In Italia come in Cile: studenti in piazza domani 7 ottobre

Era il 1 Agosto, quando studenti da tutt’Italia aderenti all’Unione degli Studenti, riuniti vicino Ostuni nel campeggio nazionale studentesco RIOT Village, hanno lanciato la data di mobilitazione del 7 ottobre.

Domani migliaia di studentesse e studenti scenderanno in piazza in più di 90 città italiane, di cui 72 promossi dall’Unione degli Studenti nelle sue articolazioni territoriali. La popolazione studentesca del nostro Paese, ormai stanca dei continui attacchi del Governo al mondo dell’istruzione, ha deciso di scendere in piazza, assediando sonoramente le città, scandendo, con forza, le proprie rivendicazioni.

I cortei saranno aperti da rumorose pentole, suonate come tamburi. Non solo per farci sentire, ma anche per richiamare grandi proteste come quelle sudamericane dell’Argentina nel 2001 e dei Cileni di questi giorni.

Domani grandi manifestazioni attraverseranno anche le strade del Cile, in cui gli studenti stanno mettendo in crisi il governo ormai da diversi mesi. La giornata di domani è solo una prima giornata di mobilitazione di un movimento internazionale che si manifesterà nelle piazze di tantissimi paesi del mondo il 15 ottobre. Giornata di mobilitazione lanciata dagli indignados spagnoli di cui saremo protagonisti con un grande corteo nazionale a Roma.

La Rete della Conoscenza scrive agli studenti della FECH, organizzazione studentesca salita alla ribalta delle cronache per una delle esponenti di punta della grande mobilitazione cilena, Camila Valejo. Segue la lettera originale appena pubblicata. Qui la lettera in entrambe le versioni.

Cari compagni e care compagne,
il 7 ottobre, come studenti italiani delle scuole e delle università, manifesteremo contro i tagli all’istruzione e le politiche del governo. Da tre anni protestiamo contro tagli che minacciano l’esistenza stessa di un sistema di istruzione pubblica e riducono i pochi spazi democratici che ancora restano nelle università e nelle scuole.
Negli ultimi mesi il governo, con la scusa della crisi economica e della necessità di riddure la spesa pubblica, sta distruggendo totalmente lo stato sociale, attaccando i diritti dei lavoratori e il nostro futuro. Nei prossimi anni centinaia di migliaia di giovani non podranno studiare perché non avranno il denaro sufficiente a garantire un’istruzione di qualità. Ogni anno molti giovani del nostro paese devono andare all’estero per trovare un lavoro dignitoso per cui hanno studiato, o restano in Italia, disoccupati o precari. Noi vogliamo costruire un’alternativa dignitosa alla fuga e riprenderci quello che il governo, le banche e il sistema economico ci hanno rubato.
Il 7 ottobre anche voi, compagni e compagne cileni, manifesterete. Abbiamo seguito la vostra protesta. Abbiamo sofferto e sperato con voi, consapevoli che la vostra lotta è la stessa che combattiamo da anni contro la privatizzazione dell’istruzione e per il diritto a un’istruzione universale, davvero per tutti e per tutte.
Speriamo che questa sia solo la prima volta che nelle strade e nelle piazze del Cile e dell’Ialia si manifesterà insieme per rivendicare le stesse cose. Speriamo di costruire, insieme anche a voi, un movimento internazionale contro il neoliberismo, la privatizzazione e la mercificazione del sapere.
Le studentesse e gli studenti della Rete della Conoscenza

Queridos compañeros y compañeras,

El 7 de Octubre, como estudiantes italianos de las escuelas secundarias y de las universidades manifestaremos en contra de los ajustes a la educación y a las políticas del gobierno. Desde tres años protestamos contra ajustes que amenazan la misma existencia de un sistema de educación publica y reducen los pocos espacios democràticos que todavía quedan en las universidades y en las escuelas.
En los últimos meses el Gobierno, con la excusa de la crisis económica y de la necesidad de reducir los gastos publicos, està destruyendo totalmente el estado social, atacando los derechos de los trabajadores y nuestro futuro. En los próximos años centenares de millares de jóvenes no podràn estudiar porque no tendràn el dinero suficiente. Ya muchas escuelas y universidades publicas no tienen los recursos suficientes para garantizar una educación de cualidad. Cada año muchos jóvenes de nuestro País deben ir al extranjero para encontrar un trabajo digno para lo que han estudiado o se quedan en Italia, desempleados o precarios. Nosotros queremos construir una alternativa digna a la fuga y retomar lo que el gobierno, las bancas, el sistema económico nos han robado.
El 7 de Octubre también ustedes, compañeros y compañeras chilenos, manifestaràn. Nosotros hemos seguido la protesta de ustedes. Hemos sufrido y esperado con ustedes, conscientes que la lucha de ustedes es la misma que nos combatimos desde años contra la privatización de la educación y a favor del derecho a una educación universal, que sea de verdad para todos y para todas.

Esperamos que esta sea solamente la primera vez que en las calles y las plazas de Chile y de Italia manifesteràn juntas para reclamar las mismas cosas. Estaremos en la plaza el 15 de octubre en ocasion del Dia Internacional promovida por los indignados espanoles. Esperamos de construir, tambien con ustedes, un movimiento internacional contra el neoliberalismo, la privatizaciòn y la mercantilizaciòn del conocimiento.

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