Archivio mensile:maggio 2013

Cala l’uso della televisione fra i giovani

Fino a pochi anni fa questo dato avrebbe destato stupore; da recenti ricerche si deduce che sempre meno giovani stanno incollati allo schermo televisivo. Analizzando i dati si evince che i giovani sono sempre più fidelizzati non dallo scomodo televisore visto sempre più come mezzo passivo ma dai computer o dai più moderni tablet. Questa rivoluzione nel modo di vedere i programmi (che oramai sono trasmessi in contemporanea su internet dai canali televisivi) è un fatto recente, degli ultimi anni. I canali televisivi infatti all’inizio hanno visto di mal’occhio il fatto che i giovani seguissero i programmi su internet, temendo chiaramente un crollo dell’audience e quindi degli introiti pubblicitari; invece dopo l’esplosione della pubblicità online (l’unica che sale nei fatturati) hanno iniziato a guardare alla rete come un nuovo canale per veicolare e monetizzare i contenuti. In rete ci sono delle concessionarie online che oramai fanno fatturati di tutto rispetto.
Se un danno magari ci può essere in questa nuova fruizione dei contenuti pensiamo possa essere nel settore cinematografico. Infatti in rete ora spopola fra i giovani lo streaming dove si possono spesso trovare migliaia di film in tutte le lingue. Una volta il vedere un film in rete presupponeva scaricarlo o farselo masterizzare dagli amici. La tecnologia streaming ha permesso di abbattere il problema della pesantezza anche se questa cosa ha aumentato le polemiche sui diritti d’autore. Un altro settore molto seguito dai giovani in rete è il settore Sport Live. Infatti anche nel settore sportivo è possibile seguire tutti gli avvenimenti sportivi in tempo reale. Insomma la rete ha proprio rivoluzionato il mondo della fruizione della televisione da parte dei giovani e chissà quali altri diavolerie future seguendo quella che è una vera e propria rivoluzione tecnologica

Waldmüller è online, il sito di e-commerce con i prodotti scuola di maggiore tendenza e le migliori idee regalo

I ragazzi sono sempre più attenti alle tendenze dettate dalla moda. Li vediamo vestire infatti proprio come gli adulti, li vediamo attenti a scegliere i colori di maggiore tendenza e ad adottare un look moderno e al passo con i tempi che corrono, non solo nel tempo libero ma anche tra i banchi di scuola.

Scegliendo i prodotti scuola delle migliori marche avrete allora la certezza di offrire ai vostri ragazzi solo prodotti alla moda, in modo che anche in classe possano sentirsi sempre a proprio agio e possano esprimere tutto il loro mondo. Senza dimenticare poi che le migliori marche garantiscono prodotti certificati al cento per cento per una sicurezza davvero unica e una grande robustezza per prodotti che possono durare a lungo anno dopo anno. Ma dove acquistare i migliori prodotti per la scuola? Spesso è proprio questa la domanda fatidica, anche perché per molti genitori riuscire a trovare il tempo di andare in giro per negozi insieme ai propri figli è davvero molto difficile.

Ecco che Waldmüller arriva però finalmente online con un e-commerce (shop.waldmueller.it.) davvero perfetto per tutti i bambini, i ragazzi e i teenager. Qui infatti sono presenti solo prodotti per la scuola delle marche migliori, ma anche tante idee regalo di grande tendenza per tutti gli amichetti, bigiotteria per rendere il proprio look unico e tanti prodotti per la cura del corpo.

Ci sono ad esempio i prodotti per la scuola, i peluche e gli accessori Nici, tutti con stampe e grafiche di grande tendenza e dolci animaletti davvero divertenti oppure gli zaini 4You, un po’ più sportivi e comodi ma davvero bellissimi. Tra le idee regalo più belle per le ragazze troviamo anche i bagnoschiuma, i gloss e gli asciugamani di Hello Kitty, per dare un tocco di romanticismo alla propria vita e per restare bambine quanto più a lungo possibile. Sono perfetti invece come idee regalo per i ragazzi gli ombrelli 4You e Scuot, le sveglie e le tazze per la prima colazione. Sono disponibili marchi come Disney, i Puffi e Barbapapà che hanno da anni un successo davvero eccezionale per tutti, per i ragazzi e le ragazze, per i bambini più piccoli e anche, perché no, per gli adulti. Waldmüller pensa ovviamente anche ai fratellini più piccoli con accessori per la prima infanzia morbidi e divertenti.

Lo shop online di Waldmüller è quindi un vero e proprio scrigno di idee dove riuscirete a soddisfare i desideri dei vostri figli, il luogo ideale per ogni idea regalo. Qui avrete la possibilità di acquistare regali per tutti i bambini della famiglia, per la scuola, per l’abbigliamento, per il tempo libero, per un compleanno, per Natale, per una comunione e chi più ne ha più ne metta e non dimenticate che è presente anche una sezione outlet per offrirvi le marchi migliori a prezzi davvero eccezionali.

Sullo Shop di Waldmueller potrete andare alla scoperta del suo meraviglioso mondo di idee.

USB SCUOLA il 22 Maggio a MONTECITORIO con tutto il Pubblico Impiego

Il 22 maggio dalle ore 12 si svolgera’ un presidio a piazza Montecitorio dei lavoratori del Pubblico Impiego. USB anche nella Scuola sta organizzando la mobilatazione, tappa centrale delle vertenze aperte nel nostro settore.


Dopo il successo dello sciopero del personale ATA in Emilia, la mobilitazione in Abruzzo, in questi giorni USB e’ impegnata nel boicottaggio delle prove Invalsi e di tutto il sistema di S-valutazione della Scuola, anche con la proclamazione dello sciopero: il 16 maggio sara’ il turno delle scuole superiori. Un singolo fatto ad esempio ci puo’ indicare la generalita’ di questa lotta: la valutazione delle scuole e il conseguente finanziamento delle “meritevoli” e’ affidato all”Invalsi, un “istituto di ricerca” guidato da dirigenti della Banca d’Italia e della multinazionale del lavoro interinale Adecco (?!).

L’attacco alle condizioni di vita e di lavoro e’ generale: contratti bloccati, precariato, esternalizzazioni e privatizzazioni, “riforma” Brunetta stanno portando tutti i settori del Pubblico Impiego allo sfascio. Aumenta la disoccupazione e lo sfruttamento, tutto questo rende inaccessibili ai ceti popolari diritti fondamentali come istruzione, salute, previdenza, diritto all’abitare e alla mobilita’

La siuazione ci impone la risposta dei lavoratori uniti del Pubblico Impiego per la riconquista dello Stato Sociale per tutti i lavoratori e le loro famiglie.

Locandina e volantone possono essere scaricati dal sito

22 maggio 2013. Il Pubblico Impiego a Montecitorio

diffusi nelle scuole, affisse nelle bacheche sindacali e nelle sale insegnanti e Ata.

Per partecipare/ preparare la manifestazione tutti i lavoratori della scuola interessati, con qualsiasi tipo di contratto, possono richiedere il permesso retribuito “per formazione” del CESTES
aderendo al corso autorizzato dal MIUR che si terrà dalle 9 alle 13 in via dell’Aeroporto 127 Roma (metro A Numidio Quadrato)

alla pagina del sito Roma 22 maggio Corso formazione personale della scuola CESTES

trovate i moduli e la domanda da consegnare alla segreteria della scuola. E’ anche gradita la scheda di adesione da inviare a roma.scuola@usb.it .

I permessi per formazione sono regolati dall’art. 64 del CCNL .
Si ricorda che i docenti possono avere 5 giorni l’anno di permesso e che il Dirigente NON può negarlo.
Per il personale ATA non esistono limiti di giorni, ma il Dirigente per motivi documentati di necessità di servizio può negarlo!

Ogni violazione va contrastata e deve essere segnalata all’email scuola@usb.it.


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Ferie non godute: diffide a tappeto in tutta la Sicilia per fermare il Far West

Tantissimi colleghi in questi giorni ci stanno contattando e chiedendo di intervenire in relazione ad una serie di circolari, frutto della “creatività normativa” di tanti Dirigenti scolastici delle scuole siciliane, con cui si invitano i docenti a tempo determinato a chiedere le ferie a partire dal 12 Giugno oppure si annuncia che saranno attribuite ferie d’ufficio ai docenti precari a partire 12 Giugno oppure che si considereranno i docenti precari “automaticamente” in ferie a partire dal 12 giugno.


Il festival delle leggi indicate è tra le più disparate, andando da diversi articoli del CCNL citati senza cognizione di causa fino al fantomatico art. 5 comma 8 del D.L. 95/2012 superato ampiamente dalla legge di stabilità(228/2012).
Abbiamo deciso di intervenire con una serie di diffide a tappeto in tutte le scuole della regione, per sottrare i colleghi precari all’arbitrio di Dirigenti Scolastici più “realisti del re”, che nella migliore tradizione del Far West colpiscono i più deboli e ricattabili in nome di fantomatici “risparmi” da garantire al Miur.

Ricordiamo ancora una volta che ai sensi dell’ art. 19, comma 2 del CCNL di comparto: “le ferie del personale assunto a tempo determinato sono proporzionali al servizio prestato. Qualora la durata del rapporto di lavoro a tempo determinato sia tale da non consentire la fruizione delle ferie maturate, le stesse saranno liquidate al termine dell’anno scolastico e comunque dell’ultimo contratto stipulato nel corso dell’anno scolastico. La fruizione delle ferie nei periodi di sospensione delle lezioni nel corso dell’anno scolastico non è obbligatoria”. Si ricorda inoltre che le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno stabilito come: “I rapporti di lavoro pubblico contrattualizzato sono regolati esclusivamente dai contratti collettivi e dalle leggi sul rapporto di lavoro privato” (cfr. Cass., Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore P. Picone n. 21744 del 14 ottobre 2009).Invitiamo a non confondere i concetti di “sospensione delle attività didattiche” e di “sospensione delle lezioni”, intendendosi per “sospensione delle attività didattiche” esclusivamente il periodo intercorrente tra il 30 giugno fino al 31 agosto(periodo in cui è interrotto il contratto dei docenti a tempo determinato), mentre per “sospensione delle lezioni” si considerano i giorni in cui i calendari scolastici regionali hanno disposto che non ci sia lezione (vacanze natalizie, pasquali, ecc.)
In relazione all’art. 5 comma 8 della Spending review (L.95/2012) si ricorda che tale normativa è stata superata dalla legge di stabilità (228/2012), che all’art.55, in riferimento all’art. 5 comma 8 della Spending review (L.95/2012) specifica che “Il presente comma non si applica al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario supplente breve e saltuario o docente con contratto fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche, limitatamente alla differenza tra i giorni di ferie spettanti e quelli in cui è consentito al personale in questione di fruire delle ferie”. Nel successivo art. 56 si CHIARISCE che “Le disposizioni di cui ai commi 54 e 55 non possono essere derogate dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Le clausole contrattuali contrastanti sono disapplicate dal 1° settembre 2013”.

Il divieto di monetizzazione dell’art. 5 comma 8 del D.L. 95/2012 non si applica, quindi, al personale docente supplente breve e saltuario o con contratto fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche per l’anno scolastico 2012/2013. Solo a partire dal 1° Settembre 2013, decadendo l’art.19 comma 2 del CCNL, qualora la norma sia applicabile alla scuola (noi dubitiamo che lo sia), i lavoratori potrebbero vedersi detratti dal numero complessivo dei giorni di ferie maturate da liquidare, quelli fruibili durante un eventuale periodo di sospensione delle lezioni compreso nell’ambito del rapporto di lavoro in atto, fermo restando che il Dirigente Scolastico non può in nessun modo collare d’ufficio in ferie. La disposizione di collocazione forzosa in ferie dei lavoratori, pertanto, si configura come illegittima ed arbitraria, in quanto non richiesta e non obbligatoria, sia alla luce delle disposizioni di legge vigenti che degli orientamenti giurisprudenziali, comportando inoltre violazione dell’art. 36 della Costituzione, dove si stabilisce che “Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”, nonché dell’art. 2113 c.c. che afferma: “le rinunzie e le transazioni aventi per oggetto diritti del prestatore di lavoro derivanti da disposizioni inderogabili di legge o di contratti o accordi collettivi non sono valide.”

La scrivente O.S. di conseguenza diffiderà tutti i dirigenti scoalstici che assumeranno comportamenti palesemente illegittimi e anti sindacali, che possono configurare un’ipotesi di “eccesso di potere”, lesivo dei diritti del personale con contratto a t.d., Costituzionalmente garantiti.

La scrivente O.S. si riserva inoltre di procedere contemporaneamente presso l’Ufficio Scolastico Regionale, come già avvenuto nel mese di Novembre nei confronti di altra istituzione scolastica della provincia (procedimento che si è concluso con la revoca del provvedimento illegittimo da parte del Dirigente Scolastico), al fine di ottenere la revoca delle circolari illegittime.
USB P.I. SICILIA – SCUOLA


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Lettera aperta All’On. Ministro dell’Istruzione Prof.ssa Maria Chiara Carrozza

Questa lettera è stata appena spedita al Ministro Maria Chiara Carrozza, per ricordarle che in Italia, benché si sostenga da più parti e da molto tempo di voler segnare l’avvio di un corso contrario, concetti come “merito” e “competenze” sono demagogici e strumentali. Infatti, mentre anche a livello istituzionale si propongono le riforme o le semplici scelte politiche riguardanti il mondo della cultura, della ricerca e dell’istruzione, che millantano la valorizzazione del merito appunto, all’atto pratico il MIUR, in modo sommerso e poco accessibile all’opinione pubblica, disperde risorse umane che, tra l’altro, ha contribuito a formare. Si tratta, nello specifico, dei Dottori di Ricerca che, come non è noto ai nostri politici, sono studiosi studiosi con una formazione scientifica di altissimo livello, corrispondente al più alto grado di istruzione universitaria, accreditata in tutti i Paesi del mondo, spesso con numerose pubblicazioni scientifiche all’attivo, ma che nel nostro Paese non possono contare su un adeguato riconoscimento, neanche ai fini dell’insegnamento.

All’On. Ministro dell’Istruzione Prof.ssa Maria Chiara Carrozza

Con la pubblicazione del decreto Miur 10 settembre 2010, n. 249, in G.U.R.I. 31 gennaio 2011, n. 24, suppl. ord. n. 23, che definisce e disciplina i requisiti e le modalità della formazione iniziale degli insegnanti, è stato previsto che tutti i dottori di ricerca, tutti gli assegnisti di ricerca con anni di servizio presso le università italiane, si sottopongano assieme ai neo-laureati, ad una triplice selezione, per poter accedere ad un corso di formazione iniziale per insegnanti, anche nel caso paradossale che questi studiosi abbiano già maturato anni e anni di docenza nella scuola e che abbiano numerose pubblicazioni scientifiche negli stessi ambiti disciplinari per i quali li si vorrebbe formare. Questo che consideriamo frutto di scelte del tutto sconsiderate prese dal Miur durante le gestioni precedenti ha portato moltissimi dottori di ricerca e assegnisti di ricerca italiani ad aprire un importante contenzioso con l’Amministrazione.

Ora, è noto che il titolo di dottore di ricerca è una qualifica professionale coerente con le definizioni adottate in ambito comunitario, ed è requisito preferenziale per il conferimento da parte delle università di incarichi di docenza o di contratti di ricerca. Quest’ultimi infatti, come ben precisa una nota ministeriale del 12 marzo 1998, protocollo n. 523 (che richiama l’art. 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449) non sono attivabili “con neo-laureati privi di ulteriori titoli di formazione alla ricerca o di documentata ed idonea esperienza per attività di ricerca già svolta, ovvero di curriculum scientifico-professionale adeguato”. Lo conferma nuovamente l’art. 1, comma 10 della L. n. 230/2005, che afferma che “sulla base delle proprie esigenze didattiche e nell’ambito delle relative disponibilità di bilancio, previo espletamento di procedure […] che assicurino la valutazione comparativa dei candidati e la pubblicità degli atti, le università possono conferire incarichi di insegnamento gratuiti o retribuiti, anche pluriennali, nei corsi di studio […] a soggetti italiani e stranieri, in possesso di adeguati requisiti scientifici e professionali […] e a soggetti incaricati all’interno di strutture universitarie che abbiano svolto adeguata attività di ricerca debitamente documentata”.

Senza tenere adeguatamente conto di questi dati, il citato decreto M.I.U.R. 10 settembre 2010, n. 249, dissipando con un’ottusità inaccettabile un fondamentale capitale umano, equipara invece i dottori di ricerca italiani e anche tutti coloro che dopo aver conseguito questo titolo hanno svolto per anni attività di ricerca scientifica sulla base di rapporti di lavoro a tempo determinato (costituiti ai sensi dell’art. 51, comma 6 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, ovvero dell’art. 1, comma 14, della legge 4 novembre 2005, n. 230), a dei neo-laureati, obbligandoli a sottoporsi ad un test a crocette, ad una successiva prova scritta e infine ad un esame orale, al fine di accertare le loro “conoscenze disciplinari”, affinché possano accedere ad un corso di “formazione iniziale” per insegnanti nelle scuole secondarie di primo e secondo grado (scuole medie e superiori).

E tutto ciò calpestando la Direttiva 36/2005/CEE (recepita nel nostro Paese con il D.Lvo 9 novembre 2007 n. 206, che prevede che l’esperienza professionale, intesa quale “esercizio effettivo e legittimo della professione in questione in uno Stato membro” (cfr. art. 3, lett. f), sia “assimila[ta] a un titolo di formazione” purché questa sia pari o superiore ai tre anni. E infatti, molti docenti comunitari con diplomi di laurea esattamente equivalenti a quelli italiani, ma con tre anni di esperienza di insegnamento, sono stati con numerosi decreti dichiarati abilitati dal Miur a svolgere la professione di docente in Italia, scavalcano puntualmente tutti i docenti e tutti i dottori di ricerca italiani anche con una pluriennale esperienza di insegnamento.1

Paradossale è, anche, che tale Direttiva sia richiamata nella modifica al decreto Miur 10 settembre 2010, n. 249, con cui si istituiranno i TFA speciali e che, come il regolamento stesso, non contempla un trattamento adeguato all’alto profilo proprio dei Dottori di Ricerca che dovranno, in base ai decreti attuativi relativi ancora non ufficiali, sottoporsi ad un test di cultura generale per accedere ad un corso di formazione, concluso il quale potranno unicamente svolgere la professione di “docente” esattamente come stanno già facendo da anni.

Non prevedere che studiosi con una formazione scientifica di altissimo livello corrispondente al più alto grado di istruzione universitaria riconosciuta in tutti i Paesi del mondo, spesso con numerose pubblicazioni scientifiche all’attivo, accedano attraverso un canale preferenziale ai ruoli nella scuola è molto grave. Ma permettere che questi studiosi, anche in quei casi in cui abbiano già maturato numerosi anni di esperienza come docenti nelle scuole italiane, direttamente alle dipendenze del Miur, siano ingiustamente scavalcati da docenti con il solo diploma di laurea che arrivano in Italia da altri Paesi della UE, è iniquo e del tutto inaccettabile per un paese civile.

Roma 13 Maggio 2013

Valeria Bruccola e Luca Sartorello

1 Cfr. i Decreti del Miur del 18 novembre 2005, 11 e 28 febbraio 2006, 20 marzo e 14 aprile 2007,17 gennaio e 25 luglio 2011, tutti pubblicati in G.U.R.I., dove ‘semplici’ diplomi di laurea associati ad una esperienza d’insegnamento (con chiamata diretta a seguito di un colloquio) vengono dichiarati titolo abilitante.


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Htc One oppure Xperia Z??

Nel seguente articolo di oggi vi andremo a far vedere le vere e proprie differenze delle caratteristiche tecniche che ci saranno tra l’ HTC One e il tanto discusso smartphone Xperia Z della casa produttrice Sony.
Recensione xperia z:Partiamo con elencare le specifiche dell’ Xperia Z: quest’ ultimo viene considerato da tantissimi fan uno smartphone che potrà dire sicuramente la sua, con esso potremo trovare un processore con 4 core targato Qualcomm con una velocità di calcolo che dovrebbe essere di 1.5GHz, memoria ram da 2GB, e quella di archiviazione dovrebbe essere di 16GB che potrete comunque sia come sempre ampliare grazie ad una microSD, le fotocamere presenti saranno ben due, una posteriore da 13.1 megapixel e una anteriore, display con risoluzione in HD dalla grandezza di 5 pollici,WI-FI,Bluetooth, e la piattaforma dovrebbe essere il classico Android Jelly Bean 4.1.2, batteria 2.330 mAh per un costo di 699 euro. Recensione HTC one: Parlando invece dell’ Htc One che è stato realizzato per battere il GS4 e le specifiche saranno queste: sistema operativo come sempre Android Jelly Bean in versione 4.1.2, display con una diagonale di 4.7 pollici e risoluzione in alta definizione, processore che con tutta probabilità sarà targato Qualcomm Snapdragon 600 a 4 core con una memoria ram da 2GB, due fotocamere, con la possibilità anche di effettuare video in HD. La risoluzione comunque sia dovrebbe aggirarsi intorno ai 1920 x 1080 pixel mentre la velocità del processore a 1,7 GHz, per concludere la memoria di archiviazione sarà di ben 64GB. Tutto sommato due ottimi dispositivi, qualche comprerete??