Gli studenti fermano Profumo! Adesso vogliamo il ritiro del decreto sul diritto allo studio

Apprendiamo che oggi il Decreto sul diritto allo studio in discussione in Conferenza Stato-Regioni è stato bloccato e che verrà ridiscusso 21 febbraio, il testo che, però, subito in queste ore pesanti modifiche.

“Siamo felici che il Ministro abbia fatto un passo indietro – dichiara Luca Spadon, Portavoce nazionale di Link Coordinamento universitario – questa vittoria è stata possibile grazie alle mobilitazioni degli studenti di questi giorni e alla ferma opposizione di molte regioni”.

“Ci auguriamo che il ministro non tenti inutili colpi di coda a tre giorni dalle elezioni con il chiaro obiettivo di strumentalizzare per meri fini elettorali temi così importante come il diritto allo studio e il futuro degli studenti – continua Luca Spadon – Pretendiamo la definitiva cancellazione del decreto e che, dopo le elezioni politiche, si riapra un serio dibattito sullo stato dell’Università e del diritto allo studio nel nostro paese.”

Ribadiamo con forza la nostra contrarietà a qualsiasi differenziazione delle fasce ISEE per l’accesso alla borsa di studio tra le regioni del Nord e quelle del Sud; laddove il decreto fosse stato approvato oggi questo avrebbe determinato un enorme esodo degli studenti dalle regioni meridionali verso il settentrione e un pesante abbandono dell’università da parte di migliaia di studenti a seguito del pesante inasprimento dei requisiti di merito per accedere alla borsa.

“Richiediamo una ridiscussione totale del decreto sul diritto – continua Luca Spadon – il ministro in questi mesi non si è mai voluto confrontare con gli studenti e per questo l’eventuale approvazione di questo decreto risulterebbe un atto gravissimo”.

Le mobilitazioni degli studenti continueranno fino al 21 febbraio per ribadire che il diritto allo studio non può essere distrutto e proseguiranno anche successivamente a quella data poiché siamo convinti che si possa invertire la tendenza degli ultimi anni sull’università che ha portato solo tagli e privatizzazioni.
Per questo abbiamo scritto un decalogo di proposte con le altre componenti dell’università e una contro-agenda di proposte che speriamo possano essere discusse dal prossimo governo e diventare la base da cui ripartire per cambiare l’università.

Link Coordinamento Universitario.

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