Archivio mensile:marzo 2011

Scuole e protezione IT: il 63% degli istituti affronta il problema almeno due volte all’anno

I laboratori di Panda Security, The Cloud Security Company, hanno pubblicato i risultati del primo Studio sulla Sicurezza IT realizzato con la collaborazione di alcuni istituti scolastici americani. La ricerca ha coinvolto oltre 100 responsabili IT e analizza i principali metodi di sicurezza e le preoccupazioni legate ai rischi nelle scuole. Dai risultati emerge che il 63% ha vissuto disagi, almeno due volte all’anno, causati da attacchi malware o da accessi di utenti non autorizzati. Lo studio evidenzia che la sicurezza IT richiede un grande impegno sia di tempo sia di risorse, e uno sforzo significativo da parte delle scuole per gestirla in modo efficiente.
La ricerca completa è disponibile su: http://press.pandasecurity.com/wp-content/uploads/2011/03/Panda-K12-Education-IT-Security-Study_03.23.11.pdf .

Dato il costante aumento di malware e la diffusione di nuove minacce attraverso i social media, è sempre più importante dotarsi dei corretti di sicurezza all’interno delle scuole. Come dimostra lo studio di Panda, il 64% degli istituti ha subito downtime a causa di attacchi almeno due volte nel 2010.

Le scuole spesso devono affrontare difficoltà di aggiornamento dei sistemi di sicurezza e il 72% degli intervistati afferma che il primo ostacolo è rappresentato dai budget ridotti messi a disposizione delle scuole, mentre il 38% individua nella mancanza di personale il principale problema nella gestione della sicurezza IT. Il 29% infine, afferma che i responsabili IT hanno altre priorità rispetto alla sicurezza.

“Internet rappresenta indubbiamente uno strumento fondamentale per l’istruzione ma può diventare la causa di gravi interruzioni nell’attività giornaliera di un istituto quando non si hanno a disposizione gli strumenti di sicurezza adeguati” commenta Luis Corrons, direttore tecnico dei laboratori di Panda Security. “I risultati della ricerca mostrano chiaramente come sia necessario per gli istituti scolastici avere a disposizione un sistema di sicurezza IT in grado di bilanciare costi, tempi di manutenzione e livelli più alti di protezione”.


Le principali preoccupazioni per la sicurezza nella scuola dell’obbligo

I problemi legati alla sicurezza rappresentano un investimento di tempo e risorse IT, che vengono sottratti alle attività educative. Il 38% degli intervistati si trova a rimuovere virus o malware dai sistemi anche più di una volta a settimana, mentre per il 21% è un’attività quotidiana.
Un grafico di riferimento è disponibile su: http://press.pandasecurity.com/usa/wp-content/uploads/2011/03/Figure-2.jpg .

Nonostante le scuole possano contare su buoni sistemi di sicurezza, è necessario incrementare ulteriormente il loro livello. Il 90% degli istituti ha installato antivirus o antimalware, tuttavia quasi il 25%, non ha a disposizione firewall, sistemi di controllo di siti Internet pericolosi o di autenticazione utenti.

La preoccupazione principale dei responsabili IT è rappresentata dall’uso che viene fatto dei social network all’interno delle scuole e dalle policy applicate. Dallo studio emerge che il 95% degli istituti ha implementato politiche di sicurezza proprio per evitare attacchi malware provenienti da queste piattaforme. Il 32% ne vieta l’accesso, mentre il 29% ne consente l’utilizzo senza limitazioni.

Le scuole sono inoltre consapevoli che l’utilizzo di periferiche esterne alla rete presupponga un rischio e per questo si stanno impegnando per integrare pienamente politiche di sicurezza a riguardo. L’82% degli istituti permette a professori e alunni di connettere i propri computer alla rete ma solo il 74% monitora l’uso di dispositivi esterni. Il 15% invece non adotta misure aggiuntive di sicurezza, rendendo, di conseguenza, il sistema scolastico più vulnerabile.

I responsabili della sicurezza confidano nel cloud per migliorare l’infrastruttura IT e riconoscono i benefici che ne derivano in termini di protezione. Il 32% afferma di aver già implementato soluzioni di sicurezza cloud-based, il 91% invece conferma di essere a conoscenza del valore aggiunto che può derivare da questo tipo di soluzioni e progetta di implementarle entro due anni. L’80% degli intervistati, infine, considera il miglioramento del livello di protezione il primo motivo per cui implementare soluzioni cloud.

La gestione della sicurezza rappresenta una sfida, non solo per i potenziali rischi, ma anche per i tagli di budget e la carenza di personale.
Panda Security raccomanda ai responsabili IT di:

Investire in soluzioni cloud-based. Il database centralizzato garantisce protezione in tempo reale da ogni una nuova minaccia individuata. Panda Cloud Office Protection offre non solo la massima protezione e una riduzione dei costi del 50% rispetto a prodotti tradizionali, ma facilita l’implementazione e la gestione dell’applicazione su tutti i dispositivi.- Richiedere la registrazione di dispositivi esterni e assicurare protezione completa contro la potenziale diffusione di minacce introdotte nella rete attraverso l’uso di dispositivi come iPhone, iPad o portatili.- Affidarsi a sistemi di sicurezza basati sulla gestione centralizzata che sollevino i responsabili IT dall’onere della gestione e manutenzione della sicurezza.- Monitorare l’accesso e l’uso dei social media per limitare l’esposizione alle minacce provenienti da questi siti, riconosciuti come il mezzo preferito dei cyber criminali.- Istituire programmi di formazione, educazione e consapevolezza della sicurezza per alunni e professori focalizzati sui rischi e sulle tecniche principali utilizzate dagli hacker. I laboratori di Panda Security offrono informazioni e risorse aggiornate sul mondo della sicurezza.

Si avvicina la tavola rotonda sul bullismo di Parma

E’ in programma per venerdì 8 aprile la tavola rotonda Fenomeni di bullismo e tecnologie digitali che nasce dalla collaborazione tra Parma Civica e il Gruppo Buongiorno, azienda parmense leader a livello mondiale nell’offerta di servizi e soluzioni per la “mobile connected life”, con il contributo di Altroconsumo e della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Parma. L’iniziativa educativa è parte dell’impegno di Corporate Social Responsibility del Gruppo Buongiorno, che vede l’azienda attiva in prima persona in un’attività di sensibilizzazione nei confronti di un problema sociale che coinvolge un numero sempre più ampio di adolescenti, che ha dato origine anche al manuale “Stop al Cyberbullismo” a cura dello psicologo Nicola Iannaccone.
Partecipano alla tavola rotonda – introdotta da un intervento di Cristina Sassi, Coordinatrice del Gruppo Femminile di Parma Civica, e moderata dal giornalista della Gazzetta di Parma, Gabriele Balestrazzi – lo stesso Nicola Iannaccone, insieme a Mauro Del Rio, Presidente e Fondatore di Buongiorno SpA; Marco Pierani, Responsabile Relazioni Esterne Istituzionali di Altroconsumo; e Marcello Zanni, Ispettore Capo della Polizia di Stato e Comandante della sezione di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Parma.

Il cyberbullismo si verifica quando i comportamenti negativi degli adolescenti – che sono sempre esistiti – vengono attuati attraverso le nuove tecnologie digitali: oggi i bulli hanno a disposizione strumenti come Internet e i telefoni cellulari che moltiplicano gli effetti negativi delle loro azioni, ampliando le dimensioni del pubblico e prolungando la durata nel tempo, con conseguenze negative sui singoli e sul gruppo, e un impatto negativo sulla didattica.
Il manuale “Stop al Cyberbullismo” ha l’obiettivo di educare i ragazzi e le ragazze a un uso responsabile della tecnologia. Il volume parla a un target di docenti e genitori, ma offre chiarimenti e informazioni ai giovani usando il loro linguaggio e toccando il fenomeno del cyberbullismo da più angolazioni: i filmati presenti nel DVD allegato al volume, infatti, sono stati realizzati in alcune scuole medie inferiori e superiori di Milano con la collaborazione di insegnanti e alunni.

Il manuale (volume + DVD) consente alla scuola e agli insegnanti di attivare degli interventi di contrasto al cyberbullismo sia in termini preventivi (laddove il fenomeno non è ancora emerso) sia per rispondere alle emergenze. Il volume è pubblicato da Edizioni la Meridiana, e ha un prezzo di copertina di 14 Euro: i proventi dei diritti d’autore che derivano dalla vendita vengono devoluti da Buongiorno all’Ambulatorio per le Vittime del Bullismo dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, fondato e diretto dal Primario della Divisione di Pediatria Professor Luca Bernardo.

Corale Verdi, Vicolo Asdente 9, Parma – Venerdì 8 aprile 2011, ore 17:00
Per informazioni sul progetto Stop al Cyberbullismo: http://www.buongiorno.com/csr

Secondo Cobas Scuola NON collaborare con i test invalsi si può

Alcuni Dirigenti Scolastici sembrano propensi a imporre come obbligatoria per i docenti la somministrazione delle prove INVALSI, mentre invece non lo è e presenta vari aspetti di illegittimità.
È il momento di opporsi al presunto carattere obbligatorio dei Test INVALSI!
Per invitare le scuole alla somministrazione delle prove INVALSI, quest’anno il Ministero se la cava con una semplice Nota (30 dicembre 2010, Prot. N.3813), che afferma il principio dell’obbligatorietà della collaborazione degli insegnanti nelle varie fasi della procedura, secondo modalità ancora non chiarite e che saranno successivamente comunicate.
L’art.3, comma 1, lettera b, della legge 28 marzo 2003, n.53 assegna all’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione (INVALSI) il compito di effettuare verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze ed abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche. In tale provvedimento, che è legge, si desume la obbligatorietà della somministrazione della detta prova da parte delle scuole.
L’obbligatorietà è però prevista per legge solamente per le classi terze della scuola media (Legge Fioroni), ma il discorso è diverso per quanto concerne il personale in servizio nelle altre classi di ogni ordine e grado. Non è infatti scritto da nessuna parte che i Docenti siano tenuti obbligatoriamente a somministrare le prove, in quanto il contratto nazionale di lavoro non prevede alcun obbligo di questo tipo per gli insegnanti, né tra gli obblighi di servizio, né nella funzione docente.
Indicazioni di qualunque tipo sulla materia in oggetto non possono avere alcun carattere imperativo per il personale docente il quale non è tenuto (vedasi anche l’articolo 33 della Costituzione sulla libertà di insegnamento) in alcun modo a partecipare direttamente alla somministrazione delle prove INVALSI, né a collaborare all’eventuale organizzazione delle stesse, se non le condivide: ciascun docente ha facoltà, nelle proprie ore di lezione, di decidere quali attività debbano essere svolte (sulla base del POF d’Istituto e della programmazione annuale e settimanale) senza che nessuno possa imporre altre attività prive dell’adesione degli insegnanti dell’Istituto, poiché l’impostazione della didattica e dei criteri di valutazione è esclusiva competenza del Collegio dei Docenti (art. 7 comma 2 del testo unico sulla scuola).
Perciò il Dirigente scolastico non ha alcuna facoltà o potere di imporre a nessun docente di somministrare le prove Invalsi durante il proprio orario di servizio, anche se il Collegio avesse deliberato in tal senso (opzione metodologica minoritaria: art. 3; D. P. R. 275/99: Regolamento dell’autonomia scolastica), poiché tale decisione sarebbe illegittima secondo la normativa vigente.
Inoltre, si ricorda che la sentenza della Cassazione n. 23031 del 2 novembre 2007 ha sancito, in modo definitivo, che una circolare (e una Nota ha meno valore di una circolare!) è un atto meramente interno della pubblica amministrazione, esprime esclusivamente un parere e non vincola addirittura nemmeno la stessa autorità che l’ha emanata. In sintesi, una Circolare, e a maggior ragione una Nota Ministeriale, non sono fonti di diritto, quindi non vincolano ad alcunché.

E’ importantissimo cercare di frenare questi continui tentativi di svalutazione dell’organizzazione della didattica, prerogativa esclusiva dei Collegi dei Docenti! Se non ci opponiamo subito a questi tentativi, non rischiamo solamente di perdere l’ultima libertà che ci è rimasta come docenti, la libertà di insegnamento, ma avalliamo il tentativo di introdurre nella scuola la meritocrazia, che abbiamo respinto con la sperimentazione. Infatti, mentre la Finanziaria di luglio ha bloccato stipendi e contratti, il recente Decreto Milleproroghe apre le porte alla riforma Brunetta (in base a cui si intende misurare la perfomance dei docenti e differenziare gli stipendi).
Come sarà misurata la cosiddetta performance?
Ovviamente, uno dei criteri sarà il risultato che ogni scuola conseguirà con i Test Invalsi!

COBAS-Scuola
sede provinciale di Reggio Emilia
via Martiri della Bettola n.6
apertura: martedì dalle 17 alle 19,30
tel. 331/8826698 – 339/3479848 – fax 0522/282701
cobasre@yahoo.it   www.cobas-scuola.it

La notte bianca della scuola

Ci arriva un comunicato stampa di una iniziativa sulla scuola del Partito Democratico. Cosa ne pensate?

Venerdì 8 aprile a Milano, Torino, Bologna, Napoli il Partito Democratico promuove “La Nottebianca della scuola”. Sarà un momento di incontro e di confronto aperto con tutto il mondo della scuola, per riaffermare insieme il valore della scuola pubblica italiana, quale istituzione democratica fondamentale per il futuro del Paese e dei giovani.

Sarà un grande appuntamento, sia live che in rete, che collegherà fra di loro i momenti di approfondimento, gli interventi, le riflessioni e gli spazi di intrattenimento che si succederanno nei teatri della Notte Bianca e che si potranno seguire live, in streaming, sul sito www.lanottebiancadellascuola.it  o su Youdem.tv (Sky 813).
Crediamo sia una grande manifestazione che ha bisogno della partecipazione di tutti, in tutte le sue fasi: il vostro sito è certamente tra i più in vista del settore e chiediamo per questo la vostra disponibilità ad inserire sul i banner che rimandano al sito dell’evento.
E’ nostra intenzione, inoltre, comunicare informazioni sull’evento ai vostri iscritti, coinvolgendo i loro pareri e commenti, che pubblicheremo sul nostro blog. Avremo senz’altro cura di segnalare il vostro sostegno attivo, mettendo in evidenza il vostro portale con un ringraziamento particolare.
Anche grazie alla vostra partecipazione, potremo avviare quel grande circuito di idee, parole, proposte, punti di vista a sostegno della Scuola, che culminerà nell’appuntamento dell’ 8 Aprile.

Uil Scuola: l dettaglio della riunione di oggi al Miur

E’ possibile individuare delle soluzioni. La Uil Scuola, ancora una volta ha riproposto, nel corso dell’incontro che si è svolto stamattina al Miur, l’apertura di una trattativa per dare soluzioni strutturali al problema precariato. Continuiamo ad insistere – sottolinea il segretario generale Massimo Di Menna, servono:
immissioni in ruolo sui posti vacanti in organico di diritto
– la definizione di un organico funzionale con definizione delle graduatorie
incarichi pluriennali
bandi di concorso dove ci sono posti disponibili
– misure a sostegno del lavoro

Il dettaglio della riunione di oggi al Miur
L’incontro di oggi tra le organizzazioni sindacali e l’amministrazione ha affrontato i seguenti argomenti: contratto utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, ordinanza ministeriale mobilità insegnanti di religione cattolica, problematiche concernenti il precariato con particolare riferimento alle graduatorie ad esaurimento. Per la Uil scuola hanno partecipato Pasquale Proietti e Antonello Lacchei.

Aggiornamento graduatorie a esaurimento
L’amministrazione, per il rinnovo delle graduatorie, ha posto nei giorni scorsi un quesito all’Avvocatura Generale dello Stato per verificare la tenuta giuridica delle due soluzioni possibili: aggiornamento delle graduatorie con possibilità di cambiare provincia o possibilità di aggiornamento, esclusivamente all’interno della provincia di attuale inserimento.

Precariato
L’amministrazione, nel commentare le sentenze favorevoli ai precari, conseguenti al contenzioso promosso dalla Uil scuola e dagli altri sindacati, ha espresso forte preoccupazione per i possibili sviluppi immediati e l’orientamento ad individuare, d’intesa con i Ministeri dell’Economia e della Funzione Pubblica, soluzioni possibili.
A questo fine sono in programma incontri specifici.

La Uil, sul problema del precariato ritiene sbagliato affrontare singolarmente i vari aspetti che sono intrecciati tra di loro e non si possono né si devono affrontare separatamente.
La Uil ha riconfermato l’esigenza di un tavolo unico per definire nel suo complesso la questione del personale precario dando stabilità e certezze al personale.
Con queste motivazioni, la Uil ha chiesto un incontro di livello decisionale per una trattativa che affronti il problema del precariato della scuola e individui soluzioni strutturali e complessive.
Per questo la Uil ha rinnovato la richiesta per:
immissioni in ruolo sui posti vacanti in organico di diritto;
un organico funzionale pluriennale e incarichi pluriennali;
bandi di concorso lì dove le graduatorie sono esaurite.
per i quali le rispettive graduatorie a esaurimento o permanenti sono esaurite o insufficienti.

Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie
Oggi, con anticipo rispetto agli anni precedenti, si è aperto il tavolo per il rinnovo del contratto integrativo nazionale relativo alle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie per l’anno scolastico 2011/12. La nuova procedura prevede la sigla di una ipotesi di accordo che verrà sottoscritto definitivamente, dopo il parere della Funzione Pubblica.
Nel merito delle questioni, fatti salvi alcuni rilievi della Funzione Pubblica relativi alle questioni connesse ad decreto 150/09, l’amministrazione e le organizzazioni sindacali sono orientati a confermare l’impianto del contratto precedente limitando gli interventi alla ordinaria “manutenzione” del testo. Gli incontri si terranno con cadenza settimanale.

Insegnati religione cattolica: ordinanza mobilità
L’amministrazione sta per emanare l’ordinanza relativa alla mobilità degli insegnati di religione cattolica.Le domande di mobilità dovranno essere presentate da tutto il personale dal 13 aprile al 12 maggio 2011. Il termine per la pubblicazione dei movimenti è fissato al 15 luglio 2011.
Il termine ultimo per la presentazione della richiesta di revoca della domanda è fissato al 30 giugno 2011.

Cinzia Fruscione,Ugl Scuola:-” Noi dell’uglscuolasicilia siamo d’accordo per l’unificazione delle Aree di sostegno nella scuola media Secondo Grado”

La prof.ssa Cinzia Fruscione componente della segreteria regionale Ugl Scuola Sicilia, responsabile delle pubbliche relazioni con le massime autorita’ Scolastiche in Sicilia ritiene fondamentale l’ unificazione delle aree di sostegno nelle scuole superiori.Questo progetto di unificazione delle aree darebbe una linea comune nei vari ordini di scuola. Va sottolineato che tutti gli insegnanti di sostegno hanno frequentato lo stesso corso di specializzazione ed è evidente che l’allievo che ha bisogno di sostegno,più che avere difficoltà nei confronti di una materia o in un’altra, presenta difficoltà trasversali ad esse, che influiscono sul suo rendimento e sulla sua vita scolastica; le quattro categorie citate dal decreto ministeriale n. 132 del 26 aprile 1993 sembrano soddisfare le esigenze organizzative della scuola piuttosto che le reali esigenze dell’alunno.
Questa suddivisione delle aree, eliminata nella scuola superiore di I grado (legge 104 del 1992) non è più tollerabile per diversi motivi :
a)  danneggia i diritti degli alunni diversamente abili che non sono seguiti anno dopo anno dagli stessi insegnanti;
b) l’illogica suddivisione in aree con la conseguente disoccupazione dei docenti precari di sostegno di una determinata area con punteggi altissimi;
c) il mercimonio delle assegnazioni dell’area all’alunno disabile.
In conclusione dichiara:-“La nostra organizzazione e’ a favore dell’unificazione” Piu’ volte il nostro segretario regionale prof. Bartolo Pavone ha sottolineato che quest’anno daremo battaglia nel momento in cui non sara’ rispettata la Sentenza della Corte Costituzionale n.80 e la C.M sull’adeguamento dell’organico di diritto a quello di fatto,sulla formazione delle classi secondo il D.P.R.n.81/2009 e che vengono loro assegnate le ore riconosciute dall’ equipe psico medico pedagogica.
( Prof.ssa Cinzia Fruscione ).