Archivio mensile:marzo 2012

Scuola: gli studenti sfidano il Ministro sul valore legale del titolo di studio!

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Il premier Monti il 27 gennaio ha annunciato di voler sottoporre a consultazione pubblica il tema del valore legale del titolo di studio, per questo il Miur ha elaborato un questionario, pubblicato il 22 marzo e aperto a tutti i cittadini per richiedere le loro opinioni in merito a questo tema.

Come studenti e studentesse, che in questi anni si sono mobilitati contro la legge Gelmini, abbiamo sin da subito denunciato le modalità con cui questo questionario era stato costruito; alcune domande sono infatti molto difficili, altre invece sembrano indirizzare le risposte verso nell’unica direzione di cancellare il valore legale. Per questo abbiamo definito il questionario come una truffa che aveva l’obiettivo di confondere gli studenti e i cittadini per ottenere un risultato favorevole all’abolizione del valore legale del titolo di studio.

“Per queste ragioni abbiamo deciso di sfidare il Miur, proprio sul terreno della democrazia, abbiamo sempre criticato il ministro Gelmini che non aveva mai ascoltato gli studenti – dichiara Federico Del Giudice portavoce nazionale della Rete della Conoscenza – ma critichiamo ancora di più questo governo che prende in giro i cittadini, costruendo dei questionari formalmente aperti ma che non sono altri che un percorso ad ostacoli che ha l’obiettivo di portare le persone a commettere un errore per legittimare pubblicamente la posizione del premier che si è già espresso favorevolmente all’abolizione”.

Abbiamo quindi elaborato un prontuario delle risposte al questionario del governo, in modo da poter spiegare a tutti gli studenti come rispondere per evitare la cancellazione del valore legale in modo da non cadere in alcuni trabocchetti insiti nelle domande poste dal Miur.


“Crediamo però che non sia sufficiente rispondere a quel questionario, che comunque siamo intenzionati a vincere sui numeri, portando ad esprimere migliaia di studentesse e studenti contro l’abolizione del valore legale del diritto allo studio. – dichiara Luca Spadon portavoce nazionale di Link Coordinamento universitario – Per questo aderiamo con forza alla proposta emersa dall’assemblea “Università bene comune” di Bologna di proporre un contro-questionario condiviso da tutti i soggetti che vivono tutti i giorni, per analizzare con trasparenza la situazioni degli atenei, e che sia un strumento per la comprensione delle difficoltà esistenti oggi nel mondo della conoscenza”.

“Ci impegneremo fin da subito, assieme a tutte le componenti dell’università, per costruire un ampio fronte interno alle scuole e all’università che rilanci la partecipazione e ci permetta di sconfiggere questo governo sfidandolo sulla democrazia – dichiara Mariano di Palma coordinatore dell’Unione degli studenti – per questo organizzeremo assemblee e banchetti informativi sul valore legale e su tutti i temi riguardanti la formazione, davanti a tutte le scuole e le università di questo paese dove inviteremo tutti a votare al questionario del Miur, ma sottoporremo a tutti il contro-questionario in modo da poter far conoscere a tutti i cittadini la drammatica situazione del sistema formativo di questo paese”.

Crediamo che questo governo abbia palesato di voler lavorare nel solco delle politiche del ministro Gelmini di distruzione dell’università, lo dimostrano anche i recenti decreti approvati dall’ultimo consiglio dei ministri che hanno l’unico obiettivo di alzare le tasse agli studenti e di costruire un’università per pochi, un’università d’elité il cui unico scopo è la ricerca del profitto.

Il premier Monti e il ministro Profumo devono sapere che noi non caschiamo nei loro trucchi, che siamo pronti a raccogliere la sfida, proponendo una vera consultazione degli studenti e dei cittadini tutti, non abbiamo intenzione di piegarci al gioco di chi ci vorrebbe rubare il futuro, precarizzando ulteriormente le nostre vite attraverso la nuova riforma del mercato del lavoro, alzando le tasse agli studenti e abolendo il valore legale del titolo di studio.
A partire da oggi lanciamo una grande mobilitazione contro l’abolizione del valore legale del titolo di studio e a difesa dei diritti dei lavoratori, per tutte queste ragioni saremo davanti a tutte le scuole e le università per far votare gli studenti e in piazza a fianco dei lavoratori a partire dal prossimo sciopero generale.

Rete della Conoscenza

Scuola: in Sicilia 11.857 vecchi tagli + 349 nuovi tagli = 1945 post per il TFA

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Quando la matematica è un’opinione.
Con Decreto Ministeriale n. 31 del 14 marzo 2012 il MIUR ha definito il numero dei posti disponibili a livello nazionale per le immatricolazioni ai corsi di Tirocinio Formativo Attivo per l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, per l’ anno accademico 2011-12.
In relazione alla definizione del numero dei posti disponibili, il Ministero ha preso in considerazione “la rilevazione sul fabbisogno di personale docente nelle scuole secondarie di I e di II grado per ciascuna classe di abilitazione, maggiorato nel limite del 30 per cento in relazione al numero di pensionamenti previsti, effettuata dalla Direzione generale per il personale scolastico” e ha fissato in complessivi 4.275 i posti per il TFA per la scuola secondaria di primo grado e 15.792 i posti per il TFA per la scuola secondaria di secondo grado.
Non è prevista l’attivazione dei TFA finalizzati al conseguimento dell’abilitazione per insegnare nella scuola dell’infanzia, nella primaria, nel sostegno e per gli aspiranti docenti di musica. Pare, inoltre, che il Miur non abbia intenzione di attivare neanche i corsi relativi all’abilitazione nelle classi di concorso della secondaria che non figurano ancora negli elenchi ufficiali perché riguarderebbero discipline con personale in esubero oppure con pochi posti vacanti.
Proviamo a riflettere sui dati che riguardano la Sicilia. Le richieste avanzate dai vari Atenei siciliani circa l’utenza sostenibile sono state esaudite quasi completamente. Peccato che, come abbiamo già rilevato in un nostro precedente comunicato, i conti non tornino affatto.
In Sicilia, una delle regioni che maggiormente ha sofferto le conseguenze dei tagli della nefasta era Gelmini sia in termini occupazionali che pedadogico-didattici, il fabbisogno totale di docenti ammonterebbe a 1.945.


Il saldo negativo che riguarda la nostra regione in merito ai tagli al personale docente di ogni ordine e grado di scuola ammonta, invece, a 11.857 posti. Con Circolare ministeriale n. 25 del 29 Marzo, peraltro, sono state comunicate le “Dotazioni organiche del personale docente per l’anno scolastico 2012/2013” distinte per regione e, meraviglia (!), rispetto agli organici del precedente anno scolastico, la Sicilia si configura per l’ennesima volta come una delle regioni caratterizzate dal segno “meno”:
meno 59 posti nella scuola dell’infanzia;
meno 8 posti nella scuola primaria;
meno 36 posti nella scuola secondaria di primo grado;
meno 246 posti nella scuola secondaria di secondo grado.
Un totale di 349 posti in meno per il personale docente della scuola siciliana, a fronte delle pubbliche dichiarazioni del ministro Profumo che aveva assicurato che la stagione dei tagli era finita.
Basta, quindi, analizzare i numeri dei tagli e degli incarichi attribuiti alle scorse convocazioni per rendersi conto che la scuola siciliana negli ultimi tre anni ha espulso 11.857 docenti e che le Graduatorie ad Esaurimento, da cui si attinge il personale docente a tempo determinato e indeterminato, hanno visto attribuire gli ultimi incarichi a precari con decenni di servizio. Senza considerare, poi, che “grazie” all’innalzamento dell’età pensionabile, nei prossimi anni, il numero dei pensionamenti nella scuola sarà di certo inferiore a quello che sarebbe stato con i precedenti requisiti richiesti. L’Ateneo palermitano, nello specifico, si è proposto per tutte le sette classi di abilitazione previste per il primo grado (A030, A032, A033, A043, A059, A245, A345) e per 20 (A013, A017, A019, A029, A035, A036, A037, A038, A039, A047, A048, A049, A050, A051,A052, A058, A060, A061, A246, A346) delle 27 classi di abilitazione relative al secondo grado.
E allora la domanda, che oltre che lecita appare pure opportuna, che ci poniamo è: la Direzione generale per il personale scolastico ha tenuto in considerazione l’esistenza delle Graduatorie ad Esaurimento nel calcolo del famigerato “fabbisogno” regionale di personale docente? E gli Atenei, che nella stragrande maggioranza dei casi si sono limitati a riproporre gli stessi “numeri” messi a bando con le vecchie Sissis, si sono resi conto dell’in-sostenibilità di produrre nuovi disoccupati della scuola? Naturalmente no. Il fabbisogno è stato calcolato non tenendo in alcuna considerazione la capacità di soddisfare ampiamente la domanda di docenti delle Graduatorie ad Esaurimento nella quasi totalità di classi di concorso, e gli Atenei hanno solamente trovato un nuovo modo di “fare cassa” sulla pelle di neo-laureati o di docenti non abilitati con chissà quanti anni di servizio. Secondo le prime indiscrezioni trapelate, infatti, per accedere alle prove preselettive i costi dovrebbero aggirarsi attorno ai 30 euro, mentre per quanto riguarda gli ammessi ai TFA, le indicazioni che il Miur avrebbe dato agli atenei autorizzati ad avviare i corsi non sono molto distanti da quelle date in occasione delle ultime Ssis: la spesa complessiva per i corsisti sarebbe fissata, quindi, tra i 3mila ed i 4mila euro. Giusto quello che serve per tirare un sospiro di sollievo per le casse in rosso delle Università.
Continuiamo a ribadire la nostra preoccupazione per il silenzio legislativo riguardante le future forme di reclutamento dei nuovi docenti, per le proposte di abolizione delle Graduatorie ad Esaurimento che di tanto in tanto tornano a farsi sentire, per le immissioni in ruolo che diventano sempre di più un miraggio per i precari della scuola, e per i primi “esperimenti” di regionalizzazione del reclutamento approvati di recente in Lombardia con l’avallo del Ministro alla Pubblica Istruzione.
Mentre i sindacati concertativi “studiano” in gran segreto il miglior modo possibile di indorare l’amara pillola dell’abbattimento dei pochi diritti rimasti ai lavoratori con la modifica dell’art. 18, noi continuiamo a denunciare tutte le forme di creazione di nuovo precariato e di vendita all’ingrosso di false illusioni.

USB Scuola Sicilia

OCCUPYAMO PIAZZA AFFARI

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DOMANI A MILANO MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO
MONTI E IL GOVERNO DELLA BCE
Corteo da Piazza Medaglie d’Oro a Piazza Affari, ore 14.00

Cresce la partecipazione alla manifestazione nazionale OCCUPYAMO PIAZZA AFFARI, indetta per domani a Milano da USB, dal Comitato NO Debito e da tantissime altre sigle, organizzazioni, partiti e realtà che operano nel sociale, contro il ‘modello Monti’, il governo della BCE-FMI e le loro politiche di massacro sociale.

Fra le ultime adesioni ricevute quella dei ferrovieri: “Ci vogliono tenere fino a 67 anni ai treni senza tenere conto che quasi nessuno di noi ci arriverà in condizioni di salute adeguate”, dichiarano nel comunicato, in cui annunciano che saranno in piazza “contro la politica dell’austerità, del debito e dei sacrifici imposti dalla riforma Monti-Fornero”.

Intanto a Milano, dove si attende l’arrivo di migliaia di manifestanti, si moltiplicano le iniziative a sostegno di OCCUPYAMO PIAZZA AFFARI. Questa mattina centinaia di studenti del Coordinamento dei Collettivi hanno sfilato per le vie del centro gridando slogan contro banchieri, politici corrotti e affaristi, per il futuro, per salvare la scuola, lottare per i diritti.


Sempre a Milano circa 60 persone hanno occupato uno spazio abbandonato da oltre 20 anni in via Arbe, riaprendolo alla città col nome di “Officina dei beni comuni”. Sarà “Una sorta di casa del popolo, che metterà a disposizione spazi ai giovani e meno giovani, di tutela per i cittadini per sviluppare progetti e servizi al quartiere e alla città tutta”. Prima iniziativa già fissata per questa sera alle ore alle 21, con un incontro a cui saranno presenti Vittorio Agnoletto, Giorgio Cremaschi e Fabrizio Tomaselli, esponenti del Comitato No Debito, per discutere su art.18 e beni comuni.

Il corteo di domani partirà alle ore 14.00 da Piazza Medaglie d’Oro (Porta Romana) e percorrerà corso di Porta Romana, via Santa Sofia, via Mulino delle Armi, via De Amicis, via Cesare Correnti, via Torino, via Orefici, piazza Cordusio, via Negri, per concludersi a piazza Affari, luogo simbolo della finanza internazionale.

“Stiamo attivamente organizzando la partecipazione da tutta Italia – dichiara Emidia Papi, dell’Esecutivo nazionale USB – e chiamiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori, i precari, i disoccupati, i cassaintegrati, i pensionati, gli esodati, i migranti, a scendere in piazza contro la precarietà e per cancellare le leggi Treu e 30; contro l’attacco europeo al diritto di sciopero, contro i licenziamenti e per estendere a tutti e a tutte reddito e tutele; per rispondere col conflitto all’arroganza del governo Monti e delle istituzioni europee, conflitto che si sta allargando a macchia d’olio in moltissimi paesi, a partire da Spagna, Portogallo e Grecia”.

Unione Sindacale di Base
00185 Roma, V.le Castro Pretorio 116 – Tel. 0659640004 – web: http://www.usb.it e-mail: usb@usb.it

Educare…con un semplice “click di mouse” – di Francesca Pennisi

Parlare di educazione oggi ci induce inevitabilmente a confrontarci con le grandi novita’ tecnologiche di questa societa’ post moderna che sa comprendere attraverso gli strumenti, ma non e’ piu’ in grado di comunicare emozioni, parole, sentimenti attraverso le relazioni.
All’interno del “gioco tecnomediatico” prevale l’individualita’ a scapito dell’empatia; i modelli digitali, da estensione della mente, si sono tramutati in sostituto dei sentimenti.
Solo ponendoci in netto antagonismo al cospetto di una esperienza socio-culturale ed educativa che assume sempre piu’ un carattere informatizzato, potremo contribuire alla riscoperta dello stare insieme, parlare, guardarsi negli occhi, tenersi per mano, insomma rievocare la semplicita’ di piccoli, ma edificanti gesti che parlano di emozioni, sentimenti…
L’alfabetizzazione emotiva, oggi piu’ che mai, dovrebbe divenire, sin dalla Scuola di base, una disciplina da attenzionare con priorita’.
Noi adulti, in quanto, educatori, genitori, portiamo il peso della responsabilita’ di restituire ai figli del terzo millennio l’opportunita’ di godere del tempo dell’affettivita’ .
La tecnologia, pur rappresentando oggi un mondo da abitare, non puo’ trasmettere il valore insostituibile delle relazioni umane, delle così dette “carezze dell’anima”.
Amicizia, confidenza, fiducia non si possono coltivare connettendosi con quel mondo che sviluppa la socialita’ attraverso un semplice “click di mouse”: scegliamo le emozioni autentiche, scegliamo di “vivere”!
FRANCESCA PENNISI

Accordi Miur/Regione Sicilia: le por-cate continuano sulla pelle dei lavoratori

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Sono trenta, al momento, le scuole siciliane di ogni ordine e grado segnalateci che non hanno retribuito (o lo hanno fatto solo in parte) i docenti e il personale Ata per le attività svolte nell’ambito degli accordi Miur/Regione, meglio noti come Progetti POR siciliani.
La cosa più sconcertante di tutta questa brutta storia di “mala scuola” è da un lato la totale assenza di un “chiaro” referente politico dei Progetti Por presso l’Assessorato regionale alla Pubblica Istruzione in uno scaricabarile costante di responsabilità; dall’altro l’avvilente incapacità delle scuole di “pretendere” dall’Assessorato le somme per pagare i lavoratori della scuola, procedendo in via eccezionale con l’utilizzo del fondo d’istituto e adendo le vie legali nei confronti della Regione.
Invitiamo tutti i colleghi a continuare nelle loro segnalazioni perché tante sono le scuole siciliane che hanno “sfruttato” il lavoro di docenti e personale Ata, ed invitiamo i dirigenti scolastici di queste istituzioni inadempienti ad intraprendere una azione collettiva di messa in mora della Regione per pretendere dignità per le proprie scuole e per i lavoratori che in quelle scuole hanno svolto (e terminato) “gratuitamente” le loro funzioni.
Elenco scuole:
Palermo e Provincia:
1. Liceo scientifico “G. D’Alessandro” (Bagheria)
2. Liceo classico “F. Scaduto” (Bagheria)
3. I. C. “Nuccio” (Palermo)
4. I. C. Boccadifalco-Tomasi di Lampedusa (Palermo)
5. I. C. “G. Marconi” (Palermo)
6. I. T. C. G. “Filippo Parlatore” (Palermo)
7. S.M.S. “Franchetti” (Palermo)
8. D. D. “Botta” (Cefalù)
9. I.C. “G. Vasi” (Corleone)
10. I. C. “A. Ugo” (Palermo)
11. I.C. “Borgese” (Polizzi Generosa)
12. D.D. “Falcone” (Carini)
13. I.C. Abba-Dante Alighieri (Palermo)


Messina e Provincia:
1. I.T.C.G. “L. Da Vinci” (Milazzo)
2. I. C. “D’Alcontres” (Barcellona)
3. I. C. “Giovanni Paolo II” (Capo d’Orlando)
4. I. C. Milazzo (Milazzo)
Siracusa e Provincia:
1. I. C. “V. Littara” (Noto)
2. I. C. “O. M. Corbino” (Augusta)
3. Primo Circolo Didattico “Gabriele Judica” (Palazzolo Acreide)
Catania e Provincia:
1. I.C. “Paolo Vasta” (Acireale)
2. I.C. “Giuseppe Parini” (Catania)
3. I.P.S.A.A. “A.M. Mazzei” (Giarre)
4. I.C.S. “Purrello” (San Gregorio)
5. I.C. “G. PONTE” (Palagonia)
6. II C.D. (Bronte)
7. IPSIAS “Meucci” (Acireale)
8. I. C. S. “Piero Gobetti” (Caltagirone)
9. Scuola primaria “Capponi-Recupero (Catania)
Enna e Provincia:
1. III Circolo Didattico “Chinnici” (Piazza Armerina)

Seguite sul sito la nostra battaglia: http://sicilia.usb.it/

USB SCUOLA SICILIA

TIROCINIO FORMATIVO ATTIVO (TFA) : FORMAZIONE PER LA SELEZIONE DI ACCESSO AI CORSI UNIVERSITARI

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In seguito all’apertura del percorso abilitante T.F.A previsto per Giugno 2012, la Cisl Scuola Sassari in collaborazione con l’Ente di Formazione IRSEF – IRFED (riconosciuto dal MIUR) organizza corsi di preparazione al test preselettivo.

I percorsi prevedono:
lezioni frontali con cadenze bi-settimanali, il giovedì e il venerdì pomeriggio dalle ore 16:00 alle ore 19:00 .
attivazione piattaforma test on line
materiale didattico e dimostrativo
esercitazioni e correzioni

SCADENZA ISCRIZIONI VENERDI’ 13 APRILE

Per informazioni e iscrizioni :
1. contattare il numero366 6852492;
2. recarsi presso i nostri uffici in via IV novembre n° 53
3. scrivere a cislscuolasstfa@gmail.com