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Affitto showroom a Milano: quali gli eventi più seguiti?

Gli showroom rappresentano una soluzione ideale per l’organizzazione e la promozione di eventi sofisticati legati al mondo della moda, del design e dell’arte.  

Milano è la capitale del fashion e del design, ogni anno la città è sotto i riflettori per le passerelle della Settimana della Moda, per il Salone del Mobile e le esposizione dei designer del Fuori Salone. Ogni anno grandi brand del lusso e del fashion system fanno a gara per aggiudicarsi l’affitto dei migliori showroom di Milano per celebrare lo stile e gli ultimi trend lanciati dagli stilisti, artisti e designer più in voga di tutto il mondo, e accogliere in location sempre più originali gli addetti ai lavori, le celebrità dello spettacolo e tutto il pubblico dei semplici appassionati e curiosi. Tra gli eventi più attesi dell’anno ci sono sicuramente la settimana dedicata al design e quella dedicata alla moda, giorni in cui la città viene letteralmente travolta dal ritmo frenetico di party, sfilate, performance, esposizioni tutte all’insegna della c elebrazione del gusto, dello stile, della creatività e della bellezza.

Milano Design Week

La settimana dedicata al design anima il polo fieristico e gli showroom di tanti quartieri del capoluogo lombardo. Il 2016 è stato un anno da record per l’affluenza al Salone del Mobile con 372.000 visitatori tra pubblico e operatori del settore, ma anche il Fuorisalone, il controcanto non istituzionale e indipendente dell’evento fieristico, ha registrato numeri da record. Si stima che nel complesso più di 400.000 persone (Fonte Il Sole24Ore) siano arrivate a Milano, interessate non solo alla Fiera, ma anche ai designer e ai brand dell’arredamento che hanno occupato gli showroom di tanti quartieri della città, Tortona, Lambrate, Brera, centro storico e tanti altri.

Milano Fashion Week

L’altro grande appuntamento milanese è la settimana dedicata alla moda che nel mese di settembre porta in città tutto il fashion system per la presentazione delle collezioni della primavera successiva.

La settimana della moda non significa solo sfilate, passerelle, celebrità e top model, significa anche party, performance e inaugurazioni di boutique e punti vendita dei principali brand dell’alta moda, che contribuiscono a creare l’atmosfera più adatta alla presentazione delle nuove collezioni, e soprattutto a dare vita a tutte quelle occasioni di comunicazione e di networking fondamentali per promuoverle.

Perché affittare uno showroom a Milano

Soprattutto nel caso della settimana della moda e del Fuorisalone sono gli spazi come gli showroom a risultare più funzionali, gli showroom si prestano infatti, più di altri spazi, a creare presentazioni ed esposizioni originali e inaspettate. Si tratta di location ideali perché duttili e flessibili, facili da personalizzare. Nella città di Milano è piuttosto facile trovare quello che meglio si adatta alle proprie esigenze di prodotto e di pubblico, l’importante è assicurarsi che sia attrezzato e concepito per questo: appendimenti facilitati, cablature aeree, pochissime colonne o nessuna e backstage dove allestire una regia.

Uno showroom temporaneo può rivelarsi un’ottima soluzione anche per tutti quei brand che non vogliono investire risorse in modo definitivo, ma vogliono comunque avere occasioni di vendita e presentazione dei prodotti dal vivo. Oggi ci sono tanti brand che concentrano la propria vendita online, ma che hanno bisogno di luoghi fisici dove consentire alle persone, per esempio, di provare il capo e vederlo dal vivo. Che sia per una settimana, un weekend o un mese: uno showroom può diventare un perfetto un punto vendita temporaneo personalizzato.

Scuola: respinta iscrizione ragazza disabile

SCUOLA RESPINGE ISCRIZIONE DI RAGAZZA NON VEDENTE
UDS: “E’ ILLEGALE OLTRE CHE INACCETTABILE!”

In Piemonte, in una scuola media della Val di Susa, la richiesta di iscrizione di una ragazza non vedente è stata respinta dalla scuola. La motivazione apportata dalla scuola sarebbe legata al numero già troppo alto di studenti iscritti a scuola.

“Il respingimento da parte della scuola è irricevibile – tuona in una nota l’Unione degli Studenti – Come già denunciato dall’APRI nessuna scuola può rifiutare per ragioni tecnico-logistiche l’iscrizione di un alunno disabile, come sancito dalla legge n. 104/1992, dalla Sentenza della Corte Costituzionale n. 215/ 1987 e dalla Circolare Ministeriale n. 262 del 1988.”

“Il provveditorato di Torino deve rispondere immediatamente alle richieste poste dalla famiglia, poichè l’atteggiamento tenuto dalla scuola è fuori dalla norma”

UNIONE DEGLI STUDENTI


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Concorso docenti Sicilia e le commissioni inesistenti

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Sul sito dell’Usr Sicilia, al seguente indirizzo , è possibile constatare come ad un mese dall’inizio delle prove scritte e a quindici giorni dalla fine delle stesse quasi tutte le classi di concorso non hanno commissioni giudicatrici definite.
Questa è la nostra risposta ai sindacati collaborazionisti che ci hanno accusato di fare disinformazione(troppi articoli di giornale hanno fatto risaltare le denunce di irregolarità e dozzinalità da parte dell’USB), non comprendendo questi “vetusti involucri” sindacali che le notizie da noi pubblicate ci vengono direttamente dai candidati impegnati nel concorso.
Chi ha supervisionato le prove scritte? Chi correggerà le prove? Quanto ci vorrà per avere le commissioni definitive?
Suggeriamo una semplice risposta al Miur: domani annulleremo il concorso.

USB P.I. SICILIA – SCUOLA

Link all’articolo originale qui.


IL REFERENDUM BOLOGNESE CONTRO IL FINANZIAMENTO ALLE SCUOLE PRIVATE

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Il referendum
BREVE STORIA
La proposta di referendum consultivo cittadino presentata dal Comitato referendario “Nuovo Comitato Articolo 33? è stata giudicata ammissibile dai garanti del Comune di Bologna il 24 luglio 2012. Perché il referendum potesse essere indetto, era necessario raccogliere almeno 9mila firme in tre mesi.
Il lancio della raccolta firme è avvenuto il 7 settembre. Il 5 dicembre abbiamo consegnato al Comune le firme di 13.500 cittadini, il 50% in più del necessario.
Il referendum è consultivo e non è richiesto un quorum per essere valido. Pertanto per favorire la partecipazione e ridurre i costi abbiamo chiesto che venisse indetto in concomitanza delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013.
Il sindaco non ha accolto la nostra richiesta di buon senso e ha indetto il referendum per il 26 maggio 2013.
IL QUESITO
Quale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia?
a) utilizzarle per le scuole comunali e statali
b) utilizzarle per le scuole paritarie private
L’ABC DEI PERCHE’
Per la scuola pubblica. E’ la scuola di tutti, laica e gratuita. Forma il cittadino democratico. Subisce tagli feroci. Intanto i finanziamenti alla scuola privata paritaria crescono o rimangono inalterati.
Per i diritti. Quest’anno a Bologna più di 300 bambini sono rimasti esclusi dalla scuola pubblica, che è un diritto costituzionale, per mancanza di posti e risorse. Saranno costretti a frequentare una scuola dell’infanzia privata, a pagarne la retta e a sottoscrivere un progetto educativo che non condividono (nel 99% dei casi confessionale). E l’anno prossimo quanti saranno gli esclusi dalla scuola pubblica?
Per la democrazia. Bologna è stata un modello della scuola dell’infanzia pubblica. E oggi? Il diritto alla scuola pubblica è una questione di democrazia. Riorientare la bussola della politica spetta ai cittadini. Il tuo voto è una scelta di democrazia e di partecipazione.

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Tavolo regionale sulla scuola siciliana: diritti, lavoro e futuro per cambiare rotta

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Si è svolto ieri, presso i locali dell’Assessorato all’Istruzione e alla Formazione Professionale della Regione Sicilia, il primo incontro relativo al Tavolo Tecnico Regionale voluto dal neo assessore Nelli Scilabra.
Le principali tematiche che l’Assessore ha posto all’attenzione dei presenti hanno riguardato il concetto di “centralità” della scuola all’interno dell’assessorato, l’emanazione di linee guida relative alla “razionalizzazione” della rete scolastica regionale e di una legge sul diritto allo studio, la creazione di una anagrafe scolastica regionale, un piano triennale di investimenti riferiti all’edilizia scolastica, l’attenzione alla questione “disabilità e disagio sociale” (anche con riferimento alla dispersione scolastica, e in ottica inter-assessoriale), l’orientamento scolastico, il precariato, lo stanziamento delle somme destinati agli Istituti tecnici e professionali, al fine della loro ri-valorizzazione, per la creazione di “Poli” in grado di creare un collegamento fra scuola, formazione di qualità e mondo del lavoro.
La convocazione dell’ USB, per la quale hanno partecipato Luigi del Prete e Loredana Puccio, al Tavolo Tecnico Regionale sulla Scuola, rappresenta il riconoscimento dell’impegno del nostro sindacato a livello regionale e provinciale per la difesa dei diritti dei lavoratori della scuola. Il nostro intervento ha voluto porre al centro della discussione i nodi fondamentali che hanno contraddistinto le battaglie di questi ultimi due anni: gli accordi Miur-Regione (salva-precari regionale), la necessità di uscire dalle logiche clientelari di gestione dei Licei Artistici Regionali, la separazione del concetto di scuola da quello di “razionalizzazione” che nel corso degli ultimi anni ha determinato soltanto tagli al personale e alla qualità del servizio, la necessità di un impegno concreto sull’edilizia scolastica, un intervento fattivo in tema di precariato e di assistenza agli alunni diversamente abili.
In relazione al pagamento dei Progetti Por regionali (ricordiamo che a distanza di due anni dal termine di questa esperienza di “mala scuola” tantissimi colleghi non hanno ricevuto le somme loro spettanti e che questo problema pare essere stato rimosso da tutti) e alle modalità di gestione dei Licei Artistici Regionali (in particolare la gestione del Liceo Artistico di Bagheria che nella formazione delle graduatorie interne ha “attribuito” in autonomia “abilitazioni” a coloro che non erano in possesso delle stesse) l’Assessore si è impegnato ad intervenire quanto prima per porre fine alle attese dei lavoratori e garantire trasparenza nel reclutamento e nella gestione del personale dei Licei Artistici Regionali.
La nostra Organizzazione Sindacale ha gradito lo sforzo di consultazione allargata da parte dell’assessorato e il tentativo di dare la necessaria importanza alla questione scuola che in questa regione è stata trattata solo marginalmente dagli assessori precedenti (occupati solo in materia di formazione), ma abbiamo fatto rilevare all’Assessore le difficoltà a cui andrà incontro soprattutto in relazione alle resistenze corporative politico-istituzionali e dei sindacati concertativi, che hanno costruito in questi anni veri e propri feudi di co-gestione del potere.
Abbiamo invitato l’Assessore a svolgere un’azione di pressione sul governo nazionale in relazione agli organici, con particolare attenzione al sostegno agli alunni diversamente abili, valutando la possibilità di interventi diretti della Regione per garantire loro il diritto allo studio (apprezzabile che la prima sotto-commissione tematica da attivare a livello provinciale riguardi espressamente “disabilità e disagio sociale”).
In relazione alla questione precariato abbiamo evidenziato come questo annoso problema debba essere affrontato a livello nazionale, immettendo in ruolo il personale precario che da anni opera nella scuola, mentre va valutato, a nostro avviso, con estrema attenzione l’utilizzo del personale docente precario nell’ambito della formazione professionale (prima di esprimerci attendiamo, naturalmente, i dettagli relativi alla proposta) sia in relazione alle tipologie contrattuali utilizzate in tale settore, sia in relazione al fatto che riteniamo che il personale della scuola debba essere stabilizzato nella scuola e non in altri settori, per quanto “affini”.
Sulla questione “legge regionale sul diritto allo studio” riteniamo importante la realizzazione di una legge che abbia al centro studenti, famiglie e lavoratori della scuola, ma vogliamo che questa legge abbia una ricaduta concreta sulla realtà della popolazione scolastica, non limitandosi ad essere semplice elemento normativo che, come accade in altre regioni del sud Italia, non riesce ad incidere sulle esistenze di coloro che vivono e “fanno” scuola.


USB P.I. SICILIA – SCUOLA


Pensionamenti nelle scuole baresi ed elaborazione grafica andamenti 2011-12-13

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Arrivano al pettine i nodi della riforma pensionistica
All’USP di Bari i pensionamenti del personale della scuola si riducono del 60%
Gli effetti sulla mobilità dei lavoratori e sulle assunzioni saranno devastanti

La FLC CGIL di Bari lo aveva preannunciato già diversi mesi or sono: la riforma della pensioni targata Fornero avrebbe causato effetti devastanti sui lavoratori della scuola. Non si tratta soltanto dell’obbligo di rimanere in servizio per tutti quei dipendenti che, fino all’anno scorso, avrebbero potuto accedere alla pensione con 60/61 anni d’età e 36/35 anni di contributi (gli ormai celeberrimi “quota 96”, i nati nel ’51 o nel ’52), ma di tutte le conseguenze sulla qualità del servizio, sulla mobilità e sulle nuove assunzioni.
Andiamo con ordine. Quest’anno, come pronosticato, i pensionamenti del personale della scuola in provincia di Bari toccheranno un picco negativo, mai registrato prima. Tra tutti i profili (ausiliari, tecnici e amministrativi) del personale ATA rientranti nell’organico dell’Ambito Territoriale di Bari (intera provincia i Bari e quasi tutta BAT), hanno presentato domanda di pensionamento soltanto in 81, mentre 308 sono i docenti aspiranti a pensione di tutti gli ordini di scuola. Si tratta, precisiamo, delle istanze di cessazione che, ad una verifica più approfondita, potrebbero ulteriormente ridursi.
Se si pensa che i pensionamenti effettivi l’anno scorso sono stati più del doppio e due anni fa più del triplo di quelli attuali, si può intuire quale impatto devastante abbia provocato e provocherà la riforma Fornero sulla qualità del servizio scolastico e sul turn over del personale scolastico.

I posti liberati dai pensionamenti, infatti, sono utilizzati dall’Amministrazione scolastica per permettere la mobilità del personale docente e ATA della scuola. Una così drastica riduzione delle cessazioni, unita al sostanziale stallo delle iscrizioni degli alunni e ad organici ormai ridotti all’osso, si ripercuoterà negativamente sulle opportunità di trasferimento dei lavoratori (specie di quanti tenteranno di rientrare a Bari da altre province) e sulle possibilità di lavoro.
Infatti, tutti i posti rimasti liberi dopo i trasferimenti (che i docenti potranno chiedere fino al 9 aprile) vengono impiegati per le assunzioni in ruolo e per le nomine annuali. Una riduzione così drastica dei pensionamenti non solo produce un corpo docenti più anziano – con buona pace della qualità del servizio e del ringiovanimento della classe docente, retoricamente sbandierato dagli ultimi ministri, ma smentito dai fatti – ma riduce sensibilmente anche le occasioni di lavoro dei giovani precari.
Dal canto suo la FLC CGIL di Bari continuerà a rivendicare il diritto al pensionamento di tutti i lavoratori “quota 96” anche proseguendo le 40 vertenze in atto presso i tribunali di Bari e Trani e ad esigere una modifica delle disposizioni previdenziali e contrattuali che garantiscano la tutela dei lavoratori a fine carriera, la qualità del servizio e le opportunità di lavoro per i giovani precari.

Claudio Menga
Segr. Gen. FLC CGIL Bari