Archivio mensile:gennaio 2017

Eventi scolastici, feste, materiali personalizzati: la stampa online ti da tutto il necessario per la scuola

 

Gli anni della scuola non sono solamente gli anni in cui si studia e si imparano nozioni che ci serviranno nel lavoro che andremo a fare in futuro. Sono anche anni in cui si crea un nostro modo di pensare, in cui ci si appassiona alle cose, in cui si inizia a vedere il mondo con occhi diversi rispetto a quelli di quando eravamo bambini.

Per questo, a scuola non si va solamente per imparare, studiare ed affrontare le interrogazioni. Si collabora con altri ragazzi e con i professori, e spesso proprio le scuole propongono iniziative che coinvolgono i ragazzi in prima persona. Dalle “settimane” per la scienza, per la musica o per la letteratura, alle competizioni, alle iniziative culturali che si iniziano in ambito scolastico (e che in certi casi continuano anche dopo la fine degli studi, diventando per qualcuno addirittura un lavoro!) ci sono poi cose che continuano fuori dalla scuola, manifestazioni che danno modo di incontrarsi con altri ragazzi (pensiamo agli scioperi per i diritti, ad esempio) e per combattere per una causa comune.

Quando si intraprende qualcosa di questo genere, è molto importante farlo bene, con qualità, così da diventare dei veri e propri punti di riferimento per gli altri ragazzi e anche per qualche adulto, con cui rimanere in contatto anche in futuro: quando organizziamo manifestazioni od eventi, è importante investire qualcosa per la personalizzazione.

Pensiamo alle magliette personalizzate, ai volantini che spieghino la nostra causa, ma anche agli striscioni, ai manifesti, ai bigliettini: sono tutte cose che si possono ottenere grazie alla stampa online, e grazie a servizi economici e competitivi che propongono non solo prodotti vari ed originali, ma anche, e soprattutto, a prezzo basso e competitivo, alla portata anche di un ragazzo che non ha la possibilità di lavorare. Tra questi ci sono i prodotti che si possono stampare sul sito Helloprint.it: il logo viene disegnato da noi, e il sito si occupa della stampa e della consegna.

I prodotti personalizzati di Helloprint sono di tantissimi tipi, e sono adatti a manifestazioni, eventi, assemblee, ma anche feste e compleanni: tra i più interessanti troviamo, oltre ai biglietti e ai volantini, le magliette, le borse e buste (utili se dobbiamo distribuire gadget di qualche tipo); ci sono poi le brochure, per focalizzare l’attenzione su un problema, oppure i poster da appendere che possano essere visti da lontano; abbiamo poi i palloncini, che sono più utili per le feste rispetto a manifestazioni di altro genere, e vari tipi di adesivo, da muro, da vetro o da pavimento, che si possono utilizzare per tantissime situazioni.

Tutto ciò che è necessario è uno studente che sia particolarmente bravo a disegnare ed uno che abbia un po’ di dimestichezza con il ritocco fotografico per la digitalizzazione: non serve altro, perché una volta che abbiamo un logo, un simbolo, anche ironico (pensiamo, per un compleanno, alla caricatura del festeggiato) è sufficiente passare il file all’azienda che si occupa della stampa e aspettare la consegna dei prodotti.

Un ottimo modo per imparare, fin da quando si va a scuola, alcune tecniche e metodi che saranno interessanti nel mondo del lavoro, per fini pubblicitari di vario tipo: la spesa contenuta, poi, è un ottimo incentivo a credere in quello che facciamo e portarlo avanti, fino in fondo, nel miglior modo possibile. Una capacità che, nella vita, sarà molto più importante di quanto possa sembrare.

Quando il marchio registrato fa storia, anche d’italiano

La lingua italiana ha una storia plurisecolare, eppure, al di là di regole definite, continua a cambiare, anche in base all’uso, e a includere come comuni parole che non le appartengono: che sia un termine straniero o un marchio registrato.

Nel secondo caso, si chiama volgarizzazione del marchio e uno studioso dell’Accademia della Crusca ha trovato circa duecento esempi, di cui di seguito se ne elencano alcuni.

 

Rimmel

Il mascara è stato inventato dall’azienda di un uomo, il profumiere francese Eugène Rimmel, nel 1964. Oggi Rimmel “significa” mascara in molte lingue, dall’italiano al turco e dal francese all’arabo.

 

Kamut

Questo marchio registrato identifica prodotti alimentari fatti con il grano khorasan, ricco di proprietà nutritive e particolarmente adatto alla pastificazione, ma sconsigliato ai celiaci per la gran quantità di glutine.

 

Brugola

Così la celebre vite esagonale prende il nome dal suo italiano inventore, Egidio Brugola, che la brevettò nel 1945.

 

Rollerblade

I pattini conosciuti da tutti sono stati sviluppati nel 1980 dai fratelli Rollerblade, che ne avevano visto un modello in un negozio di sport e ne erano rimasti incuriositi per le possibili applicazioni nei loro allenamenti di hockey fuori stagione.

 

Scotch

Scotch è il marchio registrato nel 1930 dalla 3M (Minnesota Mining and Manufactoring Company), che per prima ha realizzato il nastro adesivo che ha riscosso un enorme successo per la sua utilità.

 

Post-it

Un altro marchio registrato di casa 3M, che identifica i foglietti adesivi inventati, partendo da un’esigenza personale, da Arthur Fry. Questo ricercatore aveva l’hobby del canto in chiesa e, per trovare più facilmente i testi nel libro, inseriva nelle pagine dei foglietti, che però cadevano a terra a libro aperto. Nel 1977 l’idea per i foglietti parzialmente adesivi con il collega Spencer Silver.

 

Kleenex

Il fazzoletto in cellu-cotton del marchio Kimberly-Clark, creato nel 1914. Rispetto al cotone, il materiale è più economico e il fazzoletto nel 1924 fa il suo debutto come strumento dai molti usi, dallo struccante a quello ancora oggi in pratica per soccorrere in caso di starnuti.

 

Scottex

Sempre di Kimberly-Clark, il fratello maggiore (1907) del Kleenex. Data la sua impermeabilità, le declinazioni si sono ampliate da comune carta assorbente a fazzoletti, tovaglioli e carta igienica.

 

Silk-épil

Con Silk-épil si intende oggi un qualsiasi epilatore elettrico, eppure il marchio registrato è solo di Braun, che ha avviato una gamma tutt’ora in aggiornamento. Particolare successo hanno quelli che si possono usare sotto l’acqua, in modo da alleviare il fastidio della depilazione.

Il primo epilatore elettrico è dell’americana Epilady ed è stato inventato nel 1986.

 

Jacuzzi

Questa vasca è nata per un’utilità ben precisa: creare una versione casalinga delle vasche per l’idroterapia di Kenneth Jacuzzi, sofferente di artrite reumatoide, figlio di Candido Jacuzzi, già noto per l’invenzione di un’elica, una pompa per l’irrigazione e una ventola emittente aria calda. La madre delle vasche dei sogni è dotata di una pompa a immersione. Zio Candido troverà la sua idea sviluppata e affermata dal nipote Roy, nel 1968.  
Potremmo proseguire con numerosi altri esempi, come Nylon, Biro, … A voi l’esercizio di trovarne altri ancora.

Il percorso formativo per diventare traduttore professionale

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Il percorso formativo che è necessario seguire per diventare traduttore professionale può variare a seconda del corso di studi che si è intenzionati a frequentare. Si può optare, per esempio, per una laurea in lingue e letterature straniere o moderne, scegliendo gli idiomi a cui ci si vuole dedicare oltre all’inglese; in alternativa, si può fare riferimento alle scuole e ai corsi per traduttori e interpreti, con lezioni che nella maggior parte dei casi vengono messe a disposizione da parte di strutture private e che, in linea di massima, si concentrano in modo particolare sulle tecniche di traduzione e su quelle di interpretariato. Imparare a distinguere la qualità è l’utilità di tali corsi è molto importante, tenendo anche conto del fatto che ve ne sono alcuni equipollenti rispetto alle lauree triennali.

Naturalmente, una volta che si è ottenuta la laurea a conclusione di un percorso triennale non è detto che ci si debba immettere per forza nel mondo del lavoro: se lo si desidera, si può proseguire con gli studi, arrivando a una laurea in traduzione specializzata, che non è altro che una laurea completa in traduzione di testi tecnici o scientifici, di testi letterari o di testi giuridici. Ciò non toglie che la conoscenza di una o più lingue si possa introiettare e acquisire senza che sia obbligatorio frequentare un corso di laurea: a volte le esperienze in loco – di studio o di lavoro – sono molto più redditizie rispetto a quel che insegnano i libri

Eppure diventare un traduttore professionale non vuol dire solo conoscere una lingua straniera nel miglior modo possibile, ma anche e soprattutto essere in grado di padroneggiarla in tutte le sue sfaccettature: il che significa, per esempio, essere capaci di analizzare un testo e comprendere il contesto in cui è inserito e in cui è stato realizzato. Oltre a questo, è opportuno saper maneggiare e conoscere molteplici tecniche di ricerca, in relazione al trattamento delle fonti e della documentazione. Infine, un’ultima ma non meno importante capacità ha a che fare con la conoscenza e la comprensione della cultura da cui proviene la lingua.

Il percorso formativo che è necessario seguire per diventare traduttore professionale può variare a seconda del corso di studi che si è intenzionati a frequentare. Si può optare, per esempio, per una laurea in lingue e letterature straniere o moderne, scegliendo gli idiomi a cui ci si vuole dedicare oltre all’inglese; in alternativa, si può fare riferimento alle scuole e ai corsi per traduttori e interpreti, con lezioni che nella maggior parte dei casi vengono messe a disposizione da parte di strutture private e che, in linea di massima, si concentrano in modo particolare sulle tecniche di traduzione e su quelle di interpretariato. Imparare a distinguere la qualità è l’utilità di tali corsi è molto importante, tenendo anche conto del fatto che ve ne sono alcuni equipollenti rispetto alle lauree triennali.

Naturalmente, una volta che si è ottenuta la laurea a conclusione di un percorso triennale non è detto che ci si debba immettere per forza nel mondo del lavoro: se lo si desidera, si può proseguire con gli studi, arrivando a una laurea in traduzione specializzata, che non è altro che una laurea completa in traduzione di testi tecnici o scientifici, di testi letterari o di testi giuridici. Ciò non toglie che la conoscenza di una o più lingue si possa introiettare e acquisire senza che sia obbligatorio frequentare un corso di laurea: a volte le esperienze in loco – di studio o di lavoro – sono molto più redditizie rispetto a quel che insegnano i libri

Eppure diventare un traduttore professionale non vuol dire solo conoscere una lingua straniera nel miglior modo possibile, ma anche e soprattutto essere in grado di padroneggiarla in tutte le sue sfaccettature: il che significa, per esempio, essere capaci di analizzare un testo e comprendere il contesto in cui è inserito e in cui è stato realizzato. Oltre a questo, è opportuno saper maneggiare e conoscere molteplici tecniche di ricerca, in relazione al trattamento delle fonti e della documentazione. Infine, un’ultima ma non meno importante capacità ha a che fare con la conoscenza e la comprensione della cultura da cui proviene la lingua.

Come funziona il cardiofrequenzimetro

Il cardiofrequenzimetro è ormai uno strumento di uso comune. Se alcuni anni fa era un dispositivo utilizzato soltanto da atleti professionisti e specialisti del settore, ormai si tratta di uno strumento alla porta di tutti, o quasi. Forse molti ne hanno sentito parlare, ma pochi sanno realmente come funzioni questo dispositivo. Il cardiofrequenzimetro serve per rilevare la frequenza dei battiti cardiaci e spesso viene utilizzato quando il fisico è sotto sforzo e il cuore dunque deve accelerare la frequenza delle pulsazioni.

Questo dispositivo è di solito costituito da due componenti fondamentali. La prima è costituita da un trasmettitore, la seconda da un ricevitore. Il trasmettitore è posizionato in una fascia che l’atleta avvolge intorno al petto. Da questa postazione privilegiata, il dispositivo si occuperà di captare e trasmettere la frequenza dei battiti. Tale frequenza viene rimandata ad un ricevitore appunto, che si trova di solito un una fascia da polso.

Esistono moltissimi modelli di cardiofrequenzimetro, arricchiti di funzioni speciali, che rendono questo strumento utile non solo per rilevare la frequenza dei battiti ma anche per avere altre informazioni utili durante la corsa. Ad esempio il bracciale da polso del ricevitore può essere dotato anche di un orologio o di un cronometro, che aiutino il corridore a sapere quale è il tempo della sua corsa.

Anche i dati relativi alla frequenza cardiaca possono essere semplicemente trasmessi, oppure possono essere fornite indicazioni sulle variazioni della frequenza stessa. In alcuni modelli di frequenzimetro è possibile anche impostare delle soglie specifiche, stabilite in base ai dati fisici del corridore. In questo modo qualora la frequenza si spostasse sopra o sotto queste soglie ci sarebbe un allarme, sonoro o visivo, che indica l’eccesso o il minimo della frequenza. Insomma ci sono varie possibilità e questo strumento sta diventando sempre più leggero, facile da utilizzare e utile per tutti gli sportivi.

Fonte: http://cardiofrequenzimetrodapolso.com/