Archivio mensile:novembre 2011

Prove Invalsi: bocciate anche al Liceo Donatelli di Terni

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Venerdì 25 novembre il collegio docenti del Liceo scientifico R. Donatelli di Terni ha votato quasi all’unanimità (5 voti favorevoli su 60 professori) la non disponibilità dei docenti e del liceo ai quiz INVALSI.
La scelta è stata motivata dalla consapevolezza della inutilità di tali prove, dal loro essere un modo subdolo di valutazione del docente e della scuola, ma soprattutto ha pesato la necessità di discutere dei reali problemi della scuola e dei tagli pesanti alla scuola stessa. Tra l’altro quei due o tre docenti che l’anno passato avevano somministrato e corretto le prove INVALSI e non hanno ricevuto alcun incentivo in denaro, forte è stata la delusione di non aver visto i risultati finali, aver constatato gli errori nella somministrazione e non aver ricevuto neanche i correttori!

Sempre più scuole e docenti anche della provincia di Terni rifiutano la truffa dei quiz INVALSI, rinviandoli al mittente, presentati da MIUR e dirigenti scolastici come obbligatori (ma non lo sono!) strumenti di valutazione degli studenti, in verità veri e propri cavalli di troia per valutare invece scuole e docenti e riproporre una gerarchia (ranking) stipendiale mutuata dalle imprese, che nelle scuole USA si è rivelata completamente fallimentare per la didattica e le scuole stesse già 20 anni fa.


Nel 2000 i docenti licenziarono il ministro L. Berlinguer che cercò di gerarchizzare la categoria col nefasto concorsaccio. Oggi prima la Moratti, poi Fioroni, la Gelmini ed infine, il neoministro F. Profumo, di estradizione economico-aziendalistica, tentano lo stesso colpo, prima espellendo (e cancellando) posti di lavoro e cattedre per decine di migliaia di precari docenti ed ATA e, proponendo una sorta di bestiale darwinismo sociale tra docenti ed istituti scolastici, che attacca il carattere collegiale dell’insegnare. Lorsignori stanno tentando una gerarchizzazione pseudomeritocratica (attraverso l’INVALSI!!) dei docenti, promettendo le briciole ai più conformi e tagli agli altri, un attacco frontale alla la finalità più alta della scuola riconosciuta dall’art.3 della Costituzione: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Ricordiamo le dichiarazioni della ex ministra Gelmini ““Non riusciremo ad aumentare gli stipendi, ma vareremo un sistema di incentivi basato sui test Invalsi”. Un’ulteriore conferma l’abbiamo avuta quando finalmente il MIUR ha reso disponibile sul suo sito lo statuto dell’Invalsi (decreto n. 11 prot. 5657 del 2/9/11). Il documento, formato da 20 articoli, ne definisce natura giuridica, composizione, missione e obiettivi. All’articolo 2 leggiamo che l’Invalsi “concorrere alle azioni di sviluppo della cultura del merito promosse dalla Fondazione per il merito…” e all’articolo 4 comma e si aggiunge che l’Invalsi ha anche l’obiettivo di collaborare “… alle attività di valutazione del sistema scolastico al fine di realizzare iniziative di valorizzazione del merito …”. Più chiaro di così: mentre si massacra la scuola pubblica (e insieme ad essa le pensioni, la sanità, gli stipendi, i diritti dei lavoratori), si cerca di far passare un modello meritocratico per il quale, se la tua scuola non ha soldi e il tuo stipendio è una miseria, la colpa alla fin fine è di chi ci lavora. Nel discorso di insediamento ricordiamo le parole di Monti sulla scuola pubblica(NB non sta parlando di un’azienda): “Un ritorno credibile a più alti tassi di crescita deve basarsi su misure volte a innalzare il capitale umano e fisico e la produttività dei fattori. La valorizzazione del capitale umano deve essere un aspetto centrale: sarà necessario mirare all’accrescimento dei livelli d’istruzione della forza lavoro, che sono ancora oggi nettamente inferiori alla media europea, anche tra i più giovani. Vi contribuiranno interventi mirati sulle scuole e sulle aree in ritardo, identificando i fabbisogni, anche mediante i test elaborati dall’INVALSI, e la revisione del sistema di selezione, allocazione e valorizzazione degli insegnanti.” Più chiaro di così? Boicottiamo e bocciamo i quiz INVALSI.

COBAS TERNI

Forum delle associazioni con il neo Ministro

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Si è riunito oggi il Forum delle Associazioni Studentesche maggiormente rappresentative alla presenza del Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Le associazioni delle studentesse e degli studenti, che in questi anni si sono mobilitate contro il Ministro Gelmini e le politiche economiche di tagli alla scuola del Ministro Tremonti, hanno sin da subito sollevato al Dicastero di Viale Trastevere la necessità di un cambio di rotta nelle relazioni con la componente studentesca. Abbiamo vissuto, infatti, anni di immobilismo a causa di una gestione autoritaria e unidirezionale del Ministro Gelmini, che non ha mai ascoltato le proteste e le proposte degli studenti e si è limitata a svuotare il Forum delle Associazioni di ogni sua funzione realmente consultiva e decisionale, procedendo da sola nel suo progetto di distruzione della scuola pubblica italiana.


Al Ministro, quindi, chiediamo di ridare forza e voce ai luoghi della rappresentanza studentesca, partendo dai consigli d’istituto, passando per le Consulte degli Studenti e il Forum delle Associazioni. Il confronto degli studenti non si può limitare alla raccolta di un parere di progetti, riforme e provvedimenti già approvati o in via di approvazione. Gli studenti sono il centro del sistema formativo e per questo va dato e riconosciuto un ruolo di protagonismo nei processi decisionali sul scuola e formazione.

Continueremo a batterci per la scuola pubblica, laica e di massa. In questo senso pensiamo occorra ripartire da nuove risorse, che provino a far dimentirare gli 8 miliardi di tagli del governo precedente, spendendo meglio ed equamente. è doveroso curare i problemi degli ultimi, degli studenti delle periferie urbane e non. Proprio quelle periferie dove il tasso di abbandono è lievitato inverosimilmente, lasciando per strada ragazzi e ragazze che dobbiamo riportare con noi. Riteniamo necessaria una legge quadro nazionale sul diritto allo studio, che definisca per le Regioni dei livelli essenziali di prestazione da garantire alle studentesse e gli studenti, la pubblicazione immediata dell’anagrafe dell’edilizia scolastica con l’impegno di mettere a norma, tramite finanziamenti straordinari, le scuole italiani, ancora fatiscenti e non a norma di legge. Abbiamo chiesto di eliminare la legge 69/09, abolendo il voto di condotta, gli esami di riparazione a Settembre e il limite di 50 assenze, ripensando tutto il sistema di valutazione in direzione dell’autorevolezza e non dell’autoritarismo. E’ necessario ripensare all’impianto della scuola pubblica, partendo da una riforma dei cicli e degli organi collegiali, da un nuovo modo di ripensare la didattica e la valutazione, garantendo diritti agli studenti in stages, ripristinando da subito la Terza Area cancellata dal Ministro Gelmini. Profumo si è mostrato disponibile nei confronti degli studenti, ponendo seria attenzione a molte delle proposte sollevate, impegnandosi a convocare il forum con cadenza bimestrale. Se si vuole dare un vero segnale di discontinuità da questi anni di inefficienza politica e amministrava del Ministero dell’Istruzione si debba partire da questi provvedimenti che sono in grado davvero di innovare e migliorare la condizione della scuola pubblica e delle studentesse e degli studenti.

Rete della Conoscenza

Docenti scuola primaria

In questo rapido post pubblichiamo tutta una serie di risorse riguardanti i docenti scuola primaria. Non vogliamo essere un post esauriente sull’argomento ma essere soltanto uno “snodo” per indirizzare verso la risorsa giusta chi sta digitando sul proprio computer le parole docenti scuola primaria.

Ecco di seguito sinteticamente le risorse:

La prima risorsa che vi segnaliamo è la sezione di Wikipedia dedicata alla scuola primaria in Italia: cosa è, come funziona e come si è evoluta in tutti questi anni.

In questo sito del Ministero della Pubblica Istruzione trovate un servizio sui Movimenti nella scuola primaria per l’anno 2011- 2012.

Sul sito di Flc Cigl potrete trovare informazioni sul contratto docenti scuola  primaria per il prossimo rinnovo.

Qui invece trovate un curioso servizio di ricerche Maestre: lo testeremo per voi, per vedere se il servizio funziona correttamente e faremo un post per raccontarvi l’esperienza.

In questo forum invece trovate le risposte ai quesiti posti da genitori ad un insegnante di scuola primaria.

Su facebook potete trovare un gruppo dedicato ai docenti scuola primaria. E’ un gruppo chiuso, quindi va richiesta l’iscrizione.


Se tu fossi il Ministro della Pubblica Istruzione…..

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Chi lavora nella scuola conosce le misure per innalzarne la qualità: massimo 20 alunni per classe, ripristino delle compresenze (si sta toccando con mano il disastro provocato dalla loro soppressione), ritorno ad un effettivo tempo pieno, un serio piano di aggiornamento per i docenti, eliminazione del precariato, implementazione dei laboratori, ecc. Queste sarebbero le misure concrete se vogliamo discutere seriamente di qualità della scuola. Dalla Commissione Europea e dalla Banca Centrale Europea sono arrivati invece ben altri messaggi e ben diverse proposte. Ricostruiamo il “dialogo” tra queste istituzioni e il governo italiano riguardo alla la nostra scuola.

Il 5 agosto 2011 un documento firmato dalla BCE (dall’allora presidente Jean Claude Trichet e dall’attuale, Mario Draghi) impone i temi di distruzione sociale giunti ora al governo Monti, citando una volta sola la scuola, insieme a sanità e giustizia: «Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l’uso di indicatori di performance, soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell’istruzione».

Berlusconi risponde con una lettera del 26 ottobre 2011 in cui precisa:«L’accountability delle singole scuole verrà accresciuta, sulla base delle prove INVALSI, definendo per l’anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti, elevandone, nell’arco d’un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo; si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento».
Due elementi colpiscono: Berlusconi afferma che i quiz saranno alla base della “ristrutturazione” delle scuole che andranno male (che faranno? In USA c’è anche il licenziamento) e promette di lavorare sulla differenziazione delle carriere, “elevando l’impegno didattico” (i colleghi spagnoli stanno lottando perché da loro è stato elevato il numero di ore settimanale).


La UE interviene ancora il 4 novembre 2011 con 39 domande con le quali chiede dettagli sui provvedimenti annunciati; le domande 13 e 14 riguardano la scuola:
13. Quali caratteristiche avrà il programma di ristrutturazione delle singole scuole che hanno ottenuto risultati insoddisfacenti ai test INVALSI?
14.Come intende il governo valorizzare il ruolo degli insegnanti nelle singole scuole? Quale tipo di incentivo il governo intende varare?

Risponde Giulio Tremonti con un documento che affronta i temi delle 39 domande; ecco cosa dice sulla scuola: «INVALSI misura il “valore aggiunto” in termini di risultati dell’insegnamento prodotti da ciascuna scuola, tenendo conto del contesto socio economico. […]La valutazione delle scuole sarà condotta da un Corpo di Ispettori […] che analizzerà anche l’ambiente di lavoro, la qualità dei procedimenti (procedure) e dei parametri, utilizzando informazioni relative non solo all’insegnamento […]. La valutazione delle scuole porta alla definizione di una classifica usata per dare alle scuole migliori incentivi e ricompense in termini di finanziamenti… INDIRE interviene nel contesto delle scuole più critiche attraverso una varietà di azioni come formazione del personale e consulenza su miglioramento organizzativo, educativo, comunicazione e ricerca educativa. Gli Ispettori valuteranno i risultati e proporranno le misure più appropriate che potranno includere […] una ristrutturazione dell’Istituzione compresa la ridefinizione della dimensione delle singole scuole […] Per valutare le carriere dei migliori docenti è stato testato un sistema innovativo che disponga nuovi criteri di ricompensa. Un mese extra di stipendio è assegnato ai migliori docenti (in media 20-30% per scuola). […] L’estensione dei criteri così testati sarà implementata a partire dal prossimo contratto dei docenti».

E’ un programma distruttivo le cui linee guida saranno le stesse di Monti e del ministro Profumo. Ecco infatti cosa ha detto Mario Monti al Senato il 17 novembre 2011 il giorno della fiducia: “La valorizzazione del capitale umano deve essere un aspetto centrale: sarà necessario mirare all’accrescimento dei livelli d’istruzione della forza lavoro, che sono ancora oggi nettamente inferiori alla media europea, anche tra i più giovani. Vi contribuiranno interventi mirati sulle scuole e sulle aree in ritardo, identificando i fabbisogni, anche mediante i test elaborati dall’INVALSI, e la revisione del sistema di selezione, allocazione e valorizzazione degli insegnanti.”

Noi che siamo nella scuola conosciamo bene i problemi e le priorità. Come ministro/a, nessuno/a di noi potrebbe pensare di migliorare la scuola con un sistema di quiz su cui basare carriera docenti e fondi agli istituti: sappiamo anzi benissimo che la qualità della scuola sarebbe nettamente inferiore se la didattica dei quiz vincesse. Come mai per loro (governo italiano, Commissione Europea, BCE, imprese) la priorità è questa? Cosa c’è dietro questa furia classificatoria e distruttiva della qualità della scuola?
C’è un progetto preciso: modificare in profondità la natura e la finalità della scuola della Costituzione, la scuola pubblica di qualità per tutti/e deve appartenere al passato. Vogliono una scuola succube del sistema produttivo, che formi forza-lavoro precaria, flessibile, fortemente riconvertibile (“imparare ad imparare”, “la formazione lungo l’arco della vita” ), poco qualificata e quindi senza troppe pretese (“i giovani sono sovra qualificati”, dicono …).
Per questo catastrofico progetto vogliono obbligare i docenti a sottomettersi ad una scuola schiacciata sulle “competenze” e sui quiz atti a misurarle: la carriera meritocratica basato sui quiz INVALSI è lo strumento attraverso il quale comprare la nostra collaborazione.

VOGLIONO DISTRUGGERE LA SCUOLA DI QUALITA’ PER TUTTI/E
DIFENDIAMO LA SCUOLA BENE COMUNE
FERMIAMOLI LOTTANDO CONTRO I QUIZ INVALSI

COBAS Scuola

Docenti precari di III fascia: in avvio i ricorsi di Adida avverso il Salvaprecari

Si comunica che l’Associazione Adida (Ass. Docenti Invisibili da abilitare) è in procinto di avviare i ricorsi al TAR per l’impugnazione del Decreto Ministeriale n. 92 del 12 Ottobre 2011 denominato Salvaprecari.

PERCHÉ’ RITENIAMO IL SALVAPRECARI LESIVO ED ILLEGITTIMO: Conseguenza diretta dell’emanazione del decreto Salvaprecari è la creazione delle Graduatorie Prioritarie, le quali interponendosi fra le Graduatorie ad Esaurimento e le Graduatorie d’Istituto, difatti rottamano quest’ultime rendendole inutilizzate. Ciò è tanto più grave se si pensa che la “ratio” del decreto era quella di Salvaguardare i docenti precari che per anni hanno prestato servizio alle dipendenze statali. Ancora una volta il MIUR dimostra di non riconoscere i docenti di II e III fascia come propri dipendenti, se pur a tempo determinato, e di negare loro lo statuto di precari, mentre lo sono per antonomasia, non potendo, allo stato attuale, ambire alla stabilizzazione. Tale decreto contiene pertanto misure che riteniamo illegittime e gravissime, in quanto la creazione di una nuova graduatoria si antepone alle graduatorie d’istituto, finendo per rottamarle.

SCOPO DEL RICORSO: Obiettivo del ricorso è il riconoscimento del diritto per i docenti precari di III fascia ad essere ammessi nelle Graduatorie Prioritarie Distrettuali previste dal Decreto Ministeriale n. 92 del 12 Ottobre 2011 denominato Salvaprecari, nonché l’accesso a tutti i benefici previsti da tale atto qui sotto elencati:
Precedenza assoluta nell’accesso agli incarichi e supplenze;
Attribuzione di 12 punti annuali indipendentemente dall’aver prestato o meno servizio;
Attribuzione di “un’indennità di disoccupazione prolungata” oltre gli ordinari limiti stabiliti per legge.
CHI PUÒ PARTECIPARE ALL’AZIONE LEGALE: Può partecipare al ricorso chiunque si trovi in una delle seguenti posizioni giuridiche:
Docenti precari di III fascia che hanno prestato almeno 180gg. di servizio, tramite la stipula di uno o più contratti, in uno dei seguenti anni scolastici: 2008/2009, 2009/2010, 2010/2011 presso scuole Statali e/o Paritarie.;
Docenti precari di III fascia che abbiano prestato almeno 180gg. di servizio presso scuole statali o paritarie, tramite la stipula di uno o più contratti, in uno degli anni scolastici antecedenti al 2009.
Il ricorso si presenta vantaggioso per tutti quei soggetti che NON siano riusciti a stipulare per l’anno scolastico in corso un contratto fino al termine delle attività didattiche e/o fino al 30 Giugno/31 Agosto su orario pieno (cioè 18/24 Ore settimanali) purché inseriti a pieno titolo in graduatoria d’Istituto.

SCADENZE: nel far sapere che la data ultima di adesione al ricorso è fissata a Martedì 6 Dicembre, si invitano i docenti interessati ad aderire a tale attività a visitare la pagina Adida appositamente predisposta, dove sarà possibile reperire tutte le informazioni necessarie all’avvio dell’attività legale:

LINK DI RIFERIMENTO RICORSO: https://sites.google.com/site/midanazionale/attivita-in-corso-1/ricorsi-adida-pagina-news/ricorso-salvaprecari—link/ricorso-salvaprecari-2011-2012

Direttivo Adida
www.associazioneadida.it – email: associazione.adida@gmail.com