Vittorio Arrigoni: la difficoltà di restare umani

Di seguito il comuinicato stampa della confederazione Cobas sul barbaro assassionio di Vittorio Arrigoni.

Durante l’operazione“piombo fuso”, il bombardamento a ridosso del capodanno 2009 contro Gaza -anche con l’uso di bombe al fosforo- da parte dell’esercito israeliano con il massacro di oltre 1400 civili, tra cui un terzo di bambini e bambine, Vittorio Arrigoni raccontava l’orrore della morte e del presente del popolo palestinese cui era legato profondamente concludendo la cronaca dell’orrore con l’appello “restiamo umani”.
Una pervicace, rabbiosa volontà di combattere l’oppressione di un popolo, quello palestinese di Gaza attraverso l’azione diretta e il coinvolgimento personale. Contro i luoghi comuni del potere Vittorio si è schierato senza indugi da parte degli ultimi, dei non umani, degli abitanti del carcere più grande del mondo: la gabbia di Gaza.
Vittorio che smonta l’ipocrisia e la menzogna della stampa internazionale, rimettendo –con la sua testimonianza diretta- in piedi il mondo capovolto dalla menzogna della propaganda filoisraeliana.
Vittorio che denuncia l’ipocrisia e le menzogne dell’eroe di carta Roberto Saviano, che si schiera indecentemente con lo stato di Israele e ne giustifica l’azione politica e militare contro quella parte annichilita di umanità, i palestinesi, di cui Vittorio faceva parte.
Vittorio che denunciava la politica filoisraeliana del governo italiano, di quel paese che nelle ultime sue ore l’ha lasciato solo.
Vittorio che era considerato dallo stato di Israele nemico pubblico, tra gli obiettivi degli omicidi mirati del Mossad. Vittorio ucciso prima dello scadere di un sospetto ultimatum. Vittorio che lavorava per la realizzazione della Freedom flottilla, cui avrebbe dovuto partecipare una nave che, chiediamo, prenda il suo nome.
Vittorio Arrigoni, ucciso da gruppi salafiti dell’estremismo islamico legato ad Al Quaeda, con obiettivi atrocemente troppo simili a quelli del mossad e dello stato assassino di Israele.

Vittorio, restare umani dopo la tua barbara morte è veramente difficile. Ci proveremo, collaborando ed organizzando la freedom flottilla e la solidarietà col popolo palestinese. Ma l’umanità e veramente più povere senza di te.
Confederazione Cobas Terni

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