FLC CGIL Messina: Ricerca e Università si organizzano per fronteggiare

Messina – La Federazione Lavoratori della Conoscenza della CGIL di Messina dedica oggi due importanti momenti di discussione alle condizioni in cui si trovano la Ricerca e l’Università dopo i tagli operati dal governo. La Segretaria Gen. Graziamaria Pistorino insieme al Segr. Gen. FLC CGIL Sicilia Giusto Scozzaro ed al Segr. naz. FLC CGIL Francesco Sinopoli incontrerà nella mattina (alle 10,00 presso l’Istituto Marino di San Ranieri) i Ricercatori del CNR per verificare le possibilità di effettuare un limitato numero di stabilizzazioni di ricercatori precari sulla base del decreto “Milleproroghe”.

“Sarebbe l’occasione di dare stabilità a decine di studiosi che producono altissima ricerca scientifica in condizioni lavorative mai certe e con salari non all’altezza della loro professionalità. In una città che non riesce a contenere la fuga dei cervelli, la stabilizzazione dei giovani ricercatori del CNR sarebbe sì una goccia nel mare, ma una risposta credibile alla qualità dei giovani ricercatori messinesi”.

Nel pomeriggio alle ore 15 presso l’aula di ex Chimica del Rettorato, ancora occupata dagli studenti di UniMeRibelle, si terrà un’assemblea dedicata all’analisi di ciò che può accadere nel nostro ateneo a seguito dell’approvazione della legge sul riordino dell’Università.

Dopo la contestata approvazione della legge Gelmini, il mondo degli studenti, dei ricercatori, dei docenti e di tutti i lavoratori dell’Università si attrezza per comprendere tutte le conseguenze, verificare i percorsi dei decreti attuativi e soprattutto per organizzare le
ulteriori forme di contestazione e contrasto di una legge che il mondo dell’università ha subito come una sopraffazione. Se ne parlerà insieme a Segr. Gen. FLC CGIL Sicilia Giusto Scozzaro ed al Segr. naz. FLC CGIL Francesco Sinopoli, ma anche ai rappresentanti dell’ANDU e della Rete 29 Aprile, presente uno dei coord. nazionali Gianni Piazza.

“E’ indispensabile – dichiara ancora Pistorino – che tutti i cittadini, non solo gli addetti ai lavori, comprendano che tagliare ricerca e conoscenza significa tagliare il futuro. Chi di noi, anche se in difficoltà economiche toglierebbe al proprio figlio la possibilità di studiare e di costruirsi la propria professione? Oggi in Italia, ma con effetti disastrosi sul Sud e sulla nostra città, si sta impedendo ai nostri giovani, soprattutto a quelli con scarse possibilità economiche, quelli che non possono andare a studiare nelle prestigiose e carissime università private del Nord, di costruire con lo studio e la ricerca, il loro futuro e quello della nostra città!”

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