Archivio mensile:luglio 2012

No agli aumenti delle tasse universitarie per i fuoricorso

Iscriviti alla nostra pagina sulla scuola su Facebook.
Apprendiamo che la Commissione Bilancio del Senato della Repubblica ieri notte ha approvato alcune modifiche alla spending review, in particolare l’emendamento 7.1000, che modifica l’articolo 7 comma 42 della spending review che svuotava il limite oggi esistente agli importi delle tasse universitarie.

Attualmente le tasse universitarie non possono superare il 20% del FFO. L’emendamento approvato prevede che il differenziale tra le tasse degli studenti in corso e quelle dei fuori-corso non venga considerato nel calcolo del 20%. Gli studenti fuoricorso potranno quindi vedersi aumentare notevolmente le tasse. Gli studenti fuoricorso con un ISEE fino a 90.000 euro potranno pagare al massimo il 25% in più di quelli in corso, quelli con un ISEE tra i 90.000 e i 150.000 euro potranno pagare fino al 50% in più, quelli con un ISEE oltre i 150.000 euro addirittura il 100% in più degli studenti in corso.

” Per quanto in questo modo non venga eliminato il famoso limite del 20% – dichiara Luca Spadon, portavoce di Link – Coordinamento universitario – noi non siamo soddisfatti, infatti riteniamo sbagliato che venga permesso agli atenei di differenziare le tasse tra studenti in corso e fuoricorso e poiché in questo modo si legittimano gli atenei ad alzare notevolmente le tasse agli studenti che allungano i tempi di studio, spesso perché costretti a lavorare a causa dei tagli al diritto allo studio”.

Chiediamo che il parlamento e il governo facciano chiarezza sulla strada che intendono intraprendere sull’università, noi studentesse e studenti che in questi anni si sono mobilitati contro la privatizzazione degli atenei pretendiamo che venga rifinanziata l’università e che i tagli effettuati dai precedenti esecutivi non ricadano sugli studenti.

“Purtroppo spesso i fuoricorso sono considerati un peso per la società e si ritiene che essi debbano pagare più degli studenti in corso, in quanto sarebbero uno spreco e una fonte di ulteriore spesa per lo stato – continua Luca Spadon – in realtà gli studenti che allungano i tempi di studio non sono un costo aggiunto per le università, in quanto pagano le tasse persino più degli altri studenti in corso e spesso non utilizzano appieno i servizi degli atenei, inoltre non comprendiamo come oggi studiare possa essere considerato da coloro che ci governano come un peso e non come una risorsa”

Il governo deve sapere che se continuerà a ritenere di poter alzare le tasse agli studenti e a scaricare su di essi il peso dei tagli, gli studenti torneranno in piazza a settembre pretendendo la ripubblicizzazione dell’università.

Link – Coordinamento universitario

Ricorso GAE

Iscriviti alla nostra pagina sulla scuola su  Facebook.

Si informa che l’associazione Adida propone l’adesione ad un ricorso amministrativo contro il D.M n. 53 del 14 giugno 2012 mediante cui il MIUR ha predisposto la riapertura delle Graduatorie Permanenti ad Esaurimento e la costituzione di un IV fascia aggiuntiva alle tre già esistenti, nella parte in cui esclude docenti della III fascia delle graduatorie di Circolo e di Istituto dall’accesso a tali graduatorie, al fine di chiedere l’inserimento nella III fascia ed in subordine alla IV fascia delle Graduatorie ad Esaurimento. Il ricorso è rivolto ai tutti quei docenti  che siano esclusi dall’accesso a tale fascia/graduatoria e il suo obiettivo è quello di richiedere l’accesso dei ricorrenti nella III fascia (ed in subordine in IV fascia) delle Graduatorie Permanenti ad Esaurimento.

Possono partecipare al ricorso i docenti che rientrano in ALMENO una delle categorie di seguito descritte:

– Docenti in possesso di laurea o diploma che diano accesso alla III fascia delle Graduatorie di Circolo e d’Istituto per l’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado;

– Docenti in possesso di diploma acquisito al termine dei corsi triennali e quinquennali sperimentali di scuola magistrale e dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali dell’istituto magistrale, iniziati entro l’anno scolastico 1997-1998, o comunque conseguito entro l’a.s. 2001-2002 che dia accesso alla III fascia delle graduatorie di Circolo e d’Istituto;

– Docenti in possesso di valido titolo abilitante per l’accesso alla II fascia delle Graduatorie di Circolo e d’Istituto e che siano stati esclusi dai benefici previsti dal DM 53/2012 e che quindi resteranno relegati nelle Graduatorie d’Istituto;

– Docenti destinatari delle misure di cui al DM 53/2012 e che quindi hanno potuto beneficiare dell’accesso in IV fascia GAE. In questo caso lo scopo del ricorso sarà quello di richiedere l’accesso in III fascia.

– Possono inoltre partecipare i docenti già inseriti in GAE a pieno titolo, ma che risultano tuttavia inseriti nelle Graduatorie di Circolo e d’Istituto di III fascia per una classe di concorso diversa da quella per i quali sono inseriti in GAE, al fine di richiedere l’inserimento in GAE anche per la classe di concorso che da accesso alle graduatori di circolo e d’istituto;

Nel ricordare che le adesioni resteranno aperte fino al 7 Agosto 2011 si invita chi desiderasse reperire maggiori informazioni per aderire al ricorso a consultare il seguente link:
https://sites.google.com/site/midanazionale/attivita-svolte/comunicati-mida/ricorso-gae-2012

Il Direttivo Adida

Contatti:

Francesca Bertolini: 0521.1626267 (lunedì, giovedì, venerdì)


Cose che dovresti conoscere sulla questione III fascia:
Materiale multimediale/video:
Aderisci ad Adida:

Per aderire è sufficiente cliccare su questo link e seguire la procedura guidata. A tale scopo si informa che l’adesione all’associazione è gratuita.

Riot Village: gli studenti discutono d’estate del futuro della scuola

scuola su Facebook e twitter.

In questi giorni si sta tenendo presso il camping Lamaforca, nel brindisino, il campeggio studentesco nazionale Riot Village: migliaia di studenti stanno arrivando in Puglia per questo evento estivo ricco di politica, cultura, musica e divertimento.

Tra gli eventi più rilevanti del meeting studentesco Riot Village vi è l’assemblea nazionale dell’Unione degli Studenti, durante la quale si stanno delegazioni di studenti da tutto il paese per discutere dei temi della scuola e del futuro dei giovani.
“In merito alle dichiarazioni di questi giorni rispetto alla possibile non apertura delle scuole a settembre – dichiarano gli studenti dell’UdS riuniti in assemblea – non sono altro che il palesarsi di una situazione di gravissimo disagio ed impoverimento che le scuole vivono soprattutto a partire dalla legge 133 del 2008. Le scuole continuano a subire una politica di tagli scellerati ed assenza di reale innovazione, mettendo sempre più all’angolo la partecipazione studentesca. Stiamo valutando in questi giorni la possibilità di una grande mobilitazione studentesca ad inizio autunno in cui denunciare la situazione di enorme difficoltà della scuola e degli studenti, la necessità di garantire l’accesso all’istruzione chiedendo risposte concrete al ministero”

Nella serata di oggi 26 luglio si terrà tra le attività dell’Assemblea Nazionale dell’Unione degli Studenti il dibattito “Quale futuro per la scuola?” in cui gli studenti “interrogheranno” gli esponenti delle forze politiche di centro-sinistra sui temi programmatici della scuola. Presenti tra gli ospiti Alba Sasso, assessore regionale pugliese al diritto allo studio, per SEL, Francesca Puglisi, responsabile nazionale scuola del PD, l’On. Pierfelice Zazzera, vicepresidente della VII commissione della Camera dei Deputati, per l’IDV e Vito Meloni responsabile nazionale scuola della FDS.

Gli organizzatori di Riot Village ringraziano le amministrazioni comunali di Ostuni e Brindisi, la provincia di Brindisi e la Regione Puglia per il sostegno alle attività organizzate.

Unione degli Studenti

Basta tagli e drastiche riduzioni sugli organici Ata: a settembre a rischio la riapertura delle scuole

Iscriviti alla nostra pagina sulla scuola su Facebook e twitter.

La FLC CGIL di Roma e Lazio denuncia la mancata applicazione, da parte dell’USR del Lazio, del decreto interministeriale per la determinazione degli organici ATA, trasmesso dal MIUR con circolare N° prot. 5060 il 03/07/2012.

Nell’organico complessivo trasmesso dal MIUR alla Regione Lazio c’è stato un taglio di 175 posti: da 18.173 posti in organico regionale si è scesi a 17.998 tra tutto il personale ATA, in particolare un forte taglio all’organico dei DSGA. Il tutto nonostante l’aumento di 6657 studenti, rispetto all’anno scolastico appena trascorso.

Per attuare questi obiettivi, la direzione scolastica è andata in deroga ai parametri ministeriali con la nota n. 21329 del 16/07/2012 (“deroga” è l’eufemismo usato dall’Amministrazione per non dire in “palese contrasto”). Questo taglio si aggiunge a quelli già operati negli anni scorsi nel Lazio per effetto della Legge Finanziaria 133/2008 per un totale nell’ultimo triennio di 61 DSGA, 737 assistenti amministrativi, 269 assistenti tecnici e 2793 collaboratori scolastici.

Le deroghe riportate nella circolare dell’USR vanno a colpire immediatamente la qualità del servizio scuola.

Gli organici dei collaboratori scolastici assegnati alle scuole nel prossimo anno scolastico non consentiranno, in molti casi, nemmeno l’apertura e la chiusura di tutti gli edifici scolastici, la loro pulizia e la sorveglianza, con evidenti problemi di sicurezza per gli alunni, in particolare per quelli delle scuole materne ed elementari.

Viene fortemente compromessa l’apertura pomeridiana delle scuole e, di conseguenza, oltre alla mancata realizzazione dei progetti finanziati anche con risorse di Regione e Comuni, non sarà più possibile lo svolgimento delle dovute attività pomeridiane come i corsi di recupero, scrutini ed esami, riunione degli OO.CC. e ricevimento delle famiglie.

Gravissima si profila la situazione degli alunni con disabilità ai quali non potrà più essere assicurata, dalle ridottissime unità di personale collaboratore scolastico una qualsivoglia forma di “ausilio materiale”, con conseguente lesione dei più elementari diritti di cittadinanza.

Anche sul fronte del lavoro amministrativo la situazione sta sempre più peggiorando.

A fronte del decentramento selvaggio di nuove e più complesse funzioni amministrative e alle pesanti complessità derivanti dal dimensionamento scolastico, si risponde con un taglio pesantissimo degli organici degli assistenti amministrativi e dei DSGA.

Ormai anche la sola apertura degli edifici scolastici e la semplice amministrazione ordinaria richiedono il sacrificio continuo dei lavoratori, costretti a fare straordinario in modo sistematico, in evidente contrasto con le norme contrattuali.

Si è creato un aumento dell’esercito dei disoccupati: molti di coloro che avevano ricevuto una nomina sino allo scorso anno scolatico, oggi si trovano per strada. Nel panorama della nostra Regione questo ulteriore taglio è un colpo al cuore al mondo del lavoro non solo dei giovani, ma anche di coloro che da anni lavorano in situazione di precariato.

A questo va aggiunto il dimensionamento scolastico che ha portato ad un taglio di 75 scuole nel Lazio e di conseguenza un ulteriore taglio di posti di lavoro con numerosissimi soprannumerari tra il personale a tempo indeterminato.

La FLC di Roma e Lazio denuncia il comportamento assunto dall’USR del Lazio nel derogare alla circolare del MIUR e diffida l’amministrazione a dare immediata applicazione a suddetta circolare, al fine di garantire lo svolgimento di attività essenziali quali, il regolare espletamento delle pratiche amministrative, la sicurezza e la fruizione dei laboratori, il supporto alla disabilità, la sorveglianza, l’igiene, l’apertura e la chiusura delle strutture scolastiche.

Il sistema scolastico statale in questa Regione supera la soglia di tenuta e di sostenibilità; continuare a privarlo delle risorse necessarie significa portarlo al collasso affievolendo sempre di più i diritti costituzionali!

Pubblico impiego: a Roma i lavoratori bloccano Corso Vittorio Emanuele

Iscriviti alla nostra pagina sulla scuola su Facebook.

Confermata l’assenza del ministro dal tavolo con le organizzazioni sindacali.

Gridando slogan contro il governo, la spending review e contro lo smantellamento della P.A., tanti lavoratori pubblici, che dalla prima mattina a Roma stavano partecipando al presidio indetto da USB P.I. al ministero della Funzione Pubblica, hanno bloccato la centralissima corso Vittorio Emanuele, davanti alla sede di palazzo Vidoni.
Il traffico nell’area è al momento paralizzato ed passeggeri degli autobus abbandonano le vetture per proseguire a piedi.

La protesta si è accesa a fronte della conferma dell’assenza del ministro Patroni Griffi dal tavolo con le organizzazioni sindacali, che era stato fissato per questa mattina presso la sede del ministero e che avrebbe dovuto affrontare temi rilevanti quali la spending review, con i tagli ai servizi e ai posti di lavoro, la soppressione delle province, il paventato taglio delle tredicesime.

Quando la scuola si rivolge a dei prestiti bancari

Spesso si sente parlare di prestiti bancari. Ma di cosa si tratta nello specifico? Cominciamo con il dire che i prestiti bancari sono quei prestiti che una banca, o un altro ente creditizio, concedono a un soggetto privato che ne fa richiesta in maniera esplicita. Ciò che caratterizza i prestiti è che questi devono essere restituiti e per questo motivo viene stilato un piano di rimborso: la somma verrà, quindi, restituita con interessi prestabiliti ed entro un determinato lasso di tempo. Quando si parla di prestiti bancari, di solito, si parla di prestiti non finalizzati: ciò significa che non sono necessariamente legati all’acquisto di un bene. Dopo avere fatto la richiesta, per la quale non si devono presentare delle giustificazioni, il richiedente può tranquillamente disporre come meglio crede della somma ottenuta. Ovviamente, prima di concedere il prestito, la banca, o l’ente creditizio in questione, farà un esame preliminare della posizione del richiedente al fine di evitare quanto più possibile delle situazioni di insolvenza. In questi casi, infatti, la banca potrebbe perdere la cifra prestate e per questo motivo si chiedono delle garanzie. Per questo motivo, i prestiti bancari (ma questo avviene anche quando si fa un preventivo prestito personale in una finanziaria) si concedono per lo più a chi è in grado di presentare una busta paga o ulteriori garanzie come prova della propria solvibilità.