Perchè la scuola sciopera il 28 gennaio?

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa in merito al prossimo sciopero del 28 gennaio dei Cobas Scuola  di Reggio Emilia.

Nell’ultimo biennio il governo Berlusconi, proseguendo comunque quanto attuato anche da precedenti governi, ha cancellato centinaia di migliaia di posti di lavoro, ingigantito il precariato, imposto catastrofiche “riforme” della scuola e dell’università, aumentato l’età pensionabile, bloccato i contratti del Pubblico Impiego e con il decreto Brunetta ha sottratto molte materie alla contrattazione, come ha fatto a livello generale con il “collegato lavoro”.

Nella scuola ha tagliato 8 miliardi, con la riduzione di 140.000 posti di lavoro e l’espulsione dei precari, ha ridotto il tempo scuola dalle elementari alle superiori, spacciandole per “riforme”, ha diminuito il finanziamento alla scuola pubblica, aumentandolo alla privata, penalizzando gravemente il diritto allo studio.

Ha cancellato gli scatti di anzianità per tre anni ai lavoratori della scuola e intende sostituirli con aumenti solo per “i più bravi” (non più del 20%) dati in base alla valutazione di una commissione interna alla scuola o al rendimento degli studenti misurato dall’INVALSI.

La vicenda Fiat non riguarda solo i metalmeccanici, ma è un attacco ai diritti del lavoro e sindacali di tutti. Se passa per i metalmeccanici, la categoria sindacalmente più forte e più combattiva, può rovesciarsi a cascata su tutte le altre categorie. Già la disdetta del contratto dei metalmeccanici è stata praticamente contemporanea al blocco dei contratti del Pubblico impiego.

In questo accordo, firmato per la Fiat Mirafiori da Cisl, Uil e altri sindacati minori si prevedono ad esempio 120 ore di straordinario obbligatorio stabilite dall’azienda.

Proviamo a pensare cosa vorrebbe dire se lo straordinario obbligatorio fosse introdotto nella scuola: avrebbero risolto sulla pelle degli insegnanti il problema delle supplenze.

La Fiat abolisce il pagamento dei primi due giorni di malattia, obbligatori per legge, presentando questa misura come “anti-assenteismo”.
Brunetta ha già imposto il taglio del salario accessorio per i pubblici dipendenti.

Sul diritto di sciopero: sono “sanzionabili” comportamenti che mettono in forse l’attuazione di tutte le clausole dell’”accordo” o che ne “inficiano lo spirito”.
Questo ricorda le circolari che nella scuola intendono sanzionare chi, collegi o singoli docenti, criticano pubblicamente o lottano contro le ”riforme” della Gelmini.

Sulla rappresentanza sindacale: organizzazioni che non hanno firmato non avranno agibilità sindacale (delegati, permessi, assemblee, riscossione delle quote di iscrizione in busta paga, possibilità di presentare liste per l’elezione dei delegati ecc.).
Proprio perché non abbiamo firmato contratti capestro contro cui abbiamo scioperato, noi Cobas della scuola, paghiamo da anni l’esclusione dalle trattative e soprattutto la mancanza delle assemblee in orario di lavoro (i lavoratori/trici non hanno le ore di permesso per partecipare alle assemblee cobas).

Il risultato del referendum alla Fiat Mirafiori costituisce un grande esempio di resistenza e di dignità dei lavoratori e delle lavoratrici: malgrado la pesantezza dell’ignobile ricatto di Marchionne sotteso al referendum (“o accettate il neo-schiavismo che vi imponiamo, o ve ne andate a casa tutti”), il 46% ha risposto un secco e coraggioso NO contro l’arroganza padronale e governativa.

Questa lotta per i diritti sindacali di tutti è da sempre anche la nostra lotta.

Mettiamo in campo il 28 gennaio il più ampio fronte sociale per riconquistare i posti di lavoro, il reddito, le pensioni, le strutture sociali pubbliche, a partire da scuola, sanità, trasporti ed energia, i beni comuni, i diritti politici, sociali e sindacali.

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