Si erano opposti alla riforma, ora vogliono aumentare le tasse

Il 18 maggio alcuni senatori dell’opposizione: Ichino, Ceccanti, D’Alia, Germontani, Leddi, Ignazio Marino, Morando, Poli Bortone, Nicola Rossi, Rusconi, Rutelli, Tonini, Treu, Valditara hanno presentato un interrogazione scritta in Senato ai ministri dell’economia e dell’istruzione per richiedere che anche in Italia sia applicato il modello di tassazione studentesca adottato in Inghilterra.
Questo modello prevede tasse molto alte, fino a 9.000 sterline, che non tutti possono permetteri. Molti studenti finiscono poi ad indebitarsi per potersi pagare gli studi e ad avere negli anni successivi dei debiti che pesano sul loro futuro e sulle loro prospettive di vità.
Certo non ci stupisce che questa proposta sia presentata da chi come il senatore Valditara è autore del testo sulla governance della riforma Gelmini o da chi come gli altri senatori dell’opposizione da tempo si era espresso favorevolmente alle proposte di cambiamento dell’università in senso aziendale proposte da questo Governo.
In Italia già da anni non vengono rispettati i limiti imposti dalla legge alla contribuzione studentesca, inoltre le tasse universitarie negli ultimi anni sono aumentate in maniera considerevole in molti atenei italiani.
Come LINK-Coordinamento Universitario siamo assolutamento contrari a qualsiasi aumento delle tasse universitarie che avrebbe solo l’effeto di impedire a migliaia di studenti di accedere ai più alti gradi della formazione e ne costringerebbe altri ad indebitarsi con le banche per molti anni.
Riteniamo che sia da ripensare il sistema di tassazione studentesca in base a criteri di equità e progressività e che non si possano tagliare i finanziamenti all’università e al diritto allo studio, come ha fatto questo governo negli ultimi 5 anni, diminuendo i servizi, per poi aumentare le tasse agli studenti.
Come studenti siamo pronti a tornare in piazza, come abbiamo fatto per tutto l’autunno, per impedire che proposte come questa che limitano la possibilità di accesso all’università siano messe in pratica.

Rete della Conoscenza

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