TFA SPECIALI e ADDIO ALL’ACCESSO IN GAE

Riceviamo e pubblichiamo un intervento di un docente, Carmine Ragosta.

Moltissimi docenti sono in fibrillazione in attesa dei cosidetti tfa speciali, invisi ai docenti cosidetti “abilitati”, desiderati dai docenti di terza fascia d’Istituto, meglio conosciuti come docenti “non abilitati” pur svolgendo medesimi compiti e mansioni nell’ambito della scuola da anni e persino, nel caso dei docenti di scuola materna e primaria, pur avendo un titolo di studio abilitante all’esercizio della professione per legge.
Il Miur, per premiare questo Personale, o più probabilmente per tema della valanga di ricorsi mossi da questi contro le innumerevoli violazioni di cui si è reso colpevole sfruttando, con la connivenza dei sindacati, i docenti di terza fascia condannati ad un precariato perpetuo, ci offre la sua revisione del D.M. 249 concedendo, dopo la porcata dell’indizione del concorso a fronte di graduatorie tuttora valide da cui vengono nominati i docenti supplenti, l’accesso diretto agli ormai famosi Tirocini Formativi Attivi per coloro che abbiano almeno 3 anni di servizio, laddove in Europa varebbero già quale Titolo di Formazione dando Diritto alla STABILIZZAZIONE.
Non solo, per far loro cosa gradita nega l’accesso nelle GAE sperando che tutti accorrano a frotte per poter SOFFOCARE, con la loro iscrizione, definitivamente ogni aspirazione ad ottenere quanto spetterebbe loro di Diritto anzi, nel caso dei Diplomati Magistrale che hanno conseguito il titolo sino all’a.s. 2001/02, negando persino il Diritto di essere considerati, e conseguentemente trattati, come docenti ABILITATI PER LEGGE in virtù di un Titolo che, in un Paese CIVILE non potrebbe che essere ritenuto EQUIPOLLENTE ALLA LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA.
Tutto ciò comporta per tutti coloro che vorrebbero accettare questo ennesimo regalo che:
1. Chi non impugnerà il decreto non potrà mai più richiedere l’inserimento in GAE;
2. 100mila diplomati che operano nelle paritarie dovranno scegliere tra riabilitarsi o essere licenziati;
3. I COSTI di una formazione, che dovrebbe essere a carico del datore di lavoro, saranno a TOTALE CARICO dei lavoratori con cifre non certo “popolari” oscillanti tra i 2000 ed i 3000 euro;
4. vi sarà ovviamente una frequenza obbligatoria per il piacere di quanti lavorano e hanno famiglia;
5. verrà sancita l’iniqua disparità di trattamento fra docenti stranieri, per i quali 3 anni di servizio varranno quale titolo di formazione, e docenti italiani che, peraltro, alla fine verranno solo parcheggiati in II fascia;
6. l’unica possibilità per entrare in ruolo prevista dalla L. 244/07 saranno i CONCORSI;
7. verrà operata un ulteriore decimazione di docenti attraverso i criteri selettivi stabiliti per l’accesso ai tfa speciali che è poi l’unico vero obiettivo perseguito dal Miur e dalla classe politica in nome di una presunta meritocrazia.

Se vogliamo essere trattati con rispetto è tempo di svegliarsi alzando la voce contro manovre che sviliscono la professione docente riducendo, e non migliorando, il servizio della Scuola Pubblica Italiana.
E’ tempo di opporsi alle politiche ministeriali che mirano solo ad abolire diritti, distruggendo progetti di vita costruiti con sacrifici, attraverso un uso criminale del potere loro concesso dai cittadini.
E’ inaccettabile che si consenta a chi dovrebbe far rispettare le leggi su cui si fonda uno Stato di Diritto che questi possano agire in libertà utilizzando il potere di legiferare per cancellare DIRITTI ACQUISITI modificando, di volta in volta, le norme che regolano i rapporti tra i cittadini e le Istituzioni sulla base di scelte opportunistiche di natura economica.
A tutto ciò mi auguro che vi sia un’unità d’intenti fra tutti coloro che hanno creduto e credono nella legge e lottano per favorire un VERO SVILUPPO SOCIALE e non ECONOMICO e FINANZIARIO.

Carmine Ragosta

Docente di III fascia d’Istituto per la scuola Materna e Primaria ed aderente all’Associazione ADIDA

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