Crisi: sempre meno lavoro e meno giovani al Sud

La crisi economica investe tutto il mondo e anche l’Italia. La situazione nelle famiglie è davvero preoccupante fra bollette da pagare e calcolare rata mutuo per chi ha comprato una casa. Ma nel nostro Paese, il Sud è sicuramente più colpito dalla recessione. Il mezzogiorno d’Italia da sempre cresce meno del Centro e del Nord, ma adesso la situazione è davvero critica, dato che il tasso di disoccupazione arriva a sfiorare il 25%. Si teme persino un vero e proprio tsunami demografico e si calcola che nel 2050 il numero degli over 75 potrebbe essere cresciuto di ben 10 punti percentuali. Insomma, il Sud non sembra essere un posto per giovani. A confermarlo anche i dati del rapporto Svimez su economia nel Mezzogiorno. Stando al quadro tracciato da suddetto rapporto, il Sud non cresce a livello industriale e, pertanto, necessiterebbe di un nuovo progetto atto a incrementare lo sviluppo. Bisognerebbe, quindi, puntare sui nuovi settori, come la geotermia e le altre fonti rinnovabili che potrebbero avere terreno fertile in questa zona date le condizioni climatiche. Entrando nel merito dei dati, dal rapporto emerge che nel 2010 il Pil è aumentato al Sud dello 0,2%, mentre al Centro-Nord dell’1,7%. Inoltre, nell’ultimo decennio, il Sud ha segnato una media annua negativa, -0,3 per cento, mentre il Centro Nord ha fatto registrare il +3,5%. Per quanto riguarda il Pil pro capite, il Mezzogiorno è passato dal 58,8% del valore del Centro-Nord nel 2009 al 58,5% del 2010.

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