Insegnamento: secondo la Cgil sta diventando sempre più stressante

Molte persone credono che l’insegnamento non possa essere considerato come un mestiere usurante, ma anzi come un mestiere piuttosto tranquillo che non comporta alcun tipo di conseguenza negativa sul fisico del lavoratore né sulla sua salute mentale. A quanto pare questa credenza è del tutto sbagliata. Ciò che emerge infatti da una recente ricerca condotta dalla Cgil è che l’insegnamento è un mestiere usurante dal punto di vista fisico e sin troppo stressante.

La ricerca della Cgil è stata condotta attraverso un test, sottoposto a 590 soggetti. La maggior parte sono educatrici, pari infatti al 65% delle persone intervistate. Sono state intervistate però anche maestre pari all’11%, operatrici pari al 12%, addette alla cucina pari al 7% e personale ausiliario, pari al 5%. Stando a quanto hanno raccontato le persone che sono state intervistate, sembra che la maggior parte di loro sia costretta a stare in posizioni molto scomode per buona parte della giornata, inginocchiandosi di continuo e tenendo i bambini in braccio anche per un quarto delle ore lavorative. La conseguenza di queste posizioni e degli sforzi fisici che è necessario fare giorno dopo giorno, porta questo personale ad avere non pochi problemi di salute. Si parla soprattutto di dolori alla schiena, al collo e di problemi muscolari. Ad essere sotto controllo sanitario sono l’85,9% delle educatrici e il 90% del personale ausiliario.

Oltre a questi problemi fisici, la ricerca della Cgil ha messo in evidenza che sono innumerevoli anche i rischi psico sociali relativi al mestiere di insegnante. Più di metà delle persone che sono state intervistate ha ammesso infatti di vivere condizioni di forte stress che hanno come conseguenza una netta riduzione dell’energia e disturbi del sonno. Come è facile capire, questi sono problemi che vanno ad inficiare le performance sul posto di lavoro, ma anche ogni altra attività quotidiane.

La maggior parte degli intervistati ha ammesso che i motivi sono di varia tipologia. C’è sicuramente da considerare prima di tutto il fenomeno delle classi pollaio: le classi di oggi infatti sono troppo numerose, molto più numerose di quando non fossero in passato. Questo significa che gli insegnanti sono costretti a stare per molte ore nel caos, perché è davvero molto difficile riuscire a gestire così tanti bambini senza avere un valido aiuto. Non solo, gli insegnanti si sentono stressati perché vorrebbero poter seguire ogni singolo bambino al meglio, aiutandolo a scoprire quale sia la sua strada, a crescere, a maturare. Invece hanno poco tempo a disposizione da dedicare al singolo e qualche bambino in questo modo si perde un po’ per strada, con il rischio che restino indietro rispetto agli altri alunni. Inoltre è importante ricordare che nel corso degli anni gli adempimenti burocratici a cui gli insegnanti sono soggetti sono davvero innumerevoli e molto pesanti. Infine, il rapporto con le famiglie. Quello che un tempo era un rapporto semplice, basato sulla reciproca fiducia, oggi è invece un rapporto complicato, a dir poco turbolento, che crea irrequietezza e che è fonte di molte incomprensioni.

Secondo il quadro che viene fuori da questa ricerca, sembra davvero che il mestiere dell’insegnante non possa affatto essere considerato semplice e leggero, un mestiere che può far incorrere in molti dolori e acciacchi, che può portare a disturbi del sonno, stress, stati di ansia. È molto importante che ci si renda conto di tutto questo, così da poter cercare di migliorare un po’ la vita degli insegnanti delle scuole italiane. Come? Difficile dare una risposta a questa domanda, ma sicuramente garantire classi più piccole in cui lavorare, strumenti moderni che possano aiutare gli insegnanti a seguire al meglio ogni alunno, normative idonee alle nuove condizioni di lavoro, sarebbero dei passi in avanti verso il miglioramento della situazione.

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