Archivio mensile:maggio 2015

La facoltà di medicina e i test di accesso

L’Italia sta diventando un paese composto prevalentemente da anziani. Si stima, infatti, che entro il 2030 più di un quarto della popolazione potrebbe avere più di 65 anni. Se consideriamo, poi, che il numero degli ottuagenari è incrementato del 150% negli ultimi 20 anni, possiamo anche comprendere perché, in un tale sistema, il supporto dei servizi medici vedrà, con sempre maggiore evidenza, un mutamento per incontrare le esigenze di questa fetta crescente della popolazione.

La prevenzione e l’assistenza diretta sul territorio, quindi decentralizzata rispetto a quella ospedalocentrica, diventeranno i cardini del nuovo modello sanitario del nostro paese.

Tralasciando il problema, peraltro importante, del calo delle nascite, risulta evidente che la sanità dovrà far fronte al maggior peso economico di soggetti che sono longevi (la speranza di vita media è di 77 anni per gli uomini e 83 anni per le donne), ma spesso afflitti da almeno una malattia cronica, quando non limitati (circa il 18%) da una disabilità che moltiplica i problemi legati alla gestione della vita quotidiana.

Quindi, i principi cardine saranno prevenzione da una parte per mantenere il soggetto sano il più a lungo possibile; assistenza dall’altra per sostenere dove è necessario.

In tutto questo, si rileva una lacuna del sistema nella carenza di personale in ambito sanitario.

Già, perché anche i medici vanno in pensione! I cosiddetti “medici di famiglia”, per esempio, saranno sempre più una rarità nelle regioni del nord. Dai dati della Federazione italiana medici di medicina generale e dell’Ente nazionale di previdenza dei medici si vede che tra il 2013 e il 2020, circa 1000 medici si ritireranno dalla professione. Questa situazione si rivela particolarmente allarmante in tutto il nord Italia non foss’altro che per la maggior densità di popolazione rispetto al sud. E quindi? Servono medici con urgenza! Ma da uno studio condotto recentemente, la professione di Medico si classifica al 9° posto (su 10) tra le più “desiderate”.

Ciò potrebbe dipendere da alcuni fattori, tra cui spiccano:

  • la scarsità di posti presenti presso le facoltà di Medicina, soprattutto al nord.
  • Il lungo percorso preparatorio che la professione richiede.
  • La preferenza dei neodottori italiani (meglio preparati dei colleghi europei) per i paesi stranieri che pagano più degnamente i medici.

 

Se, in ogni caso, si è fortemente interessati alla pratica di questa bellissima professione, sarà, innanzitutto necessario superare i test di medicina per accedere alla facoltà.

Come fare? E’ necessario affidarsi a chi conosce approfonditamente l’argomento e sperimentarsi nelle prove, in modo da impratichirsi nella gestione delle domande ed approfondire eventuali argomenti che, sistematicamente, ricorrono nei test.

Le 60 domande sono superabili con un’adeguata preparazione. Intanto, sarà necessario prendere visione del Decreto Ministeriale che informerà gli aspiranti medici di come sarà il test, del tempo a disposizione, il calcolo del punteggio e la composizione delle graduatorie.

Segnaliamo a tal proposito un pratico e-book di Alphatest, per aiutare gli studenti che si troveranno ad affrontare il Test di Ammissione alle Facoltà di Medicina e Odontoiatria.

Ecco qui il link per scaricarlo gratuitamente.

Successivamente, è necessario vedere il Bando di concorso dell’Università prescelta che aggiunge ulteriori dettagli (per es. giorno, ora e luogo della convocazione,  documenti utili) al D.M. di cui sopra.

Da qui, prendere visione dei propri punti di miglioramento, permette di stendere un piano per cercare di colmare almeno alcune delle conoscenze necessarie che permetteranno il superamento del test. Si può cominciare, per esempio, con una manuale di teoria ed un libro che contiene numerosi quesiti commentati. Si prosegue, poi, con molto esercizio, la gestione dello stress e del tempo che permetteranno di uscire vincenti dalle prove di ingresso.

 

SICUREZZA SCOLASTICA E MONOPOLI ATTRAVERSO LA VISURA CAMERALE

Dalla pagina relativa all’edilizia scolastica del Ministero della Pubblica Istruzione si apprende che :

“La prima fase del Piano per l’edilizia scolastica del governo ha preso il via. Tre i filoni che lo compongono: scuolebelle, scuolesicure, scuolenuove. Solo nella sua prima fase il Piano coinvolgerà 4 milioni di studenti italiani e una scuola su due con oltre un miliardo (1.094.000.000) di risorse stanziate. Il capitolo scuolebelle comprende tutti gli interventi di piccola manutenzione. Nelle scuolesicure sono in programma opere di messa a norma e messa in sicurezza. Rifacimento o costruzione di nuovi plessi, infine, riguardano il filone scuolenuove.”

 

La speranza è che gli istituti scolastici interessati possano essere veramente sicuri, belli e nuovi, visto quanto è successo nel dicembre scorso in un comune ligure, secondo un’inchiesta realizzata da un blog indipendente che cita:

“Il Comune ha infatti assegnato la gara per garantire la sicurezza della scuola elementare attraverso la classica gara al massimo ribasso (quando invece poteva utilizzare criteri diversi). In altre parole chi offre il ribasso più alto vince. I ribassi che apparirebbero quindi “anomali”, in una gara così sono invece validi, anzi validissimi e premiati!”.

Tra le cinque imprese partecipanti  un’azienda si è aggiudicata l’appalto con un ribasso di oltre il 70%.

I numeri della gara: costo dell’intervento a base di gara 206.879,00 euro, importo di aggiudicazione di 110.690,91 euro, e costo complessivo di contratto di 145.700,00 euro. Ovviamente con una somma disponibile (in caso, ad esempio, di varianti in corso d’opera) di ulteriori 61.179,00 euro (che nel caso fossero attribuite alla vincitrice per l’esecuzione di qualche variante farebbero ridurre quel margine del 14.717 % che ha permesso all’impresa sopra citata di prevalere sulla seconda offerta).

Tutto regolare, per carità. Ma può essere condivisibile la scelta di assegnare una gara per la realizzazione di un intervento importante come il “consolidamento statico e miglioramento sismico” di una scuola elementare con il massimo ribasso?

Dalla visura camerale della suddetta società si evince che la stessa ha partecipazioni in altre aziende ben inserite negli appalti pubblici; non solo: la società nel solo 2014 si è aggiudicata diversi importanti lavori per conto anche dello stesso Comune, mettendo così in evidenza il monopolio sul territorio a scapito di altre imprese più piccole e magari in maggiore difficoltà economica e finanziaria.

Sempre dalla visura camerale e dal bilancio si apprende che la stessa era anche socia di due delle aziende presenti in un altro importante intervento nel capoluogo.

In seguito ad episodi come quello citato viene spontaneo chiedersi quanto sia giusto, in ambito di sicurezza scolastica e pubblica in generale, rendere plausibile e legittima una logica di valutazione al ribasso, a favore di aziende che, pur di aggiudicarsi la gara, si potrebbero avvalere di maestranze poco qualificate e materiali scadenti e poco efficaci a garantire la sicurezza dei nostri figli.