Archivio mensile:agosto 2017

Scuola: novità per il nuovo anno 2017-2018

La scuola italiana è immersa in mille contraddizioni e ogni anno la condizione piuttosto problematica in cui versa – con docenti sempre più precari e piani di studio non sempre all’altezza dell’eccellenza culturale della tradizione italiana – non la fa apparire come innovativa, vantaggiosa, davvero adatta alla crescita, all’educazione e alla formazione dei nostri bambini e ragazzi.

 

Tutto questo è vero, non possiamo negarlo, ma è vero anche che molti cambiamenti hanno avuto luogo in questi ultimi anni che hanno contribuito a rendere migliore la scuola come, ad esempio, l’alternanza scuola lavoro, gli stage e i tirocini formativi, i numerosi concorsi a cui gli studenti possono partecipare con i loro progetti, le loro idee, la loro creatività. Anche l’anno scolastico 2017-2018 vede delle importanti novità che miglioreranno ulteriormente l’educazione di bambini e ragazzi.

 

Ecco le novità più interessanti:

  • L’alternanza scuola lavoro continuerà ad essere portata avanti in molte scuole italiane, garantendo ai ragazzi che parteciperanno al progetto il massimo rispetto dei loro diritti, tanto che proprio di recente la carta dei diritti e dei doveri è stata rivisitata per riuscire a rispondere al meglio a quelle che sono le esigenze dei più giovani.
  • Ampio spazio e molte opportunità verranno date ai ragazzi disabili, sia per quanto concerne proprio l’alternanza scuola lavoro che per altre attività extra scolastiche che si spera possano garantire per loro un più semplice ingresso in futuro nel mondo del lavoro, non sempre aperto a garantire opportunità ai disabili.
  • Le attività extra scolastiche diventano sempre più presenti nelle scuole italiane. Da settembre 2017 infatti oltre 4.600 istituti di medie e superiori, pari circa al 50%, apriranno le loro porte anche dopo le ore 14.00 per permettere agli studenti di portare avanti attività come sport, teatro e musica, ma anche lingua inglese e discipline digitali.
  • Molti anche i laboratori che verranno portati avanti direttamente in classe, come parte integrante quindi dell’attività scolastica capace di garantire ai bambini e ai ragazzi l’opportunità di mettere subito in pratica ciò che è stato studiato sui libri di scuola.

 

Si è parlato molto in questi ultimi tempi anche della possibilità per alcuni istituti superiori di trasformarsi, accorciando l’offerta formativa da 5 anni a 4 anni soltanto. I licei brevi, come vengono definiti, effettivamente verranno testati sul territorio italiano in ben 100 classi, ma solo nell’anno scolastico 2018-2019. Quest’anno però gli istituti che vogliono partecipare al programma devono presentare un progetto entro la fine del mese di settembre.

 

Si tratta insomma di una scuola sempre più versatile, che vuole prepare i giovani al mondo del lavoro e che vuole garantire una cultura sempre più vasta e capace di toccare ogni possibile disciplina, anche quelle che sino a qualche tempo fa non erano previste nei programmi ministeriali. Si tratta di una scuola quindi moderna, che vuole rispondere alle esigenze dei bambini e dei ragazzi di oggi, sempre più assetati di conoscenza, sempre più desiderosi di fare esperienze nuove ogni giorno.

 

Una scuola però per potersi dire davvero moderna deve anche essere tecnologica e digitale. Anche da questo punto di vista sono molte le novità che il 2017-2018 porta con sé:

  • Sempre più scuole adotteranno il registro elettronico. Si spera in questo modo di riuscire nel corso dei prossimi anni ad eliminare del tutto il registro cartaceo, fonte di possibili errori durante le trascrizioni, che può essere perso oppure rovinarsi, che deve essere conservato fisicamente in appositi spazi.
  • Molti laboratori professionalizzanti nel digitale saranno attivati nelle scuole secondarie, così da garantire anche in questo settore una formazione adeguata degli studenti e da abituarli alle tematiche relative a tutte le nuove professioni che il digitale sta fortunatamente creando.
  • Saranno realizzati ambienti sempre più innovativi, soprattutto nelle zone di periferia dove purtroppo la dispersione scolastica è ancora oggi sin troppo evidenze. In ambienti moderni, innovativi, tecnologici, con molti strumenti all’avanguardia, la dispersione scolastica risulta infatti minore.
  • Si cercherà di studiare in modo più approfondito i vantaggi dell’utilizzo di device personali in classe, in modo particolare dei tablet, che potrebbero essere davvero gli strumenti del futuro per i bambini e i ragazzi così da poter eliminare i libri scolastici.
  • Il personale scolastico verrà debitamente formato sui temi del digitale, per riuscire a garantire un’educazione eccellente per i bambini e i ragazzi.

 

Le novità che l’anno scolastico 2017-2018 porta con sé non si fermano però soltanto a questo. C’è un impegno davvero molto importante anche dal punto di vista della salute, impegno che si modula sostanzialmente sue due importanti punti, quello dei vaccini e quello dell’alimentazione:

  • Come di sicuro saprete sono diventati obbligatori 10 vaccini in Italia per tutti i bambini e i ragazzi da 0 a 16 anni di età. L’accesso alla scuola è negato solo ai bambini non vaccinati sino ai 6 anni di età. I ragazzi più grandi possono invece accedere comunque alla scuola dell’obbligo, ma i loro genitori verranno sanzionati in modo piuttosto pesante.
  • Per garantire la protezione della salute dei bambini e dei ragazzi più deboli che non possono essere vaccinati a causa di problemi di salute importanti, è stata presa una decisione che riguarda la composizione delle classi. I bambini e i ragazzi che non possono essere vaccinati infatti verranno inseriti solo ed esclusivamente in classi composte da bambini vaccinati oppure già immunizzati.
  • Per quanto riguarda l’alimentazione, le mense scolastiche diventano sempre più parte integrante dell’educazione dei bambini e dei ragazzi, quasi come se il momento del pasto fosse una lezione a tutti gli effetti. Proprio per questo motivo le diete offerte a bambini e ragazzi sono sempre più bilanciate e studiate con esperti del settore e si cerca di garantire quanto più possibile alimenti biologici e a chilometro zero.

 

Le novità che il 2017-2018 porta con sé nascono quindi per cercare di garantire a bambini e ragazzi un’educazione migliore, ma anche salute e benessere, perché la scuola non dovrebbe mai essere solo un luogo di studio e di nozioni, ma un ambiente salutare dove i bambini e i ragazzi possono crescere indisturbati.

 

Ovviamente è già uscito anche il calendario dell’anno scolastico 2017-2018. Per prenderne visione vi rimandiamo però ai siti istituzionali del vostro comune, della provincia o della regione. Ogni regione infatti ha un calendario diverso dalle altre. Vi ricordiamo infine che dal punto di vista delle spese, i genitori non dovranno sborsare un prezzo maggiore rispetto agli anni passati. Per le scuole medie e superiori il prezzo infatti dovrebbe aggirarsi, tra libri di testo e acquisti di cartoleria, mediamente intorno ai 300 euro, proprio come gli anni passati.

Diventare un professionista dell’Home Staging

Avete finito le superiori e non avete idea di cosa fare del vostro futuro? Vi si presentano alcune alternative davanti da scegliere molto velocemente se non volete sprecare il vostro tempo:

Scegliere una facoltà ed imbarcarvi in uno studio di anni e anni di percorso universitario. Questo comunque non sarà certo garanzia di lavoro assicurato. Questo ve lo dovete mettere in testa. Specialmente se non avete ben chiaro quale facoltà volete frequentare. Quindi state facendo una scelta al buio, senza grande convinzione nè grande passione.

Andate a cercarvi un lavoro con il diploma ottenuto. In questo caso sicuramente è allettante il fatto di avere uno stipendio a fine mese. Ma a quali lavori potreste aspirare avendo solo un diploma? Camerieri, commessi o, se siete fortunati e avete qualche santo in paradiso, impiegato generico. Oggi vogliamo suggerirvi un settore in grandissima espansione: l’Home Staging.

Cosa è e cosa serve l’Home staging

L’Home Staging è la specializzazione che permette al professionista di valorizzare, con degli accorgimenti e degli interventi, una casa. L’intervento di Home Staging può essere apportato ad una casa già abitata e dove i proprietari decidono di fare degli interventi di miglioramento senza sconvelgere tutto e senza fare costosi lavori. Questo può essere un caso. Però il caso tipo di un intervento di home staging è verso una casa che deve essere venduta. Qui entra in campo risolvendo due problemi che il proprietario si trova ad avere:

Venderla al prezzo più alto. Farci un guadagno fra il prezzo con il quale avevate comprato una casa e sul prezzo con il quale riuscirete a venderla. Questa differenza di prezzo sarà il vostro guadagno.

Venderla il prima possibile. Il tempo è denaro, quindi tenere sul mercato una casa vuol dire perderci del tempo. Una casa che ha avuto un intervento di Home Staging si vende prima e meglio.

Certo l’intervento di un professionista di Home Staging ha un prezzo, come ha un prezzo gli interventi di miglioramento che il professionista vi indicherà, però tutti questi costi saranno ripagati dal maggior prezzo di vendita e dalla rapidità della conclusione della vendita.

 

Proprio in un periodo di crisi del settore immobiliare come questo, più che mai sarà importante una figura professionista dell’Home staging. Potete frequentare dei corsi presso le associazioni che promuovono questa professione. Poi percorrere la strada della libera professione. Ricordatevi che la professionalità di questo nuovo lavoro si acquisisce con un’apprendimento continuo, con il confronto, con la curiosità. Se vi mancano queste caratteristiche l’home staging non fa per voi.

 

Quali sono le ultime normative per chi vende il proprio oro ai Compro oro.

Vi sono moltissime persone che, per necessità o per convenienza, scelgono di vendere i propri gioielli presso uno dei tanti compro oro della propria zona. Purtroppo molti sono stati i casi i riciclaggio di soldi e proprio per questo motivo sono state introdotte, nel mese di Maggio 2017, delle normative per prevenirlo.

Tra gli aspetti che sono affrontati all’interno delle normative, ve ne sono alcuni molto importanti da conoscere per evitare di andare contro la legge e dover pagare delle sanzioni.

 

Importantissima è la nuova definizione di ”compro oro”, che sta ad indicare tutte quelle attività commerciali che si occupano di acquisto, commercio o rivendita di oggetti d’oro, che devono essere necessariamente iscritte al registro dei compro oro dell’OAM (per farlo devono però possedere la licenza per attività riguardanti oggetti preziosi, in questo caso usati oppure destinati alla fusione).

 

Vi è inoltre stato un abbassamento della soglia del contante che i compro oro possono pagare al cliente. È stato imposto infatti un limite di 500 euro in contanti (mentre prima era pari a 1000 euro), che se venisse superato provocherebbe il pagamento di sanzioni salatissime sia per i gestori dell’attività, che del cliente che non ha dichiarato l’anomalia.

Oltre quella somma è necessario un pagamento tramite bonifico su un conto corrente apposito e la compilazione di una scheda contenente tutte le informazioni sulla vendita/acquisto dell’oro. Se Le informazioni nella ricevuta comprendono aspetti come i dati identificativi del cliente, la data dell’operazione, la valutazione dell’oro, il prezzo finale e la descrizione del bene in questione. La conservazione della scheda sarà conservata dal compro oro per una durata di 10 anni, in modo da garantire una migliore qualità e trasparenza del servizio. Come si può capire, l’identificazione della clientela è importante e si trova alla base della normativa antiriciclaggio.

 

Anche la segnalazione delle azioni sospette a chi di competenza è uno dei ”punti forza” delle nuove normative in vigore. Vi sono infatti multe salate per i trasgressori, che riguardano sia il gestore del compro oro, che la persona che vi si rivolge per vendere i propri beni. Se l’esercizio in questione dovesse risultare abusivo, si potrebbe andare incontro alla reclusione (di durata fino a 2 anni) e ad una multa compresa tra i 2000 e 10000 euro.

In caso di non rispetto regole o mancata comunicazione all’oam dell’esercizio dell’attività si può andare incontro ad una multa fino a 5000 euro, mentre se la comunicazione viene dichiarata entro 30 giorni dalla data della sanzione si pagherebbe circa la metà.

I controlli vengono eseguiti dalla guardia di finanza, che ha il compito di assicurarsi che non vi siano stranezze nella compravendita dell’oro, ma anche che non vi siano manomissioni degli strumenti di peso.

Scapole alate e ginnastica posturale

Scapole alate: la ginnastica posturale per correggerle

Scapole alate: la ginnastica posturale può aiutare? La scorretta postura può causare diverse conseguenze alla schiena, sopratutto quando si tratta di posizione errate già a causa di scoliosi posturali, cifosi o
lordosi. Nel caso delle scapole alate, si tratta di un difetto evidente di una posizione errata legata alla cifosi, in cui la schiena si curva nella parte superiore, formando un effetto non naturale nella scapola. Si può correggere? Alcuni esercizi di
ginnastica posturale sono in grado di formare un valido aiuto per trattare questo problema.
Cosa sono le scapole alate Chi segue il
corso personal trainer
sa come si può correggere la posizione errata dell’assetto di alcuni distretti muscolari e osseo-articolari tramite esercizi specifici. Nel caso della scapola, si parte dal fatto che è parte dell’articolazione
della spalla
ma quando si diagnostica una scapola alata, è perchè la sua collocazione è anomala. L’asse delle clavicole ? pi? lungo rispetto al solito e si visualizza con un distacco tra le scapole che porta anche ad un dorso anteriore ampio e piatto.
Le scapole alate sono, quindi, il risultato del distaccamento dal torace in avanti. La scapola si trova sollevata rispetto alla cassa toracica, troppo vicino alla colonna vertebrale e fonte di un assetto scorretto della schiena, seppur non comporta dolore
inizialmente (spesso la postura scorretta si manifesta durante l’adolescenza). I problemi possono arrivare in seguito, quando dopo anni può causare
difficoltà nei movimenti del braccio, dolore tra le scapole e una deformazione permanente che si nota nella schiena. Questo accade perch? si possono anche associare problemi di scapola alata con la cifosi del rachide e il dorso
si rende curvo, impedendo l’accrescimento e la completa distensione del muscolo pettorale. Si carica cos? minor peso sul deltoide e sul tricipite brachiale.

La scapola alata si può manifestare in una sola parte del corpo, essendo monolaterale, oppure bilaterale quando questo vizio di posizione interessa entrambe le scapole. Nella fase adolescenziale, quella in cui l’ossatura si sta
formando, tale postura può modificare la simmetria della schiena e la scapola alata si pone come un problema da correggere. La ginnastica posturale può aiutare nel modificare la postura del corpo, tramite esercizi di ginnastica correttiva mirati al problema
delle scapole alate.

Esercizi in palestra per le scapole alate Spesso vengono utilizzati esercizi a corpo libero di ginnastica posturale per le scapole alate, da svolgere sia in palestra, sotto la
supervisione di un trainer posturale, sia a casa, una volta acquisita la tecnica. Un training mirato di ginnastica posturale può supportare nello
sviluppo dei muscoli coinvolti nel problema della scapola alata, in modo da correggerne l’assetto. Si parte dallo sviluppo del muscolo trapezio centrale, del romboide, del deltoide posteriore e il muscolo gran dentato, senza insistere sul gran
dorsale, che non ? cos? incisivo per la correzione delle scapole alate. Gli esercizi di ginnastica posturale possono usufruire anche dei macchinari come il pullover, la lat machine e il macchinario rematore, in grado di agire sui muscoli giusti. Nel caso degli
esercizi al rematore, si deve partire con una posizione prona sulla panca, come per gli esercizi a corpo libero per la scapola alata che includono le alzate laterali con manubri. Questi esercizi agiscono sul deltoide posteriore: si parte distesi, con il tronco
prono sulla panca, e si eseguono le alzate laterali per potenziare la schiena. Sempre a corpo libero, si possono eseguire esercizi di rack row per aumentare la forza della muscolatura nel distretto del cingolo posteriore. Si parte in piedi,
con il busto contratto e le anche sollevate, per arrivare a sollevarti fino alla sbarra, da toccare con lo sterno. Le scapole devono essere in posizione corretta ovvero retratta e depressa. Esiste poi un esercizio specifico detto scapula push up, in cui si
inizia con le scapole retratte e depresse, da tenere in tale posizione per un paio di secondi, per poi protrarle attivando il muscolo dentato anteriore. Si mantiene anche qui la posizione qualche secondo e poi si ripete. Per chi volesse
correggere il problema delle scapole alate con il Pilates, sono presenti anche in questo caso degli esercizi mirati con l’elastico; vanno sempre inseriti in un programma di ginnastica posturale globale, per non alternarli con esercizi dannosi.
L’esercizio principale si effettua tenendo l’elastico tra le mani con le braccia in avanti e stimolando l’adduzione scapolare e l’abduzione dell’omero. Diversi altri allenamenti possono essere fatti con
trazioni e stacchi, face pull e trapezi con scrollate. Si possono inserire questi allenamenti all’interno di una scheda di allenamento posturale dedicata alla schiena, da seguire per un periodi di tempo lungo (circa 1 anno) e almeno 2 volte
a settimana.

Trapezi con scrollate o Shrug Kelso si tratta della base di un esercizio che coinvolge gli adduttori delle scapole, e della sua variante. Si parte su una panca inclinata di circa 60 gradi, impugnando manubri
o bilanciere, effettuando delle scrollate che siano perpendicolari al pavimento. In tal modo si attivano i muscoli interessati tramite un inclinazione maggiore della panca, che rende i trapezi pi? reattivi, finch? non si riesce ad arrivare a lavorare in modo
verticale. Correggere le scapole alate in età adolescenziale L’atteggiamento posturale è alla base della salute dell’apparato scheletrico e della muscolatura sovrastante, quindi va subito valutato un
programma di ginnastica posturale nel momento in cui si presenta questo problema delle scapole alate, molto diffuso tra i ragazzi di età 12-14 anni. La postura scorretta e le sue conseguenze devono essere subito valutate nell’adolescente da
un trainer capace, che saprà stilare un training di correzione del vizio posturale tramite la pratica della ginnastica correttiva.

I risultati saranno diversi in base all’età del soggetto, dato che la muscolatura può reagire in modo differente, ma è importante non trascurare in nessun caso
tutte le regioni muscolari della schiena, per donare una migliore estetica oltre che una correzione del vizio di postura.

La scheda di allenamento della palestra andrà seguita da un trainer posturale, stilata in modo equilibrato ma anche aiutata dall’atteggiamento quotidiano di postura corretta: non stare troppo curvi, sciogliere
le spalle periodicamente e sgranchirsi le gambe spesso!

 

pizzaiolo

Il lavoro di pizzaiolo

Il lavoro di pizzaiolo: conviene o meno?
Per chi ama non solo gustarsi una buona pizza spesso e volentieri, ma anche per chi vorrebbe lavorarci impastandola, è importante chiedersi se il lavoro di pizzaiolo è un lavoro conveniente.

Ovvero, quanto si si guadagna tra impasti e condimenti in pizzeria? Sono diversi i fattori da prendere in considerazione per capire se conviene diventare dei pizzaioli a tutti gli effetti, dato che molto dipende dalla pizzeria in questione, dalla propria abilità e da quanto investimento è stato fatto sulla propria professione, frequentando un corso da pizzaiolo o corsi specialistici nel settore.

Il guadagno di chi lavora in pizzeria
Come per molte professioni, lo stipendio base in questo settore presenta una normativa legata alle attività della ristorazione e del settore alberghiero. Non si tratta di compensi basati sopra una professionalità ben specifica ma sulle mansioni piuttosto, dato che la prospettiva parte dal fatto che il pizzaiolo non è una professione riconosciuta con un Albo di iscrizione o normative particolari, come molti vorrebbero e come un disegno di legge propone da anni.

In definitiva, la legge la inquadra come una libera professione, che fa parte delle mansioni dei pubblici esercizi e del turismo, ed è regolamentata dal CCNL Turismo Confcommercio – Pubblici esercizi – rinnovo 30/11/2016. Nel CCNL è presente la figura dell’operatore pizza al quinto livello nel contratto nelle aziende alberghiere e il pizzaiolo al quarto livello nei pubblici esercizi ovvero ristoranti, pizzerie, pub, etc.
Inoltre, pensando ad un capo pizzaiolo, si può pensare di inquadrarlo al terzo livello, a causa delle responsabilità che riceve.

L’operatore pizza è considerato un lavoratore che presta la propria attività in aziende con processi standard, senza caratteristiche che lo rendano responsabile dei processi stessi. Si limita a seguire le direttive per creare ricette già decise, prepara e cuoce impasti già predisposti per la somministrazione e provvede alla pulizia della postazione di lavoro e delle attrezzature cucina.

A livello di stipendi si parte da un compenso netto di circa 1.400 euro per 40 ore settimanali per arrivare con il quarto livello a circa 1.500 euro. Non sono valutate indennità particolari, premi, etc. che in ogni settore possono comparire.

Cosa deve fare un pizzaiolo?
Le mansioni del pizzaiolo sono sostanzialmente scandite dal lavoro di cucina, partendo dalla preparazione degli impasti e dalla predisposizione degli ingredienti per il condimento (dal pelare le patate al creare le salse, etc.). Le attività che seguono di farcitura e cottura, sono poi seguite dalla gestione e pulizia del forno e degli attrezzi.

In alcuni casi le responsabilità del pizzaiolo sono maggiori, dato che pensa anche agli ordini dei fornitori delle materie prime, e alla creazione di nuove ricette per variare il menu, secondo la sua creatività.
E questo già è un ruolo che potrebbe essere definito di mastro pizzaiolo e non di semplice esecutore oppure operatore pizza, come viene definito nel CCNL. Un pizzaiolo professionista non lavora secondo processi standardizzati ma con creatività e autonomia, e per questo le sue mansioni spesso vengono compensate in maniera differente anche a livello economico.

La preparazione e manipolazione dell’impasto, comunque, rappresenta una fase fondamentale dell’abilità del pizzaiolo anche per le scelte di lievitazione che fa, che possono essere quelle di creare una pizza a lunga lievitazione (magari 72 ore), leggera e digeribile.
Le mansioni del pizzaiolo comprendono anche la preparazione degli ingredienti che non siano già pronti, quindi ovviamente non dovrà predisporre molto per apporre sulla farcitura la mozzarella già pronta per le pizzerie o le alici per la Marinara, ma sicuramente dovrà invece tagliare e predisporre le verdure, le patate o altri ingredienti che necessitano di una lavorazione (detta manipolazione).
Segue la cottura, che può essere eseguita con un forno a legna oppure un forno elettrico, a seconda delle scelte della pizzeria.

In fase finale, il pizzaiolo dovrà attenersi alle regole igienico-sanitarie dell’HACCP per la pulizia della cucina e degli attrezzi da lavoro, in modo da evitare contaminazioni e problematiche sulla sicurezza alimentare della pizzeria.
In alcuni casi, come già detto, i pizzaioli sono anche addetti al contatto con i fornitori, per gli ordini relativi agli ingredienti che ogni giorno vanno rinnovati, per questo possono essere anche autonomi e decidere di variare il menu periodicamente, in accordo con la gestione della pizzeria. Si tratta di una responsabilità superiore, che comporta un’esperienza notevole nella gestione del lavoro e delle proposte, ma che deve essere il punto di arrivo di un aspirante pizzaiolo.

Il lavoro in pizzeria tra orari e straordinari

Secondo le normative standard, gli orari di un pizzaiolo sono di 40 ore settimanali, valutando 8 ore per 5 giorni. La realtà del mondo del lavoro, spesso, comporta invece degli orari ampliati o modificati, dato che le pizzerie in molti casi sono aperte 6 giorni su 7 e si lavora con turni di 6 ore in alcuni casi, oppure di 8 ore su 6 giorni.
Per non parlare dei casi in cui il turno in pizzeria è “doppio” quando si lavora a pranzo e poi anche a cena. Insomma, le varianti pratiche comportano degli orari anche a seconda del tipo di locale in cui si svolge la propria attività.

Una pizzeria a taglio è aperta dalla mattina fino alla sera, con turni che possono variare da 6 ore, oppure da 8 ore sovrapponendosi a pranzo quando c’è più richiesta ad esempio. Una pizzeria ristorante, può lavorare quasi solo di sera, con orari dilatati dalla preparazione delle 18,00 alla mezzanotte circa, oppure nella stagione estiva anche molto maggiori. Le pizzerie turistiche, infatti, lavorano spesso 7 giorni su 7, a pranzo e a cena con orari che partono dalle prime ore serali per chi vuole mangiare anche alle 18, fino alle ore piccole.

I turni di lavoro di solito includono il fine settimana dato che si tratta del settore turismo e ristorazione, dove ovviamente c’è molto lavoro proprio nei giorni liberi. Il contratto del settore turismo e pubblici esercizi in diversi casi prevede che sabato e domenica siano giorni da valutarsi come gli altri, quindi non li calcola come festivi, mentre gli orari extra al di là delle 40 ore andrebbero valutati come straordinari.

Il lavoro da pizzaiolo può essere ottimamente remunerato se si inquadra in un’ottica di professionalità, esibendo creatività nella gestione delle pizze, soluzioni per ingredienti e impasti di qualità, capacità di gestire i flussi di lavoro anche intensi e, eventualmente, il personale che collabora. Di certo per iniziare spesso si lavora come operatore pizza in modo più manuale e meno creativo, ma la pratica è fondamentale per diventare dei maestri pizzaioli, magari un domani persino dei pizzaioli acrobatici, mai mettere limiti alla propria professionalità!

Dire no agli errori di traduzione è possibile: ecco la soluzione ai vostri problemi linguistici

Sono ancora oggi molto numerose le persone che credono che la traduzione possa essere considerata semplicemente come la trasposizione di un testo da una lingua all’altra. Coloro che vedono la traduzione da questa prospettiva, sono soliti andare alla ricerca di un parlante bilingue per la trasposizione dei loro testi: si tratta di persone che conoscono alla perfezione due lingue e che le parlano sin da quando sono nati. Lasciando un testo in mano ad un parlante bilingue è facile però che alla fine del lavoro qualcosa non funzioni, errori di traduzione che fanno comprendere che un parlante bilingue non è necessariamente anche un traduttore.

Gli errori in cui è possibile incorrere più di frequente sono:

Errori di ortografia e di grammatica. Soffermatevi per un attimo a riflettere su una cosa: tutte le persone che vivono in Italia conoscono l’italiano, ma tutte lo conoscono alla perfezione? Assolutamente no. Ogni giorno avete sotto gli occhi esempi di persone che non sanno la grammatica, che non conoscono i congiuntivi, che sbagliano a scrivere alcune parole di uso comune. Un parlante bilingue quindi non necessariamente conosce le due lingue in modo davvero impeccabile ed è possibile che, se non ha fatto studi di alto livello, incorra in errori di ortografia e grammatica anche piuttosto banali.

Errori di contesto. La contestualizzazione è davvero molto importante. Dovete rendervi conto infatti che in ogni lingua le parole possono avere vari significati e che è quindi fondamentale scegliere quello più adatto in base al contenuto di riferimento. Una persona bilingue può non riuscire ad interpretare un testo, a capire il contesto, né conosce necessariamente i significati insiti in ogni termine.

Errori relativi al background culturale. Il testo tradotto deve riuscire ad arrivare al cuore dei lettori di quello specifico paese. Affinché questo sia possibile è necessario conoscere i neologismi che in quel paese vengono costantemente utilizzati e le tradizioni linguistiche portate avanti da decenni. Affinché questo sia possibile è necessario altresì conoscere la cultura locale e le differenze con quella a cui il testo di partenza appartiene. Capite bene che una persona bilingue non necessariamente conosce tutto questo, nozioni infatti che è possibile apprendere solo con studi davvero molto approfonditi.

Tutti gli errori di cui vi abbiamo appena parlato sono possibili quindi perché un parlante bilingue è in grado di trasporre un testo da una lingua all’altra, ma non necessariamente di effettuare una vera e propria traduzione. Una traduzione infatti non è mai una semplice trasposizione, ma un lavoro molto più complesso: tradurre un testo significa anche interpretare il suo contenuto nel modo corretto, trovare i termini migliori e il registro più adatto a seconda del target di riferimento, degli aspetti culturali del paese e dell’uso che di quel testo è necessario fare.

Per evitare tutti questi errori e ottenere una vera e propria traduzione di un testo anziché una mera trasposizione, dovete necessariamente quindi scegliere i servizi di traduzione professionale che le agenzie specializzate nel settore vi offrono. I traduttori e i revisori specializzati che lavorano alle spalle delle agenzie sono professionisti che hanno effettuato un lungo corso di studi e che sono stati debitamente formati per riuscire a tradurre ogni tipologia di testo, sia che si tratti di un testo di narrativa, sia che si tratti di un saggio specialistico, sia che si tratti di un testo per il web. Sono persone che hanno una lunga esperienza alle spalle, che non commettono gli errori in cui un parlante bilingue potrebbe incorrere, che sono attenti osservatori del testo e del target di riferimento, che sono in grado anche al testo tradotto lo stesso potere e la stessa energia che possiede nella lingua originaria.