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Calcutta – Scatti di strada per il Sostegno a Distanza di bambini di strada

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In India i bambini sono tantissimi e si incontrano ovunque. Lavorano nei mercati, nei campi, realizzano tappeti, mattoni, decorazioni sulla carta e sulle stoffe, ma soprattutto lavorano all’interno delle proprie case, aiutando i genitori, o in quelle di persone ricche, come sguatteri. Bambini che si trovano in uno stato di quasi costante emergenza, perché essendo quotidianamente in estrema povertà, senza accesso all’istruzione o ai più elementari sevizi sanitari, vivono situazioni di disagio sociale, esclusione ed abbandono.
La Fondazione Fratelli Dimenticati onlus, grazie al supporto di molte persone, aiuta oltre 10.000 bambini in India e 2.000 tra Nepal, Nicaragua, Guatemala e Nord Messico attraverso il Sostegno a Distanza.

Le scuole in India sono sempre molto affollate. Sono molti i giovani che frequentano le scuole ed hanno una luce particolare negli occhi. Una luce difficile da dimenticare perché sono gli occhi di chi ha capito che si sta costruendo un futuro migliore. Le strutture, spesso, non riescono ad accogliere tutti. Li vediamo studiare, a gruppetti, all’ombra delle piante oppure lungo il corridoio insieme a tutta la classe perché le aule sono tutte occupate.

In molte scuole, soprattutto in quelle dei villaggi lontani dalla città, li vediamo arrivare a scuola a piedi scalzi, percorrendo parecchi chilometri di strada sterrata. Le aule sono povere e spoglie, Non ci sono banchi, la lavagna è un pezzo di parete dipinta di nero. La percentuale di analfabetismo tocca il 52% (dal censimento ufficiale del 2001).
I bambini che frequentano la scuola educano anche i genitori che, spesso, non credono nell’importanza della scolarizzazione, e preferirebbero che i propri figli contribuissero al lavoro nei campi o accudissero i fratelli più piccoli. Alcune volte, invece accade che siano proprio i genitori, sensibilizzati circa l’importanza della scuola, a chiedere di organizzare corsi anche per loro. Sono sempre molto fieri dei risultati dei propri figli, delle loro pagelle.

Se poi sono le ragazze ad essere istruite, quando si sposeranno e si trasferiranno nella famiglia del marito educheranno anche quella e successivamente educheranno anche i figli. Ed allora tutto si moltiplica. Questo è ciò che Fratelli Dimenticati vuole offrire alle migliaia di bambini che popolano le strade di Calcutta e che vivono nella stazione ferroviaria. E proprio questi sono i luoghi in cui gli operatori del Centro Don Bosco Ashalayam ogni giorno visitano per portare la “Street education”, educazione sulla strada. Avvicinando i ragazzi hanno la possibilità di parlargli, di diventare loro amici e di chiedere se vogliono entrare a far parte della grande famiglia della Casa della Speranza. Case che donano speranza ai ladruncoli, ai senza tetto ed agli orfanelli in india.
Vengono assicurate cure mediche, cibo, la possibilità di lavarsi e, successivamente, solo quando i ragazzi sono convinti di volersi fermare, potranno iniziare a frequentare la scuola, essere responsabili dei più piccoli, avere dei compiti da svolgere e considerarla la loro nuova famiglia. A distanza di anni dalla costruzione del primo Ashalayam incontriamo i ragazzi di ieri, oggi adulti, che vivono nelle vicinanze dell’Istituto per continuare ad aiutare i giovani. Sicuramente questi adulti sanno molto bene cosa significa vivere di stenti e di fatiche, incontrare persone che vogliono solo sfruttarli. Proprio questi sono i veri motivi per cui non riescono a tagliare quel cordone ombelicale che li ha uniti all’Ashalayam.
Il fotografo Marc De Tollenaere ha racchiuso in diversi scatti tutto questo proponendone una mostra che sarà il tramite per aiutare i bambini di strada dell’India. Vi invitiamo il 1° marzo alle ore 17.00 all’inaugurazione con buffet presso la sala Livio Paladin al 1° piano di Palazzo Moroni (Via del Municipio 2 a Padova).

Per maggiori informazioni:
Fondazione Fratelli Dimenticati onlus,
Tel. 049.597.16.87
mail: comunicazione@fratellidimenticati.it
sito: www.fratellidimenticati.it

TRA SCIENZA E DIVERTIMENTO, DIVENTARE ASTRONAUTA PER UN GIORNO

Inaugurata mostra interattiva “Kids on the moon”, fino al 22 dicembre a Porte di Catania

Segnalata la presenza di piccoli astronauti atterrati questa mattina “alle Porte” della città: dotati di tuta, casco e occhiali si aggirano lungo le gallerie addobbate a festa, per compiere la loro missione tra pianeti, satelliti, sonde e shuttle. Ad accompagnarli anche il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, che tornato bambino anche solo per qualche istante, si è lasciato coinvolgere dall’entusiasmo degli oltre 100 bimbi delle scuole elementari che, solo nell’arco di stamattina, sono stati protagonisti della mostra interattiva “Kids on the moon”, allestita fino al 22 dicembre al Centro Commerciale “Porte di Catania”, visitabile a titolo gratuito, tutti i giorni secondo gli orari del Centro.
«Divertente, coinvolgente ed emozionante vedere i più piccoli realizzare il loro sogno – ha commentato il sindaco Stancanelli – uno dei desideri più grandi che tutti noi abbiamo espresso anche solo per una volta. Oggi, grazie al grande allestimento curato da Porte di Catania è una gioia poter vedere come i bimbi possano provare l’emozione di esplorare pianeti lontani, indossare una vera tuta da astronauta e condividere questi momenti tra di loro e con le famiglie. Divertimento che si unisce al momento formativo, garantito dalla presenza di esperte guide che accompagnano le scuole lungo un tour ben studiato».
Scienza, educazione e divertimento: sono dunque questi gli ingredienti di “Kids on the moon”, che per il suo rilievo ha ricevuto il patrocinio dell’assessorato comunale alle Politiche scolastiche e dell’Inaf Osservatorio astrofisico di Catania, rappresentato all’inaugurazione di oggi dall’astronomo e responsabile Ufficio rapporti con il pubblico e divulgazione Giuseppe Cutispoto che fatto un plauso all’iniziativa «riuscendo a conciliare l’aspetto didattico e dimostrativo con quello ludico – ha sottolineato Cutispoto – trovando il giusto canale di comunicazione con gli studenti delle classi primarie, presi per mano e accompagnati in un viaggio davvero suggestivo».
Esprime soddisfazione anche il direttore del Centro Gaetano Maugeri che sotto il grande albero di “Porte di Catania” ha già messo il primo regalo: «Qui da noi è già un Natale – ha affermato Maugeri – a dir poco stellare: nel corso della mostra ci verranno a trovare oltre mille bambini delle scuole, a loro dedicheremo un’intera ora sulla Luna, grazie alle tre aree interattive dove potranno ammirare riproduzioni, filmati e fotografie relative alla prima missione dell’uomo, potranno saltare, giocare, sognare e immaginare, tra i più noti razzi spaziali e le storiche navette che hanno viaggiato oltre l’atmosfera. La potremmo definire un’altra “conquista” del Centro, che si conferma così punto di riferimento per shopping, intrattenimento ed esperienze uniche».
E alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?”, tutti in coro hanno risposto: “L’astronauta!”.

Mostra: Il mito scolastico della marcia su Roma

Mostra storico-documentaria: Il mito scolastico della Marcia su Roma

La presa del potere del fascismo e la sua narrazione nelle scuole del regime

Bologna 30 ottobre – 24 novembre 2012

Museo della Resistenza di Bologna – via Sant’Isaia 20

lunedì-venerdì 15,30-18,30 / sabato 10-13
scuole su prenotazione con visita guidata (tel. lunedì e giovedì, ore 10.00-13.00)

La Marcia su Roma fu la prova di forza usata dal fascismo per giungere al potere, al culmine di tre anni di violenza squadrista. Una volta al governo, il regime costruì sulla Marcia un’articolata narrazione, propagandata come mito fondativo per tutto il ventennio.
Il 28 ottobre divenne presto festa nazionale e subito la sua celebrazione entrò nelle scuole.

Così tra i banchi l’epopea della Marcia su Roma divenne il pane quotidiano per scolari ed insegnanti, impegnati nella sacralizzazione scolastica del regime.

La mostra si sviluppa su due percorsi paralleli: quello storico fattuale della conquista del potere e quello didattico della trasmissione del mito a scuola.

Nel primo percorso viene ricostruita a grandi linee la violenza squadrista che portò alla Marcia su Roma: le violenze contro gli uomini e le cose, gli interessi e le connivenze che ne facilitarono la vittoria, le resistenze, gli sviluppi del fascismo al potere.

Nella seconda parte sono esposti i materiali didattici con cui fu insegnata la trasfigurazione scolastica della Marcia, un vero A-B-C del fascismo per l’educazione dei balilla e delle giovani italiane: l’epopea e la festa, la costruzione del nemico, la celebrazione dei martiri, l’idea dell’inizio di una nuova era di ordine e di prosperità.