Archivi categoria: Manifestazioni

Petizione pubblica anticipazione operazioni inizio anno scolastico

Noi del Gruppo Facebook “Difendiamo il piano
triennale
” abbiamo appena promosso una petizione pubblica per chiedere
al Miur di anticipare tutte le operazioni propedeutiche all’avvio
dell’anno scolastico. Dopo la denuncia che abbiamo inviato al Miur a
fine settembre riguardo ai preoccupanti ritardi nelle operazioni di
nomina a tempo determinato, con tanto di dettagli relativi alle diverse
realtà provinciali, e l’assoluto silenzio da parte del Ministero,
abbiamo deciso di riproporre la questione e stiamo divulgando un nuovo
documento. Nel momento in cui riusciremo a raccogliere un congruo
numero di firme, provvederemo a inviare una nuova richiesta al Ministro
allegando anche la petizione, nella speranza di ricevere (almeno
stavolta) una risposta. Non possiamo credere infatti che un Ministero
che tanto si fregia di voler apportare miglioramenti al sistema
scolastico possa rimanere indifferente di fronte a disservizi di questo
tipo. Basterebbe semplicemente anticipare tutto di un mese circa, a
partire dalla presentazione delle domande di trasferimento.

Nella speranza che il nostro documento possa essere di Vostro interesse e che
possa essere pubblicato, porgo distinti saluti.

Luigi Mandolini

Link alla petizione:

http://firmiamo.it/richiesta-anticipazione-operazioni-di-avvio-anno-scolastico#petition

Comunicazione di Adida su Manifestazione del 24 novembre a Roma

Avvisiamo che lo sciopero e la manifestazione indetti per il 24 novembre sono stati revocati da parte della maggioranza delle sigle sindacali.
Una decisione che disapproviamo e che non coincide con il movimento di dissenso e di protesta che si è mosso autonomamente nel mondo scolastico, movimento che ha portato a manifestazioni pacifiche ed autonome oltre ad aver alimentato un dibattito acceso e fecondo sul sistema scolastico e sulle sue problematiche.
Ancora una volta, siamo di fronte ad una scelta incomprensibile e molto lontana dalla realtà che tali sindacati dicono di rappresentare. Poca cosa, infatti, sembrano gli obiettivi raggiunti che hanno determinato la decisione di revoca dal momento che il quadro generale ritrae la crisi di un sistema che senza alcuna progettazione e scelte politiche adeguate, è ormai al collasso.
Si sono accorti, questi sindacati, che ci sono docenti supplenti che da mesi non percepiscono gli stipendi? Si sono accorti che il Ddl 953 (ex Aprea) minaccia lo smantellamento della funzione istituzionale della scuola? Si sono accorti che il pericolo di ulteriori tagli non è stata affatto superato ma solo “accomodato” per l’emergenza? Si sono accorti che il cosiddetto concorsone, che mirabilmente esprime un esempio di gestione irrazionale e iniqua, è una colossale truffa, ai danni dell’erario, dei docenti precari, e di tutti i docenti esclusi dalla competizione?
Sono numerosissimi i temi che devono emergere con forza e che impongono a tutte le componenti della scuola di manifestare, vista la scarsa capacità di rappresentatività che stiamo costatando.
Tuttavia, l’Associazione Adida, che aveva concordato la propria partecipazione alla manifestazione con gli organizzatori, si trova costretta a ripensare dal punto di vista logistico la propria partecipazione ufficiale, non avendo più il tempo di stabilire nuovi accordi con chi ha giustamente deciso di proseguire nell’intento di manifestare a Roma.
Come sapete, infatti, anche il diritto di manifestare è vincolato da regole precise che non devono mai essere disattese, soprattutto da parte di una Associazione. In più questa revoca ha causato l’impedimento a molti aderenti Adida di recarsi a Roma, non potendo più scioperare e usufruire dell’organizzazione dei sindacati per raggiungere la Capitale.
In ogni caso, in modo autonomo, sarà sempre possibile unirsi alle manifestazioni che comunque si terranno nelle varie città, organizzate da altre sigle sindacali, coordinamenti di scuole, docenti e studenti, scegliendo liberamente quale corteo raggiungere.

ADIDA (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare)

Scuola, precari e concorso:Presidio Cobas a Caserta

Iscriviti e diffondi la pagina Facebook di ScuolaMagazineTwitter.

I COBAS scuola di Caserta, su invito di un gruppo di precari, indicono per mercoledì 19 settembre 2012 – dalle 10.30 alle 13.00 – un presidio presso l’USP di Caserta, in via Ceccano.
I COBAS scuola condividono le giuste rivendicazioni dei docenti ed ATA precari, che chiedono la fine del precariato e dicono NO! al concorso truffa del ministro Profumo chiedendo l’immissione in ruolo su tutti i posti disponibili di organico di diritto e di fatto per docenti ed ATA.
I COBAS scuola ed i precari invitano a partecipare al presidio tutti i lavoratori della scuola, gli studenti e i genitori, per riaffermare il diritto a più investimenti nella scuola statale, contro i tagli di personale ed di tempo scuola, contro un dannoso e distruttivo dimensionamento della rete scolastica, contro la “deportazioni” dei docenti idonei in altri compiti, per chiedere il rinnovo del contratto e il recupero degli scatti di anzianità.


USB scuola di Ferrara partecipa alla manifestazione del 22 a Roma

Iscriviti e diffondi la pagina Facebook di ScuolaMagazineTwitter.

L’Unione Sindacale di Base di Ferrara parteciperà alla manifestazione nazionale del 22 settembre a Roma. Per prenotare i posti in autobus o avere informazioni chiamare il 349-7546506 o scrivere aferrara.scuola@usb.it

L’Unione Sindacale di Base

risponde all’appello del gruppo “Precari uniti contro i tagli”, aderisce alla

MANIFESTAZIONE NAZIONALE del 22 SETTEMBRE a ROMA.

La Scuola sta vivendo forse la crisi più profonda degli ultimi 70 anni, per uscirne dobbiamo rimettere in discussione gli assunti, i pregiudizi e le strumentalizzazioni che hanno coperto la feroce privatizzazione oramai a compimento. In un paese dove cadono i tetti delle scuole e solo il 20% della popolazione capisce ciò che legge, i primi provvedimenti devono essere:

  • un piano di assunzioni di almeno 150.000 docenti e 75.000 ATA per far fronte all’aumento della popolazione scolastica e per rispondere alle nuove sfide di questa complessa società;

  • ripristino dei finanziamenti per il funzionamento delle scuole tagliato in questi anni del 70% per garantire il diritto allo studio e l’aggiornamento del personale. Stanziamento e spesa di almeno 13 miliardi per lasicurezza degli edifici scolastici cifra indicata dal Ministero delle Infrastrutture;

  • rinnovo del Contratto Nazionale con aumenti salariali di almeno il 30% per ripianare le perdite degli ultimi vent’anni;

  • riforma delle pensioni con abbassamento a 60 anni dell’età pensionabile per uomini e donne, per quel ricambio generazionale di cui tutti sentiamo il bisogno;

  • democrazia: rafforzamento di tutte le istanze collegiali come premessa per la difesa del diritto allo studio e della libertà di insegnamento; allargamento dei diritti sindacali con diritto di assemblea e di manifestare la propria opinione su contratti e organizzazione del lavoro.

Con quali soldi si può fare? Con il Fondo Europeo Salva Stati, oppure con gli interessi pretesi dagli strozzini delle banche.

Tutto il resto è noia!

In un paese normale vinto un Concorso non si deve aspettare fino a 22 anni per essere assunti, non si tengono 260 mila precari in attesa, sfruttati e ricattati. Non si spendono più di 120 milioni di euro per un altro Concorso per docenti, per meno di 12.000 posti, altri soldi buttati che non daranno lavoro ai giovani e che mandano in fumo i sacrifici di decine di migliaia di famiglie di lavoratori per far studiare i propri figli: vincitori di concorsi, titolati più dei principi di Savoia, che dopo decenni di lavoro precario sono ancora in lista d’attesa. Parole, parole, parole sulla meritocrazia, in realtà stanno demolendo l’ultimo residuo di trasparenza nel reclutamento nel pubblico impiego che sono le graduatorie ad esaurimento, favorendo il clientelismo e la mediocrità professionale ed umana che porta con sé.

Questo Concorso è l’ennesima truffa elettorale a danno di tutti!

La verità è che il Governo ha tagliato altri 16.000 posti colpendo le parti più sensibili della scuola, i docenti inidonei, quelli di laboratorio e il personale ATA, il sostegno, anche le minoranze linguistiche!

Dopo aver messo mano alle ferie il passo successivo sarà il taglio delle tredicesime e i licenziamenti non più solo dei precari, ma di tutti i “tempi indeterminati” diventati esuberi nella scuola massacrata.

USB sta da una parte sola, dice quello che pensa e fa quello che dice.

Per tutte queste ragioni, per fare le nostre proposte, saremo in piazza a

  • Roma Sabato 22 Settembre

non è la prima e non sarà l’ultima, manifesteremo fino al giorno della vittoria.

26 marzo manifestazione nazionale a Roma

Riceviamo un comunicato stampa di Piero Bernocchi, Portavoce nazionale Confederazione COBAS, riguardo la manifestazione nazionale indetta per sabato 26 marzo a Roma.

Sabato 26 il popolo dell’acqua ha indetto a Roma (p. della Repubblica ore 14) una grande manifestazione nazionale per 2 SI’ contro la mercificazione dell’acqua e dei beni comuni e per impedire l’introduzione criminale del nucleare in Italia. Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini hanno sottoscritto i referendum per togliere dal mercato la gestione del servizio idrico, con una straordinaria esperienza di partecipazione dal basso, senza sponsor politici o grandi finanziatori. Grazie a loro, il 12 e 13 giugno gli italiani/e potranno esprimersi su una grande battaglia di civiltà, decidendo se in Italia l’acqua sarà un bene comune, un diritto universale gestito in forma pubblica e partecipativa o una merce a disposizione dei grandi capitali finanziari.
La manifestazione del 26 e i referendum intendono anche fermare – e la moratoria di un anno, decisa dal governo per depotenziare i referendum, non è un vero stop e non ingannerà gli italiani – il crimine nucleare, il folle tentativo di introdurre in Italia la catastrofica e dispendiosissima forma di energia che la tragedia in corso in Giappone ha definitivamente bollato come distruttiva per l’umanità e per ogni forma di vita sul pianeta.
Nel corso della manifestazione grande spazio avrà anche il NO alla ennesima guerra “umanitaria” per il petrolio, scatenata in Libia per mano di Francia, Inghilterra, Stati Uniti e Italia. Siamo senza remore dalla parte delle popolazioni che, in tutto il Maghreb e Mashrek (Medio Oriente), si stanno ribellando contro regimi dispotici e reazionari che negano democrazia politica e diritti sociali, anche laddove, come in Libia, le richieste di libertà politica, sociale, sindacale e istituzionale, di reddito e lavoro, si mescolano con pregressi conflitti territoriali ed etnici. Ma crediamo che un intervento militare neo-coloniale, che sia sotto le bandiere ONU o NATO, oltre a ingigantire lutti e distruzioni, metta in grande difficoltà proprio le rivolte popolari e finisca per consentire al regime di Gheddafi e ad analoghi dispotismi di assumere le vesti delle vittime.
I lavoratori/trici dei COBAS, in prima fila nella raccolta delle firme referendarie e, da sempre, nella lotta contro la guerra, il neocolonialismo e i regimi dispotici e reazionari, comunque si mascherino, giungeranno a Roma dalle principali città con pullman, treni e auto per contribuire al massimo successo della manifestazione. In particolare docenti ed Ata aggiungeranno ai succitati temi della mobilitazione anche il rifiuto della mercificazione della scuola e dell’ Università, sfilando dietro lo striscione “Acqua e scuola beni comuni”.

SABATO 26 MARZO (ore 14) tutti/e a P. della REPUBBLICA a ROMA

Piero Bernocchi
Portavoce nazionale Confederazione COBAS

Comunicato dei Precari scuola in lotta sulla manifestazione del 30 ottobre a Napoli (appello ad una lotta comune e condivisa)

I Precari della scuola in lotta di Palermo sono stati i primi, nel partecipare all’assemblea nazionale del 26 settembre a Roma, ad evidenziare le contraddizioni inerenti le modalità di indizione dell’assemblea nazionale, la natura “politicamente vacua” e profondamente cittadina del presidio di Montecitorio da cui è partito l’appello e il livello di scarso confronto democratico operato dai soggetti presenti al presidio nei confronti dei coordinamenti precari di tutte le aree non appartenenti alla realtà romana.

Allo stesso modo i Precari scuola in lotta di Palermo, insieme al Cps Catania, al Coordinamento 3 ottobre di Milano e al Cps Bologna hanno immediatamente contestato il verbale dell’assemblea di Roma che, anziché mettere in risalto l’unico vero risultato unitario raggiunto dalle realtà presenti in relazione ad una grande manifestazione unitaria del mondo della scuola che desse seguito alla “presa di Messina”, si “cristallizzava” su un appello mai approvato in assemblea e minoritario all’interno della stessa in relazione ad uno sciopero unitario per il giorno 8 ottobre. I Precari della scuola in lotta di Palermo, che riconoscono come decisione assembleare condivisa solo il documento di partecipazione alla manifestazione Fiom del 16 e la decisione di una manifestazione nazionale del mondo della scuola il giorno 30 ottobre a Napoli, hanno più volte nel corso dell’assemblea invitato il Cps Napoli a rivolgere un appello ai precari campani di area Cobas (Salerno, Caserta, Napoli) affinchè contribuissero attivamente alla realizzazione della manifestazione, divenendo “parte viva” nella costruzione dell’iniziativa. Comprendiamo le difficoltà dei Precari salernitani, casertani e napoletani nel co-partecipare ad una manifestazione lanciata in un’assemblea che non ha visto la loro partecipazione per motivi legittimi e che hanno determinato le nostre forti proteste, ma allo stesso tempo assicuriamo che la decisione di una grande manifestazione nazionale del mondo della scuola rappresenta l’unica vera decisione dell’assemblea romana che ha visto unirsi tutti i coordinamenti presenti e che si può dire essere il frutto della volontà di tutti e non delle manovre politiche di questo o quel sindacato (differentemente dall’appello dell’8 che è stato evidentemente orientato dall’Unicobas e dalla minoranza Flc Cgil, e rispetto al quale ci dispiace che molti dei coordinamenti presenti non abbiano ancora oggi operato una forte autocritica).

Nell’apprezzare il tentativo di mediazione portato avanti dal Cps Napoli in occasione della manifestazione interregionale campana, che veniva incontro anche alla nostra richiesta esplicita di confronto con realtà precarie importanti non presenti all’assemblea del 26, invitiamo i precari di Salerno, Napoli e Caserta a non chiudersi rispetto alla data del 30 ottobre, a non considerare eterodiretta una decisione che invece nasce dalla volontà di essere “uniti nella diversità” di tanti coordinamenti precari e a non bollare come Cgil la decisione di tanti precari appartenenti anche all’area del sindacalismo di base. Invitiamo il Cps Napoli e i Precari area Cobas a riprendere la strada del confronto politico, superando le incomprensioni iniziali e lavorando insieme alla data del 30, proposta dal Cps Catania e dai Pil di Palermo, e condivisa da molti “coordinamenti precari italiani”, in quanto consentirebbe alle tante realtà sparse nello “stivale” di muoversi con facilità e senza l’assillo di un immediato ritorno.

Comprendiamo tutte le critiche politiche e le ragioni di metodo avanzate dai precari Campani di area Cobas e dalle realtà quali Las Milano, Gap Genova e Rete Veneta rispetto all’assemblea di Roma, ma vi chiediamo un atto di “maturità politica” che bilanci le “ingenuità” dell’assemblea del 26, e che tutti si lavori per una grande manifestazione nazionale il 30 ottobre, da cui ripartire per un nuova campagna di lotta e resistenza nelle scuole.

Precari scuola in lotta Palermo