Archivio mensile:novembre 2012

Ancora sul “concorsone”: proteste e denunce sui quiz dell’esercitatore predisposto dal MIUR

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All’indomani della pubblicazione dei settanta moduli per esercitarsi sui quiz del concorso a cattedra, l’impressione già avuta di “truffa” si consolida e espande.
“Scuola in chiaro” si chiama la sezione predisposta dal Ministero, ma di chiaro ci sembra soltanto che qualcosa proprio non va, a cominciare dal fatto che esercitarsi con quiz dei quali non si possono conoscere le risposte non serve a niente, visto che il sistema ti comunica unicamente di non aver passato il test, senza dirti come e perché.
Ciò che appare inaccettabile e scandaloso, però, è che qualcuno le risposte pare la sapesse con anticipo e, adesso, le “mette a diposizione” a pagamento. Non appare verosimile, infatti, che poche ore dopo la pubblicazione dei quiz fosse ci sia stato il tempo di organizzare una efficiente piattaforma informatica, con cui esercitarsi al concorso e in più con le risposte negate dal MIUR.
O si tratta di una clamorosa svista dell’Amministrazione (ormai ci siamo abituati a svarioni e scivoloni!) o aspettiamo che sia chiarito al più presto il “mistero” e la reazione del MIUR ai numerosi reclami degli utenti, gli aspiranti docenti. Come il Ministero intenda gestire questa situazione è l’attesa di tutti.
Questa, tuttavia, non è l’unica sconcertante rivelazione legata all’uscita dei quiz: aprendo i vari moduli, infatti, si rimane sconcertati che sin possa pensare di valutare i docenti attraverso una formula inadeguata come quella proposta. A parte lo squilibrio nella impostazione generale che, come già denunciato da molti, favorisce i matematici, gli informatici e gli statistici che con “giochetti” simili a quelli contenuti nei test si trastullano ogni giorno. Appare evidente, invece, che un tale sistema di valutazione mal si adatta a chi ha fatto degli studi umanistici, classici, storici, antropologici, filosofici la sua ragione di vita. Mentre la lingua italiana, infatti, è appannaggio di tutti, e tutti possono padroneggiarla adeguatamente, essendo il necessario e principale veicolo della comunicazione, gli altri ambiti nei quali sono state strutturate le domande sono, inequivocabilmente, competenze di settore. Perché non ipotizzare, per “selezionare” (parola raccapricciante tanto cara al MIUR) nuovi docenti, domande di storia contemporanea, di convivenza civile o sociologia, di diritto, di pedagogia, di filosofia, imprescindibili competenze di ogni persona e, a maggior ragione di ogni insegnante?
È evidente che al MIUR non interessa la qualità dell’insegnamento ma che questo parametro, demagogicamente tirato fuori quando si millanta di perseguire qualità e merito, è completamente ignorato. Lo dimostra l’assoluta assenza di valutazione del servizio che, in ogni professione, è un valore aggiunto, se non “il valore” con il quale garantire capacità e competenza.
Infine, troviamo veramente umilianti e degradanti i test proposti, soprattutto perché l’esigenza che li ha concepiti è ancora una volta quella di “scremare”, non di valutare, come è successo per i TFA, i cui esiti sono stati disastrosi ma dei quali il MIUR, con una sfacciataggine ed arroganza in cui non è secondo a nessuno, ha fatto “carta straccia”. Con incresciose rettifiche ha infatti rattoppato l’avvio di quelli che dovrebbero essere i percorsi formativi dei “nuovi” insegnanti dopo aver preteso di “preselezionare” i candidati con test inadeguati ed errati.
Pensiamo che la strada del ricorso, per quanto si è visto nell’Esercitatore per il Concorso a Cattedra, in questo clima da “guerra civile”, non sia un capitolo chiuso.

Associazione adida

I ragazzi studiano sempre più sulle slide. Ecco i dati dell’indagine

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Studiano su materiali on line preparati dal docente e disponibili sul sito del dipartimento o della facoltà. Ecco gli studenti universitari di oggi così come emergono, e non a caso, da due diverse indagini condotte rispettivamente dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e dall’Università di Bologna: l’intensità di utilizzo, in una scala da 1 a 10, dichiarata dagli stessi studenti, è pari a 7,5. Appena un punto e mezzo in meno del più tradizionale manuale.
E’ insomma il tempo dello studio universitario su slide? Se ne parlerà all’incontro Le notti prima degli esami: il mondo universitario tra manuali ed e-book, in programma il 6 dicembre alle 17 nella Sala Smeraldo del Palazzo dei Congressi dell’EUR nell’ambito di Più libri più liberi (Roma, 6-9 dicembre), la fiera nazionale della piccola e media editoria. Un confronto ad alto livello, a partire (grazie ai dati delle indagini) dal punto di vista degli studenti, e moderato dal giornalista Giorgio Zanchini, a cui parteciperanno Mirka Giacoletto Papas (Presidente Gruppo accademico professionale di AIE), Andrea Lenzi (presidente di Cun – Consiglio Universitario Nazionale), Andrea Bonaccorsi (Anvur), Giovanni Peresson (AIE) e Antonello Scorcu (Università di Bologna).
Al centro del dibattito sarà il futuro della didattica degli studenti universitari, un tempo giocata su materiali ben definiti (a partire dal libro di testo) e oggi progressivamente integrata (o sostituita?) da una galassia di materiali, non sempre strutturati, su cui lo studente prepara gli esami: appunti presi durante le lezioni, contenuti digitali disponibili sui siti delle case editrici, e-book, fotocopie, appunti presi da altri e scambiati non più “di persona” ma attraverso siti dedicati, dispense pubblicate dall’ateneo. Se da una parte questa “ricchezza” può apparire come una migliore articolazione delle fonti didattiche, dall’altra determina una frammentazione di format (e contenuti) che dovrebbe presupporre forme di didattica capaci di tener conto proprio di questa moltiplicazione dei supporti di studio – strutturati e organizzati modularmente – che gli editori hanno sviluppato in questi anni. E tutto questo mentre le biblioteche universitarie hanno a disposizione minor risorse per il loro funzionamento e l’aggiornamento.

Essere studenti significa anche dover scegliere l’abbigliamento giusto per affrontare gli impegni della settimana

L’esplosione dell’autunno con i suoi primi freddi che fanno dimenticare definitivamente la lunga estate alle spalle è anche il preludio ad un rito ormai ineluttabile: il cambio di stagione. Una rivoluzione che non colpisce solo il guardaroba ma più in generale tutti gli indumenti e gli accessori con cui ci “attrezziamo” quotidianamente per affrontare la vita di tutti i giorni. Una regola, quella del cambio di stagione, a cui non fanno eccezione nemmeno i giovani, studenti o lavoratori che siano. Ma cosa non dovrà mai mancare nel guardaroba dei teenager in vista dei prossimi mesi?

La scelta dell’abbigliamento migliore dipende dallo stile di vita che ognuno si porta dietro. Essere studente non significa solo dover affrontare le ore di lezione la mattina ma anche vivere un intenso pomeriggio fatto di compiti, ripetizioni, sport ed attività ludiche in genere. Un mix di attività che richiedono energie (ma queste non mancano certo a i teenager) ed un abbigliamento adatto.

Nel dubbio, il genere sportivo è quello che meglio si adatta a questo “terreno misto” di attività e, tra l’altro, sposa l’essere in linea con le tendenze moda di questa fascia di età con la comodità, ingrediente indispensabile per chi esce di casa alle 7.30 del mattino e rischia di tornarci alle 7.30 di sera.

Per quanto riguarda lo sport il 2013 prevede una nuova esplosione dei colori accompagnata da un utilizzo spasmodico di materiali leggeri come il poliestere per tute, magliettine e pantaloncini da portare sempre con sé all’interno di borsoni morbidi (i più carini sono quelli proposti da Adidas e Puma) che non devono però essere troppo grandi ed ingombranti.

Parliamo di costi: la spesa per l’abbigliamento sportivo è in controtendenza con l’andamento inflattivo generale che vuole un aumento dei prezzi. Acquistando capi firmati si riesce a non spendere troppo anche nel caso in cui si propenda per completi coordinati. Ulteriori risparmi sono infine possibili acquistando l’abbigliamento per il proprio tempo libero su internet; anche per lo sport troviamo su online la più ampia gamma possibile di prodotti. Ad esempio su Zalando i costumi interi delle migliori marche sono disponibili in pronta consegna a prezzi assolutamente concorrenziali se non proprio migliori rispetto a quelli proposti dai negozi tradizionali. Ma è solo un esempio: che si tratti di nuoto piuttosto che di calcio, tennis o palestra il risultato non cambia: internet garantisce risparmio, scelta e qualità.

Una grande giornata per la scuola e per la democrazia

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Una grande giornata per la scuola, una bella giornata per la democrazia
Decine di migliaia a Roma con COBAS e studenti, centinaia di migliaia in decine di città

Dopo quella del 14 novembre, di nuovo una grande giornata in difesa della scuola pubblica quella di oggi a Roma e in tutta Italia: e una bella giornata per la democrazia in un paese che ne ha tanto bisogno e da tempo ne sente la mancanza. Una giornata che ha dimostrato quanto fosse sacrosanta la decisione dei COBAS (che pure avevano già scioperato il 14) di confermare lo sciopero della scuola e le manifestazioni con gli studenti a Roma e in tante altre città, dopo che Cisl, Uil, Snals e Gilda li avevano sciaguratamente revocati, dimostrando di non aver nessuna intenzione di lottare davvero contro la politica scolastica del governo, ma di aver solo cercato di cavalcare la forte protesta della scuola di queste settimane. Decine di migliaia di manifestanti, studenti, docenti ed Ata, a Roma in due cortei determinati e pacifici che, partiti da P.della Repubblica – quello COBAS- e da Piramide – quello degli studenti – si sono incontrati a P.Venezia procedendo poi insieme fino al Senato (e con gli studenti che sono poi tornati in corteo fino al Colosseo); e tante altre decine di migliaia di manifestanti in tutte le principali città. Grande rilievo ovunque ha avuto la protesta del popolo della scuola pubblica: e non solo contro il folle aumento dell’orario frontale nelle medie e superiori – che lunedì nella votazione alla Camera della legge di “in-stabilità” dovrebbe essere definitivamente cancellato, dimostrando che solo la lotta paga davvero – ma anche contro l’impoverimento dell’istruzione pubblica, l’espulsione e il concorsaccio dei precari, la deportazione degli insegnanti “inidonei”, il blocco di contratti e scatti di anzianità, la legge Aprea-Ghizzoni; e in generale contro una politica governativa che vorrebbe imporre una scuola-miseria con tagli permanenti e finanziamenti ridicoli, per sfornare una massa di giovani precari sottomessi alle imposizioni dei gruppi industriali e finanziari e delle caste politiche e manageriali, che hanno provocato la gravissima crisi che affligge dal 2008 l’Italia e l’Europa,
Ma quella di oggi è stata anche una bella giornata per la riaffermazione della democrazia. Si è dimostrato che quando si può – come in tutta Europa – manifestare presso i palazzi governativi senza blindature, quando le “forze dell’ordine” non barricano il Parlamento e i palazzi del potere politico e non aggrediscono chi vuole manifestare in tali luoghi, tutto si svolge pacificamente e senza incidenti. Ci auguriamo che sia un monito per le prossime tappe di un conflitto sociale che inevitabilmente sarà forte e acuto fin tanto che non riusciremo ad invertire le disastrose politiche liberiste che, in Italia come in Europa, non hanno affatto ridotto il debito pubblico ma ingigantito la recessione, il blocco economico, l’impoverimento dei salariati, dei settori popolari e dei servizi pubblici, la disoccupazione e la precarietà.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

JOB&ORIENTA: presentati i dati sull’alternanza scuola lavoro

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ALTERNANZA SCUOLA LAVORO SCELTA DA SEMPRE PIÙ STUDENTI
Zuccaro/Indire: «Significativa corrispondenza fra indirizzo di studio e stage»
In Veneto coinvolti quasi 15mila studenti delle scuole secondarie di 2° grado.

L’alternanza scuola-lavoro (ASL) si conferma al vertice delle esperienze di raccordo tra filiere produttive e filiere formative, ed è scelta da un numero sempre crescente di studenti. Nell’anno scolastico 2011/2012 sono stati coinvolti in questo tipo di percorsi 189.547 i giovani studenti, pari al 7,5% della popolazione studentesca contro il 5% dell’anno precedente, appartenenti a 2.365 istituti di istruzione secondaria di secondo grado (il 44% di quelli presenti sul territorio nazionale).
Lo dicono i dati del monitoraggio 2012 sull’attività di alternanza scuola-lavoro, realizzato dall’Istituto nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca educativa (Indire) su incarico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), e presentati in anteprima a JOB&Orienta, il salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro, che chiude oggi alla Fiera di Verona, la tre giorni dedicata al dialogo fra universo della formazione e mondo economico-produttivo, promossa da Veronafiere e Regione Veneto in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e con l’adesione del Presidente della Repubblica.


Centrata sulla didattica laboratoriale, l’alternanza scuola-lavoro è una modalità innovativa di realizzazione della formazione nel secondo ciclo; mira a fornire ai giovani, oltre alle conoscenze di base, l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro: dal problem solving attraverso l’integrazione dei saperi, alla capacità di orientarsi affrontando situazioni reali. Sono incentivati l’apprendimento e lo sviluppo esperienziale attivo, e i ragazzi non imparano più solo in classe, ma anche in ambienti lavorativi. Il “learning on the job” e lo scambio fra mondo della scuole e dell’impresa sono promossi attraverso reti (lo strumento previlegiato in cui gli istituti scolastici incontrano gli altri soggetti del territorio), accordi, convenzioni, protocolli e CTS (Comitati tecnico scientifici, organi paritetici composti da docenti e da esperti del mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca scientifica e tecnologica).

Un boom, quello dei 189.547 ragazzi coinvolti nell’ASL (se confrontati ai circa 93mila dello scorso anno scolastico), in parte spiegato considerando che l’area di professionalizzazione (terza area) degli istituti professionali è stata sostituita con 132 ore di attività da svolgere in alternanza scuola lavoro (D.P.R. 87/2010, art.8, comma 3). E infatti, dei 9.791 percorsi totali di alternanza, 7.132 (71,2%) sono stati realizzati negli istituti professionali e di questi ben 5.756 proprio nelle classi quarta e quinta.
Dei rimanenti percorsi, 1.815 (16,7%) sono stati realizzati dagli istituti tecnici, 637 (il 6,5%) dai licei e il 5,6% da altri istituti. Gli studenti hanno svolto stage e partecipato a visite guidate presso 65.447 strutture, in primo luogo imprese (per ben il 58%), professionisti e Comuni.

Se anche si sceglie di analizzare il trend 2006-2012 escludendo i dati dell’ASL nelle ultime due classi dei professionali, prendendo quindi a riferimento i cosiddetti percorsi di alternanza “pura” (D.Lgs.n.77/2005), «i numeri di ragazzi e scuole presentano un aumento continuo negli anni, e non solo negli istituti tecnici – dove si concentra la maggior parte degli studenti coinvolti nei percorsi -, ma anche nei licei. Si tratta ormai di una buona prassi cui i ragazzi non rinunciano» commenta ANTONELLA ZUCCARO, ricercatrice del settore scuola lavoro dell’Indire, che aggiunge: «In quest’ultima annualità in particolare, si riscontra per la prima volta una significativa corrispondenza fra indirizzo di studio e tipologia di stage, che rivela grande attenzione nel valorizzare al massimo conoscenze teoriche ed esperienza sul campo».
Circa gli accordi che le scuole stipulano con le realtà del territorio per avviare le collaborazioni, la convenzione rimane la tipologia più scelta, ma gli accordi di rete registrano incrementi a due zeri visto che dal 2006 sono addirittura triplicati. A livello territoriale, in assoluto il numero delle imprese coinvolte in percorsi di alternanza è maggiore al Centro-Nord, Lombardia in vetta alla classifica con il 38% del totale nazionale. Seguono Toscana, Marche e Lazio.

In Veneto sono stati coinvolti in percorsi di alternanza 14.813 studenti, di cui 8.142 maschi e 6.671 femmine: la maggioranza è iscritta agli istituti professionali (11.267), seguiti da istituti tecnici (2.461), istituti d’arte (96), licei (667), istituti di tipologia mista (322) (il calcolo include gli istituti professionali con percorsi professionalizzanti di terza area caratterizzanti il precedente ordinamento, da realizzarsi come alternanza nel nuovo. Considerando l’alternanza “pura” invece, la maggioranza degli studenti coinvolti afferisce agli istituti tecnici, coerentemente con il dato nazionale). Guardando ai numeri degli istituti invece, in 197 hanno realizzato percorsi di ASL – pari al 19,2% del totale delle scuole del Nord – suddivisi in 96 istituti professionali, 66 istituti tecnici, 32 licei e 3 istituti d’arte. La distribuzione a livello provinciale mantiene tendenzialmente questa suddivisione, ad eccezione di Padova in cui la percentuale degli istituti tecnici che hanno effettuato percorsi in alternanza supera quella degli istituti professionali. Inoltre, nel vicentino e nel veronese la percentuale dei licei è piuttosto alta. Infine, sono 6.757 le strutture ospitanti. (Dati Indire, su elaborazione dell’Ufficio scolastico regionale per il Veneto).

Gli studenti in piazza in tutta Italia il giorno dello sciopero della scuola

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Oggi le studentesse e gli studenti di questo paese saranno in piazza in tutta Italia il giorno dello sciopero della scuola per protestare contro la privatizzazione di scuola e università e per rivendicare il diritto ad avere un futuro
“Torniamo in piazza subito dopo il 14 novembre – dichiara Federico del Giudice portavoce della Rete della Conoscenza – per dimostrare come gli studenti non abbiano paura malgrado la spaventosa repressione ordinata dalla forze dell’ordine il giorno dello sciopero europeo e per rivendicare come la nostra generazione abbia la volontà di lottare contro le politiche di austerity che in Italia, come in altri paesi europei, hanno distrutto il welfare ed eliminato i diritti”

“Sono centinaia le scuole occupate in tutta in Italia per protestare contro l’ex Pdl Aprea e la privatizzazione della scuola pubblica – prosegue Roberto Campanelli coordinatore dell’Unione degli studenti – oggi siamo in piazza e siamo partiti dalle nostre scuole per ribadire ancora una volta con forza, come fatto il 12 ottobre e il 14 novembre che non si può toccare la scuola pubblica. Manifestiamo al fianco di migliaia di docenti e di precari della scuola anche loro colpiti dalle misure di questo governo e contrari allo smantellamento del ruolo sociale della scuola”


In tutta Italia oggi si svolgeranno cortei, manifestazioni, aziono o presidi gli studenti dopo la straordinaria giornata di partecipazione del 14 novembre che ha visto manifestare oltre 300.000 studenti medi ed universitari, non hanno intenzione di fermarsi e continueranno a scendere in piazza per richiedere con forza la ripubblicizzazione di scuole e università, la liberazione dei saperi, un redditto di cittadinanza, un reddito per i soggetti in formazione e un welfare universale.

“Oggi a Roma come studenti universitari siamo di nuovo in piazza, malgrado la repressione del 14 novembre e i lacrimogeni sparati dal ministero della giustizia sui quali ancora non è stata fatta chiarezza – dichiara Luca Spadon portavoce di Link coordinamento universitario – vogliamo riaprire il centro di questa città, vogliamo poter manifestare sotto i palazzi del potere, come avviene in tutti i paesi europei, dove troppo spesso vengono prese delle decisioni sopra le nostre teste e pretendiamo i numeri identificavi sopra i caschi della polizia pratica anche essa in uso in tutta Europa”