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Quando la timidezza sfocia in fobia sociale

Come si manifesta la fobia sociale? Comunemente i primi sintomi di questa malattia compaiono in maniera lenta e progressiva, manifestandosi durante l’infanzia e l’adolescenza, a volte causati da problemi di insicurezza e timidezza che con il passare degli anni non si è riusciti a superare.
Sono diverse le forme con le quali questa patologia può manifestarsi: in alcuni casi può comparire improvvisamente durante un periodo particolarmente duro e sfortunato oppure cominciare in relazione ad avvenimenti, quali ad esempio il rapporto con i coetanei o con i professori, che hanno fortemente segnato l’individuo e nei quali il suo comportamento è stato ridicolo ed inadeguato a causa della paura di sbagliare. Se, in quei momenti, si è cominciato ad avvertire tremori, palpitazioni e sudorazione, sentendosi ridicoli può accadere che quando queste situazioni si ripeteranno soffriremo le stesse ansie, che saranno causate proprio dall’essere malati di fobia sociale.
Nei casi più fortunati, come è capitato a diverse persone, la timidezza non sfocia in malattia e, sebbene si provino sensazioni di estremo disagio in determinate situazioni, il tutto resta confinato nell’ambito di un carattere troppo schivo e riservato. Ma non per tutti è così. In ogni caso è consigliabile agire all’origine del problema ed informandosi in modo adeguato. Al riguardo il sito FobiaSociale.org offre dei validi spunti di riflessione sul tema.
Sono diverse le cause che scatenano la fobia sociale che è originata da una serie di fattori che possono dare luogo al suo sorgere.  In primo luogo, bisogna dare la giusta importanza alla vulnerabilità biologica che si configura come una tendenza a reagire in maniera eccessiva di fronte a situazioni stressanti o a problemi esistenziali negativi.

Questa tendenza è genetica ed appartiene al sistema nervoso di un individuo, ma ha grande importanza anche la vulnerabilità psicologica di una persona con la sua maniera di reagire e di affrontare i problemi, aspetti tutti legati a fattori della personalità e causati anche dall’educazione che abbiamo ricevuto e dalle esperienze vissute. L’insieme di questi fattori stabilisce una serie di convinzioni basilari attraverso le quali vediamo ed interpretiamo il mondo circostante che in chi soffre di questa malattia è visto con diffidenza e vissuto con pessimismo, senza stima di sé stessi e con una sensazione di inadeguatezza e disorientamento, che pregiudica fortemente l’interazione sociale.

Scuola storia dell’arte: il Barocco italiano

Analisi e approfondimento sul Barocco per quanto riguarda la pittura e la storia dell’arte.

Il dibattito aperto dal protestantesimo su alcuni aspetti della religiosità cristiana trascurati dalla Chiesa del Rinascimento provocò vivaci interventi anche all’interno dell’ortodossia cattolica.

La cosiddetta Controriforma nacque dall’esigenza largamente diffusa di una più intima e profonda vita religiosa, che recuperasse i valori dell’interiorità, della trascendenza, del rigore morale, e in un primo tempo, a Roma come a Venezia, ebbe più il carattere di un movimento di opinione, che trovava seguito in alcuni circoli di intellettuali, che di intervento autoritario e repressivo della Chiesa in materia di religione e di fede.

Ma quando nel 1545 ebbero inizio i lavori del Concilio di Trento, le caratteristiche del movimento cattolico riformatore erano già profondamente mutate: l’istituzione del Tribunale dell’Inquisizione romana nel 1542 e della censura sulla stampa nel 1543 indicavano già la fine del clima di tolleranza del Rinascimento e l’inizio della restaurazione del potere ecclesiastico.


Per quanto riguarda l’arte e in particolare la pittura, il Concilio ne riconobbe l’importanza dal punto di vista didascalico e propagandistico, ma proprio per questo ne definì le forme, i fini e gli ambiti, assegnando ai teologi il compito di sorvegliare la produzione artistica, soprattutto quella destinata al culto, di stabilire dei canoni, sia architettonici sia iconografici, di riprovare severamente ogni manifestazione che, come il nudo, potesse in qualche modo suggerire una concezione pagana o materialistica della vita. La parabola della Controriforma si compie parallelamente allo sviluppo dell’arte manieristica, che ne esprime l’influenza nella componente spiritualistica o mistica dell’opera di alcuni artisti e pittori.

Ma è solo nell’arte barocca che trova pieno successo il programma culturale della Chiesa, relativo alla diffusione del cattolicesimo mediante un’arte e dei dipinti più vicini al gusto delle masse di quanto non lo fossero le opere troppo intellettualistiche dei manieristi e capace di rendere attraenti, aperte e sfarzose le forme di un culto in sé legato a una religiosità cupa e intransigente.

Oggi si ricorre al termine barocco per definire tutta l’arte del Seicento, dalla musica alle arti figurative come la pittura, quadri e dipinti, fino ad arrivare dall’artigianato alla letteratura, e ciò non impedisce la formulazione di giudizi qualitativi diversi e l’individuazione di tendenze e manifestazioni differenziate da artista ad artista e da paese a paese.

Il termine è nato però nel Settecento all’interno di un’estetica classicistica che, in una sommaria operazione di rigetto, accomuna in un giudizio negativo quegli aspetti dell’arte secentesca che erano inconciliabili con il gusto neoclassico. Apparivano pertanto come bizzarri la manifestazione, nell’architettura, di una tendenza “naturalistica”, che ricorre alla torsione ed alla curva, con straordinari effetti scenografici e spaziali, l’uso decorativo di pilastri e colonne, sottratti ad una qualsiasi funzione di sostegno, l’illusionismo e il pittoricismo della scultura, le soluzioni insolite e “artificiali” dei problemi di luce e di illuminazione nella pittura.

La grandezza di alcuni artisti dell’epoca risiede però proprio nella trattazione geniale di questi aspetti del gusto barocco, caratteristiche che verranno espresse soprattutto dai pittori e quadri più famosi del periodo.

In proposito è da ricordare in primo luogo Francesco Castelli detto Borromini (1599-1667), attivo ininterrottamente a Roma dal 1619 all’anno della morte. Ammiratore di Michelangelo, che studiò accuratamente, fu però avverso agli ideali formali rinascimentali. Valendosi di un repertorio figurativo di straordinaria ampiezza, immaginò soluzioni spaziali inedite, nelle quali preponderanti sono l’incidenza e la diffusione delle luci e delle ombre.

Un posto di primo piano nell’ambito della pittura barocca occupa poi Michelangelo Merisi detto Caravaggio (1573-1610) che, sottraendosi alla convenzionale pittura edificante proposta dalla Chiesa di Roma, ricorse ad una tecnica e ad una poetica assolutamente originali. Sono invece più vicini alle intenzioni della propaganda ecclesiastica Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) e Pietro Berrettini da Cortona (1596-1669), che trova modo di recuperare al trionfalismo cattolico elementi tratti dalla mitologia e dal classicismo.

Al barocco italiano, fortemente influenzato dalla Chiesa di Roma, fanno riscontro tendenze diverse fuori d’Italia, a seconda che vi siano presenti corti potenti, come in Spagna o in Francia, o vi domini una borghesia intraprendente legata agli ideali del protestantesimo, come in Olanda.

Fattorie didattiche: in forte aumento le visite scolastiche

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Agriturist (Confagricoltura): “Dall’agricoltura un grande contributo all’educazione alimentare ed ecologica delle nuove generazioni.

Ma imparano anche gli adulti…”.

Visite in costante crescita per la rete delle “Fattorie didattiche”, che conta in Italia oltre 2.500 aziende agricole, un terzo delle quali svolge anche servizi agrituristici di alloggio e ristorazione. Lo rende noto Agriturist (Confagricoltura), evidenziando che la Regione più attiva è l’Emilia Romagna (330 offerte), seguita dal Piemonte (285) e dalla Campania (278). Tramite il sito internet www.agriturist.it, con la ricerca avanzata, è possibile selezionare 346 aziende agrituristiche con attività di “Fattoria didattica”, su tutto il territorio nazionale, e consultare sui rispettivi siti internet i programmi delle visite.

Agriturist osserva come la domanda delle scuole, prima concentrata soprattutto nel periodo primaverile, si stia ora distribuendo nell’intero arco dell’anno. Tendenza peraltro confermata da uno studio condotto nella provincia di Forlì-Cesena (da tempo all’avanguardia nel settore), dove il 17% delle visite didattiche dell’anno interessa il periodo settembre-dicembre, e il 16% il periodo gennaio-marzo.


Nell’anno scolastico 2012-2013 – secondo una stima di Agriturist – gli studenti che le scuole coinvolgeranno in progetti didattici legati all’agricoltura saranno poco più di un milione, con un incremento del 3% rispetto allo scorso anno. Prevalgono le visite di mezza giornata (61%), su quelle di una intera giornata (35%) o di più giorni (4%). Principali frequentatrici delle “Fattorie didattiche” sono le scuole elementari (44%), seguite dalle materne (25%), dalle medie (15%) e dalle superiori (5%). I centri estivi accolgono un 2% di ragazzi.  Imparare “in fattoria” piace anche agli adulti (9%), con visite di gruppi organizzati e partecipazioni individuali (anche di stranieri) a corsi di cucina, degustazioni guidate, osservazioni naturalistiche, avviamento all’equitazione.

Nella maggior parte dei casi, la visite “in fattoria” fanno parte di un progetto formativo interdisciplinare, sviluppato in aula nell’arco di tutto l’anno scolastico, che affronta, in modo particolare, i temi dell’alimentazione e della natura. L’offerta didattica delle aziende agricole è sempre più diversificata e creativa, con laboratori che spaziano dalla  stalla all’apicoltura, dal prato al bosco, dall’osservazione degli insetti all’orto biologico, dal pane al formaggio, dalle erbe aromatiche all’educazione del gusto e dell’olfatto, dall’argilla al vimini, dalle risorse rinnovabili alla gioielleria naturale.

Fra le iniziative più importanti e consolidate del settore, da segnalare “Scatta il verde, vieni in campagna!” che Agriturist propone, ormai da 21 anni, in provincia di Alessandria, arrivata quest’anno a coinvolgere 24 aziende agricole, con la partecipazione della Centrale del Latte di Alessandria e Asti (laboratorio “Buono come il latte”) e del Molino di Castellazzo Bormida (laboratorio “Al Molino, dal chicco alla farina”).

Particolarmente dedicate ai temi della natura e della ecosostenibilità, sono le aziende agricole che partecipano al progetto “Fattorie del Panda”, certificate dal WWF in collaborazione con Federparchi, Agriturist e le altre associazioni agrituristiche nazionali.

Attraverso le “Fattorie didattiche” – conclude Agriturist – il mondo agricolo consolida il proprio decisivo contributo alla formazione culturale delle nuove generazioni, soprattutto in materia di educazione alimentare e rispetto della natura.

La geologia a portata di mano

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Inaugura venerdì 31 agosto alle 17.00 alle Viote del Monte Bondone – nelle vicinanze del Giardino Botanico Alpino – LA GEOLOGIA A PORTATA DI MANO, percorso tattile rivolto ai disabili sensoriali. Obiettivo dell’iniziativa, che si rivolge principalmente a coloro che, per difficoltà visive o uditive, trovano degli ostacoli nell’accedere alle informazioni è condividere con tutte le tipologie di pubblico le conoscenze geologiche relative al territorio trentino, nonché favorire la collaborazione tra gli enti locali che promuovono strutture e attività di carattere naturalistico per disabili sensoriali.
Da anni, il Museo delle Scienze di Trento investe sulla comunicazione scientifica sperimentando nuove forme di coinvolgimento del pubblico e traducendo in vivaci iniziative culturali argomenti scientifici e tematiche di attualità, che spaziano dalla natura all’ambiente, dalla scienza alla tecnologia. Nel corso del tempo, un occhio di riguardo è stato riservato alle varie disabilità con l’organizzazione di percorsi, visite guidate e sistemi di orientamento utili a rendere il museo quanto più possibile inclusivo e aperto a tutti (con l’utilizzo di didascalie in braille, mappe tridimensionali delle sale, iniziative dedicate).

Raggiungere più categorie di visitatori e dare loro la possibilità di comprendere, e così apprezzare, i tesori geologici dell’area dolomitica in senso lato, significa avvicinarli alle Scienze della Terra, entrare in dialogo trattando di contenuti scientifici vicini alla quotidianità e affrontare temi di importanza strategica come la gestione del territorio e lo sfruttamento delle risorse.
Con questo progetto, il Museo delle Scienze di Trento vuole avvicinarsi in modo costruttivo e permanente anche al mondo della disabilità con l’intento di coinvolgere persone con difficoltà nella sfera della comunicazione come ciechi, ipovedenti e sordi, al fine di agevolare l’integrazione nel tessuto culturale di una fascia non privilegiata della popolazione attraverso la comunicazione della cultura.

Il percorso è frutto di un progetto ideato e coordinato dal Museo delle Scienze di Trento, con il finanziamento della Fondazione Caritro e il coinvolgimento di una rete di enti che operano nel campo della disabilità (UIC – Unione Italiana Ciechi, cooperativa sociale IRIFOR del Trentino, Associazione Progresso Ciechi, ISISS Magarotto – scuola speciale per sordi, Centro del libro parlato di Brescia), della ricerca tecnologica (Fabrica Ludens di FBK – Fondazione Bruno Kessler) e della progettazione di sentieri naturalistici (Azienda Forestale Trento-Sopramonte e Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale della Provincia autonoma di Trento).

APPROFONDIMENTO

IL PROGETTO
Avviato ad aprile 2011, il progetto che ha originato il percorso, “Percorsi museali, valorizzazione e fruizione del patrimonio geologico della Provincia autonoma di Trento per persone con disabilità visiva e uditiva”, si è svolto in tre fasi: un primo momento di documentazione e formazione per la rilevazione dello stato dell’arte della museologia per disabili sensoriali e lo studio delle caratteristiche della disabilità visiva, una seconda fase di progettazione e svolgimento di attività didattico-educative a carattere naturalistico-geologico in esterno e in ambienti interni e infine la fase di progettazione e realizzazione del percorso geologico all’aperto.

Il progetto è stato condotto dal Museo delle Scienze di Trento che ha coinvolto una rete di collaborazioni con enti attivi nel campo della disabilità o impegnati in funzioni tutelative, di ricerca tecnologica e di progettazione di percorsi naturalistici. Il dialogo e confronto con questi enti ha permesso di individuare le tecniche più efficaci per trasmettere ai diversamente abili nozioni di carattere geologico, ambientale e naturalistico.
IL PERCORSO GEOLOGICO
Strumento museale permanente all’aperto, adeguato agli utenti disabili ma rivolto a tutto il pubblico, il percorso geologico tattile permette di scoprire – attraverso la ricostruzione di un “mini Trentino” le rocce del territorio provinciale e dell’area dolomitica.
All’interno del nuovo parco adiacente al Giardino Botanico Alpino delle Viotte sono stati posti una ventina di blocchi di roccia di notevoli dimensioni che compongono una mappa geologica semplificata del Trentino. Qui monoliti a litologia diversa rappresentano la natura geologica dei principali massicci montuosi del territorio e ne descrivono l’evoluzione geologica.
Una serie di interventi hanno permesso di adeguare il percorso ai disabili visivi:
è stato posato del ghiaino selezionato per identificare il sentiero da seguire e la traccia del sentiero ricalca la direzione e l’orientamento delle principali valli trentine
tre tipologie di “piazzole a rocce posate” indicano i punti dove svoltare o fermarsi
i pannelli didascalici sono in italiano / inglese e in lingua braille, i caratteri del testo hanno una dimensione agevole e un alto contrasto per facilitare la lettura agli ipovedenti
ogni pannello è corredato da un oggetto fisico che rappresenta la roccia o la località citata nei testi.
Tutto il percorso è stato sviluppato seguendo le indicazioni scientifiche del Museo – per la scelta degli oggetti geologici più significativi – e le istruzioni dei rappresentanti di UIC, IRIFOR e ISISS per le modalità e tecniche di mediazione, e per lo sviluppo di supporti tecnologici.
Per progettare percorsi adeguati, si è tenuto conto di quanto il deficit visivo grave influisca sulla mobilità e sull’orientamento, sull’autonomia personale e non ultimo sulla comprensione delle informazioni che deriviamo dall’esterno. Queste tematiche sono state approfondite attraverso lo studio e il confronto con personale qualificato durante lo svolgimento di attività laboratoriali, svolte nel corso dell’anno e calibrate tenendo conto dell’età dei soggetti e dell’insorgenza della cecità o dell’ipovisione.

PILLOLE…

“La nostra esperienza ha coinvolto ciechi e ipovedenti di un’ampia fascia d’età dai 5 agli 80 anni: persone che presentano deficit visivo dalla nascita e persone con deficit acquisito in tenera o tarda età a causa di differenti patologie. Gli argomenti trattati hanno determinato interesse nelle persone coinvolte e sono stati di stimolo nell’incrementare le capacità di manipolazione tattile e di mobilità in ambienti diversi dal contesto quotidiano. All’interno del progetto la geologia è stata il veicolo per aiutare a superare le barriere fisiche, psicologiche, ambientali e cognitive che il deficit visivo grave comporta, diminuendo la disabilità e favorendo l’integrazione sociale”
Rossana Todesco, referente del percorso assieme a Christian Casarotto per il Museo delle Scienze di Trento

***

“Ritengo che queste iniziative per diffondere la cultura e la conoscenza siano davvero molto importanti e che lo diventino ancora di più se, al momento della progettazione, si pensa ad una totale accessibilità, tenendo conto dei bisogni derivanti da una qualche disabilità. Questo percorso geologico sui generis è stato ideato in modo che anche i disabili visivi si possano orientare autonomamente, attraverso il tatto e l’udito. Questa iniziativa per la quale abbiamo con piacere collaborato con il Museo delle Scienze costituisce indubbiamente un archivio di buone prassi al quale auspichiamo possano attingere anche altre realtà del territorio per rendere davvero fruibile la cultura a chiunque.”
Ferdinando Ceccato – direttore cooperativa IRIFOR del Trentino


Ivan Team: nuove proposte didattiche per la scuola

Il Centro di Educazione Ambientale “VIVERE IL FIUME”, in collaborazione con l’associazione VALBRENTA TEAM e il Centro Nazionale di Sport Fluviali IVAN TEAM, ha il piacere di presentare le proposte multidisciplinari per l’anno scolastico 2012-13.

Il Centro Didattico VIVERE IL FIUME fa parte della rete regionale IN.F.E.A di Educazione Ambientale della Regione Veneto.
Tutte le attività proposte hanno un alto valore e contenuto didattica, e sono curate dalle Guide Naturalistiche e Ambientali della Valbrenta riconosciute dalla Regione Veneto, UNICI professionisti a poter operare in Veneto come guide in ambiente, e dal Centro Nazionale di Sport Fluviali Ivan Team, UNICO CENTRO in Veneto in grado di garantire i più elevati standard di sicurezza, organizzazione ed efficienza perché è il solo centro in Veneto riconosciuto dal CONI, dalla Federazione Italiana Rafting, dalla Federazione Italiana Nuoto e dalla Federazione Italiana Canoa Kayak.
Rafting Didattico sul fiume Brenta: dieci chilometri a bordo di gommoni, accompagnati da Guide esperte ed abilitate dalla Federazione Italiana Rafting. Attività divertente ed alla portata di tutti, tra le più indicate per favorire la socializzazione ed i rapporti interpersonali.

Escursione in Battello con Guida Naturalistico-Ambientale: quattro chilometri lungo il Brenta a bordo di sicuri battelli pneumatici, che permettono di apprezzare il fiume da un insolito punto di vista, attraverso luoghi suggestivi e ricchi di storia.
Visita guidata al Parco Naturale e alle Grotte di Oliero: straordinario fenomeno carsico legato alle sorgenti del fiume Oliero. È possibile visitare una delle grotte accedendovi in barca, accompagnati dalle Guide Naturalistico-Ambientali, fino alla sala della colata, gigantesca cascata di stalattiti alabastrine alta ben 14 metri (www.grottedioliero.it).

Trekking della Grande Guerra e Trekking sulle Gallerie del Merlo: itinerari fra boschi e suggestive bellezze naturali, accompagnati dalle Guide Naturalistico-Ambientali alla scoperta di fortificazioni e testimonianze belliche, sulle tracce di eventi ed uomini che hanno segnato il primo conflitto mondiale.


Trekking guidato lungo il fiume fino a Bassano del Grappa: percorso storico-naturalistico di cinque chilometri lungo il fiume, che ripercorre in parte le antiche vie degli zattieri all’epoca della fluitazione del legname dagli altipiani veneti alle città di Padova e Venezia.

Visita guidata al Museo Diffuso “Covolo di Butistone” di Cismon del Grappa: antica fortificazione militare costruita all’interno di una cavità carsica nel punto più stretto del Canal del Brenta, sospesa su una parete rocciosa a strapiombo sul fiume.

Visita guidata al Museo di Speleologia e Carsismo ed al Museo Etnografico di Valstagna (www.museivalstagna.it) e Visita al Museo del Tabacco e del Recuperante di Carpanè di San Nazario.

Visita guidata al Castello di Marostica: nota in tutto il mondo per la famosa partita a scacchi con personaggi viventi che si svolge ogni due anni nella omonima piazza, Marostica rappresenta uno tra i più bei borghi medievali del Veneto, ricca d’arte, storia e tradizioni.
C iclopista del Brenta: collega le sorgenti del fiume presso il lago di Levico con la città di Bassano del Grappa, attraversando la Valsugana e la Valbrenta e seguendo il fiume con un percorso comodo e sicuro.

Lezione di Canoa: a cura della Scuola di Canoa Valstagna, considerata tra le più prestigiose al mondo, che si avvale dell’esperienza dei migliori maestri, campioni nazionali ed internazionali, abilitati dalla Federazione Italiana Canoa Kayak.
Lezione di Arrampicata: tenuta da Guide Alpine abilitate. Attività che sviluppa il controllo della propria emotività e la responsabilità nei confronti della sicurezza del compagno/i, migliorando la componente motoria individuale e l’equilibrio.
Tutto il materiale tecnico necessario per lo svolgimento delle varie attività, omologato secondo le più recenti normative comunitarie, è messo a disposizione dall’organizzazione.

Maggiori info sul sito:

www.ivanteam.com/

Scuola e innovazione didattica: l’Italia vince quattro premi europei a Berlino

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Prestigioso riconoscimento per quattro scuole italiane durante la cerimonia annuale dell’azione comunitaria per i gemellaggi elettronici eTwinning. Il Capo Unità Nucci: “Risultato importante che premia l’impegno dei docenti e conferma la grande qualità del nostro settore scolastico”.

Importante riconoscimento europeo per l’istruzione italiana nel campo dell’innovazione didattica. Sono quattro i progetti di gemellaggio elettronico attivati da scuole del Bel Paese che saranno premiati alla Conferenza europea eTwinning, in programma a Berlino dal 29 al 31 marzo 2012, al cospetto dei rappresentanti istituzionali della Commissione Europea (Direzione Istruzione e Cultura).
L’evento rappresenta il principale appuntamento annuale per quanto riguarda le attività di eTwinning, azione comunitaria cha ha dato vita al più attivo portale europeo per gemellaggi elettronici tra istituti scolastici, con seminari e workshop di formazione e la premiazione dei migliori progetti di partnership online attivati lo scorso anno. Attesi più di 500 insegnanti provenienti da tutta Europa .
I riconoscimenti all’Italia sono relativi alle fasce di età di alunni da 4 a 11 anni, con il 3° Circolo didattico di Chieti e il progetto “The new adventures of Twinnies around the world” attivato dalla docente Marina Screpanti, e a quella dai 12 ai 25 anni , con il Liceo Classico “E. Duni” di Matera per “A Taste of Maths” di Maria Teresa Asprella. Premiati nella categoria speciale dei gemellaggi in lingua il Liceo Statale “Niccolò Machiavelli” di Roma, con il progetto in spagnolo “Carpe Nuntium: voilà nuestra FrItalianza” attivato dalle docenti Laura Carbonelli e Laurarosa de Luca, e l’Istituto “Ten. Col. G. Familiari” di Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria), con il progetto in lingua francese “Journalists en herbe” dei docenti Domenico Marino e Martine Gaillard.


I risultati sono stati diffusi sul portale europeo www.etwinning.net dopo un esame dei 300 migliori progetti del 2011.
“Senza dubbio si tratta di un riconoscimento che conferma il valore e la qualità di aggiornamento della didattica italiana – ha commentato Donatella Nucci Capo Unità Nazionale eTwinning -. Siamo consapevoli che l’impegno delle docenti e dei ragazzi coinvolti in questi progetti è stato enorme e siamo felici che sia stato riconosciuto anche a livello europeo. L’augurio è che queste eccellenze possano contribuire ad aiutarci nel promuovere l’utilizzo del portale ed un nuovo modo di fare didattica, costituendo esempi pratici delle grandi potenzialità formative e culturali proprie della piattaforma. Da parte dell’Unità Nazionale non possiamo che essere felici ed esprimere i nostri complimenti ai vincitori”.
Alle classi premiate per categorie di età sarà offerta la partecipazione a un campo di quattro giorni ad Antalya, Turchia, dove studenti e insegnanti delle classi attive nei progetti vincitori avranno la possibilità di incontrare di persona i loro partner, approfondire le loro conoscenze sui progetti di collaborazione online e trascorrere del tempo con altri studenti europei. Inoltre, da quest’anno è stato istituito un nuovo premio, quello per il “Miglior progetto eTwinning 2011”, che darà la possibilità ai vincitori di visitare le istituzioni europee a Bruxelles.

Cos’è eTwinning
Giunto al suo sesto anno di attività, eTwinning conta oggi oltre 160.000 insegnanti registrati, 90.000 scuole e circa 35.000 progetti di gemellaggio in tutta Europa (l’Italia è uno dei paesi più attivi con circa 11.500 docenti iscritti, 6.000 istituti registrati e altrettanti progetti avviati). eTwinning offre un servizio gratuito a tutti i docenti iscritti l’opportunità di lavorare insieme a progetti di gemellaggio elettronico che, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie e a partnership attivate a livello europeo, costituisce un’importante fonte di sperimentazione e innovazione delle pratiche di insegnamento tradizionali.

Il gemellaggio può essere stabilito tra almeno due insegnanti di scuole pubbliche o parificate, facenti parte di due o più paesi tra quelli dell’Unione Europea, oltre a Croazia (membro dal 2013), Turchia, Islanda, Norvegia e Svizzera.
L’organizzazione di eTwinning si articola in una rete di Unità Nazionali coordinate da Bruxelles, dal consorzio europeo di Ministeri della Pubblica Istruzione European Schoolnet, su incarico della Commissione Europea, con l’obiettivo di favorire un’apertura alla dimensione comunitaria dell’istruzione per contribuire a creare e fortificare un sentimento di cittadinanza europea condiviso nelle nuove generazioni.
In Italia l’Unità Nazionale eTwinning ha sede a Firenze presso l’ANSAS – ex Indire, insieme all’Agenzia Nazionale per il Programma di Apprendimento Permanente il cui obiettivo è contribuire allo sviluppo dell’Europa quale società avanzata basata sulla conoscenza, riunendo al suo interno tutte le iniziative di cooperazione europea nell’ambito dell’istruzione e della formazione dal 2007 al 2013, periodo di durata dell’azione.

Maggiori informazioni sul sito www.programmallp.it/etwinning.