Archivio mensile:aprile 2013

Lettera alla ministra Carrozza e scioperi contro la scuola-quiz

La ministra robotica e gli indovinelli Invalsi
Gli scioperi di maggio contro la scuola-quiz e la scuola-miseria

Cara ministra Carrozza, innanzitutto complimenti per la rapidissima carriera politica, appena ieri capolista del PD in Toscana, evitando primarie e guerre per bande; e oggi già ministra della (Pubblica, speriamo) Istruzione. Ma ancor più congratulazioni per la sua biografia professionale “picomirandolesca”. Scienziata di fisica nucleare, bio-ingegnera (noi femminilizziamo i titoli) robotica e meccatronica, esperta di domo-robotica e neuro-robotica, risparmio energetico, biotecnologie e biomeccatronica; e in più rettora di Scuola superiore e supervisora di dottorandi e ricercatori, nonché conferenziera globale. Di fronte a tanta scienza, ogni dubbio sulla sua nomina dovrebbe sparire. Eppure un interrogativo ci è venuto in mente: ma di scuola-scuola, delle materne, elementari, medie e superiori, delle condizioni di lavoro e di studio negli istituti, di precari e inidonei, docenti ed Ata, quanto ne sa al momento? E per stare alla stretta attualità, come si concilia la ministra robotica con gli indovinelli Invalsi, con il Sistema di (s)valutazione, con la scuola-quiz e la scuola-miseria, triste realtà che si apre davanti a milioni di giovani, al di fuori dei “fasti” del modello Sant’Anna? E cosa ne pensa della farsa che dal 7 al 16 maggio si ripeterà nelle nostre tormentate scuole con i quiz Invalsi, divenuti metri di misura della qualità dell’istruzione? E contro cui – oltre ad altri temi – abbiamo convocato uno sciopero di tre giorni (il 7 alle elementari, il 14 alle medie e il 16 alle superiori) di tutto il personale della scuola? Qualora non fosse in materia preparata come nella enorme gamma di sue competenze, la inviteremmo a leggere l’Appello (vedi www.cobas-scuola.it) che abbiamo lanciato contro la scuola-quiz e che ha raccolto già molte migliaia di firme di docenti di scuola e Università, uomini e donne della cultura e delle arti – tra i/le quali Pietro Barcellona, Cesare Bermani, Marina Boscaino, Maria Grazia Campari, Luciano Canfora, Donatella Della Porta, Giorgio Israel, Romano Luperini, Moni Ovadia, Riccardo Petrella, Salvatore Settis e Guido Visconti. Nell’Appello si sottolinea che “i quiz standardizzati avviliscono il ruolo dei docenti e della didattica, abbassando gravemente la qualità della scuola” e che “l’inserimento di queste prove, come valutazione dell’efficacia della scuola, spinge i docenti ad abdicare alla loro primaria funzione intellettuale e a piegarsi all’addestramento ai quiz”. L’Appello invita a lottare contro i test Invalsi perché annullano “le soggettività coinvolte nell’atto pedagogico: ad uno studente privo di pensiero critico corrisponde un docente ‘tabulatore’ sempre più lontano dall’autonomia e dalla libertà d’insegnamento”; e perché “l’impostazione standardizzata è assolutamente inadeguata a rilevare il grado di preparazione di uno studente e di un docente, né tanto meno dell’efficacia di una scuola”. L’Appello sottolinea gli interessi di un apparato economico esterno “non interessato a che la scuola miri alla formazione complessiva dei futuri cittadini, ma che vuole che addestri una forza lavoro con competenze generiche e flessibili, capace di adattarsi alla precarietà endemica nel mondo del lavoro”. “Pertanto – conclude l’Appello – chiediamo ai docenti, agli studenti e a tutti i cittadini interessati alla scuola pubblica di aiutarci a fermare la scuola-quiz, il Sistema di (s)valutazione, l’uso di indovinelli per imporre una scuola-miseria, degradata e impoverita per lasciare il posto alla scuola privata e alla mercificazione dell’istruzione e della cultura”. Ci piacerebbe che firmasse anche lei l’Appello, ma forse pretendiamo troppo in così poco tempo. Però, potremmo approfittare dei due sit-in che terremo davanti al suo Ministero il 7 e il 16 maggio per confrontarci su questi temi e sugli altri argomenti per cui lo sciopero (il primo convocato con il nuovo governo) è indetto: e cioè la restituzione a docenti ed Ata del salario rubato con il blocco dei contratti e degli scatti di anzianità; l’annullamento della deportazione dei docenti “inidonei” e dell’espulsione degli Ata precari; l’assunzione dei precari su tutti i posti disponibili; il rifiuto delle prove selettive per entrare a scuola e delle classi-pollaio; la restituzione nella scuola del diritto di assemblea e di contrattazione per tutti/e. Sperando di poterla incontrare presto, le auguriamo di essere inclusa nei prossimi mesi tra i rarissimi politici e politiche di cui si possa dire che hanno lavorato per la difesa e il miglioramento dell’istruzione pubblica.

Piero Bernocchi portavoce nazionale Cobas


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Genitori e partecipazione a scuola: Tavola rotonda

Partecipazione dei genitori e organi collegiali: un evento imperdibile si terrà sabato 4 maggio a Livorno con la tavola rotonda “Scuola e Famiglia: elementi di base per la partecipazione”, organizzata dall’Ufficio scolastico regionale in collaborazione con il Forum delle associazioni dei genitori FoRAGS (AGe, Agesc, Cgd e Moige) e la Provincia di Livorno. L’appuntamento è per sabato 4 maggio alle ore 10.00, presso il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno, in via Roma 234.

Nell’occasione sarà presentato il vademecum “Scuola e Famiglia – Gli Organi collegiali”, realizzato dal FoRAGS Toscana e stampato a cura della Provincia di Livorno.
Si discuterà, poi, della partecipazione attiva dei genitori alla vita scolasticaanche in relazione alle recenti “Linee d’indirizzo” per la partecipazione dei genitori e della corresponsabilità educativa(documento del Ministero dell’Istruzione del 22 novembre 2012).

Alla tavola rotonda, moderata da un giornalista, parteciperanno rappresentanti delle Associazioni dei genitori del Forum, degli studenti e la dott.ssa Laura Paolucci, dell’Avvocatura di Stato di Bologna.

”Intendiamo ringraziare l’Ufficio Scolastico Regionale per l’aver coadiuvato l’operato delle organizzazioni di genitori con spirito costruttivo e intelligenza organizzativa –dichiara Claudio Borghesi, coordinatore del FoRAGS Toscana nonché tesoriere AGe Toscana- Le Associazioni appartenenti al FoRAGS toscano sono composte da persone che, seppur diverse per nascita, presupposti culturali e storia, sono state spinte da un comune ideale e da una comune finalità di intenti. Tre anni or sono, il FoRAGS ha coordinato e svolto una serie capillare di assemblee e di corsi di formazione, nell’ambito di ogni Provincia della Toscana”.

”La pubblicazione del libretto –prosegue Borghesi- è stata realizzata con l’intento di permettere una sintetica ma fondamentale preparazione su organi collegiali della scuola e partecipazione. Un interessante “vademecum” rivolto soprattutto ai genitori, che costituiscono la parte per certi aspetti più debole (entrano ed escono negli organi collegiali della scuola nel solo periodo di studio dei figli) e hanno, in tempi relativamente ristretti, poche opportunità di informazione o di formazione adeguate. Questo è uno dei motivi dell’esistenza delle Associazioni dei genitori: dare un’adeguata possibilità formativa e una continuità nel tempo su aspetti normativi che troppo spesso subiscono variazioni anche fondamentali”.

Chi desidera partecipare all’evento, per motivi organizzativi, è necessario che si pre-iscriva collegandosi all’indirizzo:

https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dDdsS3BBM2VleVlFSExOYml0TkdkVnc6MQ

e compilare interamente il modulo, dove sarà possibile indicare anche suggerimenti di discussione relativi al tema, entro e non oltre il 30 aprile 2013.

Il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno è raggiungibile dalla Stazione FS Livorno Centrale con l’autobus 8 nero, che ha una frequenza di circa 20 minuti e impiega 15’ a raggiungere piazza Matteotti; da qui bastano 5’ a piedi per raggiungere il Museo, situato in via Roma 234.

Per chi fosse impossibilitato a partecipare, il manuale “Scuola e Famiglia – Gli Organi collegiali” è scaricabile gratuitamente dalla rubrica Documenti del sito associativo www.agetoscana.it , come pure il libro di Sara Ruffo “Il Consiglio d’istituto: cosa è, come (non) funziona”.

Per eventuali ulteriori informazioni specifiche è possibile contattare, presso l’USR Toscana:
–  prof.ssa Cristina Benvenuti, tel. 0552725236, e-mail: cristina.benvenuti@istruzione.it

e per l’A.Ge. Toscana:
–  Rita Manzani Di Goro, tel. 328 8424375, e-mail: agetoscana@age.it

Circolare Ufficio scolastico regionale inviata alle scuole

Linee Guida per la partecipazione e la corresponsabilità educativa

Cosa sono i FORUM dei genitori


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Il coraggio della normalità, di Vincenzo Andraous

Qualche giorno fa c’è stato un incontro in una scuola, autorevole il relatore intervenuto, uno di quelli che per fare il proprio dovere di cittadino, di persona impegnata a rispettare il proprio territorio, etica e legalità, da molti anni è costretto a spostarsi sotto scorta, a vivere nello stretto, a pensare e agire con i polmoni in debito di ossigeno.
Non è mai semplice raccontarsi per chi è obbligato a camminare nascosto agli occhi, costantemente all’erta, parossismo di una vita interamente sopravissuta, nella consapevolezza di fare la cosa giusta, quella che non disprezza il valore della propria dignità.
Ci sono parole che si pronunciano per fare colpo, ma l’uomo seduto alla cattedra non ha simpatie per le ripetizioni ermetiche che fanno scalpore, traccia la propria storia, il vissuto per quello che è, senza bisogno di rivendere niente di quanto è stato, piuttosto è pratica quotidiana per arginare il malcostume, l’illegalità diffusa, che si espande a causa di un fertilizzante velenoso che sta a indifferenza.
Quest’uomo non è un eroe, o forse sì: quando definiamo una persona con questo sostantivo, il più delle volte lo facciamo perché qualcuno è morto con la sola colpa di avere dato il meglio di sé.
Non è il caso di chiedere a alcuno di fare l’eroe, invece è un dovere ascoltare quel che può accadere a essere semplicemente un cittadino onesto, che fa del proprio diritto-dovere di cittadinanza, una responsabilità ulteriore per se stesso e per quanti sono in ginocchio, peggio, alla finestra ad aspettare un treno che non arriverà mai.
L’ospite attraverso la sua testimonuianza racconta il difficile cammino insieme alla propria famiglia, lo fa con gli occhi, con le mani, con il corpo, disegna il vivere nascosto, protetto, accompagnato dalle forze dell’ordine, un uomo consapevole dei propri diritti, dei propri doveri, dell’importanza di partecipare al bene comune, quello più oneroso in termini di coerenza individuale e rispetto della propria libertà, di quella altrui, quando questa è vessata, ingiustamente rapinata del suo valore inalienabile.
I ragazzi sbattono contro un equilibrio esistenziale diventato improvvisamente precario, qualcuno afferma: “sarà anche giusto prendere posizione, ma lei è sotto scorta, con una libertà che somiglia più a una torsione, forse è meglio farsi gli affari propri”.
In questa affermazione, pronunciata per spirito di contraddizione, per una sorta di autoliberazione parossistica dettata dal timore di ritrovarsi nella stessa condizione di prigionieri di un’apnea asfissiante, c’è urgenza di dipanare la matassa, di liberarsi da questi fenomeni tellurici sociali.
Ci fanno così paura da intenderli come una realtà sbagliata, ma tollerata, perché illegalità e violenza sono fiori dello stesso albero del male, tracimazioni di una crisi educativa istituzionale e famigliare, che appare irrimediabilmente compromessa, sempre più deprivata di un senso condiviso.
Ascoltare e riflettere sulle parole di quell’uomo “abbracciato” a una società inospitale, dentro il tentativo di incarnare uno stile di vita nuovo, che possa servire a essere finalmente cittadini che conoscono le proprie responsabilità, le cose come sono e come stanno, consapevoli di quanto il nostro comportarci comunichi più di mille parole.

Vincenzo Andraous


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Studiare la lingua inglese nell’isola di Malta

Conoscere più di una lingua straniera può fare la differenza nella vita futura di qualunque studente, considerato che nel mondo del lavoro moderno, complice la globalizzazione sempre più presente, i confini delle nazioni stanno via via diventando sempre più labili, e poter lavorare all’estero è un’opportunità che non bisogna lasciarsi sfuggire.
Una delle lingue straniere che non deve mancare assolutamente nel bagaglio culturale di qualunque studente è sicuramente la lingua inglese, che fa già parte del programma didattico della maggior parte delle scuole italiane, ma che viene insegnata esclusivamente nei suoi fondamentali, di solito senza approfondire sia la dizione che la comprensione verbale.
Per gli studenti che vogliono imparare l’inglese nel modo più completo possibile c’è la possibilità di organizzare un periodo di studio in una delle tante scuole di inglese dislocate lungo tutto il territorio europeo, molte delle quali sono di altissimo livello, anche se con tutta probabilità per poter acquisire perfettamente sia la dizione che la comprensione verbale sarebbe meglio frequentare una scuola situata in una località di madrelingua inglese, oppure dove l’inglese è la lingua più utilizzata.
Per questo motivo uno studente che ha voglia di imparare la lingua, ma che ha anche interesse a trasformare questa necessità in una vacanza studio, può pensare di frequentare qualche corso in una scuola di inglese a Malta, l’sola del Mediterraneo non molto distante dalla nostra penisola nota sia per le sue scuole di lingua inglese di alto livello, ma anche per essere una delle mete turistiche più richieste, dove oltretutto la lingua inglese è di casa per gli abitanti del luogo.
Malta in realtà non è un’isola unica, ma un arcipelago formato da ben sette isole, delle quali quelle abitate sono le tre più grandi. Le sue coste sono caratterizzate da pareti rocciose a strapiombo sul mare, che si alternano a splendide spiagge bianche e sabbiose, che insieme alle bellezze architettoniche ed alla tradizione culinaria rendono Malta un luogo ideale per le vacanze.
Essendo l’inglese la lingua ufficiale dell’isola negli anni sono sorte lungo tutto il territorio abitato alcune delle scuole di lingua inglese più rinomate del territorio europeo, che mettono a disposizione degli studenti di tutte le età i corsi più adatti alle loro esigenze, anche di livello culturale. Ad esempio fare un corso di inglese a St Julians, la città che prende il nome dal santo patrono dell’isola, permette di venire a contatto con uno dei luoghi da dove è nato il primo spirito di indipendenza della comunità isolana, e che oggi è anche uno dei centri dove più si concentra la vita notturna.
L’isola di Malta può rappresentare la scelta migliore che gli studenti hanno a disposizione per poter imparare la lingua inglese quasi alla perfezione, potendo nel frattempo anche vivere una vacanza fuori dal comune in un luogo ricco di fascino e tradizione.

Trani: il giudice assume in ruolo un precario di lungo corso. Ricorrere in Tribunale paga

Precari della scuola: a Trani il giudice assume in ruolo un supplente di lunga data: già firmato il contratto presso l’Ust di Bari, dopo che il giudice del capoluogo pugliese ha accolto il ricorso Anief incentrato sulla necessità di applicare la direttiva comunitaria 1999/70/CE, condannando anche il Miur all’esborso di un adeguato risarcimento danni e al pagamento delle spese processuali.

II presidente ANIEF, Marcello Pacifico: “dopo la conferma della Corte di Appello di Torino sulla liceità degli scatti ai precari e il dietrofront dell’Usr Puglia sul licenziamento degli ultimi assunti per fare spazio a quelli immessi in ruolo dal giudice, è la dimostrazione che ricorrere alla giustizia paga”.

I tempi dei ricorsi: per assistere all’esito dei tanti ricorsi sulla stabilizzazione del personale precario presentati dal giovane sindacato alla corte di Strasburgo bisognerà aspettare un anno. Nel frattempo, sono già esecutive le sentenze sui risarcimenti e sull’applicazione degli scatti immediati.

Continua a leggere l’articolo completo sul sito di ANIEF.



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Mancano all’appello 13mila classi e 80mila cattedre a seguito dei tagli

Frutto dei tagli effettuati negli ultimi 5 anni. Non va bene neppure al personale ATA, che conta 43.878 posti in meno. Il tutto in un trend di crescita degli alunni che si aggira intorno alle 90.000 unità.

Un aumento di oltre 90.000 alunni avrebbe dovuto determinare un incremento di circa 9.000 docenti e non meno di 4.500 classi in più (con media di 20 alunni per classe) ed invece, negli ultimi 5 anni, i tagli hanno visto vaporizzare 81.614 cattedre e 9.000 classi.

Dei tagliati:

28.032 posti nella primaria
22.616 posti nella secondaria di primo grado
31.464 posti nella secondaria di secondo grado,
Si è salvata la sola scuola dell’infanzia dove le sezioni registrano un piccolo aumento +518. Sebbene i posti sono meno del numero delle sezioni, a causa del taglio al tempo pieno

Tagli anche per il persnale ATA con -17,5% dei posti in cinque anni, 43.878 posti in meno.

Continua a leggere l’articolo su Orizzonte Scuola.


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