole di tutto il Paese.


Una WebTv interattiva dedicata alla scuola per promuovere l’innovazione e i nuovi contenuti.
Il ministero inoltre ha già avviato il progetto La scuola digitale per diffondere le nuove tecnologie in classe. Il piano si articola in due fasi: la prima, proposta a gennaio 2009 e già operativa, prevede l’introduzione delle “Lavagne interattive multimediali (LIM)”, la seconda denominata cl@ssi 2.0, è un progetto rivolto a 2.015 istituzioni scolastiche della scuola secondaria di primo grado e prevede di dotare una o più classi prime di una completa attrezzatura tecnologica.

Da quest’anno scolastico (2009-2010) saranno installate 16.000 LIM in altrettante classi della scuola secondaria di I grado. Inoltre 50.000 insegnanti saranno coinvolti in percorsi di formazione che interesseranno oltre 350.000 studenti. Nell’anno scolastico 2010-2011 il piano si estenderà alla scuola secondaria di II grado e alla scuola primaria, dove saranno distribuite 8.000 LIM e coinvolti circa 25.000 insegnanti.

La LIM consente di visualizzare ed interagire con contenuti e applicazioni in formato digitale. I ragazzi potranno scrivere e leggere testi, guardare immagini, animazioni e video. I contenuti e i software visualizzati sulla lavagna digitale funzionano esattamente come sul computer ad essa collegato: le icone dei programmi presenti sul pc possono essere cliccate, i file selezionati e trascinati, aperti, modificati, collegati, salvati e cancellati.

Da quest’anno inoltre sarà possibile consultare on line, sui siti internet delle scuole, le pagelle degli studenti e gli istituti potranno organizzare sistemi per avvisare via sms i genitori quando i figli saranno assenti.

“L’evento di oggi – ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini – dimostra che la collaborazione tra innovazione, insegnanti, studenti e istituzioni può portare a dei grandi risultati. Oggi abbiamo, con i progetti premiati, la prova dell’eccellenza di questo virtuoso incrocio di competenze e capacità.

Le nuove tecnologie – ha aggiunto il ministro – sono importanti anche per agevolare il complesso lavoro delle riforme, incentivando la comunicazione interna. Abbiamo recentemente avviato un Piano di Comunicazione che si avvale proprio delle nuove tecnologie per avviare un dialogo con i Dirigenti scolastici, i docenti e le famiglie sulla Riforma della scuola secondaria di secondo grado. E’ la prima volta che si apre un canale così diretto tra istituzioni e quelli che saranno i veri attori del cambiamento”.

 

 

Comunicato stampa via: www.pubblica.istruzione.it


Per sostenere il lavoro una iniziativa nazionale promossa da Uil Scuola

Questo blog si occupa di temi legati al supplenze,docenti, scuola,graduatorie, istituto

Comunicato stampa della Uil Scuola

Di Menna: modernizzare il nostro sistema
di istruzione attraverso le reti di scuola,
organici pluriennali e stabili e garanzia di continuità al personale e agli studenti. Rinnovare il contratto.

Appello alle Regioni e al Governo perché vengano concretizzate le intese e approvato il provvedimento
al Consiglio dei Ministri di mercoledì.

Le scuole sono ferme ad una legge del 1974, quella degli organi collegiali – è iniziato con una sfida aperta per la modernizzazione, l’innovazione, la qualità della scuola statale, l’intervento di Massimo Di Menna alla riunione di Napoli nell’ambito dell’iniziativa nazionale della Uil Scuola per sostenere il lavoro.

Una serie di iniziative che sono in corso in tutti i capoluoghi di provincia, e che fanno registrare la partecipazione di migliaia di lavoratori della scuola, per dare voce alle Rsu, e alle proposte, le considerazioni, le esperienze di insegnanti e personale Ata.

Questa iniziativa nasce con l’intento di coinvolgere direttamente il personale che lavora a scuola, tutti coloro che devono fare salti mortali per garantire qualità alla scuola pubblica – ha aggiunto Di Menna rilanciando la proposta Uil Scuola: modernizzare il sistema di istruzione attraverso le reti di scuola, organici pluriennali e stabili e garanzia di continuità al personale e agli studenti.


A Napoli, per esempio – fa notare Di Menna – ci sono laboratori tecnologici e linguistici efficienti pagati grazie ai fondi europei ma, dopo i tagli agli organici, senza tecnici diventa difficile utilizzarli.
Classi troppo numerose, laboratori senza il personale tecnico, mancanza di collaboratori scolastici, su questi aspetti va fatto un monitoraggio per garantire il buon funzionamento delle istituzioni scolastiche e devono essere garantiti gli interventi in termini di organico.
Va assolutamente evitato di affrontare il problema delle supplenze distribuendo i ragazzi nelle diverse classi.

Riconoscere il lavoro – è il monito della Uil Scuola. L’impegno forte di questo anno – ha continuato Di Menna – è rivolto al rinnovo contrattuale per il prossimo triennio. Resta nella scuola una vera emergenza retributiva.
Abbiamo già presentato una piattaforma rivendicativa per rinnovare il contratto entro dicembre.
Il Governo – ha rilanciato il segretario della Uil Scuola – deve rispettare gli impegni assunti nel nuovo modello contrattuale, mettere i soldi e avviare subito la trattativa per riconoscere il lavoro e l’impegno di coloro che danno l’anima per garantire una buona scuola.
Bisogna riconoscere impegno e merito.

Forte il richiamo alla situazione del personale precario che non ha l’incarico rinnovato.
L’appello indirizzato alle Regioni e al Governo perché vengano concretizzate le intese e approvato il provvedimento al Consiglio dei Ministri di mercoledì.

L’emergenza di persone e famiglie senza stipendio dal primo settembre – ha detto Di Menna – ci impone di trovare ora una risposta: l’indennità di disponibilità è finalizzata a dare retribuzione e continuità nel servizio.

La Uil sostiene le rivendicazioni di chi è in una situazione di precarietà lavorativa e rilancia le sue proposte: incarichi pluriennali sui posti disponibili, immissioni in ruolo, concorsi per i giovani dove le graduatorie sono esaurite, perché – sottolinea Di Menna – senza questi interventi si sta già formando nuovo precariato.

Da tutte le manifestazioni d’Italia la sollecitazione pressante al Governo e alla forze politiche perché siano assicurati gli investimenti necessari per la scuola pubblica, frequentata dal 93% degli studenti italiani.

Consulta il nostro blog su video di esercizi inglese. E quello su dritte bancarie, popolare milano banca e altro.


Scuola e precari: continua l’occupazione dell’ Ufficio Scolastico Provinciale di Roma

Questo blog affronta quotidianamente temi sulla scuola, graduatorie, docenti, supplenze e altro.

 

Continua l’occupazione dell’ Ufficio Scolastico Provinciale di Roma
Da venerdi mattina un gruppo di lavoratori/trici precari della scuola di Roma sta occupando l’ Ufficio Scolastico Provinciale di Roma ( Via Pianciani ). L’occupazione è stata decisa contro i drammatici tagli nell’istruzione pubblica che lasciano senza lavoro, dopo anni o decenni di supersfruttamento, decine di migliaia di precari della scuola – docenti ed Ata – e immiseriscono ancor più una scuola pubblica già dissanguata da una continua riduzione di investimenti e impegni da parte dello Stato. La protesta vuole essere anche una risposta all’ultimo e catastrofico progetto della Gelmini , i cosidetti “contratti di disponibilità” che non sono altro che un tentativo di dividere i precari offrendo ad una ristrettissima fascia di essi dei contratti regionali per mansioni vaghe e ultraflessibili in cambio di sottosalari, la cui copertura finanziaria al momento neanche esiste. Progetto che i precari e i Cobas condannano nettamente e che sta ricevendo invece l’appoggio anche dei sindacati concertativi.


I Cobas, tra i principali promotori della battaglia in corso contro i tagli e sostenitori di tutte le lotte che i precari stanno portando avanti, sostengono fattivamente con ogni modalità necessaria questa ulteriore, sacrosanta protesta dei precari/e ed invitano tutti/e ad esprimere la loro solidarietà ai lavoratori/trici che stanno lottando per il posto di lavoro e per la scuola pubblica, in particolare, per chi abita a Roma, recandosi a V.Pianciani (Metro A, fermata Manzoni) in questi giorni e partecipando lunedi dalle ore 15 alla manifestazione che si svolgerà davanti all’USP.

Prendiamo atto infine che la forza e la compattezza della protesta e l’ampio sostegno ricevuto da essa hanno dissuaso finora polizia e carabinieri dall’effettuare azioni repressive nei confronti dei lavoratori in lotta: e ci auguriamo che, a differenza di quello che è accaduto in altre città, questo continui ad essere l’atteggiamento delle forze dell’ordine a Roma (e altrove) nei prossimi giorni.

Piero Bernocchi
Portavoce Nazionale Cobas