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La scuola, i precari e il nostro futuro

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera firmata:

Ogni diritto umano è importante. E’ come un castello di carta. Tolto o attaccatone uno, tutti gli altri ne risultano indeboliti. Tolto un tassello, tutta la struttura comincia a vacillare. Avete presente quelle care maestre che ci rincorrevano all’asilo, così dolci e robuste; o quelle professoresse che, nonostante tutto, ci aiutavano nel nostro personale percorso di studi con tanto affetto ed empatia. Quel corpo docente, insomma, che ci ha garantito, fino a adesso, con enormi sacrifici, la qualità e l’esistenza stessa della nostra scuola pubblica e che ora, nel proprio futuro, riesce solo a vedere: da un lato, lo spettro dell’emarginazione sociale e produttiva. Dall’altro, un aumento smisurato ed inaccettabile del proprio carico di lavoro. 150 mila persone in tre anni. Centocinquantamila. Meglio ripeterlo e impararselo bene questo numero perché identifica meglio di ogni altra cosa il più grande licenziamento di massa operato scientificamente sul territorio italiano. Un’operazione terribile e pericolosa. La quale, però, davanti a sé si è dovuta ritrovare da subito con un movimento tanto forte quanto determinato. Direte…è la forza della disperazione, certo. Ma noi crediamo che sia anche qualcosa di più importante. Qualcosa come la consapevolezza di essere un movimento di un “soggetto parziale” che rappresenta però, vivendolo sulla propria pelle, un “interesse generale”, dalle ragioni costituzionali. Ragioni che parlano di una Repubblica nella quale si lavora contro la promozione dello sviluppo della cultura e della ricerca scientifica (Art 9) e quindi del suo stesso futuro. Della nascita di nuove famiglie (Art 31), come del risparmio in tutte le sue forme (Art 47). Ma c’è di più. C’è il tragico esubero di centinaia di migliaia di persone condotto nel pieno della più grave crisi economica strutturale che la Storia ricordi, mettendo in seria difficoltà chi di noi voglia ancora credere in una Repubblica che sia fondata sul lavoro (Art 1) e che promuova le condizioni che rendano effettivo questo diritto (Art 4). Ma noi abbiamo fiducia. Nei sindacati veri, che sono stati fin ora al loro fianco e che continueranno a farlo con grande vigore. Senza piegarsi ad una contrattazione al ribasso, ma che, forti della propria dignità, sappiano per esempio rifiutare senza appello un’elemosina offensiva come i cosiddetti contratti di disponibilità. E nel movimento stesso. Il quale, al contrario dei ministri, che seppur pagati coi nostri soldi lavorano contro i nostri interessi, sa esercitare la propria sovranità (Art 1) adempiendo con fierezza ai suoi doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale (Art 2). Sarà dura e ancora lunga. Ma insieme ce la faremo.

Alfredo Cervellera (vicesindaco Ta)
avv. Mario Calzolaro (SeL)
co.pro. Angelo Farano
prof.ssa Donatella Condorelli
Vincenzo Vestita (Circolo operaio jonico)
prof.ssa Clara Fornaro (Greenpeace taranto)
Antonietta Podda (Radio Popolare Salento)
dott. Giovanni Forte (commercialista project manager)
Angela Mignogna (assessore alla Cultura Comune di Taranto)
Gianfranco Argentina (SeL)
Gianfranco Murri (SeL)
Massimo Turco (SeL)
Miriam Putignano (Libreria Gilgamesh)
Tonino De Giorgi (Libreria Dickens)
Ilaria Cinieri (PD)
Claudia Battafarano (PD)
Raffaele Fabozzi (Idv)
Domenico GREGUCCI (cons. circ. Montegranaro Salinella, PD)
Giuseppe MAZZILLI (cons. circ. Montegranaro Salinella, Lista Stefàno)
Carmela Garavelli
Adriana Garavelli
Marco Girelli
Daniele Nuzzi
Maria Giovanna Bolognini
Alfredo Spalluto (assessore lavori pubblici e patrimonio Comune di Ta)
Antonietta Mignogna (cons. comunale Lista Stefàno)
Mario Stante (capogruppo comune Lista Stefàno)
Claudio Messinese ( cons. comunale Lista Stefàno)
Donato Iurlaro
Claudio Cavaliere (consulente del lavoro)

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