Appassionati dal fai-da-te

Chi di noi non ha un hobby? uno “scacciapensieri” post-lavoro? Qualcosa insomma che ci permetta di distrarre la mente e dare sfogo alle nostre abilità, capacità e perché no, passioni.
C’è chi è interessato allo sport, alla musica, al ballo, al modellismo, alla scrittura; e chi invece investe il proprio tempo libero “divertendosi” a costruire tutto l’occorrente per la propria casa.
Un esempio? Gli impianti fotovoltaici fai da te. Questa è sicuramente un’idea alternativa , come del resto è alternativa l’energia che s’intende produrre.
Ora, non vorrei soffermarmi sui procedimenti da seguire per realizzare autonomamente dei pannelli fotovoltaici (facilmente reperibili on-line); piuttosto mostrare come l’installazione degli stessi richieda conoscenze appropriate e non ci si può improvvisare. Non stiamo assemblando i pezzi di un giocattolo che tutt’al più useremo come soprammobile.
È vero che il fai da te per il fotovoltaico “hobbistico”è lecito e consentito, a patto che non si chiedano incentivi. Ma è altresì vero che un impianto fotovoltaico da 3 / 4 kW richiede conoscenze tecniche – progettuali approfondite che non tutti possiedono.
I materiali sono facilmente reperibili sul mercato; ormai è noto il cosiddetto kit fotovoltaico. Tutto ciò che ci serve per avere un impianto personalizzato secondo le nostre esigenze. Su misura insomma.
Ma è proprio cosi semplice? A mio avviso, quello che si può fare, anche per risparmiare, è collaborare con l’installatore partecipando a tutti quei lavori che potremo fare noi, sia risparmiando qualche euro (che male non fa), sia dando sfogo al nostro istinto di bricoleur.
Ma non possiamo diventare un giorno elettricisti,l’altro idraulici e quello dopo ancora professori universitari.
Ogni lavoro ha le proprie regole, prevede conoscenze adeguate che non possiamo imparare semplicemente leggendo qualche riga nella quale si riportano le caratteristiche più importanti che costituiscono un pannello e le relative “istruzioni”.
Qualcuno potrebbe obiettare che in fondo che male facciamo se nel mio spazio privato voglio costruire un semplice impiantino sperimentale con un pannellino o un po’ di celle, per far andare una radiolina, o il frigo del camper. Forse di male ci sarebbe poco ( escluso il rischio di utilizzare strumenti a me poco famigliari ) se subito non intervenisse qualcuno a dirci che i nostri impianti fai da te, anche se piccoli “disturbano”.
Navigando in Internet ho trovato un caso pertinente a ciò che voglio dire.
Un gruppo di contadini hanno installato (da personale autorizzato ) una serie di pannelli ( già pronti ) nel loro terreno con l’intenzione di produrre correnti per i loro fabbricati.
Ma dopo tre mesi una delibera del comune li costringe a rimuoverli con l’accusa di deturpamento del patrimonio paesaggistico ( i terreni erano privati ). Insomma, qualcuno non ci aveva guadagnato abbastanza. Solo i contadini.
Io credo quindi che il fai da te abbia sì, il vantaggio di permettere un risparmio economico sull’installazione, ma è altrettanto vero che, come scrivevo sopra, dobbiamo avere le conoscenze adeguate. E soprattutto non sempre l’arte dell’arrangiarsi fa “comodo” a tutti. Per lo meno a chi non ci guadagna.

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