Archivio mensile:giugno 2017

Le resistenze: misurazione “manuale” o digitale

La presenza delle resistenze nella vita quotidiana

Le resistenze sono elementi essenziali all’interno di un circuito elettrico. Hanno il compito fondamentale di tarare il circuito permettendo il passaggio di una quantità determinata di Volt.

I professionisti e gli hobbisti dell’elettronica lo sanno molto bene: le resistenze sono ovunque, anche se non visibili, e rendono possibile il funzionamento di tutto un insieme di oggetti della vita quotidiana di cui non si saprebbe fare a meno: elettrodomestici, computer, smartphone, automobili, …

Il valore della resistenza: l’indicazione del costruttore

Per sapere il valore che una resistenza assume, vi sono due modi.

Il primo è quello di “leggere” il valore indicato sulla resistenza, tramite delle fascette colorate presenti sulla superficie stessa della resistenza. Sono i costruttori a fornire questo valore, utilizzando due parametri, cui chi acquista la resistenza farà riferimento per scegliere in base alle proprie necessità.

I due parametri sono il valore nominale e la tolleranza.

Il valore nominale è la massima potenza che la resistenza è in grado di dissipare sotto forma di calore, attraverso la superficie senza che la sua costituzione subisca modificazioni. È il cosiddetto “effetto joule”, che è collegato alla temperatura esterna in una relazione indiretta: più la temperatura esterna è elevata, minore sarà la potenza dissipabile, e viceversa.

La tolleranza non è altro che uno scarto percentuale massimo rispetto al valore nominale, all’interno del quale si colloca il vero valore della resistenza.

Sul corpo della resistenza sono dipinte delle bande colorate: si tratta di un codice internazionalmente riconosciuto, secondo il quale ad ogni colore e ad ogni posizione corrisponde un preciso valore.

Le prime due bande (o tre, a seconda dei casi) stanno ad indicare il valore nominale; la terza (o quarta) rappresenta un valore moltiplicativo, mentre l’ultima individua la tolleranza.

La conversione dei colori nei numeri corrispondenti darà il valore della resistenza, espresso in Ohm.

La misura del valore della resistenza con un tester digitale

Esiste un altro modo per sapere quale sia il valore effettivo di una certa resistenza. E senza l’influenza della tolleranza.

Si ricorre in questo caso ad un apparecchio, il tester digitale, in grado di misurare diverse grandezze elettroniche, come la tensione (che si misura in Volt), la corrente elettrica (unità di misura Ampere) e la resistenza. Intesa questa volta come la tendenza di un corpo sottoposto ad una tensione elettrica ad opporsi al passaggio della corrente. I tester sono facilmente reperibili, sia in qualsiasi negozio di elettronica e fai da te, sia online sui siti di e-commerce dedicati al settore.

Ne esistono ovviamente diversi modelli prodotti da più marchi, ma il loro funzionamento è lo stesso per tutti.

Come è strutturato il tester digitale?

Per comodità descrittiva, si può suddividere il tester digitale in tre parti: uno schermo su cui leggere il risultato della misurazione; un selettore rotativo per scegliere la grandezza da misurare; delle boccole, ovvero dei fori attraverso cui il tester sarà collegato alle sonde che permetteranno di effettuare l’operazione di misurazione.

Il tester funziona attraverso due sonde, ovvero i cavi che da un lato vanno inseriti nelle boccole, dall’atro tramite i puntali andranno a “prendere” la misurazione. Il cavo nero sarà usato come polo negativo e andrà inserito nella boccola nera. Il cavo rosso andrà invece inserito in uno dei due fori rossi, a seconda della misurazione da effettuare: in un caso, tensioni, resistenze e correnti fino a 200 mA; nell’altro, le correnti elettriche superiori a 200 mA fino ad un valore massimo che nella maggior parte dei modelli arriva a 10 A.

La resistenza e gli Ohm

Per misurare il valore della resistenza, si scollegherà quest’ultima dalla fonte di alimentazione, in modo che la corrente non la attraversi. A questo punto si sposta il selettore nella sezione contrassegnata dalla lettera ?.

Potrebbe darsi il caso che, partendo ad esempio dal valore di 2000 k? e appoggiando le due sonde ciascuna ad una delle estremità della resistenza, il tester non sia in grado di effettuare la misurazione, perché la portata è eccessiva.

Scendendo di volta in volta a 200 k?, a 2000 ? ed eventualmente a 200 ?, il tester restituirà il valore. Almeno fino a quando la portate dell’apparecchio non sarà inferiore alla resistenza da misurare.

Colloquio di lavoro: come prepararsi ad una delle esperienze più stressanti della vita

Il colloquio di lavoro è senza alcun dubbio una delle esperienze più stressanti nella vita di ogni persona. Anche le persone che hanno una maggiore sicurezza in se stesse si sentono infatti sotto pressione; dopotutto infatti si tratta dell’unica occasione per riuscire ad ottenere quell’impiego, un impiego che potrebbe essere quello della vita, quello che da anni si desidera intraprendere. L’ansia nasce dal dover parlare con persone sconosciute, dal riuscire a rispondere con fermezza a mille domande in pochi minuti appena, dal riuscire a dimostrare in questo breve lasso di tempo la propria professionalità, il proprio talento, le proprie competenze.

Questa situazione frustrante può avere conseguenze nefaste. Molte persone infatti non riescono a sostenere l’ansia nel modo adeguato e si trovano a tentennare anche davanti alle domande più semplici, a sudare copiosamente, a muovere le mani in modo eccessivo e a dare risposte superficiali, incapaci di dimostrare davvero professionalità e competenze. Che fare? La cosa migliore da fare è cercare di prepararsi in modo intenso al colloquio di lavoro.

Reperire quante più informazioni possibile sull’azienda con cui state per andare a colloquio è davvero molto importante, sia che il colloquio venga realizzato direttamente dal servizio risorse umane interno o persino dal direttore dell’azienda sia che invece venga condotto da un’agenzia interinale. Anche cercare di limitare l’ansia è importante, cercando di non parlare al mondo intero del colloquio, cercando di preparare qualche discorso ad alta voce che permetta di sentirsi più forti, coraggiosi, determinati, cercando di praticare qualche attività rilassante che elimini lo stress. Tutto questo però, per quanto importante, non vi porterà al successo. Per riuscire davvero a superare brillantemente un colloquio di lavoro è assolutamente necessario essere preparati ad affrontare ogni tipo di domanda e questo oggi è possibile grazie ad un innovativo servizio.

Stiamo parlando del servizio di preparazione al colloquio di lavoro offerto dalla startup JoJump. Coloro che devono sostenere il colloquio possono chiedere l’aiuto di un professionista delle risorse umane che permette di scoprire quali sono le domande più diffuse ad ogni colloquio, che permette di migliorare le risposte e il proprio atteggiamento, che aiuta ad eliminare ogni fonte di ansia e di stress. Potete persino chiedere un consulto con una persona specializzata nel settore di lavoro per cui state cercando un impiego, in modo da scoprire anche le domande specifiche che potrebbero esservi rivolte e in modo da imparare come riuscire a far comprendere al selezionatore quali siano tutte le tue competenze e perché quindi tu sia perfetto per quell’impegno. Non solo, è persino possibile chiedere una preparazione al colloquio in lingua inglese, oggi sempre più diffuso.

Vedrai che dopo aver ottenuto una preparazione di questa tipologia ti sentirai più che pronto ad affrontare il colloquio e questa volta finalmente non avrai ansia né stress e riuscirai quindi ad impressionare in modo intenso il tuo selezionatore. Non ti resta altro da fare che scegliere allora l’abito adatto e andare subito ad impossessarti dell’impiego che da tempo stai cercando! Con un po’ di preparazione potrà davvero diventare tuo.

La paghetta virtuale. Da oggi è possibile riceverla con un’app

Cari ragazzi, ci rendiamo perfettamente conto che ricevere una paghetta, che sia settimanale oppure mensile, è davvero molto importante. Questa opportunità permette di poter utilizzare il denaro come meglio preferite: per mangiare una pizza insieme agli amici, ad esempio, oppure per andare al cinema, fare un regalo alla fidanzata oppure mettere da parte un piccolo gruzzolo per gli acquisti più importanti.

Talvolta però i genitori sono un po’ distratti, presi dagli impegni quotidiani, dal lavoro e tante scadenze. Capita così che qualche volta si dimentichino di darvi i soldi che avete concordato insieme. Siete quindi costretti a chiederli e questo ovviamente non vi piace. Chiedere questi soldi, nonostante si tratti di denaro che vi spetta, è un po’ come svilire quel senso di indipendenza che i vostri genitori stanno cercando di insegnarvi.

La paghetta virtuale

La soluzione a questo problema esiste: una semplice applicazione per smartphone e tablet che permette di ricevere la paghetta elettronica in modo automatico.

Tutto questo è reso possibile grazie a Tinaba, una novità che promette di rivoluzionare per sempre il modo di condividere il denaro.

Tinaba è un’applicazione che consente di ricevere e inviare una paghetta virtuale. L’app è disponibile sia per iOS che per Android e permette di inviare denaro ai propri contatti oppure appunto dare la paghetta ai figli semplicemente impostando un “Invio ricorrente”.

E se i genitori desiderano modificare l’importo dell’invio ricorrente? Con Tinaba tutto questo diventa davvero molto semplice. Bastano infatti pochi semplici click per modificare l’importo, così come per modificare la frequenza dell’invio del denaro.

Magari siete fortunati e i vostri genitori vogliono aumentarvi la paghetta. Di solito i genitori decidono di aumentare la paghetta ai figli nel momento in cui diventano più grandi, magari con il passaggio dalle scuole medie alle scuole superiori.

Oppure possono decidere di aumentare la paghetta nel caso di successi particolarmente importanti a scuola, una sorta di premio che li aiuti a comprendere che ogni sforzo ripaga. Quindi state attenti in classe e studiate! Anche perché, viceversa, i genitori potrebbero decidere di diminuire la paghetta nel caso di comportamenti sbagliati o brutti voti, una sorta di punizione insomma.

Chi può utilizzarla?

Ma i ragazzi minorenni possono utilizzare questo servizio? Tinaba è pensata sia per i genitori sia per i figli minorenni, basta infatti il consenso di un genitore affinché i ragazzi abbiano a disposizione questo strumento per ricevere una paghetta o gestire i propri risparmi.

Vi consigliamo di parlarne con i vostri genitori e voi, cari mamma e papà, non lasciatevi sfuggire l’occasione di provare questa piccola innovazione.

Piccola sì ma allo stesso tempo rivoluzionaria. Insegnare ai vostri figli l’indipendenza, l’autonomia, il valore del denaro sarà ancora più semplice e non dovrete più ricordarvi di saldare questo piccolo “debito” nei loro confronti.

Grazie a Tinaba voi genitori non solo non dimenticherete di dare la paghetta ai vostri figli ma potrete farlo anche a distanza, in tutta tranquillità, anche se siete ad esempio in viaggio di lavoro all’estero.

Tutte le funzioni dell’app

L’app di Tinaba permette di creare una cassa comune, condividere le spese, raccogliere fondi e risparmiare grazie ad una funzione di risparmio automatico, come il Salvadanaio.

Grazie a Tinaba, voi ragazzi avete la possibilità di scoprire molte più cose sulla gestione del denaro. I movimenti dei soldi sono sempre sotto i vostri occhi, è possibile controllarli in ogni momento ed è facile gestire persino le collette regalo o la raccolta dei soldi per la divisione di un conto del bar.

Genitori e figli non possono insomma che accogliere positivamente questa novità, una novità che rende la paghetta semplice, sicura e capace di garantire ai ragazzi una maggiore dose di responsabilità e di libertà. E in più questa innovativa applicazione è del tutto gratuita!

Tinaba permette infatti di inviare e condividere denaro senza alcun tipo di commissione. Senza dimenticare poi che, una volta registrati alla App, riceverete gratuitamente a casa anche la carta prepagata Tinaba, in modo da poter fare acquisti in tutti i negozi, anche all’estero.