No al numero chiuso, per una scuola pubblica di qualità, per il diritto allo studio

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Oggi 5 settembre, apertura le università italiane, come ogni anno inaugurano il ritorno dalla pausa estiva con i famigerati test d’ingresso in tutt’Italia. A Roma il Liceo Tasso ha il suo primo giorno di scuola.

Link Coordinamento Universitario e l’ Uds hanno organizzato presso la Sapienza e il Liceo Tasso di Roma un azione dimostrativa contro i tagli a scuola e università e il numero chiuso. Mentre si discute la manovra economica nelle nostre scuole e nelle nostre università ci si scontra sempre più con le i danni dei tagli di questo Governo e della riforma Gelmini.

La conseguenza più evidente è un progressivo aumento dei corsi a numero programmato, ad un innalzamento della contribuzione studentesca un crescente attacco al sistema di diritto allo studio che, ad oggi, è sempre meno in grado di tutelare chi, per legge, ha diritto ad essere tutelato. Oltre duecentomila “studenti fantasma” che rischiano di essere espulsi dall’università a seguito del taglio del 94,71% al diritto allo studio che insieme al taglio alle Regioni, previsto nella manovra tutt’ora in discussione, segnano la fine del diritto allo studio.

Al posto delle borse di studio, il ministro Gelmini vuole introdurre un test nazionale per gli studenti diplomati con almeno 80/100, che assegni, senza tener conto del reddito familiare, prestiti da 10.000 € per pagare le spese degli studi e da restituire una volta laureati.

Il nostro no al numero chiuso è la battaglia contro le barriere all’accesso all’istruzione sempre più legate l’esigenza delle università italiane di escludere rientrare nei parametri del ministero e avere accesso a più fondi, in un periodo di tagli stringenti e miopi.

Rifiutiamo un’idea di scuola sempre più simile a un carcere: strutture fatiscenti, nessuno stimolo innovativo e il ricatto costante del voto di condotta e del limite delle 50 assenze.

Per questo oggi davanti all’università la Sapienza e il liceo Tasso abbiamo voluto sensibilizzare gli studenti indossando, provocatoriamente un costume da fantasma: gli studenti non possono essere i fantasmi di questo paese. E domani saremo presenti allo sciopero generale indetto dalla CGIL per riibadire con forza che questo autunno il governo dovrà farli anche con noi.

il testo del volantino distribuito oggi:
Due spettri si aggirano per l’Europa, da un lato la crisi economica, dall’altro le lotte e i movimenti di indignazione. La crisi, prodotta dalla speculazione finanziaria, complici i governi di mezzo mondo è diventata la scusa per ulteriori tagli al welfare, alla scuola, all’università e alla ricerca.
Come i fantasmi in catene, ci sentiamo prigionieri di una scuola che non ci lascia spazio per le nostre speranze, la nostra voglia di sapere, reprimendoci con una didattica ripetitiva e nozionistica, silenziosi come fantasmi, sotto la minaccia costante del limite delle 50 assenze e del voto di condotta, tra le pareti di scuole sempre più fatiscenti.
Decine di migliaia rischiano di essere gli studenti – fantasma “rifiutati” dal numero chiuso e da un sistema che pretende di selezionare il merito con poche domande a crocetta. In Italia, a causa dei tagli all’università sono sempre più numerosi i corsi che introducono il numero chiuso. Vogliamo che aumentino strutture, risorse e docenti, e non che diminuiscano gli studenti.
Oltre duecentomila rischiano di essere gli studenti – fantasma espulsi dall’università: – 94,71% di tagli al diritto allo studio, insieme al taglio alle Regioni, previsto nella manovra tutt’ora in discussione, segnano la fine del diritto allo studio, anche le borse di studio diventano fantasmi. Al loro posto il ministro Gelmini vuole introdurre un test nazionale per gli studenti diplomati con almeno 80/100, che assegni, senza tener conto del reddito familiare, prestiti da 10.000 € per pagare le spese degli studi e da restituire una volta laureati. Noi rifiutiamo la cancellazione del diritto allo studio e la promozione di un sistema che ci vuole – una volta laureati – precari e indebitati.
Siamo studenti medi e universitari, vogliamo studiare, avere una formazione di qualità e avere un futuro non precario. Per questo daremo avvio a una stagione di lotte e resistenza, spogliandoci delle nostre vesti di fantasmi, e ci faremo vedere e sentire nelle piazze di tutt’Italia a partire dallo sciopero generale di domani 6 settembre. Non resteremo invisibili. Stiamo arrivando.

La Rete della Conoscenza è il network promosso da Unione degli Studenti e Link-Coordinamento universitario.

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