Scuola: il tempo andato della democrazia

Puntuale come una spada di Damocle, è arrivata l’informativa sugli organici della scuola primaria da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e, purtroppo, la realtà è peggiore delle nostre già pessimistiche previsioni; apprendiamo infatti che, su un taglio previsto dal MIUR di 760 posti sull’organico di diritto, l’USR Puglia ha deciso di metterci del suo, aggiungendo un taglio ulteriore di 41 posti; tutto ciò, per le province di Bari e Bat, significa, per il prossimo anno scolastico, un totale di 279 docenti di scuola primaria in meno.

L’amministrazione ha agito sulla base dei dati numerici concernenti alunni e classi segnalati dai dirigenti scolastici, ed è indubbiamente da tenere in conto un consistente calo demografico, aggravato dai nuovi movimenti migratori che sono ripresi tra il Sud e il Nord dell’Italia; l’intreccio di questi fattori è la causa di 1.926 alunni in meno su Bari e Bat, ma è di sicuro insufficiente a giustificare provvedimenti che ci hanno portati, nel giro di 3 anni, ad una somma complessiva di oltre mille docenti in meno sulla sola scuola primaria.

Se è vero, infatti, che gli alunni, nella scuola primaria, diminuiscono, è però altrettanto vero che le famiglie continuano a vedere insoddisfatte le loro richieste in fatto di tempo scuola, sia per quanto riguarda le 30 ore che, soprattutto, per il tempo pieno.

Le richieste delle famiglie di iscrizioni al tempo pieno sono costantemente aumentate negli ultimi anni in provincia di Bari e Bat: se nel 2009/2010 le classi richieste erano 255, nel 2010/2011 erano già 382, mentre per il 2011/2012 sono state richieste complessivamente 461 classi, di cui 144 classi prime.

Stando all’informativa dell’USR, però, queste 461 classi dovrebbero diventare 389 e, come già successo lo scorso anno (quando delle 146 classi prime richieste in realtà ne furono autorizzate solo 113), dobbiamo aspettarci che vengano autorizzate solo 100 delle 144 classi prime a tempo pieno richieste.

Tutto ciò senza contare che, a causa dei vergognosi tagli nei trasferimenti agli enti locali attuati dal governo, molti comuni avranno serie difficoltà nel garantire strutture e servizi idonei, tant’è che siamo già a conoscenza di comuni come Molfetta, Bitonto e Palo del Colle, nei quali il tempo pieno rischia il totale azzeramento.

Prendendo a campione due province come Bari e Milano, vediamo come a Milano ben il 50% delle scuole primarie ha il tempo pieno, mentre a Bari il tempo pieno era, fino ad ora, presente in meno del 15% delle scuole; cosa succederà ora?

Se le scelte operate dall’Amministrazione continueranno ad andare in un’ottica di non soddisfacimento delle richieste delle famiglie e di un colossale impoverimento degli organici, del tutto impossibile da effettuare, se non a scapito del diritto allo studio e della funzionalità delle scuole, la FLC CGIL di Bari si riserva, congiuntamente con la FLC CGIL Puglia, di impugnare il decreto sulla dotazione organica della scuola primaria.

Bari, 5 aprile ’11

Segr. Gen. Claudio Menga  – FLC CGIL Bari

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