Adolescenza e Adultescenza

A cura di Maria Giovanna Ruo e Maria Beatrice Toro, edito da CISU
Adolescenza e Adultescenza
Riflessioni su nuove patologie e nuove normalità nel ciclo di vita e nelle relazioni familiari.
 
Un contributo editoriale frutto di anni di ricerca, che ci pone davanti ad un fenomeno del tutto sconosciuto fino a pochi anni fa: “l’adultescenza”, termine che sta ad indicare una modifica dei comportamenti nelle relazioni famigliari.

Secondo l’Avv. Maria Giovanna Ruo (avvocato, docente di Diritto di famiglia presso l’Università LUMSA e presidente dell’associazione “CamMiNo-Camera Minorile Nazionale”) e la Dott.ssa Maria Beatrice Toro (psicoterapeuta, presidente dell’associazione FederPsi e direttore didattico della SCINT): “L’adultescente è colui che cronologicamente è adulto ma ha un’identità immatura e mette in atto dinamiche e comportamenti tipici dell’adolescente”.

Il libro verrà presentato a Roma il 15 novembre 2011 alle ore 18:00, presso il Circolo Antico Tiro al Volo.
 
Questo lavoro, grazie al contributo di diversi esperti e alla partecipazione del Prof. Tonino Cantelmi, affronta da più punti di vista  tematiche quali: crisi generazionali, genitorialità fragile (genitori che si comportano come adolescenti e figli adolescenti che restano senza punti di riferimento), famiglia “liquida”.
Quella tra avvocati e psicologi può sembrare un’accoppiata curiosa, e forse lo è, ma non nell’area della crisi delle relazioni familiari, ove le due professionalità interagiscono per la tutela dei figli minori di età, soggetti vulnerabili coinvolti nel conflitto dei genitori.
Maria Giovanna Ruo pone l’accento sulla crescente difficoltà degli adulti di contenere la propria rabbia e la propria frustrazione.
Vi è un trascinarsi dei giovani “In un’adolescenza che sembra non finire mai – come afferma Maria Beatrice Toro –  procrastinando una fase della vita che dovrebbe essere transitoria, di passaggio. L’adultescente nasconde in sé un senso di onnipotenza, una tendenza a voler vedere soddisfatti i suoi bisogni nell’immediato (e dunque a non impegnarsi in progetti a lunga scadenza), insomma una visione narcisistica dell’esistenza che porta ad una seria difficoltà nell’aprirsi all’altro. Il tutto non aiutato da una situazione economica in cui le difficoltà di reperimento di un’attività lavorativa stabile, ostacolano l’assunzione di responsabilità adulte”.
 
Il che però sembra stimolato anche da una giurisprudenza deresponsabilizzante: “Se il figlio di un professionista – asserisce l’Avv. Maria Giovanna Ruo – in ragione della situazione patrimoniale paterna, ha diritto a 26 anni a un assegno di mantenimento pari alla remunerazione mensile di un professore associato, quando mai sarà stimolato ad assumere un’autonomia con un dignitoso lavoro meno retribuito? E quale sarà la spinta all’autonomia che riceverà dal genitore convivente che in un modo o nell’altro finisce con l’usufruire della ‘rendita di posizione’ del figlio? C’è da chiedersi se tale ‘buonismo’ giurisprudenziale non possa avere anche effetti distorsivi sull’autonomizzazione di giovani adultescenti che già trovano difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro e dell’area della vita adulta”.
Secondo la Psicologa Maria Beatrice Toro: “La maternità e la paternità sono parametri di adultità ed è significativo che tali soglie evolutive vengano attraversate a un’età sempre più avanzata e suscitino un gran carico di ansia e insicurezza. La ricerca psicologica ha evidenziato nelle giovani generazioni numerose difficoltà proprio nell’assunzione di ruoli affettivi più evoluti e delle responsabilità genitoriali.

Non è un caso che i disturbi comportamentali ed i disagi mentali siano in così forte crescita soprattutto nella fascia d’età 0-18. In riferimento all’ ‘adultescenza’ i dati ci inducono a parlare non più di patologia, bensì di ‘nuova normalità’, data la crescita esponenziale di questo fenomeno”.
Narcisismo, litigiosità, instabilità, mancanza di autocontrollo, attaccamento alla famiglia di origine, sono tutte sintomatologie caratteristiche tipiche dell’“adultescenza”.
 
La dipendenza economica dalle famiglia di origine, sempre più presente, provoca un’ulteriore involuzione, sia nella fase fisiologica della vita delle neonate formazioni familiari, sia nella loro crisi. Come spiega l’Avv. Maria Giovanna Ruo: “Vi è una crescente intromissione delle famiglie di origine, spesso coinvolte economicamente per supportare i costi dell’assistenza legale; i genitori non si limitano al ruolo di pagatori, prendono autonomamente appuntamento, pretenderebbero di essere messi a conoscenza delle vicende, se non di gestirle e di gestire anche le eventuali trattative in luogo dei figli, anche se questi non sono più ventenni”.
 
Il testo si avvale inoltre del contributo di autorevoli esponenti di diverse discipline: un approccio interdisciplinare che rispecchia la complessità e la vastità del fenomeno.
 
È possibile acquistare il presente volume al costo di €20,50 sul sito della Casa Editrice:

CISU: www.cisu.it

 Tel. 06 491474
 
Per approfondire gli argomenti: www.mariabeatricetoro.wordpress.com , www.cognitivo-interpersonale.it , www.cameraminorile.com

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